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Alla ricerca del tempo perduto - vol.5

La prigioniera

Di

Editore: Einaudi (Gli struzzi 181)

4.5
(361)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 460 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: A000010217 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Paolo Serini

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 5

    Ci sono autori capaci di toccare l'animo del lettore e questo è un fatto noto, diciamo. Poi, però, c'è Proust che, non limitandosi a "suonare" le corde dell'animo umano, decide di carezzarle, pizzicar ...continua

    Ci sono autori capaci di toccare l'animo del lettore e questo è un fatto noto, diciamo. Poi, però, c'è Proust che, non limitandosi a "suonare" le corde dell'animo umano, decide di carezzarle, pizzicarle e poi strapparle, lacerando dall'interno il lettore. Il quinto volume della Ricerca è questo, con dei climax di intensità immensa (da 9/5, per intenderci).
    La Ricerca è quasi terminata e questo è, finora, il mio tomo preferito (superando, dunque, con immenso stupore, il primo ed il quarto!).

    ha scritto il 

  • 4

    E’ il primo dei due libri dedicati all’amore per Albertine : un amore contrastato violentemente dalla gelosia, che diventa tanto più forte quanto più il dominio dell’ amata non è completo, quanto più ...continua

    E’ il primo dei due libri dedicati all’amore per Albertine : un amore contrastato violentemente dalla gelosia, che diventa tanto più forte quanto più il dominio dell’ amata non è completo, quanto più quel sentimento egoistico che ha sempre avuto il protagonista nei confronti di chi ama è frustrato. Forse è proprio in questo libro che l’intreccio tra l’opera e l’autobiografia è molto stretto e chiaramente non si può non citare quello che fu l’amore di Proust per Agostinelli. Tuttavia questo non inficia la validità del testo, la sua atmosfera, la tensione spasmodica che scaturisce da ogni gesto, da ogni azione, l’eco di quelle tensioni, di quei desideri giovanili che ora sembrano prendere corpo ed realizzarsi, sì ma con quale angoscia?, con quale dolore? Scrive bene P. Citati : >. E Albertine è mutevole, molteplice con le sue bugie, la sue fughe , i suoi segreti, le sue finzioni. Non è più la fanciulla “in fiore” di Balbec, è diventata una donna sensuale e misteriosa. Lui può imprigionarla come vuole, può diventarne il tiranno, riempirla di regali , vestirla come una principessa ma non può possedere la sua anima, può essere solo torturato da una gelosia senza limiti ed accorgersi di essere dilaniato da un grande contrasto di sentimenti cui non riesce di dare uno sbocco. Lui stesso non sa se il suo è vero amore o no e questa incertezza lo tormenta incessantemente. Se la maggior parte delle pagine sono dedicate a questi sentimenti, nelle restanti si possono leggere passaggi indimenticabili come quelli dedicati all’esecuzione del “Settimino”, opera postuma di Vinteuil o quello in cui si descrive la morte di Bergotte. Molto bella è la descrizione dei rumori che provengono dalla strada e delle grida dei venditori ambulanti cos’ ricchi di doppi sensi. Non meno significativi sono il brano che descrive la fine di Swann e le vicende legate all’ascesa sociale dei Verdurin. L’umiliazione che essi infliggono al barone di Charlus non è il loro trionfo definitivo perché, in aiuto a Palamède viene la storicissima regina di Napoli; questo forse a sottolineare che esistono ancora le distanze tra la nobiltà e la borghesia.

    ha scritto il 

  • 5

    "troviamo di tutto nella nostra memoria, é una specie di farmacia, di laboratorio chimico dove mettiamo le mani a caso, ora su una droga calmante, ora su un pericoloso veleno"

    sempre eccezionale, la p ...continua

    "troviamo di tutto nella nostra memoria, é una specie di farmacia, di laboratorio chimico dove mettiamo le mani a caso, ora su una droga calmante, ora su un pericoloso veleno"

    sempre eccezionale, la prigioniera mi è sembrato più vicino, in special modo nelle ultime pagine, ai primi due volumi della "recherche".

    ha scritto il 

  • 5

    Finalmente il Narratore si rivela e riusciamo a scoprire il suo nome (seppure sia, a suo dire, solo una possibilità).

    La convivenza del Nostro con la sua lei è il tema del libro, anche se si stratta d ...continua

    Finalmente il Narratore si rivela e riusciamo a scoprire il suo nome (seppure sia, a suo dire, solo una possibilità).

    La convivenza del Nostro con la sua lei è il tema del libro, anche se si stratta di una vera e propria reclusione - ma chi è la vera Prigioniera? Sarà mica la stessa anima di chi scrive, incatenata nel tempo e nello spazio?

    Prosegue l'autodistruzione di quello straordinario personaggio che è il Barone di Charlus, e Proust giunge ad una conclusione: la verità è inconoscibile - nonché impossibile. Il nostro pensiero ha dei limiti insuperabili, decisivi, e non è in grado di rivelarci il mondo.
    Solo il cuore può (forse).

    A breve ---> 'Albertine scomparsa' a volte tradotto come 'la fuggitiva'

    PS. Piacevole sorpresa lo scoprire che i gusti letterari del Narratore sono molto simili ai miei.
    I Grandi sono tali per tutti.

    ha scritto il 

  • 4

    Nella wikipedia francese si trova molto poco sul quinto volume della Recherche di Proust, La prigioniera (voce tipo: Albertine est constamment surveillée par le narrateur. Il lui offre une robe de For ...continua

    Nella wikipedia francese si trova molto poco sul quinto volume della Recherche di Proust, La prigioniera (voce tipo: Albertine est constamment surveillée par le narrateur. Il lui offre une robe de Fortuny, che pare poco come “trama” persino per uno per cui mezzo libro è “un bambino ha difficoltà a prendere sonno perché la mamma non gli ha dato il bacio della buona notte”), cosa che dimostra una delle seguenti ipotesi...

    (continua qua: http://cheremone.wordpress.com/2014/03/14/lumanita-e-molto-vecchia/ )

    ha scritto il 

  • 4

    ALBERTINE E' L'AMORE PER LO SCRITTORE MA CON UNA MORBOSITA' E UNA VOGLIA DI TOTALE POSSESSO CHE NE ACCECA LA RAGIONE . FRA UN RICEVIMENTO E UN ALTRO IN CASE NOBILIARI AD ASCOLTARE MUSICA IN MARSEL S'I ...continua

    ALBERTINE E' L'AMORE PER LO SCRITTORE MA CON UNA MORBOSITA' E UNA VOGLIA DI TOTALE POSSESSO CHE NE ACCECA LA RAGIONE . FRA UN RICEVIMENTO E UN ALTRO IN CASE NOBILIARI AD ASCOLTARE MUSICA IN MARSEL S'INSINUANO DUBBI ,CHE ELLA LO TRADISCA MAGARI CON UNA DONNA, CHE SCARICATI ADDOSSO AD ALBERTINE LA COSTRINGERANNO A FUGGIRE DA QUELLA VITA DIVENTATA UNA VERA E PROPRIA PRIGIONE
    CERTAMENTE DA LEGGERE PER CHI AMA PROUST

    ha scritto il 

  • 5

    Il non plus ultra. Vabbè, non vale, perchè io Proust lo adoro. Che dire? C'è tutto. Proprio tutto no, ma quello che siamo sì. In un momento di calma, in qui la vita apparentemente scorre senza bloccar ...continua

    Il non plus ultra. Vabbè, non vale, perchè io Proust lo adoro. Che dire? C'è tutto. Proprio tutto no, ma quello che siamo sì. In un momento di calma, in qui la vita apparentemente scorre senza bloccarsi per qualcosa di troppo grande, questo è vero, non in mezzo al peggio che può succedere, guerra, pestilenza, catastrofi. Ma non è ancora più grande questo?

    ha scritto il 

  • 5

    Il romanzo delle bugie, del possesso e della gelosia

    Sono abbastanza senza parole - a parte le nove del titolo di questa recensione. Di tutti i libri letti, questo (a mio parere) è di gran lunga il più scorrevole, meno noioso e più utile.
    Ad eccezione d ...continua

    Sono abbastanza senza parole - a parte le nove del titolo di questa recensione. Di tutti i libri letti, questo (a mio parere) è di gran lunga il più scorrevole, meno noioso e più utile.
    Ad eccezione di una interminabile serata mondana che occupa l'ultimo centinaio di pagine, ogni azione e riflessione del Narratore si compie in un mondo chiuso, quello della "prigione" di Albertine.
    Non mi soffermo sulla trama, perché facilmente rintracciabile e perché la forza di questo quinto libro della Recherche consiste nella dialettica, reale e immaginaria, diretta o supposta, fra i due protagonisti.
    In certi momenti, l'atmosfera mediata dallo scrittore deravagliava e, volendo tradurre in immagini la prosa, non potevo non pensare che a Buñuel e al surrealismo cinematografico (che surrealtà!). In realtà, persistono, come sempre, le attenzioni maniacali sui particolari che costringono - letteralmente - all'autoanalisi.
    Ogni sentimento, tutti i sentimenti paiono degni, agli occhi del Narratore; anche le più maniacali fissazioni parasessuali sembrano trovare giustificazione nell'ansia di raggiungere il "mondo della contingenza", di fuggire dal "mondo del possibile", raggiungere Venezia, assurta a simbolo di non plus ultra. E, in mezzo a questo mare, il pensiero naufraga inevitabilmente verso la memoria intima, familiare, là dove i ricordi mutano la percezione del tempo con un effetto a volte lisergico e a volte confortante. Inevitabilmente.

    Un (ingiustamente breve) cenno-promemoria personale sul titolo suddetto:
    - L'analisi delle Bugie (montate smantellate restaurate truccate ecc...) è così semplicemente esatta da provocare malcelati sorrisi. Della serie: allora non siamo mica così bravi a ingannare e autoingannarci!
    - Quanto al Possesso (inteso come l'unica forma di felicità possibile al raggiungimento di un obiettivo desiderato) occorre frenarsi nel considerarlo sinonimo di amore. Ho rinunciato a dare un nome ("un nome" in senso proustiano, ovviamente) al legame fra N. e A. E' un "contratto perverso", come avverte il prefatore? Sì, lo è. Quale relazione fra due esseri umani non lo è?
    - Sulla gelosia: vedi alla voce bugia.

    A questi temi, infine, vanno aggiunti altri che esulano un po' dal contratto perverso, ma contribuiscono, stilisticamente e strutturalmente, a rendere sublime la lettura de "La Prigioniera". Tra questi, la musica: veicolo di memoria e acceleratore di azioni.
    Taccio, per noia, sulle riflessioni inerenti all'omosessualità, poiché meglio analizzate nel libro precedente. Basta rilevarne l'inesauribilità, ma si rischia di parteggiare quella critica che continua a leggere la Recherche solo in questa chiave.
    E basta, e su!

    "La Prigioniera" è un libro che dispensa piacere, non necessita di correzioni ed è utile. Perché utile? Fidatevi: lo è.

    ha scritto il 

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