Alla ricerca del tempo perduto - vol.5

La prigioniera

Di

Editore: Einaudi (Gli struzzi 181)

4.5
(373)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 460 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: A000010217 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Paolo Serini

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
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  • 5

    Per chi segue la recherche sin dall'inzio avrà ben chiaro in testa, arrivati a questo punto della narrazione, a cosa potrà riferire il capitolo in questione. Fulcro incomprensibile e per certi versi i ...continua

    Per chi segue la recherche sin dall'inzio avrà ben chiaro in testa, arrivati a questo punto della narrazione, a cosa potrà riferire il capitolo in questione. Fulcro incomprensibile e per certi versi ineffabile è, come mai i trascorsi di Swann appresi nella prima parte dell’opera, i quali ben testimoniano il tormento di un uomo innamorato di una cocotte, di cui il nostro avrebbe dovuto fare tesoro, risultano insufficienti ed inconsistenti per maturare una coscienza solida e risolutiva in questioni analoghe? La gelosia che permette mutevoli stati dell’animo, tant’è che passare dall’eccitazione allo sconforto sembra non esservi alcuna differenza, ha avuto come risultante delle forze interne: l’inerzia. O se prefereriamo chiamiamola ignavia, essendo il protagonista paralizzato e per certi versi avantaggiatosi in una situazione di comodo. Com’è che questo vestito mi calza così a pennello?

    La quiete di Marcel poteva manifestarsi solo così:
    [...] lei continuava a dormire. [...] La mia gelosia si calmava, perché sentivo Albertine trasformata in un essere che respira, che non è altro che questo, secondo quanto testimoniava il soffio regolare in cui si esprime quella pura funzione fisiologica che, totalmente fluida, non ha lo spessore né la parola, né il silenzio, e nella sua ignoranza d'ogni male, alito proveniente più da una canna forata che da una creatura umana, davvero paradisiaco per me che in quei momenti sentivo Albertine sottratta a tutto, non solo materialmente, ma moralmente, era il puro canto degli Angeli. E in quel respiro, tuttavia, dovevano forse - mi dicevo di soprassalto - risuonare non pochi nomi umani conovogliati dalla memoria. [...]

    ha scritto il 

  • 5

    Ci sono autori capaci di toccare l'animo del lettore e questo è un fatto noto, diciamo. Poi, però, c'è Proust che, non limitandosi a "suonare" le corde dell'animo umano, decide di carezzarle, pizzicar ...continua

    Ci sono autori capaci di toccare l'animo del lettore e questo è un fatto noto, diciamo. Poi, però, c'è Proust che, non limitandosi a "suonare" le corde dell'animo umano, decide di carezzarle, pizzicarle e poi strapparle, lacerando dall'interno il lettore. Il quinto volume della Ricerca è questo, con dei climax di intensità immensa (da 9/5, per intenderci).
    La Ricerca è quasi terminata e questo è, finora, il mio tomo preferito (superando, dunque, con immenso stupore, il primo ed il quarto!).

    ha scritto il 

  • 4

    E’ il primo dei due libri dedicati all’amore per Albertine : un amore contrastato violentemente dalla gelosia, che diventa tanto più forte quanto più il dominio dell’ amata non è completo, quanto più ...continua

    E’ il primo dei due libri dedicati all’amore per Albertine : un amore contrastato violentemente dalla gelosia, che diventa tanto più forte quanto più il dominio dell’ amata non è completo, quanto più quel sentimento egoistico che ha sempre avuto il protagonista nei confronti di chi ama è frustrato. Forse è proprio in questo libro che l’intreccio tra l’opera e l’autobiografia è molto stretto e chiaramente non si può non citare quello che fu l’amore di Proust per Agostinelli. Tuttavia questo non inficia la validità del testo, la sua atmosfera, la tensione spasmodica che scaturisce da ogni gesto, da ogni azione, l’eco di quelle tensioni, di quei desideri giovanili che ora sembrano prendere corpo ed realizzarsi, sì ma con quale angoscia?, con quale dolore? Scrive bene P. Citati : >. E Albertine è mutevole, molteplice con le sue bugie, la sue fughe , i suoi segreti, le sue finzioni. Non è più la fanciulla “in fiore” di Balbec, è diventata una donna sensuale e misteriosa. Lui può imprigionarla come vuole, può diventarne il tiranno, riempirla di regali , vestirla come una principessa ma non può possedere la sua anima, può essere solo torturato da una gelosia senza limiti ed accorgersi di essere dilaniato da un grande contrasto di sentimenti cui non riesce di dare uno sbocco. Lui stesso non sa se il suo è vero amore o no e questa incertezza lo tormenta incessantemente. Se la maggior parte delle pagine sono dedicate a questi sentimenti, nelle restanti si possono leggere passaggi indimenticabili come quelli dedicati all’esecuzione del “Settimino”, opera postuma di Vinteuil o quello in cui si descrive la morte di Bergotte. Molto bella è la descrizione dei rumori che provengono dalla strada e delle grida dei venditori ambulanti cos’ ricchi di doppi sensi. Non meno significativi sono il brano che descrive la fine di Swann e le vicende legate all’ascesa sociale dei Verdurin. L’umiliazione che essi infliggono al barone di Charlus non è il loro trionfo definitivo perché, in aiuto a Palamède viene la storicissima regina di Napoli; questo forse a sottolineare che esistono ancora le distanze tra la nobiltà e la borghesia.

    ha scritto il 

  • 5

    "troviamo di tutto nella nostra memoria, é una specie di farmacia, di laboratorio chimico dove mettiamo le mani a caso, ora su una droga calmante, ora su un pericoloso veleno"

    sempre eccezionale, la p ...continua

    "troviamo di tutto nella nostra memoria, é una specie di farmacia, di laboratorio chimico dove mettiamo le mani a caso, ora su una droga calmante, ora su un pericoloso veleno"

    sempre eccezionale, la prigioniera mi è sembrato più vicino, in special modo nelle ultime pagine, ai primi due volumi della "recherche".

    ha scritto il 

  • 5

    Finalmente il Narratore si rivela e riusciamo a scoprire il suo nome (seppure sia, a suo dire, solo una possibilità).

    La convivenza del Nostro con la sua lei è il tema del libro, anche se si stratta d ...continua

    Finalmente il Narratore si rivela e riusciamo a scoprire il suo nome (seppure sia, a suo dire, solo una possibilità).

    La convivenza del Nostro con la sua lei è il tema del libro, anche se si stratta di una vera e propria reclusione - ma chi è la vera Prigioniera? Sarà mica la stessa anima di chi scrive, incatenata nel tempo e nello spazio?

    Prosegue l'autodistruzione di quello straordinario personaggio che è il Barone di Charlus, e Proust giunge ad una conclusione: la verità è inconoscibile - nonché impossibile. Il nostro pensiero ha dei limiti insuperabili, decisivi, e non è in grado di rivelarci il mondo.
    Solo il cuore può (forse).

    A breve ---> 'Albertine scomparsa' a volte tradotto come 'la fuggitiva'

    PS. Piacevole sorpresa lo scoprire che i gusti letterari del Narratore sono molto simili ai miei.
    I Grandi sono tali per tutti.

    ha scritto il 

  • 4

    Nella wikipedia francese si trova molto poco sul quinto volume della Recherche di Proust, La prigioniera (voce tipo: Albertine est constamment surveillée par le narrateur. Il lui offre une robe de For ...continua

    Nella wikipedia francese si trova molto poco sul quinto volume della Recherche di Proust, La prigioniera (voce tipo: Albertine est constamment surveillée par le narrateur. Il lui offre une robe de Fortuny, che pare poco come “trama” persino per uno per cui mezzo libro è “un bambino ha difficoltà a prendere sonno perché la mamma non gli ha dato il bacio della buona notte”), cosa che dimostra una delle seguenti ipotesi...

    (continua qua: http://cheremone.wordpress.com/2014/03/14/lumanita-e-molto-vecchia/ )

    ha scritto il 

  • 4

    ALBERTINE E' L'AMORE PER LO SCRITTORE MA CON UNA MORBOSITA' E UNA VOGLIA DI TOTALE POSSESSO CHE NE ACCECA LA RAGIONE . FRA UN RICEVIMENTO E UN ALTRO IN CASE NOBILIARI AD ASCOLTARE MUSICA IN MARSEL S'I ...continua

    ALBERTINE E' L'AMORE PER LO SCRITTORE MA CON UNA MORBOSITA' E UNA VOGLIA DI TOTALE POSSESSO CHE NE ACCECA LA RAGIONE . FRA UN RICEVIMENTO E UN ALTRO IN CASE NOBILIARI AD ASCOLTARE MUSICA IN MARSEL S'INSINUANO DUBBI ,CHE ELLA LO TRADISCA MAGARI CON UNA DONNA, CHE SCARICATI ADDOSSO AD ALBERTINE LA COSTRINGERANNO A FUGGIRE DA QUELLA VITA DIVENTATA UNA VERA E PROPRIA PRIGIONE
    CERTAMENTE DA LEGGERE PER CHI AMA PROUST

    ha scritto il 

  • 5

    Il non plus ultra. Vabbè, non vale, perchè io Proust lo adoro. Che dire? C'è tutto. Proprio tutto no, ma quello che siamo sì. In un momento di calma, in qui la vita apparentemente scorre senza bloccar ...continua

    Il non plus ultra. Vabbè, non vale, perchè io Proust lo adoro. Che dire? C'è tutto. Proprio tutto no, ma quello che siamo sì. In un momento di calma, in qui la vita apparentemente scorre senza bloccarsi per qualcosa di troppo grande, questo è vero, non in mezzo al peggio che può succedere, guerra, pestilenza, catastrofi. Ma non è ancora più grande questo?

    ha scritto il 

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