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Alle fonti del Nilo

Di

Editore: TEA

3.5
(1038)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 631 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8850217692 | Isbn-13: 9788850217694 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giampiero Hirzer

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , History , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Dopo un interminabile viaggio ai confini del mondo, per il mago Taita è tempo di far ritorno in Egitto. La sua terra è afflitta da piaghe senza fine: sulle regioni del Nilo, già stremate da lunghi anni senza esondazioni, si è abbattuto il flagello della peste, che non ha risparmiato neppure i figli del faraone Nefer Seti. E mentre i nemici di sempre tramano per mettere le mani sul regno, su di esso piomba una nuova, penosa calamità: il fiume, da sempre fonte di vita e di prosperità, si è ridotto a una serie sconnessa di pozze fangose del colore del sangue. Uno scenario drammatico in cui, impalpabile come un vento maligno, si diffonde il culto di una nuova, misteriosa dea. Disperato, il faraone chiede a Taita di rimettersi in cammino. Solo il grande mago, colui che un tempo era soltanto uno scriba e ora accoglie in sé arcani poteri, ha qualche speranza di scoprire e sconfiggere la minaccia che si annida alle fonti del Nilo. Il nuovo viaggio che lo attende lungo il maestoso fiume è lungo, colmo di insidie, avvolto da un’ombra nera…
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  • 1

    La cosa più incredibile di questo romanzo è stato l'amplesso amoroso completo tra un eunuco conclamato e una regina morta da un ventennio, il peggior romanzo di Wilbur Smith, disintegrato definitivamente un personaggio quello di Taita che avevo adorato nel Dio del fiume


    Taita di Gallala in ...continua

    La cosa più incredibile di questo romanzo è stato l'amplesso amoroso completo tra un eunuco conclamato e una regina morta da un ventennio, il peggior romanzo di Wilbur Smith, disintegrato definitivamente un personaggio quello di Taita che avevo adorato nel Dio del fiume

    Taita di Gallala insieme al suo fidato Meren è in viaggio ormai da cinque lunghi anni alla ricerca del tempio di Sarasvati, il tempio della Conoscenza e della Rigenerazione. Taita è un Longevo e ormai molto venerato e rispettato in Egitto, al tempio diverrà un sapiente al servizio della Verità, iniziato ai segreti delle arti magiche. Qui Taita avrà notizie del suo Egitto e saprà che la sua amata patria è sotto la minaccia di un'altra terribile catastrofe: il fiume Nilo è prosciugato inspiegabilmente ormai da anni e la popolazione è allo stremo per la fame e le carestie.
    Dopo il ritorno a Gallala, Taita verifica con i suoi occhi che le notizie erano esatte, ormai sono trascorsi sette lunghi anni e l'Egitto è impotente. Finalmente Taita riceve la visita attesa di Demetrio, un sapiente che metterà Taita a conoscenza dell'origine del male che attanaglia l'Egitto e lo aiuterà ad imparare a gestire i poteri che gli sono stati affidati. Demetrio rivela a Taita che una strega molto potente, più potente di lui, ha bloccato il fiume Nilo con la brama di impossessarsi della nazione e poi delle altre nazioni. Il suo nome è Eos come la dea greca dell'aurora e si dice che sia immortale, si proclama unica dea e sta già imponendo la sua nuova religione nella nazione. Demetrio è l'unico che l'abbia incontrata, ma Eos l'ha circuito e ormai vecchio e morente e privato dei suoi poteri e della sua conoscenza non può fare altro che avvertire Taita circa gli straordinari poteri e inganni di questa semidea: ella inganna e circuisce tutti i sapienti della Terra e con le sue arti ne risucchia tutta la conoscenza, lasciandoli privi di qualsiasi potere.
    Demetrio e Taita insieme a Meren intraprendono il viaggio fino a Tebe per farsi ricevere dal faraone Nefer Seti, di cui Taita è stato il mentore e tutore, e dalla sua regina Mintaka entrambi legati a Taita come ad un membro anziano della famiglia. Taita scopre che Mintaka è soggiogata al potere di Eos, tramite un suo profeta di nome Soe, ella ha perso due figli per le carestie e le malattie e Soe con la promessa di restituirglieli ha circuito la regina, con l'intento di mettere da parte il faraone e proclamare unica dea Eos. Taita non dice nulla al faraone, ma lo mette a conoscenza dell'origine dei mali d'Egitto. Taita scopre che la strega si trova alle fonti del Nilo e il faraone assegnerà a Meren il grado di comandante della spedizione dei cento uomini tra i migliori che accompagneranno Taita alle fonti del Nilo.
    La spedizione parte alla ricerca delle fonti del Nilo, attraverseranno territori selvaggi e impervi, le paludi e le montagne e incontreranno popoli bellicosi e cannibali. Durante questo viaggio Taita ritroverà Fenn il nome da ragazza della sua amata Lostris, reincarnata in una piccola fanciulla. Inoltre Taita troverà come guida due cugini nubiani shilluk Nontu e Nakonto che facevano parte di una fiera popolazione guerriera con cui Taita aveva avuto già contati molto tempo prima quando la regna Lostris aveva portato il suo popolo nel Basso Egitto. Dopo due anni incontrano un primo gruppo di soldati egiziani che erano partiti molti anni prima per la spedizione alle fonti del Nilo. Infine Taita incontra Kalulu, un longevo scortato da donne soldato, che conosce bene la zona del lago Semliki Nianzu dove confluiscono due rami del Nilo, il ramo meridionale che nasce dalle Montagne della Luna e il ramo settentrionale invece nasce dal Lago di Nalubaale, ed è quest'ultimo che dovranno seguire. Seguendo il percorso del fime troveranno il motivo per cui il Nilo non scorre: le pietre rosse. Qui la spedizione ha un brusco arresto, vengono aggrediti dagli basmara che uccideranno Kalulu e quasi tutta la spedizione: tempestivamente Taita, Fenn, Meren, Nakonto e Imbali verranno salvati dal comandante Tinat Ankut, l'altra parte della spedizione che molti anni prima erano partiti alla ricerca delle fonti del Nilo.
    Da qui verranno scortati verso il Giarri, una città sotto il dominio di Eos. Qui Taita affronterà Eos e i suoi compagni dovranno lottare per la sopravvivenza con astuzia e con le armi.

    ha scritto il 

  • 1

    La distruzione di una saga

    Come si può pensare di trasformare Taita da personaggio di ingegno a uno stregone a metà tra Gandalf e Babasciò?
    E quegli stucchevolissimi dialoghi tra lui e la rediviva Lostris? Oh mio Dio!! Non riesco ancora a capire perchè mi sia ostinato a finire questo "Alle fonti del Nilo". Storia raf ...continua

    Come si può pensare di trasformare Taita da personaggio di ingegno a uno stregone a metà tra Gandalf e Babasciò?
    E quegli stucchevolissimi dialoghi tra lui e la rediviva Lostris? Oh mio Dio!! Non riesco ancora a capire perchè mi sia ostinato a finire questo "Alle fonti del Nilo". Storia raffazzonata, lunga e tediosa, dialoghi pessimi... vi do un consiglio: se avete già letto il mediocre "I Figli del Nilo" fermatevi lì per carità! Non fate il mio stesso errore!! Una stella immeritata...

    ha scritto il 

  • 0

    Vorrei essere Tolkien

    Perché?
    Sig. Smith, perché rovinare una delle sue migliori saghe e trasformarla in un fantastico/fantasy?
    Qualche elemento esoterico non guasta, ma qui abbiamo abbondantemente oltrepassato qualunque confine di sospensione dell'incredulità.
    Il libro non è poi neanche tanto ...continua

    Perché?
    Sig. Smith, perché rovinare una delle sue migliori saghe e trasformarla in un fantastico/fantasy?
    Qualche elemento esoterico non guasta, ma qui abbiamo abbondantemente oltrepassato qualunque confine di sospensione dell'incredulità.
    Il libro non è poi neanche tanto male, se dimentichiamo per un attimo che fa parte di una saga ambientante nell'antico Egitto e l'immaginiamo invece nelle Terre di Mezzo di Tolkien (elementi sessuali esclusi).
    La storia termina lasciando ampli spazi a futuri volumi in questo pessimo sentiero intrapreso.

    ha scritto il 

  • 1

    L'invidia del pene

    Sono un lettore che non teme di sporcarsi con letture scadenti o questionabili: leggo anche "La Torre di Guardia" quando mi ritiro in bagno. Terminare questo libro di libro di Wilbur Smith, però, è stato uno atto impegnativo. La cornice storica è, appunto, cornice: sostituite l'antico Egitto con ...continua

    Sono un lettore che non teme di sporcarsi con letture scadenti o questionabili: leggo anche "La Torre di Guardia" quando mi ritiro in bagno. Terminare questo libro di libro di Wilbur Smith, però, è stato uno atto impegnativo. La cornice storica è, appunto, cornice: sostituite l'antico Egitto con una foresta fantasy e poco cambierebbe. Il protagonista è un eunuco centenario con competenze in qualsiasi campo, da quello militare a quello medico. La sua vasta sapienza non bilancia la mancanza del pene e proprio su questa debolezza punterà l'antagonista principale. Si sprecano le scene a sfondo sessuale, accompagnate da dialoghi che non stonerebbero nella sceneggiatura di un film soft-porn casereccio. Lettura consigliata a sognanti adolescenti tormentati da desideri pruriginosi o persone più in là con gli anni che abbiano lo stesso tipo di desideri.

    ha scritto il 

  • 4

    Il solito ritmo che ti prende e non ti molla, questa volta in una storia border line fra il fantasy e l'esoterico, o un mix dei due che impone al lettore una dose massiccia di "sospensione dell'incredulità". Mi è piaciuto anche se capisco che alcune situazioni assolutamente fantastiche possano me ...continua

    Il solito ritmo che ti prende e non ti molla, questa volta in una storia border line fra il fantasy e l'esoterico, o un mix dei due che impone al lettore una dose massiccia di "sospensione dell'incredulità". Mi è piaciuto anche se capisco che alcune situazioni assolutamente fantastiche possano mettere a dura prova chi si aspetti un romanzo (pseudo) storico.

    ha scritto il