Il suo primo libro, Ragioni di vivere, è stato uno dei più significativi della nuova letteratura nata negli anni ottanta, insieme a Ballo di famiglia di David Leavitt e a Scimmie di Susan Minot. Amata dal pubblico, tradotta in dodici lingue, indicata a modello dagli scrittori della sua generazione, Continue
Il suo primo libro, Ragioni di vivere, è stato uno dei più significativi della nuova letteratura nata negli anni ottanta, insieme a Ballo di famiglia di David Leavitt e a Scimmie di Susan Minot. Amata dal pubblico, tradotta in dodici lingue, indicata a modello dagli scrittori della sua generazione, Amy Hempel torna con questo nuovo libro a raccontare le difficoltà della minuta sopravvivenza, e la possibilità o l'impossibilità di affrontarle, in sedici racconti intensi, feroci, spesso brevissimi, scarnificati e levigati fino a una miracolosa esattezza e ricchezza espressiva - "lavorando come su pochi centimetri d'avorio o di porcellana" ha scritto la New York Times Book Review. Sedici ritratti di donne ferite, logorate, sfiorate o investite dal panico del quotidiano, e in equilibrio alle soglie di una regione nuova - la si chiami la regione perduta della semplicità, o della certezza, o della continuità - ma che esitano al momento di varcarne il confine.
Se potessimo per una volta essere un pò più simili ai cani, sembra dire questo libro, costanti nei sentimenti, appassionati, affettuosi.
"Dapprincipio, nel giardino dell'Eden, l'uomo e gli animali vivevano in perfetto accordo. Ma quando l'uomo scoperse il peccato, si aprì un baratro che li divise: l'uomo da una parte e gli animali dall'altra. Il baratro si allargò sempre più finché all'ultimo momento solo il cane balzò oltre l'abisso per spartire l'eternità con l'uomo".