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Allegro ma non troppo

con Le leggi fondamentali della stupidità umana

By Carlo Maria Cipolla, Anna Parish (Translator)

(1426)

| Paperback | 9788815019806

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Book Description

Un «divertissement», un guizzo anarchico dell'intelligenza. È così che crediamo di poter definire queste pagine nelle quali Cipolla abbandona gli austeri panni dello studioso e, giocando sul filo del paradosso e dell'assurdo, costruisce due brevi saggi: il primo, una ilare parodia della storia econoContinue

Un «divertissement», un guizzo anarchico dell'intelligenza. È così che crediamo di poter definire queste pagine nelle quali Cipolla abbandona gli austeri panni dello studioso e, giocando sul filo del paradosso e dell'assurdo, costruisce due brevi saggi: il primo, una ilare parodia della storia economica e sociale del Medioevo; il secondo, una sorta di scherzosa teoria generale della stupidità umana.
Due piccoli capolavori di giocoso funambolismo intellettuale che ci propongono una pausa di eccentricità e comicità tanto più preziosa nei tempi frenetici e stressanti in cui viviamo.

11 Reviews

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  • 3 people find this helpful

    Fatevi del bene leggetelo.

    Assolutamente da leggere.
    Umorismo fine e intelligente...
    liberatorio.
    Un libretto molto breve ma valido.
    Liliana

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    Lily said on Jan 5, 2012 | 2 feedbacks

  • 1 person find this helpful

    Divertissement acuto e intelligente scritto da uno studioso brillante che applica la sua non comune esperienza medievistica all'analisi dei rapporti sociali. Da leggere e rileggere, ma, soprattutto, tenere a portata di mano, sempre, come acuto manuale sulla natura umana.

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    Anne Shirley said on Dec 28, 2011 | 2 feedbacks

  • comico

    è un piccolo saggio comico e assurdo che cerca di spiegare, con ragionamenti assolutamente plausibili, come tutti gli avvenimenti storici del Medio Evo siano stati guidati da 2 desideri: il pepe e il sangue. Il pepe come motore (andarsi a prendere la spezia nei paesi produttori) e il sangue come sfo ... (continue)

    è un piccolo saggio comico e assurdo che cerca di spiegare, con ragionamenti assolutamente plausibili, come tutti gli avvenimenti storici del Medio Evo siano stati guidati da 2 desideri: il pepe e il sangue. Il pepe come motore (andarsi a prendere la spezia nei paesi produttori) e il sangue come sfogo (i nobili che volevano menare le mani lo facevano per un motivo valido).E' per questo che ci sono state le crociate! non per fede religiosa!

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    Maya 1978 said on Feb 2, 2012 | Add your feedback

  • (a mio personalissimo parere) sopavvalutato sia per quanto riguarda il contenuto che l'apparato ironico

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    Sev said on Jan 13, 2012 about the Others edition | Add your feedback

  • Si evince tutto dal titolo...

    Regalo di natale, e come tale è una fottuta lotteria. Questa volta è andata male (di solito ci acchiappa), ma in fondo poteva andare peggio. Si legge in un'ora e qualche volta ti strappa anche un sorriso, ma potreste fermarvi al primo trattato...quello sul ruolo delle spezie nello sviluppo economico ... (continue)

    Regalo di natale, e come tale è una fottuta lotteria. Questa volta è andata male (di solito ci acchiappa), ma in fondo poteva andare peggio. Si legge in un'ora e qualche volta ti strappa anche un sorriso, ma potreste fermarvi al primo trattato...quello sul ruolo delle spezie nello sviluppo economico del Medioevo.

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    Areafranca said on Jan 12, 2012 | Add your feedback

  • Parto dicendo, senza mezze misure, che questo libro è quanto di più sopravvalutato mi sia stato concesso di leggere negli ultimi anni. E non credo che ironia e umorismo mi facciano difetto. Ma disprezzo lo snobismo, e trovo che questo libriciastro ne sia inzuppato. Già per sua stessa nascita. Fu scr ... (continue)

    Parto dicendo, senza mezze misure, che questo libro è quanto di più sopravvalutato mi sia stato concesso di leggere negli ultimi anni. E non credo che ironia e umorismo mi facciano difetto. Ma disprezzo lo snobismo, e trovo che questo libriciastro ne sia inzuppato. Già per sua stessa nascita. Fu scritto in tiratura limitatissima per il gruppo d'amici intorno a Cipolla. Ma il successo fu così ampio che iniziarono a circolare fotocopie clandestine, fino a che il nostro eminentissimo non si decise a pubblicarlo per farne dono al mondo. Ok, tengo la lingua sotto chiave e cercho di essere obiettiva almeno nel resto della recensione,.
    Il libro di Cipolla, eminente storico dell'economia, studioso di fama internazionale del funzionamento dei sistemi economici prima della rivoluzione industriale, è un pamphlet pieno di snoborismo (concedetemi il neologismo), formato da due brevi saggi apparsi originariamente in inglese (a testimonianza del proverbiale senso dell' humour che contraddistingue il mondo anglosassone) nel 1973 e nel 1976 in edizioni, dicevamo, riservate agli amici.
    Il primo, intitolato "II ruolo delle spezie (e del pepe in particolare) nello sviluppo economico del Medioevo", è una divertente parodia del modo di fare storia sociale antica. In esso si narra, fra l'altro, di come Pietro l'Eremita, amante dei cibi pepati, sia stato mosso da uno scrupolo ben più "pungente" di quello religioso nel promuovere la sua infelice crociata per liberare la Terra Santa dall'oppressione musulmana: in realtà, con quella spedizione, egli intendeva riaprire le vie di comunicazione con l'Oriente e rifornire l'Europa di pepe, forte afrodisiaco divenuto un bene ormai scarso in Occidente. O di come la Guerra dei Cento Anni sia scoppiata a causa del controllo delle zone viticole francesi, essendo il vino inglese notoriamente pessimo.
    Nel secondo saggio, "Le leggi fondamentali della stupidità umana", Cipolla affronta un tema di grande interesse ed attualità, in tempi come i nostri segnati da rinnovate "debolezze" dell'intelligenza.
    Considerato lo stupido "una persona che causa un danno ad un'altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita", l'autore, avvalendosi di un nutrito corredo di grafici e della consueta propensione alla scoperta di uniformità che muove la ricerca degli economisti, definisce alcune Leggi Fondamentali riguardanti la stupidità umana, da cui emerge la nostra sottovalutazione, da una parte, del numero di individui stupidi in giro per il mondo e, dall'altra, della loro pericolosità, e di come, inoltre, la probabilità d'essere stupidi risulti indipendente da qualsiasi altra caratteristica umana.
    Uno dei limiti (serii) delle teorizzazioni di Cipolla sull'argomento riguarda, a mio avviso, l'aver considerato solo un aspetto - quello negativo, e perciò più banale - della stupidità. "Artista silenziosa " come la chiamò Musil, essa presenta, al contrario, potenzialità creative, dissacranti, innovative; è, per dirla con Oscar Wilde, "la Bestia Trionfans che immancabilmente fa uscire la saggezza dalla sua tana". Insomma non si può dimenticare che esiste una stupidità "intelligente", non malvagia, arma critica usata da personaggi antieroici, come Don Chisciotte, Bouvard e Pécuchet, il buon soldato Svejk, ecc., o da movimenti d'avanguardia come Dada.
    Ma tralasciando gli esempi dell’illustre stupidità, e tornando al nostro caro Cipolla. Ho appena sottolineato uno dei limiti della sua opera. Ebbene, il secondo limite è stato – ed il giudizio è sempre del tutto soggettivo – è che in genere i cultori della stupidità, nel trattare la guasta materia di studio, entrano in un meccanismo di attrazione e ripulsa circa il proprio oggetto di indagine. Se ne difendono esorcizzandola e indicandola come cosa altra da noi, una deiezione dello spirito che riguarda gli altri più che noi stessi.
    Cipolla appartiene a questa categoria di studiosi, verso cui in parte io dissento. Da vice-presidente onoraria degli stupidi, vorrei perciò recare il mio contributo dall'interno della categoria, vorrei cioè esprimere il punto di vista della categoria degli studiati. Anche nell'antropologia culturale accade che il Tupinambà venga studiato e interpretato senza diritto di parola, e indagato attraverso il regard éloigné dell'antropologo. Protesto contro questa metodologia di indagine. Solo un Tupinambà vi può dire che cos'è nell'intimo un Tupinambà (anche se la questione a questo punto si complica maledettamente perché nel momento in cui il Tupinambà parla di se stesso non è più un inconsapevole Tupinambà ma... un antropologo di cui assume fatalmente lo stesso regard éloigné). Sia come sia, vorrei esprimere il punto di vista degli stupidi, da stupida, dunque da antropologa di me stessa.

    Ebbene, signori, l'intelligenza e la stupidità vivono purtroppo in simbiosi entro tutti noi: e non solo perché l'una ha bisogno dell'altra per connotarsi. Esse sono il dritto e il rovescio della nostra sostanza spirituale umana. Sono entrambe in noi, dentro di noi, inestricabilmente avvinte, come due lottatori eterni, per usare un'espressione di Baudelaire.
    È difficile prevedere a chi arriderà la vittoria finale, sia nella nostra vicenda individuale come, più in generale, in quella dell'intera umanità alla fine di questa eterna lotta. Tutti siamo più o meno occasionalmente stupidi, tutti siamo gli untori più o meno consapevoli di questa peste spirituale che è la stupidità umana. Anche presso l'uomo più intelligente, ahimè, resta abbastanza stoffa per farne un imbecille! Ma forse, e dico forse con tutto il timore del caso, allo stupido integrale, quello mirabilmente indagato da Cipolla, manca la consapevolezza della propria stupidità, perché se egli l'avesse cesserebbe di essere tale o sarebbe quanto meno uno stupido intelligente.
    Dunque, questo libro lo consiglio volentieri. Non aspettiamoci di scovarci dentro chissà che cosa. Nessuna grande verità, nessuna eccelsa bellezza. Ma leggerlo di tanto in tanto e meditarlo, credo non sia poi un male, nella convinzione che se ci si trova nella schiera degli stupidi, la sua lettura ci possa emendare catarticamente contribuendo così alla riduzione del carico di stupidità che grava sul mondo, mentre se si è intelligenti possa far meditare sulla potenza della stupidità, che stupidamente non avevamo visto.

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    HarLey Quinn said on Jan 11, 2012 | 3 feedbacks

Book Details

  • Rating:
    (1426)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Libri Italiani
  • Paperback 83 Pages
  • Edition: 1
  • ISBN-10: 8815019804
  • ISBN-13: 9788815019806
  • Publisher: Il Mulino (Contrappunti)
  • Pub date: Nov 01, 1988
  • Also available as: Others
  • In other languages: other languages Libros en Español
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