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Almost blue

Di

Editore: einaudi

3.8
(5299)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 194 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo

Isbn-10: A000027021 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
SCHEDA DOPPIA da non aggiungere in libreria o, se lo si possiede, da eliminare.
La scheda corretta è una delle seguenti:

http://www.anobii.com/books/01adc6d182abbbc2d5/

http://www.anobii.com/books/01e83e7492b962ad6b/

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  • 4

    Un piccolo giallo, molto lineare, si lascia leggere con facilità e non annoia. Lo stile narrativo utilizzato è misto e rende molto bene, non è uno di quei romanzi che ti lasciano incollato alle pagine fino a farti dimenticare che è passata l'ora di cena, ma in treno o in aereo scorre che è una be ...continua

    Un piccolo giallo, molto lineare, si lascia leggere con facilità e non annoia. Lo stile narrativo utilizzato è misto e rende molto bene, non è uno di quei romanzi che ti lasciano incollato alle pagine fino a farti dimenticare che è passata l'ora di cena, ma in treno o in aereo scorre che è una bellezza. Tre stelle e mezzo quasi quattro!

    ha scritto il 

  • 4

    Ho letto il libro e ho ritrovato lo stile narrativo di Lucarelli durante Blu Notte. Mi piace molto. La trama è abbastanza prevedibile ma ho passato due bellissimi pomeriggi seguendo le indagini di Grazia, Simone e soprattutto ascoltando Chet Baker.

    ha scritto il 

  • 0

    Deludente gialletto, scritto in modo per me un po' confuso e parzialmente arricchito dalla trovata dell'aiutante cieco radioamatore. Mi pare che non ci sia né una qualità di scrittura straordinaria, né delle idee folgoranti di trama. Dimenticabile.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    "E per favore, Vittorio...non chiamarmi più bambina. Mi dà fastidio."

    Figurati quanto fastidio ha dato a me, quel "bambina" piazzato ogni due parole nei dialoghi fra l'ispettore Grazia Negro e il suo capo. Peccato che la bambina si ribelli solo sul finale del libro allo stupido appellativo.
    Pregio di questa lettura ed unico motivo per l'assegnazione di due stelline ...continua

    Figurati quanto fastidio ha dato a me, quel "bambina" piazzato ogni due parole nei dialoghi fra l'ispettore Grazia Negro e il suo capo. Peccato che la bambina si ribelli solo sul finale del libro allo stupido appellativo. Pregio di questa lettura ed unico motivo per l'assegnazione di due stelline su cinque è che Lucarelli ha un gran mestiere e scrive bene. Continuo a preferirlo mille volte nei panni del conduttore del noto programma "Blu Notte", ma lo scrivere non gli è alieno. I difetti sono tanti, troppi. Un assassino seriale si aggira per Bologna. Uccide studenti universitari, assumendo l'identità della vittima e procedendo in bell'ordine a squartamento e uccisione feroce della vittima successiva. L'ispettore Grazia Negro viene incaricata dell'indagine, coadiuvata da Simone, ragazzo cieco e con la passione dell'ascolto, su onde radio, di conversazioni: cellulari, radioamatori, radiotaxi, polizia ecc., lui passa le notti ad ascoltare e capta una conversazione che metterà la poliziotta sulla strada giusta. Il tutto non prima di essersi sorbiti 74 pagine con la descrizione dettagliata della sindrome pre-mestruale dell'ispettore, l'avvento delle mestruazioni e le manovre di inserimento del tampone Ob. A parte la trama un po' sfruttata, gravi peccati vengono commessi da Lucarelli. Non viene spiegato come mai le impronte digitali dei morti (vittime precedenti) vengano trovate su oggetti presenti sulle scene dei crimini successivi; non si rivela al lettore come il seriale riesca a fuggire nudo e ammanettato per Bologna; non si capisce cosa esattamente succeda nella macchina di Vittorio (il capo dell'ispettore Negro) e se Vittorio sopravviva o meno; né viene descritto chi e come arrivi, in finale del libro, a salvare una situazione dove non vi è via d'uscita per i buoni. Gravissimo, a mio avviso, il non elaborare su come sia sopravvissuto il seriale in tutti i suoi mutamenti di identità: come viveva e dove? Parliamo di anni, non di giorni. Fino ad arrivare alla spiegazione psicologica del perché un ragazzino diventi un feroce omicida e programmi una serie di delitti così efferati: non sta in piedi, non ha spessore.

    ha scritto il 

  • 2

    Serie TV

    Mi dicono che è stato tratto e girato un film ma non l'ho visto. Pensavo invece a un episodio di una serie TV poliziesca, italiana. Quelle che dopo cinque minuti che le guardi già hai capito tutto ma se non hai niente di meglio da fare le segui fino alla fine.


    Forse per le aspettative che ...continua

    Mi dicono che è stato tratto e girato un film ma non l'ho visto. Pensavo invece a un episodio di una serie TV poliziesca, italiana. Quelle che dopo cinque minuti che le guardi già hai capito tutto ma se non hai niente di meglio da fare le segui fino alla fine.

    Forse per le aspettative che nutrivo in principio, ma questo romanzo mi ha spiazzato. Banale, personaggi abbozzati o poco più, una trama con degli spunti interessanti ma non sufficienti a sostenere l'intera struttura del libro.

    Mi è piaciuto Simone, il ragazzo non vedente, il suo modo di descrivere i colori, di "vedere". Non è credibile però la sua reazione dopo un avvenimento traumatico che lo riguarda da vicino (non lo riporto altrimenti faccio spoiler). Curioso anche l'Iguana, sebbene oltre alla sua follia non ci sia molto. Penosa Grazia, giovane ispettore, sulla quale si è indugiato di più sul suo stato di donna "in quei giorni" (che rappresenta qualcosa di poco interessante, soprattutto per le donne, essendo routinario) che sul suo metodo d'indagine, sulla personalità,etc. basti pensare all'ispettore Pedra Delicado della Bartlett per avere un paragone.

    L'Io narrante non è sempre lo stesso ed è stato proposto senza creare confusione, ma il giusto disorientamento.

    ha scritto il 

  • 3

    La solitudine, i suoni, la musica e i delitti.

    Interessante come opera, piena di limiti e banalità nella caratterizzazione del personaggio femminile. Buona la costruzione del personaggio del serial-killer. Coinvolgente l'accostamento solitudine-musica-suoni-delitti.

    ha scritto il 

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