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Alta voracità

Fermiamo la politica che si sta mangiando il nostro Paese

Di

Editore: Rizzoli

3.9
(28)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 177 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8817056103 | Isbn-13: 9788817056106 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Contributi: Beppe Grillo

Disponibile anche come: Altri

Genere: Business & Economics , Political

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Descrizione del libro
Siamo un Paese di terza categoria, con un'economia allo sfascio e intere generazioni votate alla disoccupazione? Colpa del posto fisso, delle pensioni, della sanità, della scuola e soprattutto del fatto che mancano le Grandi Opere. Questo ci ripetono politicanti incalliti e tecnici riciclati, mentre una riforma dopo l'altra ci privano dei nostri diritti fondamentali: un lavoro sicuro, una vecchiaia dignitosa, la salute e l'istruzione. Non ci sono i soldi, ci dicono. Falso. I soldi ci sono: peccato che chi ci governa li investa in stipendi e privilegi parlamentari o in progetti senza senso. Quante risorse stiamo sprecando in nome della loro megalomania o dei loro interessi, nello stesso momento in cui ci chiedono sacrifici, sacrifici e altri sacrifici? Questo libro è un racconto, una denuncia, un prontuario di sopravvivenza, un grido di battaglia, per non restare soli ciascuno di fronte al proprio grande o piccolo scempio, al cantiere inutilmente aperto sotto casa propria, alla catastrofe economica incombente sui propri figli. Perché invece il problema è di tutti. Dalla Tav in Val di Susa fino al ponte sullo stretto di Messina, passando per le spiagge devastate della Sardegna e l'incubo della Salerno-Reggio Calabria, si trivella in mare per un petrolio che non c'è, si bucano le montagne per treni che non passeranno, si inquinano le falde acquifere per creare basi militari, ci si toglie l'aria con gli inceneritori.
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  • 4

    Informazione alternativa

    Lucida ricostruzione dell'Italia degli sprechi degli ultimi e dei probabili prossimi 20 anni; Expò di Milano, Gronda di Genova, Ponte di Calatrava, Torino Lione, Salerno-Reggio Calabria, sono solo ...continua

    Lucida ricostruzione dell'Italia degli sprechi degli ultimi e dei probabili prossimi 20 anni; Expò di Milano, Gronda di Genova, Ponte di Calatrava, Torino Lione, Salerno-Reggio Calabria, sono solo alcuni degli esempi illustrati di spreco e fallimento made in Italy; libro da leggere.

    ha scritto il 

  • 3

    Tre stelle perchè definire bello un libro che sviluppa il marcio del nostro paese mi sembrava troppo strano. In una sequenza in crescendo Grillo illustra gli scempi cementiferi che hanno mutilato e ...continua

    Tre stelle perchè definire bello un libro che sviluppa il marcio del nostro paese mi sembrava troppo strano. In una sequenza in crescendo Grillo illustra gli scempi cementiferi che hanno mutilato e mutilano l'Italia in barba a qualsiasi logica, all'insegna della pura speculazione e corruzione. Se cerchiamo soluzioni in questo libro resteremo delusi, è una denuncia degli sprechi, un j'accuse piuttosto attuale e che brucia ancor di più se messo a confronto con i sacrifici che ci stanno spezzando la schiena. Non ci sono prospettive o soluzioni ma un popolo così addormentato come il nostro non si è ancora neanche accorto dei soprusi di cui è vittima . O forse se ne frega, non so cosa sia peggio. Lo stile è giornalistico ma ci sono sufficienti riferimenti e rimandi per chiunque voglia approfondire uno qualsiasi degli scandali grandi o piccoli raccontati nel libro. Cosa che farò.

    ha scritto il 

  • 4

    Tutto già visto, tutto già sentito

    Il dramma del voler raccontare lo sfascio del nostro Paese é quello di apparire datati. Si, perché nel frattempo i soliti marpioni ne hanno combinate talmente tante e talmente peggio di quelle ...continua

    Il dramma del voler raccontare lo sfascio del nostro Paese é quello di apparire datati. Si, perché nel frattempo i soliti marpioni ne hanno combinate talmente tante e talmente peggio di quelle narrate che, non solo siamo assuefatti ma quasi delusi. Ma come, Grillo? Tutta qui la tua denuncia? Ma io ho visto e sentito di peggio!!! Ci sarebbe da ridere, se non fosse che fa male veramente.

    ha scritto il