Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Altai

Di

Editore: Einaudi (Numeri primi)

3.9
(3029)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 412 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Greco , Inglese

Isbn-10: 8866213071 | Isbn-13: 9788866213079 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature , History , Political

Ti piace Altai?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Venezia, 1569. Un boato scuote la notte, il cielo è rosso e grava sulla laguna: è l'Arsenale che va a fuoco, si apre la caccia al colpevole. Un agente della Serenissima fugge verso oriente, smarrito. Costantinopoli sarà l'approdo. Sulla vetta della potenza ottomana conoscerà Giuseppe Nasi, nemico e spauracchio d'Europa, potente giudeo che dal Bosforo lancia una sfida al mondo e a due millenni di oppressione. Intanto, ai confini dell'impero, un altro uomo si mette in viaggio, per l'ultimo appuntamento con la Storia.
Ordina per
  • 5

    Ma che c'è da aggiungere a questo libro straordinario, bis?
    Un'avventura dai ritmi serratissimi, dalle atmosfere molto riuscite, avvincente fino alla fine, anch'esso molto attuale.
    NON è Q. NON è un s ...continua

    Ma che c'è da aggiungere a questo libro straordinario, bis?
    Un'avventura dai ritmi serratissimi, dalle atmosfere molto riuscite, avvincente fino alla fine, anch'esso molto attuale.
    NON è Q. NON è un seguito di Q. È piuttosto legato ad esso in maniera trasversale, e di certo più godibile se si è letto il precedente lavoro, visto il piacere di reincontrare delle vecchie conoscenze, ma va letto con un altro spirito. Al pari di Q è un gioiello della letteratura contemporanea italiana.

    ha scritto il 

  • 4

    Morte di una nazione mai nata

    Questo libro parte temporalmente da dove Q il romanzo del collettivo Wu Ming quando ancora si chiamava Luther Blisset era finito. Come in quel testo la scrittura è accuratissima e serrata, la ricostru ...continua

    Questo libro parte temporalmente da dove Q il romanzo del collettivo Wu Ming quando ancora si chiamava Luther Blisset era finito. Come in quel testo la scrittura è accuratissima e serrata, la ricostruzione storica è rigorosa, ma invece che nel Nord Europa qui si sta quasi sempre nel Mediterraneo, partendo da Venezia per toccare Durazzo, Cipro e Costantinopoli e finire nella battaglia navale di Lepanto, la grande sconfitta della potente flotta musulmana da parte della Lega Santa.
    Tutti gli avvenimenti si svolgono in un biennio tra il 1569 e il 1571. Una noia? Tutt'altro!
    La trama, intricata, ma sempre plausibile, ti avvinghia da subito e seguendo le orme e le conversioni del protagonista, un ebreo rinnegato e cristianizzato che ritorna giocoforza alla proprie radici, ti senti catapultato dalla Venezia, potente ma ancora isolata, che spinge per una guerra santa contro gli Ottomani, nella speranza di aggregare le forze cattoliche, a una Costantinopoli ottomana che è un melting-pot di etnie e fedi, che accoglie la diaspora della comunità ebraica il cui ricchissimo leader visionario Yossef Nasi finanzia e promuove la guerra alla Serenissima. In gioco c'è il predominio sui traffici del Mediterraneo e il sogno degli ebrei esuli di avere una patria che potrebbe essere Cipro. Ci sono intrighi di palazzo, tradimenti, accordi, amori, amicizie.

    Sembra solo un romanzo storico, ma è anche un testo molto moderno, forse ancora di più oggi rispetto a quando è stato scritto (nel 2009), denso di riflessioni profonde e suggestioni perché ci parla del concetto di nazione, di cittadinanza, di identità, di riconoscimento di e in un sistema di valori, di tradizione e religione. Ci parla di convivenze (tra persone e popolazioni) e convenienze. Ci parla di politica come i politici non vogliono fare, e di storia come gli storici non sanno fare. E ci parla infine della sconfitta, delle speranze svanite, delle aspettative tradite.
    Forse la figura più emblematica e inquietante è proprio il vecchio protagonista di Q, l'uomo dai mille nomi che ha visto svanire, spesso in un bagno di sangue, tutti i sogni libertari e anarchici che qui compare ormai vecchio e assiste impotente, ma non immobile anche al tramonto di un nuovo sogno.

    ha scritto il 

  • 0

    A dispetto di quanto mi hanno detto altri lettori, io ho trovato Altai più bello di Q. Forse perché la storia si svolge in luoghi per i quali ho sempre avuto un particolare interesse, forse perché Q l ...continua

    A dispetto di quanto mi hanno detto altri lettori, io ho trovato Altai più bello di Q. Forse perché la storia si svolge in luoghi per i quali ho sempre avuto un particolare interesse, forse perché Q l'avevo letto come e-libro ed era stata la mia prima, faticosa esperienza con un e-reader. In ogni caso, che sia un fatto oggettivo o soltanto una mia impressione, ho trovato anche la qualità di scrittura migliore in Altai. Il mistero di come si possa scrivere un libro collettivamente rimane: bravi Wu Ming, anche per quel bel giocare con mille lingue e dialetti.

    ha scritto il 

  • 3

    Il racconto è storicamente ambientato nel periodo 1569/71, durante la presa di Cipro da parte degli Ottomani a cui poi è seguita la battaglia di Lepanto. Il romanzo è ben calato nella parte storica e ...continua

    Il racconto è storicamente ambientato nel periodo 1569/71, durante la presa di Cipro da parte degli Ottomani a cui poi è seguita la battaglia di Lepanto. Il romanzo è ben calato nella parte storica e il lettore è avvolto da un mondo lontano, ma che ancora oggi ha tanti echi nella nostra vita, soprattutto in quella di Venezia.

    ha scritto il 

  • 4

    Altai è un romanzo del collettivo Wu Ming, pubblicato da Einaudi Stile Libero nel 2009.

    E' un romanzo ambientato nel Mediterraneo negli anni successivi alle vicende di "Q", celebre romanzo di Luther B ...continua

    Altai è un romanzo del collettivo Wu Ming, pubblicato da Einaudi Stile Libero nel 2009.

    E' un romanzo ambientato nel Mediterraneo negli anni successivi alle vicende di "Q", celebre romanzo di Luther Blisset, il precedente nome del collettivo.

    E' il 1569, e l'Arsenale di Venezia sta bruciando. Emanuele De Zante indaga sui colpevoli, su incarico del consiglio di Venezia, ma le sue conclusioni non piacciono ai governanti della Serenissima, che vogliono che il colpevole sia designato nell'ebreo alla corte del sultano ottomano, Giuseppe Nasi, storico nemico della Repubblica. Allora il colpevole diventa lo stesso De Zante, alias Manuel Cardoso, ebreo convertito. L'uomo riesce a fuggire, prima nel Delta del Po, poi alla sua città natale, Ragusa (Dubrovinik). Qui viene catturato da emissari di Giuseppe Nasi, che lo condurranno a Istanbul. De Zante si troverà allora faccia a faccia con le origini che ha fuggito, lavorando proprio per quello che era il suo storico nemico.

    Nonostante fosse stato ribadito a più riprese, "Altai" non è un seguito di Q. Ambientato soltanto cinque anni dopo le vicende del più celebre romanzo del collettivo, Altai è un romanzo bellissimo, ambientato in una delle città più misteriose del Mediterraneo (Istanbul) e con una trama avvincente e credibile.

    La forza del collettivo spesso credo sia proprio questa: dipingere un contesto storico assolutamente credibile nel quale inserire personaggi cangianti che si evolvono di pari passi con la trama, e spesso appartenenti a gruppi sociali emarginati e perseguitati.

    Si parla quindi di lotte, di ricerca di riscatto, di ritorno alle origini e a una sorta di "purezza". Il tutto con una scrittura fluida ed avvincente.

    Se vi aspettate il seguito di Q rimarrete delusi. Se lo leggete come un romanzo di uno dei collettivi migliori e più interessanti attualmente in circolazione... Allora sarà un bel leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho voglia di rileggere Q

    Ormai avevo solo un ricordo vago di Q e degli anabattisti e dei rivoluzionari. Addirittura non mi ricordavo più nemmeno di Ismael. A leggere Altai mi sono ricordata di com'è quando leggi un romanzo st ...continua

    Ormai avevo solo un ricordo vago di Q e degli anabattisti e dei rivoluzionari. Addirittura non mi ricordavo più nemmeno di Ismael. A leggere Altai mi sono ricordata di com'è quando leggi un romanzo storico e già sai che starai dalla parte dei perdenti. E di leggere un libro che ti dice che la storia non è fatta solo di avvenimenti, battaglie, armistizi, ma anche di persone che portano avanti le loro idee come meglio possono, nei ruoli anche marginali che occupano.

    ha scritto il 

  • 4

    Iniziato subito dopo Q. Non potevo resistere alla lettura del sequel.
    Bello anche questo. Mi è piaciuto di più Q., ma anche questo merita.
    Ci sono un paio di punti parecchio cruenti, ed uno in partico ...continua

    Iniziato subito dopo Q. Non potevo resistere alla lettura del sequel.
    Bello anche questo. Mi è piaciuto di più Q., ma anche questo merita.
    Ci sono un paio di punti parecchio cruenti, ed uno in particolare mi ha un po' infastidita.
    Però è nel complesso un buon libro, vale la pena di leggerlo.
    [Anch'esso per ora in versione ebook, ma presto spero di averlo cartaceo nella mia libreria.]

    ha scritto il 

Ordina per