Alter e (un fagiano)

Di

Editore: Duepunti edizioni

3.6
(11)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 96 | Formato: Altri

Isbn-10: 8889987448 | Isbn-13: 9788889987445 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Ti piace Alter e (un fagiano)?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
La persona che mando fuori a incontrare altre persone
ovviamente non sono io. Mi rappresenta in tutto e per tutto,
di rado mi mette in imbarazzo, a volte compie perfino
imprese a nome mio. Ma non sono io.
Lei però incontra le persone, io no. Io le persone le conosco,
alcune anche intimamente, ma attraverso di lei, è lei che me
le presenta, lei che le frequenta, tutte, senza eccezioni.
Per cui, di tanto in tanto, la mia persona avanza pretese.
Invano, perché io non cedo.
Ordina per
  • 0

    se borges abitava a bologna

    secondo me se borges abitava a bologna e viveva in questi anni scriveva come mario giorgi.
    Tranne forse per la questione della sintesi: perchè giorgi è sintetico, che non vuol dire povero ma al contr ...continua

    secondo me se borges abitava a bologna e viveva in questi anni scriveva come mario giorgi.
    Tranne forse per la questione della sintesi: perchè giorgi è sintetico, che non vuol dire povero ma al contrario maestro nel mettere le parole giuste al posto giusto così che non ne serve un'altra in più.
    Profondo, quasi vertiginoso, raffinatissimo, arguto e speculativo e per questo che secondo me se giorgi fosse nato in argentina ai primi del novecento avrebbe scritto roba tipo l'"Aleph" o "Altre inquisizioni" o quelle cose lì.

    ha scritto il 

  • 4

    Citazioni ad mio uso privato, in pubblico

    dimostrazione che certi racconti o romanzi sono saggi e che il racconto a volt eè lì'unica vera forma del saggio. l'esattezza della dimostrazione non significa che questo sia una grande saggio. ma che ...continua

    dimostrazione che certi racconti o romanzi sono saggi e che il racconto a volt eè lì'unica vera forma del saggio. l'esattezza della dimostrazione non significa che questo sia una grande saggio. ma che abbia saggezza sì.

    Si può dire però che anno dopo anno perfezionai una sorta di muta richiesta, un'attesa di risarcimento spontano...No, non è esatto: la mia persona non chiedeva nè aspettava niente, ami; io invece attendevo un permesso, un nulla osta, qualcuno che sbloccasse la serratura, aprisse la prota e dicesse finalmente "avanti, vai, tocca a te".

    Con un prevedibile inconveniente: tra me e lo specialista di frapponeva la mia persona. non una sola volta rimase a casa, o fuori dallo studio.

    Se qualcuno di loro si accorgerà che dietro la mia persona ci sono io, allorà sarò salvo.

    A un certo punto i miei rapporti con una persona si guastano, qualsiasi sia la persona.. [...] Dipende probabilmente dal fatto che non sono disposto ad mettere in comune le debolezze, le contraddizioni di fondo. non accetto - di me e di chi mi sta vicino - qullo che a livello teorico trovo del tutto ovvio e inevitabile, per qualsiasi essere umano: l'incoerenza somma, il muoversi a tentoni, il parlar ee pensare a caso, l'ignorare cosa si desidera. e così via. [...]
    Il meccanismo è più o mno il seguente: quando la persona invade la mia sfera, approffittando di un mio tacere o di un mio non oppormi, io esprimo prima una apcata rimostranza; quando poi alla mia rimostranza la persona risponde ataccandomi e negando la sua palese invasione, io mi prendo la responsabilità dell'equivoco e però decido seduta stante che non volgio avere più nulla a che fare con quella apersona. quasi mai glielo comunico, la dispensa si materializza in modo lento, inavvertito, e nondimeno equivale a una sentenza irrevocabile.

    Per molto tempo sono stato una donna. Non perche mi piacessero gli uomini (non me ne sono accorto, per lo meno), ma perchè reagivo e sentivo come si ritiene faccia una donna. la mia cosiddetta parte femminile era così sviluppata che praticamente ero una donna. le donne, di conseguenza, mentre mostravano interesse e gradimento nelle fase preliminari, presto si stancavano o si deludevano.

    Io ho paura di chi mi vuole bene. Ne prendo coscienza improvvisamente, scendendo dall'auto. Mentre chiudo la portiera il cevello mi si spalanca: quella che onestamnete ho sempre ritenuto prudenza, riservatezza, o al massimo garbata diffidenza, è invece paura, paura vera e propria, del mio prossimo più prossimo.

    Nonostante infatti io possegga di gran lunga il maggior numero d'infromazioni su di me, l'unica persona che non saprà mai chi sono sono proprio io.

    D'altornde - penso scendendo dall'autobus - d'altronde lo si dice sempre: l'importante è parteciapre. Ma sarà vero?

    ha scritto il