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Altezza reale

By Thomas Mann

(9)

| Paperback

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Book Description

Da Wikipedia.
Il romanzo è ambientato nell'immaginario Granducato di Grimmburg e racconta la storia della famiglia granducale ed in particolare del secondogenito del Granduca, Klaus Heinrich, a cui spetta il compito di arrestare la crisi, sposa Continue

Da Wikipedia.
Il romanzo è ambientato nell'immaginario Granducato di Grimmburg e racconta la storia della famiglia granducale ed in particolare del secondogenito del Granduca, Klaus Heinrich, a cui spetta il compito di arrestare la crisi, sposando Imma, la figlia di un miliardario americano. Mann descrisse Altezza Reale come una "fiaba razionale" oppure come una "commedia in forma di romanzo". Questa opera, come tutte le principali di Thomas Mann, è pervasa dalla descrizione della peculiare decadenza, creatrice di nuovi valori e di nuovi sistemi politico-sociali che ha caratterizzato il mondo occidentale di fine Ottocento. Questa decadenza ambivalente, da un lato minerà gli usi e i costumi tradizionali non solo della aristocrazia ma anche della borghesia, dall'altro consentirà il rifiorire di arti, letteratura e ideologie atte a migliorare la vita dell'uomo. Mann non intende fare proclami né tantomeno inviare messaggi a governanti ed agli innovatori, si rivolge piuttosto all'uomo.

10 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Apparentemente testo su una lunghezza d'onda diversa dal Mann più noto, è tuttavia una storia costruita con il solito scrupolo, e a suo modo pungente (tutti i problemi finanziari che la percorrono e la determinano...), in cui l'autore sembra divertir ...(continue)

    Apparentemente testo su una lunghezza d'onda diversa dal Mann più noto, è tuttavia una storia costruita con il solito scrupolo, e a suo modo pungente (tutti i problemi finanziari che la percorrono e la determinano...), in cui l'autore sembra divertirsi a combinare in un pastiche la regalità quasi da operetta (ma il mondo germanico fino alla prima Guerra mondiale ospitava una teoria di teste blasonate: non a caso vi si stampava l'Almanacco di Gotha!) con i problemi economici e di "apertura" sociale.

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    Luccio said on Jun 8, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    E' PUR SEMPRE MANN, MA DUE P...

    Lo stile è quello, la penna inconfondibile, quindi tanto rispetto. Ma dire che la prima parte del libro è noiosa è farle un complimento enorme. Ma forse è voluto, visto che si descrive la vita di una corte reale tedesca stantia e incapace di adattars ...(continue)

    Lo stile è quello, la penna inconfondibile, quindi tanto rispetto. Ma dire che la prima parte del libro è noiosa è farle un complimento enorme. Ma forse è voluto, visto che si descrive la vita di una corte reale tedesca stantia e incapace di adattarsi ai nuovi tempo e di reagire alle sfide del nuovo che avanza.
    Il corteggiamento tra il principe e la bella e misteriosa ereditiera, invece, è bellissimo, pagine davvero graziose. Qui il libro prende ritmo. Bello anche il contrasto tra il ricco americano e il suo modo di fare e le regole rigide e antiche della corte reale. Due mondi a confronto, quello vecchio del XIX secolo e quello nuovo del XX secolo, tema molto caro a Mass.
    Il finale con tanto di pompa e descrizioni auliche e altisonante non mi ha convinto.
    In generale, comunque, per essere un romanzo di Mann mi è parso sinceramente deboluccio. Si intravedono alcuni temi potenzialmente interessanti, ma complessivamente non vengono trattati a dovere e non si capisce bene dove voglia andare a parare l'autore.
    Consigliabile solo ai veri appassionati di Mann come il sottoscritto. Gli altri possono trovare romanzi decisamente migliori del grande scrittore tedesco.

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    Vlfvs.In.Fabvla said on Jun 6, 2011 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Non ho trovato chi condivida la mia opinione, ma insisto: “Altezza reale” non è una favola. Le atmosfere vagamente fiabesche si dissolvono presto e rivelano, fin dalle prime pagine, che c’è del marcio. Il granduca nasce con un braccio rattrappito e d ...(continue)

    Non ho trovato chi condivida la mia opinione, ma insisto: “Altezza reale” non è una favola. Le atmosfere vagamente fiabesche si dissolvono presto e rivelano, fin dalle prime pagine, che c’è del marcio. Il granduca nasce con un braccio rattrappito e deforme. Segue la malinconica infanzia, nello squallore dei palazzi reali, fatiscenti e disabitati. La decadenza del regno, sempre più irrimediabile, per corruzione, ignoranza, inedia. Il padre svanito, la madre fatua, il fratello altezzoso e malato, tutti si avviano verso una brutta fine, uno dopo l’altro. Le dorature si scrostano, i rosai puzzano di muffa. Il precettore, che sembrava essere l’unico amico del granduca, si rivela ambizioso fino al fanatismo e fa una fine ancora più brutta degli altri. Arida, solitaria e sinistra è l’esistenza del granduca e così anche quella di Imma, la figlia del miliardario: rinchiusa tra la dama di compagnia pazza e il cane ugualmente pazzo, i volumi di algebra, la noia della beneficenza e l’odio delle folle che vedono in lei la nipote di un gangster. E infine, e soprattutto, ripugna la storia d’amore tra i due protagonisti, che tiene conto sempre e soprattutto dei soldi di lei, al ritmo del gioioso ritornello “per il bene del regno e di tutti”. Non credo alla felicità che si promettono l’un l’altro i due sposi, nelle ultime righe, affacciandosi al balcone reale a salutare la folla; non credo a questo lieto fine appiccicato a una storia tetra, un lieto fine ambiguo che non convince e che suona forse addirittura beffardo: la vita non è una favola, no davvero.

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    Xenja said on May 23, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Thomas Mann è una garanzia, e "Altezza Reale" non delude. Ambientato in un inventato ma verosimile granducato tedesco nei primi anni del '900, racconta la storia del principe Cola Enrico, dalla nascita al matrimonio.
    Legata alla sua troviamo però a ...(continue)

    Thomas Mann è una garanzia, e "Altezza Reale" non delude. Ambientato in un inventato ma verosimile granducato tedesco nei primi anni del '900, racconta la storia del principe Cola Enrico, dalla nascita al matrimonio.
    Legata alla sua troviamo però anche la storia della sua famiglia, del popolo, del granducato e della sua decadente economia, che verrà risanata grazie all'arrivo di un milionario tedesco emigrato in America e di sua figlia, l'enigmatica Imma.
    Molti temi di questo libro si trovano anche negli altri di Mann (la malattia, l'inadeguatezza, la decadenza...) ma qui assumono un tono più mite, come dev'essere in una favola per adulti.

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    redcat said on Dec 28, 2010 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Una stella in meno della media di Thomas Mann, solo perché c'è meno impegno intellettuale del solito.

    Sembrerebbe assurdo dare una stella in meno perché il libro è divertente. Ma Mann mi ha abituato a libri impegnativi, solidi, eterni. Questo rispetto agli altri si può addirittura definire frivolo. Una storia di reali e nobili della mittle-europa ott ...(continue)

    Sembrerebbe assurdo dare una stella in meno perché il libro è divertente. Ma Mann mi ha abituato a libri impegnativi, solidi, eterni. Questo rispetto agli altri si può addirittura definire frivolo. Una storia di reali e nobili della mittle-europa ottocentesca.

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    Pantaleo Magrone said on Oct 21, 2010 | Add your feedback

  • 22 people find this helpful

    La mia contingente nostalgia dell'Aura, dell'Opera e dell'Autore è stata ampiamente soddisfatta da questo bel libro dei bei tempi andati. Pienezza romanzesca e solidità strutturale. Dialoghi che restaurano la civiltà umanistica, conversazioni lieveme ...(continue)

    La mia contingente nostalgia dell'Aura, dell'Opera e dell'Autore è stata ampiamente soddisfatta da questo bel libro dei bei tempi andati. Pienezza romanzesca e solidità strutturale. Dialoghi che restaurano la civiltà umanistica, conversazioni lievementi dissacranti e meravigliose lungaggini. Ritmo ineluttabile. Questi i preziosismi che sovrastano lo sfacciato e consolatorio finale.

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    Mordecai said on Sep 30, 2010 | 1 feedback

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