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Altissima povertà

Regole monastiche e forma di vita

Di

Editore: Neri Pozza (La quarta prosa)

3.8
(22)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 190 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8854505455 | Isbn-13: 9788854505452 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Philosophy

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Descrizione del libro
Che cos'è una regola, se essa sembra confondersi senza residui con la vita? E che cos'è una vita umana, se in ogni suo gesto, in ogni sua parola, in ogni suo silenzio non può più essere distinta dalla regola? È a queste domande che il nuovo libro di Agamben cerca di dare una risposta attraverso un'appassionata rilettura di quel fenomeno affascinante e sterminato che è il monachesimo occidentale da Pacomio a san Francesco. Se il libro ricostruisce nei particolari la vita dei monaci nella loro ossessiva attenzione alla scansione temporale e alla regola, alle tecniche ascetiche e alla liturgia, la tesi di Agamben è, però, che la vera novità del monachesimo non sta nella confusione fra la vita e la norma, ma nella scoperta di una nuova dimensione, in cui forse per la prima volta la "vita" come tale si afferma nella sua autonomia e la rivendicazione dell'"altissima povertà" e dell'"uso" lancia al diritto una sfida con cui il nostro tempo deve ancora fare i conti. "Come pensare una forma-di-vita, cioè una vita umana del tutto sottratta alla presa del diritto e un uso dei corpi e del mondo che non si sostanzi mai in un'appropriazione? Come pensare la vita come ciò di cui non si dà mai proprietà, ma soltanto un uso comune?"
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  • 1

    Pretenzioso

    Comprato per avere un'idea della vita monastica occidentale, l'edizione è popolare, la scrittura inutilmente dotta e infarcita di citazioni unicamente in lingua originale, quasi si trattasse di un testo di adozione universitario. Lo mollo col rimpianto per gli euro spesi ma non sopporto di perder ...continua

    Comprato per avere un'idea della vita monastica occidentale, l'edizione è popolare, la scrittura inutilmente dotta e infarcita di citazioni unicamente in lingua originale, quasi si trattasse di un testo di adozione universitario. Lo mollo col rimpianto per gli euro spesi ma non sopporto di perderci dietro anche il mio tempo.

    ha scritto il 

  • 5

    Salvo le conclusioni dell'autore secondo cui Francesco con la povertà si è "messo fuori" rispetto al diritto (mentre io penso sia Giuridica tale posizione che proclama la non proprietà) , per il resto il saggio è molto interessante proprio per comprendere la collocazione della regola rispetto al ...continua

    Salvo le conclusioni dell'autore secondo cui Francesco con la povertà si è "messo fuori" rispetto al diritto (mentre io penso sia Giuridica tale posizione che proclama la non proprietà) , per il resto il saggio è molto interessante proprio per comprendere la collocazione della regola rispetto al diritto e scoprire che un punto di forza dei movimenti ed ordini è proprio quello di intendere la regola come ordinamento proprio delle relazioni nel primo diritto( quello a facoltà, esercizio ed autorità individuale), e non terzo rispetto a questo ed a quello statuale...

    ha scritto il 

  • 5

    Alla "regola monastica" - paradigma dell'implacabile tirannia del sistema moderno che disciplina anche i dettagli dell'esistenza - si oppone la volontà di affrancarsi dal diritto e dalla liturgia del potere: l'esperienza francescana di considerare la vita come "bene comune".

    ha scritto il 

  • 4

    Tema attuale quello dell'"altissima povertà" affrontato da Agamben (quantomeno per la crisi economica in corso, ma più in generale per la smaterializzazione del concetto di proprietà). Attuale nonostante l'apparente distanza siderale del tema: le regole nell'ambito monastico e gli stili di vita. ...continua

    Tema attuale quello dell'"altissima povertà" affrontato da Agamben (quantomeno per la crisi economica in corso, ma più in generale per la smaterializzazione del concetto di proprietà). Attuale nonostante l'apparente distanza siderale del tema: le regole nell'ambito monastico e gli stili di vita. Ma Agamben, come ogni pensatore di razza, si immerge in un argomento potenzialmente astruso con una delicatezza e competenza encomiabili. La precisione filologica, l'eleganza delle traduzioni (dal latino) e delle interpretazioni così serrate e rigorose lasciano nel lettore la sensazione di non aver trascorso invano ore di lettura (per chi non conosce lo stile del filosofo) faticosa per giungere ad una fine che veramente è un nuovo inizio (visto che si rimanda all'opera "Opus Dei" che verrà pubblicata nell'anno a venire). Si rimane piacevolmente stupiti dalla coerenza del ragionamento, dall'intensità delle riflessioni, dalla volontà di fare digressioni solo quando è necessario. Questo libro andrebbe innanzitutto giudicato come un esercizio di stile al di là dei suoi stessi contenuti. Magistrale.

    ha scritto il