Altri giorni, altri occhi

Urania 614

Di

Editore: Mondadori (Urania)

3.6
(64)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 160 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: A000015454 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Della Frattina Beata ; Illustrazione di copertina: Karel Thole

Genere: Criminalità , Politica , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Il tema dello scienziato pazzo che perviene in cantina a una straordinaria invenzione è di quelli che gli scrittori di fantascienza non toccano più nemmeno con le molle da almeno una trentina d'anni. E fanno male. Perchè nella fantascienza, come nella letteratura in generale, non esistono temi "impossibili". Tutto è sempre raccontabile, con le dovute varianti, modifiche, migliorie. Lo scienziato di questo romanzo non è pazzo e non è nemmeno un genio. Il suo laboratorio non è in cantina ma in uno stabilimento di media grandezza, come ce ne sono tanti anche in Italia, finanziato da una moglie ricca, possessiva e antipatica. La sua invenzione arriva dopo lunghe e varie ricerche in tutt'altra direzione, e viene brevettata e venduta per tutt'altri scopi. Nessuno, neppure lui, capisce di che cosa si tratti. Poi, una serie di inspiegabili incidenti mette in allarme una grande casa automobilistica americana: tutte le macchine coinvolte erano di un certo modello sportivo, tutte stavano eseguendo una svolta a sinistra, tutte montavano un particolare tipo di parabrezza. Solo a questo punto, quella che sembrava una modesta novità tecnologica diventa una scoperta sensazionale, le cui applicazioni - buone e cattive - trasformano in pochi anni il mondo e arricchiscono la fantascienza di una memorabile trovata.
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  • 3

    L'immagine dei giorni passati...

    Trovato al negozietto di libri usati vicino a S.Margherita a 2 euro, ho preso questo libro (insieme al doppio di Van Vogt) per la trama intrippante in quarta di copertina e per rimpinzare la mia "disp ...continua

    Trovato al negozietto di libri usati vicino a S.Margherita a 2 euro, ho preso questo libro (insieme al doppio di Van Vogt) per la trama intrippante in quarta di copertina e per rimpinzare la mia "dispensa" di fantascienza che languiva alla grande: una lettura particolare ma non sempre esaltante...

    In seguito a diversi incidenti che coinvolgono mezzi sui quali è montato un nuovo tipo di vetri in grado di limitare riflessi e perdita di calore, il dottor Garrod, inventore dei suddetti, decide di indagare a fondo e ciò che scopre va oltre qualsiasi aspettativa: pare infatti che il vetro "trattenga" la luce al suo interno per un tempo molto più lungo del previsto. E questa è solo la punta dell'iceberg di un'invenzione che può cambiare la storia dell'umanità...

    Tre elementi caratterizzano questo romanzo, uno positivo, uno neutro e uno (moderatamente) negativo:
    - l'invenzione alla base dell'intera narrazione è una delle trovate più geniali che abbia letto in campo SF e viene ottimamente sviluppata (non solo dal punto di vista meramente scientifico) e "svelata" anche con l'utilizzo dell'espediente letterario delle storie parallele sconnesse dalla storia principale che convince parecchio;
    - tale invenzione è *l'unico* elemento di SF presente nel libro che si concentra molto di più su aspetti sociologici e, strano ma vero, sul lato "giallo" della vicenda;
    - la trama e la sua commistione di thriller, rosa e poliziesco, per quanto sicuramente (per me almeno) originale, non è molto coinvolgente e non è che si muoia dalla voglia di sapere come continui la storia narrata.

    Intendiamoci, il tutto si fa leggere bene ma certe parti non si possono certo definire indispensabili; l'ambientazione della storia e il suo sviluppo in base all'evolversi della "situazione vetro-lento" sono ben costruiti ma, quasi a bilanciare questo aspetto, il finale è veramente tirato via sotto molteplici punti di vista e non molto originale nel suo complesso.

    Nonostante una partenza agghiacciante (in prima pagina fa capolino il terrificante "nonostante che") che faceva temere il peggio, la traduzione non è poi così malvagia specie per chi sia già da un po' abituato alla classica mancanza del congiuntivo di stampo uraniano.

    Insomma, una grande idea con un background che avrebbe potuto essere decisamente più intrippante e "degno"!

    ha scritto il 

  • 3

    e 1/2

    Davvero originale. E' molto difficile scrivere un romanzo così, partendo da una fantomatica invenzione per poi costruirci attorno una storia. Tuttavia ho alcune perplessità. Innanzitutto di fantascien ...continua

    Davvero originale. E' molto difficile scrivere un romanzo così, partendo da una fantomatica invenzione per poi costruirci attorno una storia. Tuttavia ho alcune perplessità. Innanzitutto di fantascientifico c'è solo la suddetta invenzione, in secondo luogo la storia non è proprio interessantissima anche se supera senza dubbio la sufficienza.
    http://clarkevivo.blogspot.com/2011/12/altri-giorni-altri-occhi-bob-shaw.html

    ha scritto il 

  • 3

    Other Days, Other Eyes, Same Flashes Of The Old Bob Shaw Brilliance

    I first read Bob Shaw's famous, award-winning story, Light Of Other Days many years ago and was very impressed with its gravitas and emotional weight. So, when I saw Other Days, Other Eyes and read th ...continua

    I first read Bob Shaw's famous, award-winning story, Light Of Other Days many years ago and was very impressed with its gravitas and emotional weight. So, when I saw Other Days, Other Eyes and read that it was a novelization of his earlier story (plus a couple of others he wrote in the same "universe" of the first story) I was expecting a below-par pastiche of self-plagiarism, which rarely goes well.

    Nevertheless, I bought it out of loyalty and sentimentality. The book turned out to be far better than I had hoped. All the original "slow glass" stories were woven into the fabric of the novel untouched as "sidelights," essentially stand-alone asides that furthered the reader's immersion into the world of slow glass while remaining completely independent of the main characters and story arc. I was overjoyed to see the original stories untouched - they still are superb, and they certainly formed some of the best highlights of the new novel.

    The main story is engrossing enough: it explores the origin and development of slow glass, a crystalline form of glass that captures the surrounding scenery and transmits it through itself like ordinary glass, but with a delay, hence its eventual (and rather unfortunate, I thought) commercial brand name, Retardite.

    One may think this a rather simple premise, and so it is. It is not a limited one though, and Shaw does a masterful job of exploring the implications of such a product. The consequences of Retardite, in fact, are so profound on society that they eventually change the world and challenge the way everybody interacts in society forever. Shaw's focus is not on technology as such, but its devastating effect (in this case) on humanity. He explores psychological, political, and sociological issues quite deftly in this little book. Every twenty pages lies yet another surprising turn of events - this truly is fiction of the Age of Wonder.

    For pulp fiction, and science fiction to boot, you do not often get it as good as this. Highly recommended. I noticed that a mint condition example of this paperback fetches over $400 (in 2011)! Quite the collector's item.

    This book reminded me again that Bob Shaw eclipsed giants like Arthur C. Clarke in the quality of their writing and depth of pathos when describing the inner world of the mind. Shaw may not have been very prolific, but he was that rare beast among the Golden Age pulp fantasists: a truly talented writer, not someone merely with interesting ideas.

    This book is a quick read and if you can reach the first "sidelight" on page 26 (Shaw's famous short story, Light Of Other Days) and not be gob-smacked by the aching depth of his writing, then I would be extremely surprised.

    ha scritto il 

  • 0

    L'idea alla base del libro è splendida. Poi per quasi tutto libro si narra di liti coniugali (varie coppie, varie liti, non sempre la stessa). Accontentiamoci dell'idea alla base, a meno di non voler ...continua

    L'idea alla base del libro è splendida. Poi per quasi tutto libro si narra di liti coniugali (varie coppie, varie liti, non sempre la stessa). Accontentiamoci dell'idea alla base, a meno di non voler porre un parallelismo tra il matrimonio e la fantascienza.

    ha scritto il 

  • 4

    un buon romanzo, che parte da un'idea interessante e la sviluppa in più contesti rimanendo sempre coerente. il "vetro lento" è un'invenzione affascinante, che si presta sia per vicende "sentimentali" ...continua

    un buon romanzo, che parte da un'idea interessante e la sviluppa in più contesti rimanendo sempre coerente. il "vetro lento" è un'invenzione affascinante, che si presta sia per vicende "sentimentali" che per veri e propri gialli, e che nell'evoluzione che subisce durante il corso del libro riesce a non diventare prevedibile. sono ben collocati i due "inserti" con storie parallele a quella principale, che in seguito vengono richiamate.

    inoltre il protagonista è un personaggio credibile, lontano dall'eroe in senso tradizinale, che spesso agisce nel suo interesse anche contro quelle che ci si aspetta come scelte più scontate e "morali".

    ha scritto il 

  • 4

    Luce di giorni passati

    Un romanzo sul tempo, sulla malinconia, sui sentimenti, camuffato da SF di serie b. Stranissimo.
    L'invenzione degli specchi ritardanti, che permettono di vedere la luce dei giorni passati, è all'altez ...continua

    Un romanzo sul tempo, sulla malinconia, sui sentimenti, camuffato da SF di serie b. Stranissimo.
    L'invenzione degli specchi ritardanti, che permettono di vedere la luce dei giorni passati, è all'altezza di un Bradbury.
    La fantascienza ha regalato ai suo lettori libri meravigliosi. Io ristamperei in blocco la collana Urania degli ultimi 50 anni!

    ha scritto il