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Alves & C

Di

Editore: Sellerio (Il divano, 161)

3.8
(12)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 156 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8838916551 | Isbn-13: 9788838916557 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Lucio Sessa , Maria Carmela Mitidieri

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Il signor Alves, felicemente appagato della propria vita famigliare e lavorativa, un giorno rincasando scopre la moglie tra le braccia del suo socio e miglior amico.
    La rabbia per essere stato tradito e la vergogna per l'onta sulla sua rispettabile reputazione sociale lo inducono a scacciar ...continua

    Il signor Alves, felicemente appagato della propria vita famigliare e lavorativa, un giorno rincasando scopre la moglie tra le braccia del suo socio e miglior amico.
    La rabbia per essere stato tradito e la vergogna per l'onta sulla sua rispettabile reputazione sociale lo inducono a scacciare la moglie di casa e ad allontanare il socio dalla propria vita.
    Con il tempo la rabbia svanisce e lascia il posto alla malinconia della sua attuale vita solitaria e alla nostalgia della vita che ha abbandonato. Sentimenti, questi, che alla fine lo inducono a riaprire le braccia alla moglie e al suo socio-amico... e vissero tutti felici e contenti.
    Questa, in estrema sintesi, la trama di "Alves & C.".
    Molte sono le chiavi di lettura che si possono usare per interpretare questo testo; l'amore fa perdonare qualunque cosa? Salvare l'onore e la reputazione è più importante che non accettare un tradimento? Perdonare è la chiave per una vita felice ed appagata? Meglio male accompagnati che soli?
    Non saprei quale interpretazione dare, anche perché per farlo vorrei prima sentire i punti di vista degli altri protagonisti di questa storia, in particolare della moglie che, forse, qualche cosa di interessante da dire sulla vicenda ce l'ha anche lei.

    ha scritto il 

  • 4

    Se all'amore togli le sue sofferenze tutt'al più resta un matrimonio felice.

    Ho letto questo racconto lungo di José Maria De Eça De Queirós da una camera d'albergo.


    Mi sono chiesto cosa si sarebbero aspettati gli-altri-da-me se avessi scoperto che la mia ragazza aveva un flirt con un mio compagno di lavoro, un compagno a cui fossi particolarmente legato fino a pot ...continua

    Ho letto questo racconto lungo di José Maria De Eça De Queirós da una camera d'albergo.

    Mi sono chiesto cosa si sarebbero aspettati gli-altri-da-me se avessi scoperto che la mia ragazza aveva un flirt con un mio compagno di lavoro, un compagno a cui fossi particolarmente legato fino a poterlo chiamare amico.

    Non mi sono chiesto cosa avrei fatto: le mie risposte sarebbero state tutte furibonde e impietose, violente e bestiali: letterarie? orgogliose. Non ci si può chiedere come ci si comporterebbe, nel caso di un tradimento subito: lo si può solo esperire. Di esperirlo non ho nessuna voglia.

    Mi sono chiesto cosa si sarebbero aspettati gli altri perché è quello che fa Alves e che, a voler essere onesti con se stessi, è quello che farei anche io. Io vorrei che tutti mi sapessero furibondo, impietoso, violento e bestiale. Però, come si fa a stabilire, a tavolino, s'è più devastante un tradimento o un addio?

    La questione è sull'amore, naturale che. Se a tradirti è una persona che stringi stringi neanche ami, vabbé, si fa un po' di rumore ma giusto per smuovere il nulla che già c'era e che tornerà ad esserci. Ma se a tradirti è l'amore.

    Se a tradirti è l'amore possibile ci siano soltanto due scelte? O perdonare e avere - e sentirsi ridicolo a vita. O non perdonare e perdere - e sentirsi ridicolo a vita.

    Il ridicolo c'è, c'è sempre: c'è anche da prima: è l'amore che ci rende ridicoli.

    Questo è il campo dell'ottimo presupposto. Il campo in cui l'amico e l'amata vogliono essere perdonati, si sentono in colpa e vogliono cercare di rimediare. Siamo a cento metri dall'eden, ecco.

    Il libro di José Maria De Eça De Queirós è un miniato e comico e sobrio dramma mortale.

    E io, nel mio letto d'albergo, non riuscivo proprio più a dormire.

    ha scritto il 

  • 5

    Marito tradito dal socio in affari vuole vendetta (separazione dalla moglie, duello riparatore col rivale); poi piano piano si rimangia tutto e torna a un'"entente cordiale". Un duello mancato c'è anche ne "I Maia" dello stesso autore: là per viltà dello sfidato, qui per le perplessità dei padrin ...continua

    Marito tradito dal socio in affari vuole vendetta (separazione dalla moglie, duello riparatore col rivale); poi piano piano si rimangia tutto e torna a un'"entente cordiale". Un duello mancato c'è anche ne "I Maia" dello stesso autore: là per viltà dello sfidato, qui per le perplessità dei padrini. Un'altra magistrale e ironica descrizione della borghesia portoghese, attraverso uno dei nodi canonici del racconto ottocentesco: l'adulterio (qui forse nemmeno consumato).

    ha scritto il 

  • 4

    Acquerello

    Questo piccolo libro è un acquerello, condito di una buona dose di bonaria ironia, della Lisbona dell'800 e della sua borghesia mercantile, soddisfatta di sé e delle tranquillità sociale e domestica. Il protagonista infatti dimentica l'inganno subito per riacquistarle.
    Da un altro punto di ...continua

    Questo piccolo libro è un acquerello, condito di una buona dose di bonaria ironia, della Lisbona dell'800 e della sua borghesia mercantile, soddisfatta di sé e delle tranquillità sociale e domestica. Il protagonista infatti dimentica l'inganno subito per riacquistarle.
    Da un altro punto di vista il libro potrebbe essere letto come un elogio del perdono e della tolleranza.

    ha scritto il