Alzate l'architrave, carpentieri e Seymour. Introduzione

Di

Editore: Einaudi

4.1
(731)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 181 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese

Isbn-10: 8806167243 | Isbn-13: 9788806167240 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: R.C. Cerrone

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Umorismo

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Descrizione del libro
"Il personaggio principale, almeno in quei momenti di lucidità in cui riuscirò ad impormi una linea di condotta, sarà il mio defunto fratello maggiore Seymour Glass che (preferisco dir tutto in un'unica frase da necrologio) nel 1948, all'età di trentun anni, mentre era in vacanza in Florida con sua moglie, si tolse la vita. Egli ebbe un grande significato per moltissime persone con cui venne a contatto e per noi, suoi fratelli e sue sorelle, egli fu tutto. Tutto quel che è realtà, egli fu, per noi: il nostro unicorno striato di blu, il nostro specchio ustorio, il genio di famiglia che dà consigli a tutti, la nostra coscienza portatile, il nostro commissario di bordo, il nostro unico poeta..."
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  • 4

    Tanto scorrevole e piacevole il primo pezzo, tanto lento e pesante il secondo.
    Si salva alla fine, quando si torna a una narrazione più lineare, senza fare impazzire il lettore con i suoi salti narrat ...continua

    Tanto scorrevole e piacevole il primo pezzo, tanto lento e pesante il secondo.
    Si salva alla fine, quando si torna a una narrazione più lineare, senza fare impazzire il lettore con i suoi salti narrativi

    ha scritto il 

  • 5

    Alzate il cappello

    Ripiombare dentro Salinger, a distanza siderale dal Giovane Holden - pur sempre presente - crea un misto di esaltazione, disperazione - perché chi mai scriverà più così - e sgomento - perché come f ...continua

    Ripiombare dentro Salinger, a distanza siderale dal Giovane Holden - pur sempre presente - crea un misto di esaltazione, disperazione - perché chi mai scriverà più così - e sgomento - perché come faceva Salinger a capire che io (cioè tu, noi, voi), proprio soltanto io ero il suo lettore. La dedica della prima pagina di "Alzate l'architrave..." va dritto al cuore:
    "Se in tutto il mondo è rimasto ancora un lettore che legga per il gusto di leggere - o che comunque dopo aver letto se ne vada per i fatti suoi - gli chiedo o le chiedo, con indicibile affetto e gratitudine, di dividere la dedica di questo libro in quattro parti con mia moglie e i miei bambini."
    Naturalmente, la conversazione con il lettore si dipana durante tutto il racconto ma, anziché dare terribilmente sui nervi - così come la disdicevola abitudine dei cineasti presa a prestito da Woody Allen e copiata troppe volte di far intervenire un attore che si rivolge direttamente al pubblico in sala, rompendo la sacra allenanza, il patto, la sospensione di credulità e tutto quanto alimenta la finzione, (scusate la lunghezza della frase, le parentesi, ma esco da Salinger, sono felice e frastornata), Salinger sta parlando a quattr'occhi con noi, personalmente, e questo è semplicemente vero.
    Il genio sprizza da ogni parte, e l'inganno funziona: pur sapendo qualche cosa della vita di Salinger, la famiglia di sette fratelli e sorelle è totalmente viva, allo stesso titolo o più di quella di John Fante, con l'insignificante differenza che la seconda è copiata dalla realtà.
    Ma quello che dico qui, lo dico soltanto per il primo racconto, quello dallo splendente titolo "Alzate l'architrave, carpentieri"; il secondo "Seymour. Introduzione" veleggia lontano dietro, con le sue digressioni.
    A proposito, di che cosa parla? Di suo fratello...come Proust parla dei suoi vicini di casa o Roth del suo organo preferito...Di che cosa parla è l'ultima domanda che viene in mente quando il libro è buono.

    ha scritto il 

  • 5

    alzate l'architrave, carpentieri. lo sposo, simile ad ares sopraggiunge, il più alto fra tutti gli uomini

    la differenza col 111mo frammento di saffo, è che qui lo sposo non arriva. seymour - fratello dell'alter ego di salinger, lo scrittore buddy glass - molla la sposa all'altare, salvo fuggire poche ore ...continua

    la differenza col 111mo frammento di saffo, è che qui lo sposo non arriva. seymour - fratello dell'alter ego di salinger, lo scrittore buddy glass - molla la sposa all'altare, salvo fuggire poche ore dopo con lei, schivando cerimonia e festeggiamenti. è lui, geniale e «scentrato» fratello maggiore, il protagonista dei due lunghi racconti di questo volume. lui insieme a una pletora di personaggi indimenticabili (aspettavo da una vita di abbinare banalmente queste due parole) che sono le comparse attraverso cui j.d.s. traccia la sinopia ironica della società americana del secondo dopoguerra. ed è (anche) per questo che alzate l'architrave eccetera è il modo per leggere un ottimo salinger quando la carta di identità impone di uscire dalla sfera di influenza del giovane holden. perché il più celebre portatore di disturbo-post-traumatico-da-stress della letteratura americana, in questo libro sistema non solo l'architrave dei racconti ma anche i pilastri, gli stipiti e ogni elemento verticale necessario a reggerli. e quello che si coglie di autobiografico nelle vicende dei glass - le bislaccherie e i noti tratti caratteriali che erano anche quelli di salinger - sono i riflessi che personalmente amo di più nella sua scrittura. la ruvidità che si veste di ironia nel cogliere i tic e i normalissimi dettagli propri e altrui. oltre a una dose cospicua di ossessioni e timidezza (misantropia?) che diventano il suo imprescindibile vizio di forma. «verso i vent'anni attraversai un breve periodo durante il quale combattei una strenua battaglia, perduta in partenza, per diventare un individuo socievole che ama la compagnia». ecco jerome d. salinger, sono proprio contenta che non ti sia riuscito.

    ha scritto il 

  • 5

    Affinità

    Seymour è davvero molto triste. Amo Salinger, dire che trovo i suoi rromanzi e i suoi racconti carini è troppo poco, soltanto simpatici poi, davvero non posso. Quello che ho appena scritto potrà cap ...continua

    Seymour è davvero molto triste. Amo Salinger, dire che trovo i suoi rromanzi e i suoi racconti carini è troppo poco, soltanto simpatici poi, davvero non posso. Quello che ho appena scritto potrà capirlo soltanto chi 'conosce', lo so, non sono d'aiuto...
    Il motivo per cui ho dato 5 stelle a questi due racconti è strettamente personale.

    ha scritto il 

  • 0

    girando per cercare 'sti regali vedo la gente, alcuni fanno proprio impressione, stavo in una libreria e c'era una femmina giovane, anche carina ma un po' troppo nera, neri i vestiti, nerissimi i cape ...continua

    girando per cercare 'sti regali vedo la gente, alcuni fanno proprio impressione, stavo in una libreria e c'era una femmina giovane, anche carina ma un po' troppo nera, neri i vestiti, nerissimi i capelli tirati in un lucido tuppo (forse adesso si riporta) e parlava con un tipo magro, brutto, che andava avanti e indietro prendendo libri con l'aria di uno che ha trovato qualcosa di strano e prezioso, direi che si aggirava con aria quasi proprietaria e ogni tanto si fermava a pensare come se si dovesse ricordare dove stava il libro cui aveva pensato, come se insomma sapesse tutti i posti a memoria ma gli servisse un po' di tempo. comunque il tratto saliente della tipa era un'espressione di compiacimento come credo di non averne mai viste. con un mezzo sorriso, le guance un po' enfiate, scambiava brevi commenti col tipo e ne sembrava del tutto fiera, si sarebbe anzi detto, dalla sua faccia, che il tipo era solo una specie di coboldo servitore da lei evocato, un suo fedele servo, che per di più stava mostrando aver appreso la lezione. inutile dire che ho sentito fortissimo il desiderio di chiederle cos'è che la rendeva così lieta, così completamente compiaciuta, e di chiederglielo anche a voce alta, anzi praticamente urlando, gridando come un maniaco MA CHE CAZZO HAI DA RIDERE PORCO DI UN DIO! e però chiaramente non l'ho fatto, ma mi sono un po' avvicinato e l'ho sentita dire (sempre col tono della regina elisabetta): io azzarderei un classico: il cacciatore di aquiloni. al che ho mosso la mano, come quando sento alla radio qualcuno che dice "il corpo delle..." e cambio canale di scatto, e sono uscito dalla libreria pieno di rabbia, che è diventata subito smarrimento, perchè da un po' di tempo ho perso ancora di più il senso dell'orientamento e adesso spesso quando mi muovo in fretta o mi alzo di scatto non riesco più a capire dove sono, mi guardo attorno e non so se prima ero a destra o a sinistra, o se in un posto sono già passato, e così mi sono sentito di botto perduto, non capivo più se ero appena uscito o stavo entrando, né da che via ero venuto, per cui ho fatto qualche passo fino a una panchina e mi sono seduto e mi sentivo affannato, nauseato, come se fossi stato su una nave, e allora mi sono girato e c'era questa donna all'altro capo della panchina, vestita con una specie di maglione grigio, senza giubbino o cappotto, un maglione si sarebbe detto di lana, che la faceva sembrare ancora più grassa di quanto era, e una donna non vecchia, forse sui quarant'anni, ma con un'aria sfatta, il volto grassoccio come un pugno chiuso, l'espressione ostile, come di una bestia malata, e quando si è accorta che la guardavo si è alzata, forse avevo una faccia strana, o meglio ha cercato di alzarsi, ha fatto un movimento come se strappasse qualcosa da terra e allora le è venuto una specie di sbocco, ha tossito-vomitato una bava bianchiccia e io ho visto i suoi occhi riempirsi di vergogna, forse di dolore, e mi è venuto da piangere disperatamente, per l'universo intero.

    ha scritto il 

  • 4

    Lo zio minuscolo - E’ andata così.

    Il titolo è ingannevole: l’architrave dev’essere alzata solo dai carpentieri, Seymour è la persona alla quale è rivolto il messaggio. “Seymour. Introduzione” è improprio, perché di Seymour si sa già t ...continua

    Il titolo è ingannevole: l’architrave dev’essere alzata solo dai carpentieri, Seymour è la persona alla quale è rivolto il messaggio. “Seymour. Introduzione” è improprio, perché di Seymour si sa già tutto dai libri precedenti, I nove racconti e Franny e Zooey.
    Il protagonista del primo racconto è Buddy, uno dei fratelli Glass, che va al matrimonio del fratello Seymour. Non incontriamo mai Seymour, anche se la sua persona si percepisce durante tutto il racconto (il suo spirito aleggiava sulle acque). Si dice che Seymour contenesse vari aspetti autobiografici di Salinger, in particolare l’aver riportato un notevole trauma da stress post-bellico; Seymour se l’è cavata peggio.
    Il racconto è divertente e contiene varie perle relative ai ragazzi Glass, come il lasciarsi messaggi sull’armadietto del bagno scritti con una scheggia di sapone (Alzate l’architrave, carpentieri…). Buddy è un bel tipo e soprattutto vive da ventitreenne (senza pensarci due volte). Bellissimo il viaggio in macchina di Buddy coi parenti della sposa, dai cui discorsi sconnessi si capisce pian piano qualcosa (e Buddy con noi) e ottimo anche lo zio minuscolo (muto e molto elegante). Comunque la mia Glass preferita è Boo Boo, che ha un nome da orsacchiotto ma fa l’ufficiale di marina (almeno durante la guerra); Boo Boo è protagonista di uno dei 9 racconti, Giù al dinghy.
    Devo dire che questo racconto campa un po’ di rendita dopo i due libri precedenti, tuttavia permette di aggiungere un altro punto di vista sulla storia.
    Di Seymour. Introduzione posso dire che mi è sembrato illeggibile (trasposizione di quello che Seymour aveva in testa?) e infatti, con rimpianto, non l’ho letto. E’ andata così.

    ha scritto il 

  • 3

    Non sono entrata proprio in sintonia con Salinger...da rileggere. L'ultimo racconto "Seymour. Introduzione" è quello che mi è piaciuto di più. Il trauma della guerra è molto presente.

    ha scritto il 

  • 0

    Un bouquet di parentesi sbocciate

    Forse non dovrei prenderla tanto sul personale, eppure...eppure mi pare che Salinger punisca se stesso (e di riflesso me, lettrice ben poco paziente) con brani di una logorrea esasperante per espiare ...continua

    Forse non dovrei prenderla tanto sul personale, eppure...eppure mi pare che Salinger punisca se stesso (e di riflesso me, lettrice ben poco paziente) con brani di una logorrea esasperante per espiare qualsiasi cedimento all'emozione ed al sentimento (leggerlo, per me, equivale a fare un giro sulle montagne russe).

    ha scritto il 

  • 4

    diventiamo sentimentali quando diamo ad una cosa più tenerezza di quanta Dio stesso non ne dia.

    « ho il sospetto che tutti stiano complottando per farmi felice. »

    « verso i vant'anni combattei una strenua battaglia, perduta in partenza, per diventare un individuo socievole che ama la compagnia. ...continua

    « ho il sospetto che tutti stiano complottando per farmi felice. »

    « verso i vant'anni combattei una strenua battaglia, perduta in partenza, per diventare un individuo socievole che ama la compagnia. »

    ha scritto il 

  • 0

    Se riflettessimo su chi sia il nostro scrittore preferito, probabilmente ci limiteremmo ad un silenzio imbarazzato. Troppi nomi, troppi libri, troppi personaggi affastellati nella nostra testa da lett ...continua

    Se riflettessimo su chi sia il nostro scrittore preferito, probabilmente ci limiteremmo ad un silenzio imbarazzato. Troppi nomi, troppi libri, troppi personaggi affastellati nella nostra testa da lettori. Eppure. Eppure. Eppure, miei cari. Se, come me adesso, vi ritrovaste intatti - non solo intatti ma anche, per così dire, accesi - dopo la lettura della più insopportabile, verbosa e straordinariamente prolissa baggianata che sia mai stata scritta (per i meno svegli: Seymour, un'introduzione), allora, non nutrireste dubbio alcuno su chi sia lo scrittore del vostro cuore confuso (eppure persuaso). Ed è quel mattacchione di J.D. Salinger. Purtroppo. Che è morto. E non potrete mai e poi mai andare a stringergli la mano. Meno male. Perché dalle pagine appena lette sembrerebbe proprio un tipo dal quale tenersi alla larga. Eppure così pieno di humour!

    ha scritto il 

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