Ama il tuo sogno

Vita e rivolta nella terra dell'oro rosso

Di

Editore: Fandango Libri

4.0
(39)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 157 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8860442893 | Isbn-13: 9788860442895 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Biografia , Non-narrativa , Politica

Ti piace Ama il tuo sogno?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Yvan Sagnet arriva dal Camerun in Italia nel 2007. È innamorato dell'eccellenza italiana, l'arte, la moda, il design. La scintilla scocca a cinque anni, ci sono i mondiali italiani del 1990 e il Camerun è la sorpresa della competizione. Yvan studia la nostra lingua, si appassiona alla storia e alla politica, prende l'idoneità linguistica, vince una borsa di studio e si iscrive al Politecnico di Torino. Ma la vita in Italia non è semplice, Yvan fa mille lavori per pagarsi gli studi, dal cassiere allo steward nello stadio Olimpico. Durante l'estate del 2011 raggiungerà Nardo in Puglia per la raccolta del pomodoro. Sembra un lavoro come gli altri, ma non è così. Yvan scopre il lato oscuro dell'Italia. Sfruttamento, schiavitù, violenza. E il mondo dei caporali che confiscano ai braccianti i documenti originali, li ricattano, li fanno lavorare sino a sedici ore al giorno sotto il sole e senza una paga adeguata. Quando chiedono di intensificare la produzione senza corrispettivo, Yvan e gli altri braccianti si ribellano. Decine di africani di diverse nazionalità si uniscono nonostante le differenze di lingua e cultura, organizzano un grande sciopero che rende note all'opinione pubblica le condizioni di centinaia di lavoratori sfruttati senza pietà. In "Ama il tuo sogno" Yvan Sagnet racconta la rivolta per i propri diritti, la coraggiosa sete di verità, la coscienza e il valore della parola dignità.
Ordina per
  • 4

    Dopo aver ascoltato la splendida presentazione di Saviano per questo libro, ho sentito di persona l'autore, e mi sono vergognata per i miei conterranei salentini (i fatti sono avvenuti nelle campagne ...continua

    Dopo aver ascoltato la splendida presentazione di Saviano per questo libro, ho sentito di persona l'autore, e mi sono vergognata per i miei conterranei salentini (i fatti sono avvenuti nelle campagne di Nardò). Da leggere per capire e fare qualcosa, se possibile,per fermare lo sfruttamento disumano dei lavoratori di colore nelle nostre campagne.

    ha scritto il 

  • 4

    Da adottare (a scuola, sul comodino, nello stipetto in bagno)

    Dentro una biografia che sta dentro la Storia. Una scrittura facile e felice, pulita di retorica.
    Da leggere d'un fiato, da farne memoria.

    ha scritto il 

  • 5

    Saviano sta alla camorra come Sagnet sta al caporalato

    E non ci voglio credere che solo 16 persone hanno questo libro nella loro libreria!!!
    Dovete comprarlo questo libro, leggerlo, recensirlo, consigliarlo, prestarlo, regalarlo per Natale. Fate un po' qu ...continua

    E non ci voglio credere che solo 16 persone hanno questo libro nella loro libreria!!!
    Dovete comprarlo questo libro, leggerlo, recensirlo, consigliarlo, prestarlo, regalarlo per Natale. Fate un po' quello che volete, ma diffondetelo il più possibile!
    Yvan Sagnet è un ragazzo che per il suo coraggio è stato minacciato di morte, è un ragazzo che ha denunciato il crimine del caporalato e che ci apre gli occhi su una realtà che non vogliamo vedere. Ma esiste. Gli schiavi in Italia ci sono.
    E i braccianti agricoli che lavorano nelle campagne sono purtroppo SCHIAVI.
    Non lasciamo solo questo ragazzo nella sua lotta, sosteniamolo tutti, comprando il suo libro e diffondendo le sue parole.

    ha scritto il 

  • 0

    Lo sguardo severo di Sagnet in copertina immagino sia lo sguardo con cui tutti gli sfruttati guardano i loro sfruttatori, e a me questo sguardo mette a disagio.
    Io direttamente di fatto non sfrutto ne ...continua

    Lo sguardo severo di Sagnet in copertina immagino sia lo sguardo con cui tutti gli sfruttati guardano i loro sfruttatori, e a me questo sguardo mette a disagio.
    Io direttamente di fatto non sfrutto nessuno, ma sapere una volta di più che ogni volta che io mi nutro c'è qualcuno che sta facendo la fame e che in più lavora perchè io possa avere del cibo in tavola...be' mi mette a disagio!
    Per dirla proprio tutta è una cosa che mi fa incazzare.
    Certo non dipende dalla mia volontà.
    Non posso io decidere il prezzo del pomodoro o delle arance o delle angurie o dell'aglio al quintale, ma forse potrei fare qualcosa, o avremmo potuto fare qualcosa, perchè non si arrivasse a questo punto.
    Un punto per altro arcinoto, sotto gli occhi di tutti, ma che siamo estremamente bravi a nascondee innanzitutto a noi stessi.
    La dimostrazione una volta di più che la delega totale in bianco che abbiamo lasciato ai nostri amministratori ci ha portato in un luogo di miseria non solo economica, ma anche umana.
    Se ne deve concludere tristemente che tutta la Puglia è paese.

    ".....Vieni a ballare compare nei campi di pomodori
    dove la mafia schiavizza i lavoratori, e se ti ribelli vai
    fuori. Rumeni ammassati nei bugigattoli come pelati
    in barattoli. Costretti a subire i ricatti di uomini
    grandi ma come coriandoli.
    Turista tu resta coi sandali, non fare scandali
    se siamo ingrati e ci siamo dimenticati d'essere figli di
    emigrati. Mortificati, non ti rovineremo la gita.
    Su, passa dalla Puglia, passa a miglior vita. ......"

    (da Vieni a ballare in Puglia - Caparezza)

    ha scritto il 

  • 4

    A prescindere dalle stelline

    La rivolta di Nardò avrà senso solo se ci sarà chi conitnuerà a lottare (a rischio della propria vita) e se i lavoratori/schiavi non saranno abbandonati e presto dimenticati.
    Comprare questo libro sig ...continua

    La rivolta di Nardò avrà senso solo se ci sarà chi conitnuerà a lottare (a rischio della propria vita) e se i lavoratori/schiavi non saranno abbandonati e presto dimenticati.
    Comprare questo libro significa anche non lasciarli soli.

    ha scritto il