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Amare tradire

Quasi un'apologia del tradimento

Di

Editore: Bompiani

4.0
(191)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 246 | Formato: Altri

Isbn-10: 8845221970 | Isbn-13: 9788845221972 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Health, Mind & Body

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Descrizione del libro
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  • 1

    Se non volete leggere Flaubert e Dostoevskij, o Rilke o Stendhal, o la Yourcenar o le Brontë, o l’oroscopo, leggete direttamente Freud e Jung e non chi li cita per tirare sera, ma forse costa meno andare dallo psicologo che procurarsi una buona libreria.

    Gli psicanalisti mi intimoriscono ma gli autori di saggi, vivano o no di psicologia o psicanalisi di primo mestiere, che ricavano la psicologia dai romanzi e dagli scritti altrui mi imbarazzano. I libri di psicologia più belli sono quelli pettegoli, dove mettono le inziali dei nomi invece dei nom ...continua

    Gli psicanalisti mi intimoriscono ma gli autori di saggi, vivano o no di psicologia o psicanalisi di primo mestiere, che ricavano la psicologia dai romanzi e dagli scritti altrui mi imbarazzano. I libri di psicologia più belli sono quelli pettegoli, dove mettono le inziali dei nomi invece dei nomi, per privacy, e poi ti raccontano tutte le eccezionalità dei loro pazienti. I discorsi ‘generali’ sulla psicologia, come tutti i discorsi generali e i generali in genere, sono soltanto reticenti e sospetti, oltre che pericolosi sempre perché si fanno saltare in testa quello che più gli va, quando gli va.

    Le parti più originali trovati in questo, datatissimo e spesso inutilmente prolisso, lavoro di Carotenuto sono quelle che riporta in citazione da libri di letteratura o di quelle altre discipline che non ne raggiungeranno mai la statura. Mi riesce difficile stabilire chi sia più cialtrone: se chi accusa di ciarlataneria la psicologia o se chi nega che la psicologia abbia, come ciascuno di noi, la sua bella dose di ciarlataneria congenita.

    Eppoi quando la psicologia si vuole apparentare strettamente al messaggio cattolico, utilizzato – certo – ‘simbolicamente’ (ma quanto ci vogliono marciare con la storia dei simboli?...), mi sembra di entrare in un doppio giro della morte in presa diretta.

    L’argomento è il tradimento. Per andare sul sicuro si parte subito con: ma è la nascita stessa un tradimento!, la più grande in assoluto!, rispetto alla quale la morte è un bisticcio tra bambini; e le aspettative del tuoi genitori che ti sognano addosso mentre non conterai più di qualche migliaio di cellule sono un tradimento, e poi c’è il tradimento endopsichico, la famiglia è un covo di tradimenti, amare è tutto un tradire se stessi, se non ti tradisci non ami se ti ami non ti tradisci, l’amicizia vera è un tradimento, l’omosessualità – che uno psicologo se non ne dice una a proposito si sente come chi è andato a Roma e non ha visto San Pietro: si sentirebbe benissimo, se fosse uno a cui chiederei consigli in maniera spassionata per quanto a pagamento – è una scelta controsessuale il cui difettuccio, se proprio gliene si vuole trovare uno, è che uno non tradisce la propria appartenenza, e la morte è il tradimento della vita, e insomma il tradimento è talmente una condizione esistenziale che fartene un cruccio per spicce questioni di adulterio contro o pro sessuale o di slealtà o di inganno bello e buono è da gente grossolana ferma a una concezione cheap del tradimento, che non merita di stendersi su quel lettino. Insomma, se sei un traditore non è mai perché sei uno stronzo tu, e se sei un tradito come minimo te la sei andata a cercare. Il tradimento mica è un fatto di corna o di fregature o di ricerca masochistica di umiliazioni e delusioni!, è più uno scavo con le unghia e con i denti, di oracolare conosci-te-stesso… Secondo me, se avesse letto romanzi come “Schiavo d’amore” di Maugham o come “Vita coniugale” di Vogel, Carotenuto si sarebbe reso conto che scrivendo il suo saggio stava tradendo una qualche etica o estetica, e a quel punto avrebbe detto: perfetto!, più pertinente di così!

    Leggendo mi sono fatto l’idea che con questo saggio Carotenuto abbia voluto tenersi buona sua moglie, se ne ha una o nel caso ne avesse mai avuta una dopo averlo scritto, e per sedare – con sedativi dissimulati con una goccia goccia di eccitante nevrotico in punta di siringa – i sensi eventuali di colpa delle donne che di volta in volta diventano o diventeranno, almeno una volta nella vita gli dirà bene!, le sue amanti pescate tra colleghe, allieve e lettrici, ma così sto di nuovo scivolando nella letteratura, che è il miglior specchio della condizione umana, lasciandomi dietro la psicologia, che di quello specchio è un frammento amoroso e morboso, spesso maneggiato per tagliare le vene al proprio inconscio per scoprire se è poi vero che se ne ha uno, di inconscio: comunque delle vene da far sanguinare si trovano sempre.

    La psicologia, come le religioni quando sono il fenomeno di massa che sono, viene mostrata in questo noioso e parolaio libro di Carotenuto come fondata su un principio di patologizzazione: insomma, se uno si sente bene il sospetto che stia male il doppio, di uno che dice di sentirsi male senza bisogno di spintarelle, quadruplica. Questione di favoritismi: a Carotenuto piace la psicologia che spiega il peccato originale sia la simbolizzazione del dolore del tradimento alla nascita e quindi la disgrazia della condizione umana; a me piace di più quella che spiega il peccato originale sia un tentativo di associare un senso di disgrazia alla condizione umana (che vulnerabile è vulnerabile, ma disgraziata perché mai?), da risolvere con le varie soteriologie. Io non so se ci salveremo e se sì da cosa o da chi, ma di fondo credo che si riesce a vivere bene anche senza procurarsi un alibi che spieghi, quando ci va di stare male, perché stiamo male.

    (E dirlo ora che ho appena ricevuto una notizia che può essere tanto spaventosa quanto irrisoria mi convince un po’ di più che ci credo per davvero e non soltanto nelle parole da commento.)

    Niente è più encomiabile della volgarizzazione intesa come divulgazione, ma poco è più volgare della divulgazione intesa come chiacchieratina superficiale picchiettata da un po’ di gergo di mestiere e da un po’ di caloreumanoterapeutico, riassuntiva e riassunta pure male.

    L’eleganza, l’arte di stare naturalmente al passo anche con le proprie zoppie, si impara strada facendo restando sulla propria strada, non certo replicando le pose più indicate e previste per sdraiarsi sul divanetto nel salotto del collezionista di cimeli psicologici posticci.

    ha scritto il 

  • 4

    Un percorso sul tradimento, sia come esperienza umana sia come spazio interiore. Nella storia umana il tradimento è stato argomento prescelto da artisti, poeti, uomini politici, intellettuali, preti. Lo ritroviamo nei miti, nella Bibbia, nelle liriche più antiche così come alla TV o nel cinema. ...continua

    Un percorso sul tradimento, sia come esperienza umana sia come spazio interiore. Nella storia umana il tradimento è stato argomento prescelto da artisti, poeti, uomini politici, intellettuali, preti. Lo ritroviamo nei miti, nella Bibbia, nelle liriche più antiche così come alla TV o nel cinema. L'Autore ne coglie l'essenza e ci apre alla conoscenza di questo "sentimento" e di questo "agire" umano, accompagnandoci per mano, verso la nostra crescita interiore. Che si sia stati traditi o traditori, il risultato non cambia, ognuno ha il proprio dolore da cui guarire e la propria vita da vivere.

    ha scritto il 

  • 4

    quanto furbamente

    sti strizza tirano h2o al loro mulinello, quanto leggere libercoli e pissikanilizzarli per portare water alle loro teorolle fa loro comodo, e fce comodo a me che leggevo e che dal guru traevo forza per tagliare una parte della mia esistenza?

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Tradimento è pensare alla nostra condizione umana in termini di assoluta libertà, assoluta conoscenza e assoluto controllo del fiume della vita: in realtà non controlliamo un bel niente!
    La prospettiva contraria al tradimento risiede nel prendere atto anche della nostra impotenza: la vera sfida s ...continua

    Tradimento è pensare alla nostra condizione umana in termini di assoluta libertà, assoluta conoscenza e assoluto controllo del fiume della vita: in realtà non controlliamo un bel niente! La prospettiva contraria al tradimento risiede nel prendere atto anche della nostra impotenza: la vera sfida sta nella fiducia che qualcosa di più grande operi dentro di noi. Quello dei genitori verso i figli è un tipico tradimento: si resta incagliati nei codici stabiliti dalla famiglia di origine inconsapevoli dell’oceano immenso esistente intorno a se. Quanti di noi sono ancora figli in codesto modo, legati mani e piedi a un invisibile incesto psicologico? Avere in proprio potere la dimensione psichica dei figli garantisce ai genitori di garantirsi un’importanza, un ruolo preciso: il che è possibile solo se il figlio rimane quel figlio che ad essi serve per sopravvivere senza troppi conflitti. Nella casa paterna spesso si viene oppressi e privati della propria individualità. Quella della individuazione è spesso una strada difficile e dolorosa. E’ necessario un tradimento di quelle istanze, di quei codici che non sentiamo più corrisponderci e che ostacolerebbero lo sviluppo del nostro stile personale. Comunque sia siamo in presenza di un tradimento: tradire il passato, cioè i genitori o il futuro, cioè noi stessi? Il tradimento è una esperienza dolorosa, è l’esperienza della separazione. Questa esperienza deve essere vissuta (come diceva Freud: il lavoro del lutto) concedendole il tempo necessario per essere elaborata. Non sappiamo perché siamo stati messi al mondo ma sicuramente non è per guardarci attorno e restare lì senza muovere un passo. Così come ci sono uomini che non potrebbero vivere a lungo sacrificando la verità dei loro sentimenti a una scena esteriore che non le corrisponde, così ci sono tantissimi altri che semplicemente non avvertono questo problema perché la vita per loro è la scena esteriore. "Ciò che ci limita e ci tradisce è anche ciò che determina e ci svela."

    ha scritto il 

  • 4

    L'uno e l'altro.

    Se vi interessa un libro su “le corna istruzioni per l’uso”, lasciate pure stare questo volume. Al contrario se le vostre intenzioni sono più nobili e volete capire la vera essenza della vita e dunque del tradimento inteso nella sua accezione più alta, aprite la prima pagina e cominciate a godere ...continua

    Se vi interessa un libro su “le corna istruzioni per l’uso”, lasciate pure stare questo volume. Al contrario se le vostre intenzioni sono più nobili e volete capire la vera essenza della vita e dunque del tradimento inteso nella sua accezione più alta, aprite la prima pagina e cominciate a godere. (Detto fra noi, ci sono ottimi spunti filosofici, psicanalitici, sociologici e religiosi per architettare eccelsi argomenti tesi a perorare cause pro-corna).

    ha scritto il 

  • 4

    "la morte è la solitudine delle persone amate, questa nebbia intorno a loro che nessuna tenera parola può attraversare.la morte è il dolore e la disperazione nelle stesse parole che furono l'ebbrezza della felicità. la morte sono i pianti che sgorgano ascoltando una parola che voleva dire amor ...continua

    "la morte è la solitudine delle persone amate, questa nebbia intorno a loro che nessuna tenera parola può attraversare.la morte è il dolore e la disperazione nelle stesse parole che furono l'ebbrezza della felicità. la morte sono i pianti che sgorgano ascoltando una parola che voleva dire amore." J. Bousquet, Tradotto dal silenzio

    ha scritto il 

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