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America perduta

In viaggio attraverso gli USA

Di

Editore: Feltrinelli (Universale economica, 1375)

3.8
(607)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 302 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale

Isbn-10: 8807813750 | Isbn-13: 9788807813757 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Amedeo Poggi , Annamaria Melania Galliazzo

Disponibile anche come: Altri , Paperback

Genere: Fiction & Literature , Humor , Travel

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Descrizione del libro
La storia di un viaggio nell'altra America, quella delle piccole città in cui la vita è rimasta ferma agli anni cinquanta, il racconto dolce e amaro di un americano che, dopo aver vissuto dieci anni in Inghilterra, ha voluto realizzare un viaggio di scoperta, tornando nei luoghi magici della sua fanciullezza. Bryson è tornato a casa, con la vecchia Chevrolet della madre ha coperto un percorso di 22.500 chilometri, attraverso 38 stati, viaggiando quasi sempre su strade secondarie, da una cittadina all'altra. Ha così visto quasi tutto ciò che aveva previsto e moltissimo di ciò che non aveva programmato.
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  • 3

    Un tizio sale in macchina e fa il giro del suo paese natale, vasto e variegato per carattere culturale, geografico e climatico. Tale tizio è un tipo comune senza pretese: osserva e commenta offrendo p ...continua

    Un tizio sale in macchina e fa il giro del suo paese natale, vasto e variegato per carattere culturale, geografico e climatico. Tale tizio è un tipo comune senza pretese: osserva e commenta offrendo piccole curiosità storiche e sociali senza nessuna velleità di approfondimento accademico. Racconta quello che sa, ammette quello non sa e non si preoccupa di dissimulare preconcetti e ingenuità personali né sofisticati né politicamente corretti. Racconta tutto con molta ironia non sempre caritatevole, facendo limpidamente e senza giustificazioni, con umorismo cinico e sgraziato, affermazioni su argomenti delicati come la segregazione razziale, la criminalità, la politica di alcuni presidenti, la morte, le amabili grazie delle cameriere carine.
    Ho letto molti commenti risentiti dal tono e dai contenuti: io trovo semplicemente che un uomo avesse voglia di raccontare i fatti suoi senza pretese e che così sia da prendere questo libro, senza attendersi neanche lontanamente un pezzo capitale della letteratura di viaggio.
    Un libretto tranquillo, di compagnia nei ritagli di tempo, facile da leggere anche in coda alla posta o sull'autobus.

    Complessivamente: tre stelle meno un pizzico. Due no, due le dò ai libri decisamente sgradevoli. Quattro le dò ai libri decisamente gradevoli, più sostanziosi di questo. Il pizzico lo levo perché l'umorismo dell'autore è leggero, ma troppe volte prevedibile e mai originale.

    Piccola nota: il viaggio in oggetto è stato fatto tra il 1987 e il 1988, non prendete nota di hotel e ristoranti senza considerare che molti potrebbero essere, se non spariti, cambiati drasticamente. Idem per le osservazioni. Solo per fare un esempio, a un certo punto l'autore parla di quanto fosse ricca Detroit che proprio l'anno scorso è andata in bancarotta.

    ha scritto il 

  • 4

    grande Bill

    Ammetto che Bryson mi piace molto e questo libro non fa che consolidare le mie opinioni su questo autore, alcune parti mi hanno fanno proprio ridere e altre mi hanno fatto venire la curiosità di veder ...continua

    Ammetto che Bryson mi piace molto e questo libro non fa che consolidare le mie opinioni su questo autore, alcune parti mi hanno fanno proprio ridere e altre mi hanno fatto venire la curiosità di vedere l'America... però sicuramente in estate

    ha scritto il 

  • 4

    Mi son divertita moltissimo a viaggiare con Bryson da uno stato all’altro degli USA. Lui, statunitense che da anni vive in Inghilterra, si mette al volante di una vecchia Chevette per andare a (ri)sco ...continua

    Mi son divertita moltissimo a viaggiare con Bryson da uno stato all’altro degli USA. Lui, statunitense che da anni vive in Inghilterra, si mette al volante di una vecchia Chevette per andare a (ri)scoprire molti luoghi d’America, spinto da una certa malinconia verso il passato, ma accompagnato anche da una buona dose di distacco e di europeizzazione che gli permettono di mettere in luce lati buoni e lati brutti dell’American Way of Life. Scritto con grande ironia mostra l’enorme varietà di paesaggi, città e umanità di questo sterminato Paese, che tuttavia presenta troppo spesso lungo le sue strade la combinazione “stazione di servizio-motel-fastfood” e ha perso qualcosa della genuinità di un tempo. Il risulato è un viaggio on the road che tocca ben 38 stati, diverte e al tempo stesso ci ricorda che il tempo passa...

    ha scritto il 

  • 3

    Ironia, sagacia e.... noia

    Bill Bryson è sicuramente uno scrittore vulcanico, dotato di una sagacia e di una perfida ironia come pochi. Peccato che talvolta sia pure logorroico e si intrattenga in particolari che meriterebbero ...continua

    Bill Bryson è sicuramente uno scrittore vulcanico, dotato di una sagacia e di una perfida ironia come pochi. Peccato che talvolta sia pure logorroico e si intrattenga in particolari che meriterebbero un più fugace interesse. Il romanzo sconta la carenza di punti di riferimento del lettore (europeo o italiano): sovente si narra di città (se non addirittura di Stati) che si conoscono solamente per nome.

    ha scritto il 

  • 4

    Divertente e politicamente scorretto

    Questo divertente e politicamente scorretto libro è il resoconto del viaggio intrapreso da Bill Bryson attraverso gli Stati Uniti. A qualche tempo di distanza dalla morte del padre, Bill decide di tor ...continua

    Questo divertente e politicamente scorretto libro è il resoconto del viaggio intrapreso da Bill Bryson attraverso gli Stati Uniti. A qualche tempo di distanza dalla morte del padre, Bill decide di tornare negli USA dall'Inghilterra, dove ormai si è stabilito da parecchi anni, per ripercorrere gli itinerari vacanzieri della sua infanzia e per ritrovare la stessa spensieratezza dell'epoca.
    Ovviamente, a trent'anni di distanza è difficile ritrovare le stesse situazioni e rivivere le stesse emozioni; così, si capisce un po' perchè Bryson abbia deciso di lasciare gli USA per il vecchio continente.
    Mi viene naturale fare un parallelo con "Strade Blu" di William Least Heat-Moon, letto solo pochi mesi fa; entrambi sono racconti di un viaggio reale fatto in solitaria ma laddove quello di Least Heat-Moon è un racconto romantico quello di Bryson si scopre essere un esilarante narrazione da parte di un uomo di mezza età brontolone a cui non piace nulla o quasi di quello che vede, tanto che mi viene da pensare che, probabilmente, un lettore che non sapesse nulla di nulla degli USA non sarebbe invogliato a visitarli in seguito alla lettura di "America Perduta".
    Nota di demerito per la traduzione, alcune cose che ho controllato erano totalmente sbagliate.

    ha scritto il 

  • 2

    Ripetitivo

    Ripetitivo come lo sono gli Stati USA, specialmente per chi gli USA non li conosce. E Bryson fa davvero poco per distinguerli l'uno dall'altro. Paesaggi monotoni, descrizioni tutte simili, aree commer ...continua

    Ripetitivo come lo sono gli Stati USA, specialmente per chi gli USA non li conosce. E Bryson fa davvero poco per distinguerli l'uno dall'altro. Paesaggi monotoni, descrizioni tutte simili, aree commerciali - parcheggi - fast-food e poco altro. Non solo il libro risente dell'età (è del 1988, le cose cambiano!) ma la solita brillante scrittura di Bryson è annacquata dalla mancanza di cose da dire. Davvero un piattume. Un po' triste, poi, verificare che questo "viaggio" è fatto tutto in auto, attraversando stati e stati senza mai scendere se non per un panino e una dormita in motel. Poco per dire di aver visitato una nazione tanto grande.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro spassoso e divertente, un diario di viaggio attraverso i luoghi meno conosciuti e celebrati d'America. Due disappunti, però, su un libro quasi perfetto: la breve sezione sul viaggio a Ovest e ...continua

    Un libro spassoso e divertente, un diario di viaggio attraverso i luoghi meno conosciuti e celebrati d'America. Due disappunti, però, su un libro quasi perfetto: la breve sezione sul viaggio a Ovest e la ristrettezza (e ignoranza) mentale di Bryson quando liquida la storia del West come quella di contadini occupati solo a sparare.

    ha scritto il 

  • 4

    Un ritorno alle radici. Un viaggio attraverso un presente irrimediabilmente rimasto ancorato al passato. Un appassionante vagabondaggio per le strade dell'America minore, dentro il cuore di quella "pi ...continua

    Un ritorno alle radici. Un viaggio attraverso un presente irrimediabilmente rimasto ancorato al passato. Un appassionante vagabondaggio per le strade dell'America minore, dentro il cuore di quella "piccola città" che è l'anima segreta degli Stati Uniti. Su una vecchia Chevrolet, BilI Bryson, americano di nascita ma inglese d'adozione, percorre 22.500 chilometri all'inseguimento di un ricordo, restituendoci il fascino attonito del tempo che si ferma, l'amara dolcezza delle vie secondarie, la canzone di uno sterminato paese che continua a credere, a immaginare, a vivere fra le pieghe di un sogno domestico e provinciale.

    Questo libro si è prestato ad una doppia ricerca: leggevo un capitolo annotandomi le località e poi andavo a fare un giro virtuale su google map.
    H avuto modo così di fare un viaggio nell'america (minuscolo intenzionale) che non vedrò mai... Bryson è molto critico verso il suo paese d'origine, anche se non mancano pagine comiche con notizie interessanti
    E' comunque una lettura amara: paesi immersi nel nulla con nulla da vedere, dove le giornate si susseguono tutte uguali, dove la noia regna sovrana, dove l'incuria è lo standard, dove sembra che il tempo si sia fermato sessant'anni fa, dove arrivi a capire perché l'alcolismo è così diffuso e perché i ragazzi prendono un fucile in mano e si mettono a sparare all'impazzata...

    ha scritto il 

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