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America perduta

In viaggio attraverso gli USA

Di

Editore: Feltrinelli (Universale economica, 1375)

3.8
(625)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 302 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale

Isbn-10: 8807813750 | Isbn-13: 9788807813757 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Amedeo Poggi , Annamaria Melania Galliazzo

Disponibile anche come: Altri , Paperback

Genere: Fiction & Literature , Humor , Travel

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Descrizione del libro
La storia di un viaggio nell'altra America, quella delle piccole città in cui la vita è rimasta ferma agli anni cinquanta, il racconto dolce e amaro di un americano che, dopo aver vissuto dieci anni in Inghilterra, ha voluto realizzare un viaggio di scoperta, tornando nei luoghi magici della sua fanciullezza. Bryson è tornato a casa, con la vecchia Chevrolet della madre ha coperto un percorso di 22.500 chilometri, attraverso 38 stati, viaggiando quasi sempre su strade secondarie, da una cittadina all'altra. Ha così visto quasi tutto ciò che aveva previsto e moltissimo di ciò che non aveva programmato.
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  • 3

    Dei libri di Bryson che ho letto finora è quello che mi è piaciuto di meno. A differenza di altri lavori non è un riassunto di simpatica erudizione ma il diario di due viaggi in auto attraverso gli US ...continua

    Dei libri di Bryson che ho letto finora è quello che mi è piaciuto di meno. A differenza di altri lavori non è un riassunto di simpatica erudizione ma il diario di due viaggi in auto attraverso gli USA. I viaggi sono stati effettuati nel 1987/88, quindi nel giuducare le descrizioni bisogna tenere presente questo gap di tempo. Inoltre è chiaro che Bryson, americano trapiantato in Inghilterra, aveva bene in mente per chi scriveva, cioè il pubblico britannico. Fatta quindi la dovuta tara, il libro è piacevole. Mi ha stupito di quanto poco sia cambiato il mondo negli ultimi trent'anni: sembra davvero che l'unica differenza sia stata nello sviluppo delle tecnologie digitali, ma per il resto mi sembra che il mondo degli anni '80 non sia poi così tanto diverso da adesso

    ha scritto il 

  • 3

    Il Continente sprecato

    Un buon libro se si vogliono superare le lunghe ore d’attesa in aeroporto o sullo scomodo sedile della compagnia low cost di turno.
    Il proposito che Bryson si pone è encomiabile: dare una visione – no ...continua

    Un buon libro se si vogliono superare le lunghe ore d’attesa in aeroporto o sullo scomodo sedile della compagnia low cost di turno.
    Il proposito che Bryson si pone è encomiabile: dare una visione – non esaustiva ma quanto più possibile accurata – di un continente sconfinato come l’America del nord.
    Per far questo intraprende ben due viaggi che lo portano a confrontarsi con una realtà – quella degli Stati Uniti degli anni ’80 – sfuggente nelle sue sfaccettature impossibili da cogliere in maniera olistica.
    Ciò che ne ho tratto io, però, non va nella direzione di un apprezzamento dei posti che Bill ha visitato, sia per i luoghi – a detta dell’autore una processione di motel, stazioni di servizio e fast food – che per la loro gestione – persone gentili apparentemente solo nel Midwest, che non a caso è la patria del nostro eroe!
    Perciò sono indecisa se considerarlo un esperimento sociale mal riuscito oppure una cronaca di viaggio sprecata.
    Il fatto che non interagisca mai con le persone del posto se non con le cameriere e due radi conoscenti in tutto il libro, che non visiti altro se non musei vagamente improbabili –se si esclude una rapida apparizione del Grand Canyon sotto una cortina di nebbia e qualche Parco Nazionale – aspramente criticato – riduce molto le potenzialità di un viaggio simile e del libro che ne scaturisce.
    L’umorismo di Bryson, qui ancora da acerbo corrispondente inglese 36enne, è ciò che merita le 3 stelline del mio giudizio.

    ha scritto il 

  • 3

    Mi aspettavo, forse troppo da questo libro, che alla fine si è rivelato superficiale e sbrodolato. Ricco di lungaggini inutili, pare che Bryson avesse un numero di pagine da scrivere e, non sapendo co ...continua

    Mi aspettavo, forse troppo da questo libro, che alla fine si è rivelato superficiale e sbrodolato. Ricco di lungaggini inutili, pare che Bryson avesse un numero di pagine da scrivere e, non sapendo come riempirle, ha scritto parafasi di frasi già dette e ridette.
    L'America perduta c'è, ma troppo poco per i miei gusti.

    ha scritto il 

  • 3

    Molto carino, si legge in maniera piacevole, ma... devo ammetterlo, dopo aver letto quel capolavoro di "Strade blu" di William Least Heat-Moon, ogni altro libro on the road negli Stati Uniti mi sembra ...continua

    Molto carino, si legge in maniera piacevole, ma... devo ammetterlo, dopo aver letto quel capolavoro di "Strade blu" di William Least Heat-Moon, ogni altro libro on the road negli Stati Uniti mi sembra inutile.

    ha scritto il 

  • 4

    Il titolo dice già tutto.
    Un'America quasi mai descritta, quella di una casa in mezzo al nulla e chilometri di strade tra paesaggi molteplici.
    Bravo Bill, come sempre, in più qui sei a casa tua. ...continua

    Il titolo dice già tutto.
    Un'America quasi mai descritta, quella di una casa in mezzo al nulla e chilometri di strade tra paesaggi molteplici.
    Bravo Bill, come sempre, in più qui sei a casa tua.

    ha scritto il 

  • 1

    Interessante avvio per questa lettura di svago, soprattutto per il modo di scrivere dell'autore, cinico ed accattivante.
    Le prime pagine sono divertenti e ricche di aneddoti molto simpatici, ma alla l ...continua

    Interessante avvio per questa lettura di svago, soprattutto per il modo di scrivere dell'autore, cinico ed accattivante.
    Le prime pagine sono divertenti e ricche di aneddoti molto simpatici, ma alla lunga stanca davvero questo libro.
    Soprattutto per il modo di porsi durante il viaggio. Non è possibile bocciare e catalogare una cittadina ed un paese per i soli 5 minuti in cui si è stati.
    Pensavo meglio dalle prime pagine.

    ha scritto il 

  • 3

    Un tizio sale in macchina e fa il giro del suo paese natale, vasto e variegato per carattere culturale, geografico e climatico. Tale tizio è un tipo comune senza pretese: osserva e commenta offrendo p ...continua

    Un tizio sale in macchina e fa il giro del suo paese natale, vasto e variegato per carattere culturale, geografico e climatico. Tale tizio è un tipo comune senza pretese: osserva e commenta offrendo piccole curiosità storiche e geografiche senza alcuna velleità di approfondimento accademico. Racconta quello che sa, ammette quello non sa e non si preoccupa di dissimulare preconcetti e ingenuità personali, propri di una mentalità né raffinata né politicamente corretta. Racconta tutto con molta ironia, non sempre caritatevole, facendo limpidamente e senza giustificazioni, con umorismo cinico e sgraziato, affermazioni su argomenti delicati come la segregazione razziale, la criminalità, la politica presidenziale, la morte, le amabili grazie delle cameriere carine.
    Ho letto molti commenti risentiti dal tono e dai contenuti: io trovo semplicemente che un uomo avesse voglia di raccontare i fatti suoi senza pretese e che così sia da prendere questo libro, senza attendersi neanche lontanamente un pezzo capitale della letteratura di viaggio.
    Un libretto tranquillo, di compagnia nei ritagli di tempo, facile da leggere anche in coda alla posta o sull'autobus.

    Una personale nota di demerito la esplicito su un fatto: accetto e sostengo l'assenza di pretese, ma Bryson non ha neanche provato a descrivere l'anima di qualcuna delle sue tappe, escludendo il suo natio Midwest. Il suo essere sempre di passaggio è specificato fin troppo bene e non rimane niente di personale riguardo a città e cittadine: il potere evocativo di questo libretto è basso. Considerando l'oggetto che aveva tra le mani - un paese grande e variegato come un continente - mi sembra un oggettivo fallimento. Inoltre, l'umorismo dell'autore è leggero, ma troppe volte prevedibile e mai originale.

    Tre stelle scarse scarse. Due no solo per confronto con letture passate, ben più indigeste di questa.

    Piccola nota: il viaggio in oggetto è stato fatto tra il 1987 e il 1988, non prendete nota di hotel e ristoranti senza considerare che molti potrebbero essere, se non spariti, cambiati drasticamente. Idem per ogni tipo di commento e osservazione: solo per fare un esempio, l'autore parla con trasporto di quanto fosse ricca Detroit che proprio l'anno scorso è andata in bancarotta.

    ha scritto il 

  • 3

    Un tizio sale in macchina e fa il giro del suo paese natale, vasto e variegato per carattere culturale, geografico e climatico. Tale tizio è un tipo comune senza pretese: osserva e commenta offrendo p ...continua

    Un tizio sale in macchina e fa il giro del suo paese natale, vasto e variegato per carattere culturale, geografico e climatico. Tale tizio è un tipo comune senza pretese: osserva e commenta offrendo piccole curiosità storiche e sociali senza nessuna velleità di approfondimento accademico. Racconta quello che sa, ammette quello non sa e non si preoccupa di dissimulare preconcetti e ingenuità personali né sofisticati né politicamente corretti. Racconta tutto con molta ironia non sempre caritatevole, facendo limpidamente e senza giustificazioni, con umorismo cinico e sgraziato, affermazioni su argomenti delicati come la segregazione razziale, la criminalità, la politica di alcuni presidenti, la morte, le amabili grazie delle cameriere carine.
    Ho letto molti commenti risentiti dal tono e dai contenuti: io trovo semplicemente che un uomo avesse voglia di raccontare i fatti suoi senza pretese e che così sia da prendere questo libro, senza attendersi neanche lontanamente un pezzo capitale della letteratura di viaggio.
    Un libretto tranquillo, di compagnia nei ritagli di tempo, facile da leggere anche in coda alla posta o sull'autobus.

    Complessivamente: tre stelle meno un pizzico. Due no, due le dò ai libri decisamente sgradevoli. Quattro le dò ai libri decisamente gradevoli, più sostanziosi di questo. Il pizzico lo levo perché l'umorismo dell'autore è leggero, ma troppe volte prevedibile e mai originale.

    Piccola nota: il viaggio in oggetto è stato fatto tra il 1987 e il 1988, non prendete nota di hotel e ristoranti senza considerare che molti potrebbero essere, se non spariti, cambiati drasticamente. Idem per le osservazioni. Solo per fare un esempio, a un certo punto l'autore parla di quanto fosse ricca Detroit che proprio l'anno scorso è andata in bancarotta.

    ha scritto il 

  • 4

    grande Bill

    Ammetto che Bryson mi piace molto e questo libro non fa che consolidare le mie opinioni su questo autore, alcune parti mi hanno fanno proprio ridere e altre mi hanno fatto venire la curiosità di veder ...continua

    Ammetto che Bryson mi piace molto e questo libro non fa che consolidare le mie opinioni su questo autore, alcune parti mi hanno fanno proprio ridere e altre mi hanno fatto venire la curiosità di vedere l'America... però sicuramente in estate

    ha scritto il 

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