American Gods

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Publisher: Perfectbound

4.0
(6149)

Language: English | Number of Pages: 592 | Format: eBook | In other languages: (other languages) French , Spanish , Chi simplified , German , Italian , Portuguese , Chi traditional , Croatian , Swedish , Polish , Czech

Isbn-10: 0060010614 | Isbn-13: 9780060010614 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , Hardcover , Paperback , Audio Cassette , School & Library Binding , Library Binding , Audio CD , Softcover and Stapled , Others

Category: Fiction & Literature , Religion & Spirituality , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 4

    È il mio terzo libro di Neil Gaiman e questa volta ho provato con la versione inglese.
    Il racconto finale "The monarch of the glen" è piuttosto scadente rispetto al romanzo vero e proprio, che invece ...continue

    È il mio terzo libro di Neil Gaiman e questa volta ho provato con la versione inglese.
    Il racconto finale "The monarch of the glen" è piuttosto scadente rispetto al romanzo vero e proprio, che invece ha uno stile unico e sorprendente. A volte forse rallenta un po' troppo e diventa pesantuccio, ma nel complesso è geniale come si intrecciano il tema del viaggio, dell'inganno, della spiritualità.
    Non posso dargli l'ultima stella solo perché forse non essendo madrelilngua inglese non sono riuscito a cogliere tutte le sfumature stilistiche e linguistiche.

    said on 

  • 5

    Ogni volta che rileggo questo libro mi succede una cosa strana: lo dimentico. Non è che non sia bello, che non mi abbia divertita o che non mi sia piaciuto, ma piano piano svanisce. Prima sono i parti ...continue

    Ogni volta che rileggo questo libro mi succede una cosa strana: lo dimentico. Non è che non sia bello, che non mi abbia divertita o che non mi sia piaciuto, ma piano piano svanisce. Prima sono i particolari, le sfumature. Poi i fatti più rilevanti. Poi i colori, le sensazioni. Infine quei passaggi chiave che rendono geniale tutto il raggiro.
    Alla fine rimangono le briciole, gustose, che mi fanno venir voglia di rileggerlo.
    Sarà la mia memoria. Sarà la storia. Sarà magia. Forse è Odino.
    Sono pronta.
    Suonala ancora Neil.

    said on 

  • 3

    Nascono prima gli uomini o gli dei?

    La sensazione principale che mi ha accompagnato nella lettura di questo romanzo è stata lo spaesamento: complice un periodo molto impegnato, in cui spesso mi mettevo a leggere prima di andare a letto ...continue

    La sensazione principale che mi ha accompagnato nella lettura di questo romanzo è stata lo spaesamento: complice un periodo molto impegnato, in cui spesso mi mettevo a leggere prima di andare a letto e mi cadeva la palpebra, mi sono sentito un po' perso tra le pagine di questo fantasy, tra le vicende e tra i diversi personaggi.
    Alcune parti mi sono proprio piaciute. Le parti in cui emerge l'idea che fa da sfondo al romanzo, il lampo di genio che, a mio parere, è il vero tocco da maestro di Gaiman: creare un mondo in cui gli dei esistono e nascono dal credo della gente, dall'energia scaturita da una forte fede.
    Tolto questo non possono non tenere conto di altre parti, invece, che hanno appesantito il mio percorso di lettura (non so quanto effettivamente abbia influito il fatto che sono molto stanco in questo periodo).
    Il giudizio complessivo è positivo, ma sicuramente American gods non entra nella rosa dei libri del mio cuore.

    said on 

  • 3

    le prime 100 pagine sono formidabili
    perché l'idea delle divinità antiche che vogliono recuperare credenti è molto affascinante. poi si perde e si allunga

    said on 

  • 3

    Idea originale. A volte si dilunga un pò. Finale...insomma

    Letto su suggerimento di un amico (al quale ho suggerito alcune cose di Simmons..). L'idea e il protagonista non sono niente male. La storia si sviluppa bene, salvo alcuni punti nei quali secondo me s ...continue

    Letto su suggerimento di un amico (al quale ho suggerito alcune cose di Simmons..). L'idea e il protagonista non sono niente male. La storia si sviluppa bene, salvo alcuni punti nei quali secondo me si trascina un pò. Finale a sorpresa ma forse mi aspettavo qualcosa in più.

    said on 

  • 0

    Una delusione

    Questo libro mi ha deluso completamente, così tanto che l'ho abbandonato al decimo capitolo.
    Aveva un ritmo lentissimo e noioso, i personaggi non mi hanno fatto provare nessun tipo di compassione o di ...continue

    Questo libro mi ha deluso completamente, così tanto che l'ho abbandonato al decimo capitolo.
    Aveva un ritmo lentissimo e noioso, i personaggi non mi hanno fatto provare nessun tipo di compassione o di avvicinamento a loro. Non nego una possibile rilettura in futuro, ma per ora è un grosso no.
    Peccato, ho sempre amato Gaiman (e continuerò a farlo ovviamente)

    said on 

  • 3

    continua il mio rapporto in chiaroscuro con Neil. la storia e l'idea sono fantastiche, peccato che ho fatto una fatica bestia a finirlo. il libro decolla solo intorno a pagina 300, fino a lì la strada ...continue

    continua il mio rapporto in chiaroscuro con Neil. la storia e l'idea sono fantastiche, peccato che ho fatto una fatica bestia a finirlo. il libro decolla solo intorno a pagina 300, fino a lì la strada è tutta in salita.

    said on 

  • 2

    E niente, a volte purtroppo ti capita di iniziare un libro con tutte le migliori intenzioni, perché se n'è sentito parlare fino allo sfinimento, perché è reputato una genialata da chiunque, perché si ...continue

    E niente, a volte purtroppo ti capita di iniziare un libro con tutte le migliori intenzioni, perché se n'è sentito parlare fino allo sfinimento, perché è reputato una genialata da chiunque, perché si sa un po' del plot e sembra proprio fatto apposta per te. Invece poi lo leggi davvero e scopri che... no. Proprio no.
    American Gods cade tristemente in questa categoria. Si è rivelato una lettura deludente, faticosa, del tutto lontana dalle aspettative che mi ero fatta.
    Problema principale: questo libro è lento. Ma davvero lento, lento, lento. Il ritmo è pressoché inesistente e questo rende la trama - che pure potrebbe essere interessante e avvincente - diluita fino all'infinito e di bassissimo impatto. Lo stile di Gaiman non è male, ma non si innalza poi molto sopra la mediocrità (non è la prima volta che lo leggo, ma è la prima volta che lo leggo in lingua originale e mi aspettavo fuochi d'artificio che no, non ci sono stati nemmeno per errore) e non riesce proprio per niente a fare da contraltare a questa estenuante lentezza. Non è forse un caso che i punti in cui risulta migliore siano le storie brevi inserite in coda ad alcuni capitoli, a testimoniare il fatto che questo libro avrebbe forse beneficiato di un serio lavoro di editing e soprattutto di tanti tagli.
    Come risultato, la trama non brilla. A metà libro ne avevo già abbastanza di Shadow e del suo infinito girovagare; alla fine le ultime rivelazioni mi sono scivolate addosso come se nulla fosse, perché ero talmente stufa che volevo solo che finisse. E per una storia che dovrebbe avere il proprio punto forte nei colpi di scena, direi che questo non è un gran bel risultato.
    E poi va beh, parere assolutamente personale, ma non ho apprezzato nemmeno come le varie mitologie sono state usate. A parte rari casi, ho trovato i riferimenti decisamente troppo, troppo oscuri, come se al lettore non esperto di mitologia polacca/africana/nativa/ecc. non venissero assolutamente dati gli strumenti per capire chi fosse chi, che simbolo fosse cosa, e così via. Patologica come sono, mi ha costretta ad affrontare la comparsa di ogni personaggio con wikipedia accanto, rallentando ancora di più una lettura già lenta.
    In conclusione: un libro che più che un libro è stato una faticaccia. Ma chi me l'ha fatto fare, mamma mia.

    said on 

  • 4

    Gaiman riesce a evocare immagini e storie che solo un folle o un genio potrebbe pensare.
    American Gods forse pecca per essere in alcuni punti un po troppo lento, ma rimane in ogni caso un libro avvolg ...continue

    Gaiman riesce a evocare immagini e storie che solo un folle o un genio potrebbe pensare.
    American Gods forse pecca per essere in alcuni punti un po troppo lento, ma rimane in ogni caso un libro avvolgenete e in grado di rapire il lettore dalla prima all'ultima pagina e che merita assolutamente di essere letto.

    said on 

  • 4

    Una delle cose che più mi piace di Neil Gaiman è il suo essere il primo fanboy delle sue stesse storie, il che detto così sembra brutto, ma non lo è XD Preferisco 100 volte una storia che lascia trasp ...continue

    Una delle cose che più mi piace di Neil Gaiman è il suo essere il primo fanboy delle sue stesse storie, il che detto così sembra brutto, ma non lo è XD Preferisco 100 volte una storia che lascia trasparire quanto l’autore ha amato scriverla e quanto si è innamorato della trama quando l’ha pensata, piuttosto che leggere una storia scritta senza amore e solo perché doveva essere stesa per contratto o altro. L’entusiasmo di Gaiman poi è contagioso, o almeno con me funziona.
    American Gods non è un’eccezione a questa regola, l’ho percepita più come scritta da un cantastorie che da un autore: fin dalle prime pagine mi ha dato molto la sensazione di *vedere* Gaiman che tutto esaltato e contento diceva tipo "Ok, ora ti racconterò una storia, a tratti ti potrà risultare inquietante e potrebbe anche fare sorgere in te un inaspettato fascino per il morboso, e tieniti pronta perché il viaggio sarà lungo e forse ricco di scossoni" (la mia testa è un posto molto strano, lo so).
    Devo dire che non ha deluso le mie aspettative, nonostante ci sia un eccesivo numero di incisi che rende la lettura frammentata, e dalla seconda parte in poi sono presenti un po’ troppi punti "info-dump", cioè una grande scarica di informazioni di cui si potrebbe fare anche a meno (tant’è che da quel punto in poi, la lettura è proceduta un po’ come una macchina ingolfata). Però non sono difetti che hanno oscurato del tutto quanto il libro in sé mi sia piaciuto: contiene un universo immaginario estremamente vasto e multi sfaccettato che credo ricorderò sempre con affetto.
    American Gods è terribilmente americano e irriverente nei confronti di tutti e tutto («Dunque, sì, dicevamo, Gesù se la passa piuttosto bene da queste parti. Ma ho incontrato un tale che mi ha detto di averlo visto fare l'autostop in Afghanistan e nessuno si fermava a tirarlo su. Sai com'è, tutto dipende dal contesto.»: scusatemi, ma io qui ho riso tanto a voce alta XD); è un lungo viaggio onirico che tra l’altro contiene anche due classici dei tipici racconti americani: road trip e la classica storia della piccola cittadina che però nasconde un segreto spaventoso, che se in una prima battuta hanno rallentato la lettura portandomi a chiedere se mai avrei avuto delle risposte e cosa mai c’entravano col resto, poi alla fine mi hanno aiutato ad avere una visione molto più chiara dell’insieme.
    Shadow mi è piaciuto molto come protagonista, perché non è un eroe, è solo uno che ha perso TUTTO e vorrebbe proprio tanta farla finita, e invece non ha manco la forza di fare quello e va avanti come uno zombie seguendo il suo capo perché tanto ormai non ha nulla da perdere. È malinconico, avvilito ma buono.
    È stata una lettura lunga che ha richiesto delle pause, però sì: mi piaciuta molto.

    said on 

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