American Gods

A Novel

By

Publisher: Harper Perennial

4.0
(6318)

Language: English | Number of Pages: 624 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) French , Spanish , Chi simplified , German , Italian , Portuguese , Chi traditional , Croatian , Swedish , Polish , Czech

Isbn-10: 0060558121 | Isbn-13: 9780060558123 | Publish date:  | Edition Reprint

Also available as: Mass Market Paperback , Hardcover , Audio Cassette , School & Library Binding , Library Binding , eBook , Audio CD , Softcover and Stapled , Others

Category: Fiction & Literature , Religion & Spirituality , Science Fiction & Fantasy

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Book Description

Released from prison, Shadow finds his world turned upside down. His wife has been killed; a mysterious stranger offers him a job. But Mr. Wednesday, who knows more about Shadow than is possible, warns that a storm is coming -- a battle for the very soul of America . . . and they are in its direct path.

One of the most talked-about books of the new millennium, American Gods is a kaleidoscopic journey deep into myth and across an American landscape at once eerily familiar and utterly alien. It is, quite simply, a contemporary masterpiece.

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  • 1

    Niente prodigi per Gaiman.

    Chi scrive compie qualcosa di prodigioso. Non è il caso di Gaiman.

    In ‘American Gods’ Odino ha questa battuta per quando deve bere l’idromele: “Sembra piscio di ubriaco diabetico.”

    Quando leggo una f ...continue

    Chi scrive compie qualcosa di prodigioso. Non è il caso di Gaiman.

    In ‘American Gods’ Odino ha questa battuta per quando deve bere l’idromele: “Sembra piscio di ubriaco diabetico.”

    Quando leggo una frase del genere, sospiro scoraggiato: ecco un’altra americanata, chiunque sia stato a scriverla, un inglese o un italiano o un vichingo. Eccolo un nuovo falso dio per Gaiman, semmai avesse voluto inchiodarne uno: lo scrittore che è scrittore perché piace e perché vende. Gaiman gli altri non lo so ma questo libro l’ha scritto malissimo cioè non l’ha scritto; è un libro per niente scritto, privo di qualsiasi bellezza linguistica, non c’è nessun movimento nelle sue frasi. È un libro morto come i miti di cui non è degno e che non sa né raccontare né rinfrescare né esilarare. Un libro così non scritto lo scrive chi è interessato a qualcosa ma non alla scrittura e può piacere a chi legge ma non è alla lettura che è interessato. È un inganno alla Loki, per dargli un riferimento formale che non si merita, perché questo è un libro sformato, un libro volgare e offensivo tanto è privo di cura editoriale, di sensibilità verso le parole e il rispettabile lavoro del legarle assieme. È un libro religioso, ovvero: affollato di contenuti e privo di uno spirito quale che sia.

    È un libro stampato e farcito e tarocco. Gaiman non imbrocca una figura, niente respira. Il suo è un albo di idoli variamente commerciabili. Lui è il proprietario della botteguccia. Gaiman mi ha reso noiosissime delle ore di lettura, ma non lo maledico, maledico più me: visto l’andazzo fino a pagina 10, confermato fino a pagina 100, perché continuare fino a pagina 523? Mboh. Andare a pizzicare miti e leggende qui e là e ottenere un risultato infinitamente più scarso e meno affascinante di “Fables” e lì almeno non si bluffa e si è scelta direttamente la forma grafica. Che libro vuoto, cercando una esagerazione giusto per non lasciarmi deprimere del tutto lo definirei un testo positivo di ateismo letterario: chi lo legge ha una buona ragione per credere la letteratura non esista, sia una mera finzione e speculazione, come tanti culti tutti di ieri anche se si dicono di oggi.

    Prendi un po’ di tutto dalle storie delle religioni e lo metti in un tritatrama e hai fatto il fantasy: ce l’hai messa la Regina di Saba? Bene, adesso un po’ di leprecauno, due paginette di divinità africane e poi quel buonumore che ci piace tanto e che ci fa dire: “Sembra piscio di ubriaco diabetico”, dopodiché pausa trucco, oppure direttamente ai camerini; quello che ci vuole è una buona doccia.

    La scrittura va al chilo. “I due uomini muovevano i loro pezzi, a turno. Un sacco di pedine mangiate, una fioritura di dame: non più costrette a muoversi solo in avanti, una casella alla volta, le dame potevano andare in ogni direzione, il che le rendeva doppiamente pericolose. Erano arrivati alla linea di base della damiera e adesso potevano andare ovunque.” Chi non sa scrivere quando deve descrivere una partita di dama la scrive così. Ah, le dame potevano andare in ogni direzione, uao, e erano doppiamente pericolose! Assai più pericolose delle mogli morte con le monete d’oro al collo, delle auto sul lago di ghiaccio e delle retoriche sugli dei e sui fideismi come neppure in qualche trasmissione di Rete Quattro quando Rete Quattro andava ancora in onda, non lo so se ci va ancora.

    Perché scomodare le mitologie di tutti i continenti quando se devi descrivere una bella donna nera nuda scrivi “una donna nuda e nera come una giacca di pelle nuova, con le labbra e la lingua rosse come il sangue arterioso.” A questa poverina gl’è arrivato il sangue arterioso alla bocca? Ah, la pelle nera come una giacca di pelle nuova. Giove lo strafulmini.

    Però a pagina 178 in apertura di capitolo c’è una poesia di Robert Frost che vale la pena di essere letta.

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  • 5

    Libro eccezionale, costruito su miti e leggende, tuttavia fortemente radicato all'iper tecnologia moderna, la protostoria rivoltata come un calzino, per certi versi dissacrante, per altri utopico, ang ...continue

    Libro eccezionale, costruito su miti e leggende, tuttavia fortemente radicato all'iper tecnologia moderna, la protostoria rivoltata come un calzino, per certi versi dissacrante, per altri utopico, angosciante, malinconico, ironico. Sublime.

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  • 4

    La primera novela que leo de Gaiman tras disfrutar enormemente con su labor de guionista en esa obra maestra del cómic que es Sandman y bien, la novela es muy buena pero no me ha maravillado tanto co ...continue

    La primera novela que leo de Gaiman tras disfrutar enormemente con su labor de guionista en esa obra maestra del cómic que es Sandman y bien, la novela es muy buena pero no me ha maravillado tanto como esperaba. Sí, se mantiene todo lo bueno que tenía el cómic, una gran originalidad, cantidad de personajes extraños y sugerentes, multitud de detalles para disfrutar, el alejamiento de los tópicos habituales del género... Pero no he conectado totalmente con la novela, me queda la sensación de que algo falla. A pesar de esto, no me cabe duda de que Neil Gaiman es uno de los grandes del género en la actualidad y seguiré visitando los mundos que imagina.

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  • 4

    Il libro è bello. Non si legge d'un fiato, ma è tutt'altro che pesante. Buono l'inizio, meno bella la parte centrale, ottimo il finale. Sono stato letteralmente conquistato dai personaggi, da Shadow a ...continue

    Il libro è bello. Non si legge d'un fiato, ma è tutt'altro che pesante. Buono l'inizio, meno bella la parte centrale, ottimo il finale. Sono stato letteralmente conquistato dai personaggi, da Shadow a Wednesday, da Laura a Sam a Hinzelmann, da Mad Sweeney a Chernobog a Nancy e tutti gli altri... alla fine del libro ti sembra quasi di conoscerli.

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  • 4

    Odino ci protegga, o forse è meglio che non lo faccia

    Non un libro da divorare in poche ore. Lungo ed articolato, parte in modo serrato e poi si allunga in un viaggio tra le divinità e gli Stati Uniti. Numerosi elementi di generi diversi si legano e dann ...continue

    Non un libro da divorare in poche ore. Lungo ed articolato, parte in modo serrato e poi si allunga in un viaggio tra le divinità e gli Stati Uniti. Numerosi elementi di generi diversi si legano e danno vita ad una storia estesa quanto il mondo, profonda quanto l'uomo. Letto con colpevole ritardo, prima di avventurarmi nella visione della serie televisiva.

    Consigli: non farsi spaventare dalla lunghezza e armarsi di determinazione se lo si vuole finire rapidamente.

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  • 4

    A che servono gli dei? Ma soprattutto dove sono finiti.

    Sembrerebbero stare per lo più negli Stati Uniti.
    Di questi solo una piccola parte sono autoctoni. La maggior parte sono immigrati, venuti al seguito di tutti gli uomini che si sono succeduti nel cors ...continue

    Sembrerebbero stare per lo più negli Stati Uniti.
    Di questi solo una piccola parte sono autoctoni. La maggior parte sono immigrati, venuti al seguito di tutti gli uomini che si sono succeduti nel corso dei tempi, dalla prima nave dei vichinghi fino all'ultimo aereo che ancora sta atterrando sul suolo americano.
    Gli uomini, si sa, dimenticano in fretta; le nuove generazioni ad esempio non ci mettono niente a dimenticare le tradizioni, le credenze, i legami con le loro origini, per farsi incantare facilmente dai nuovi dei.
    E quali sono questi nuovi dei?
    Gli “Dèi delle carte di credito e delle autostrade, di Internet e del telefono, della radio e dell’ospedale e della televisione, dèi fatti di plastica, di suonerie e di neon. Dèi pieni di orgoglio, creature grasse e sciocche, tronfie perché si sentono nuove e importanti.”

    Il libro di Gaiman è un fantasy. Per gli amanti delle etichette è un urban fantasy. Non proprio il mio campo congeniale.
    Ma gli dei, per gli archetipi che rappresentano, per questo loro essere così umani, mi hanno sempre affascinato.
    Il plot è semplice e geniale. La scrittura è fluida. L'andamento però è discontinuo.
    Bello tutto l'incipit e i siparietti dedicati agli dei minori; minori non solo perché rappresentano delle deviazioni rispetto alla trama principale ma anche perché, personalmente, di Anansi o di Balqis io non ne avevo mai sentito parlare.
    Lunghissima parte centrale. Quasi estenuante. Questo girovagare del protagonista per gli States e questo suo sognare una pagina si e l'altra pure diventa snervante. Addirittura la parte di storia ambientata a Lakeside diventa una sorta di libro nel libro.
    Ero convinto di dare tre stelle fino ad un centinaio di pagine dalla fine; poi finalmente l'autore si decide a mettere il piede sull'acceleratore e fa guadagnare al libro la quarta stella nel magnifico finale.

    Parlavo prima di Fantasy ma non aspettatevi scene epiche di guerre o di azione particolare; la lotta tra nuovi e vecchi dei rimane sempre sospesa in un clima di perenne attesa.
    Si fa presente che con questo romanzo Gaiman ha vinto il premio Nebula, il premio Hugo e il Bram Stoker...mica pizza e fichi. Ne è stata fatta una serie TV, anche perchè la materia ben si presta alla rappresentazione visiva/filmica

    Se siano meglio i vecchi o i nuovi dei non ci è dato saperlo, nemmeno Gaiman si sbilancia alla fine dei conti. In ogni caso l'importante è non diventare integralisti. ;)

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  • 3

    Gaiman ti voglio bene, ma quanto sei lento!

    E se nel nostro mondo ci fossero delle incarnazioni di ciò che la gente venera? Tipo una vera dea della televisione, un dio della finanza. Ecco, e se allo stesso modo vivessero quegli dei che per inte ...continue

    E se nel nostro mondo ci fossero delle incarnazioni di ciò che la gente venera? Tipo una vera dea della televisione, un dio della finanza. Ecco, e se allo stesso modo vivessero quegli dei che per interi secoli sono stati il culto degli antichi popoli, cosa accadrebbe se dovessero scontrarsi con i nuovi dei?
    Gaiman si pone l'obbiettivo di rispondere a queste domande con American Gods.
    Ebbene l'idea è geniale ma le cinquecento pagine in cui si sviluppa sono lentissime. Capiamoci, non è un libro di semplice narrativa, Gaiman ci mette elementi che a mio parere sono più consoni in un libro di letteratura e quindi troppo spesso mi sono trovata bloccata su punti morti, l'attesa di un qualcosa era snervante sebbene ci fossero delle figure retoriche degne di nota.
    Devo confessarvi che mi aspettavo davvero molto da questo volume, anche perchè fortemente consigliato da amici e insegnanti, eppure non sono riuscita a innamorarmene come era accaduto per nessun dove.
    L'idea è geniale e infatti spero che la serie tv che a breve arriverà sugli schermi sia sfruttata al massimo abbandonando quei troppi momenti morti della trama.
    In definitiva tre stelle. Ho davvero fatto fatica a leggerlo, tanto che ci ho impiegato quasi tre mesi (ok ho avuto anche qualche contrattempo, però non è tutta colpa mia), non lo consiglierei a lettori di prima penna e nemmeno a coloro che cercano un buon libro, credo sia ideale per quei lettori riflessivi che scavano nelle pagine per trovare loro stessi migliorati. In ogni caso, Chernobog è il migliore, sì, meglio perfino di Wednesday!

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  • 4

    Bei dialoghi e bei personaggi, questo è stato per me American Gods.
    L'idea della storia è molto creativa e interessante, però non sempre sono stata intrattenuta dalle vicende. Ci sono state un bel po' ...continue

    Bei dialoghi e bei personaggi, questo è stato per me American Gods.
    L'idea della storia è molto creativa e interessante, però non sempre sono stata intrattenuta dalle vicende. Ci sono state un bel po' di parti della narrazione lente, che, sì, ho letto senza uscirne appesantita, ma non mi hanno lasciato col fiato sospeso, principale condizione che mi aspetto da questo genere di libri. La parte finale, invece, è ricca di rivelazioni e colpi di scena che mi sono goduta dal momento che le parti lente mi hanno fatto perdere di vista la storia principale. Un po' come il trucco della moneta di cui parla il libro: occorre spostare l'attenzione dalla mano che nasconde la moneta.
    Sicuramente non è un romanzo banale nel suo genere!

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