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American Gods

Author's Preferred Text

By Neil Gaiman

(185)

| Paperback | 9780755322817

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Book Description

Days before his release from prison, Shadow’s wife, Laura, dies in a mysterious car crash. Numbly, he makes his way back home. On the plane, he encounters the enigmatic Mr Wednesday, who claims to be a refugee from a distant war, a former god and kin Continue

Days before his release from prison, Shadow’s wife, Laura, dies in a mysterious car crash. Numbly, he makes his way back home. On the plane, he encounters the enigmatic Mr Wednesday, who claims to be a refugee from a distant war, a former god and king of America. Together they embark on a profoundly strange journey across the heart of the USA, whilst all around them a storm or preternatural and epic proportions threatens to break.
Scary, gripping and deeply unsettling, AMERICAN GODS takes a long, hard long look into the soul of America. You’ll be surprised by what - and who - it finds there…

919 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Mágico

    American Gods es una maravilla de novela, no sólo por la forma en que está narrada y la historia que cuenta, sino por el universo entero que construye en torno a esa historia, entretejiendo el mundo cotidiano con el de las leyendas. Así, crea un univ ...(continue)

    American Gods es una maravilla de novela, no sólo por la forma en que está narrada y la historia que cuenta, sino por el universo entero que construye en torno a esa historia, entretejiendo el mundo cotidiano con el de las leyendas. Así, crea un universo mágico, donde lo conocido y lo sorprendente se unen, donde jugar a las adivinanzas y reflexionar sobre lo que todo implica para las personas del día a día. Realmente recomendable.

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    Costan Sequeiros said on Jul 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    翻譯流暢 沒有冷場

    十年前有注意到這本小說, 直到今天再次被顯眼的封面吸引, 成為我書櫃遲來的收藏.
    黑灰色的氛圍不時透出微光, 帶著讀者一路摸索. 書一上手就很難停下來.
    人物刻劃鮮明, 不會有角色混淆的困擾 (這是我讀武俠小說很常遇到的問題...)
    結局沒有大爆點, 令人回味的是一段又一段的場景移動, 還有串接故事主軸的核心人物.
    不拖泥帶水, 一氣呵成!

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    Hector said on Jul 27, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Per ora si sta rivelando una delusione non da poco, questo famosissimo romanzo di Gaiman. Se prima di pagina 200 non migliorerà, lo abbandonerò senza rimpianti. E con questo chiuderò con Gaiman, di cui avevo già letto (il deludente) Stardust. È inuti ...(continue)

    Per ora si sta rivelando una delusione non da poco, questo famosissimo romanzo di Gaiman. Se prima di pagina 200 non migliorerà, lo abbandonerò senza rimpianti. E con questo chiuderò con Gaiman, di cui avevo già letto (il deludente) Stardust. È inutile saper scrivere, se non si hanno storie da raccontare. O meglio, è inutile gettare esche al caldo largo, se poi non si riescono a pescare le storie giuste. Ottime le premesse...ma poi...

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    Sara said on Jul 17, 2014 | 5 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Despite an impressive idea and a fantastic beginning, soon I lost interest in plot: too long when it should be concise, plenty of useless dialogues and full detailed descriptions.
    Also the ending is predictable and definitely under expectation with a ...(continue)

    Despite an impressive idea and a fantastic beginning, soon I lost interest in plot: too long when it should be concise, plenty of useless dialogues and full detailed descriptions.
    Also the ending is predictable and definitely under expectation with a theme like that.

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    fmd said on Jul 12, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ha più valore un’idea o la sua realizzazione? È questo l’interrogativo davanti al quale, suo malgrado, ci pone quella che è forse, almeno da un punto di vista strettamente letterario, l’opera più celebre di Neil Gaiman.

    Notevole, nella sua semplicit ...(continue)

    Ha più valore un’idea o la sua realizzazione? È questo l’interrogativo davanti al quale, suo malgrado, ci pone quella che è forse, almeno da un punto di vista strettamente letterario, l’opera più celebre di Neil Gaiman.

    Notevole, nella sua semplicità, lo spunto: immaginare le antiche divinità come creature generate dalla mente umana e perciò, per quanto potenti, alla costante e disperata ricerca di quella venerazione che le fa sussistere. Vivono ai margini della società, costrette quasi ad elemosinare la linfa vitale dell’adorazione: c’è chi fa la prostituta, chi si occupa di onoranze funebri, chi tira a campare guidando un taxi… e c’è chi se la passa decisamente meglio: sono i nuovi idoli, come internet o la televisione, che ad oggi occupano gran parte di quello spazio interiore che un tempo l’uomo dedicava al sacro e che ora è sempre meno appannaggio degli dei antichi.

    Un’idea, una lettura del mondo, un conflitto imminente e un vasto immaginario esotico da cui pescare: abbastanza materiale per dare vita a una saga (che non ha caso da anni si tenta invano di trasformare in una serie tv) e Gaiman che fa? Da smaliziato narratore qual è, sceglie un approccio per così dire minimalista e pone un uomo al centro del racconto, perché il lettore possa seguirne la vicenda concreta e adottare il punto di vista di chi scopre pian piano delle presenze incredibili nelle pieghe del mondo.

    Il punto è che, a mio modesto parere, sta proprio qui la nota dolente di questa storia. Shadow è un protagonista con cui c’è poca possibilità di empatizzare, in quanto sin troppo supino e accondiscendente con tutto quanto di incredibile gli accade. Manca in lui qualunque forma di meraviglia che permetta al lettore una graduale – e dunque avvincente – scoperta di ciò che gli vortica intorno e del motivo per cui ne è coinvolto. D’altra parte, i suoi movimenti all’interno della storia sono sempre manovrati dall’alto, in modo tale da renderlo poco più che un filo conduttore, uno strumento per far procedere la trama. E lo scontro degli dei rimane troppo a lungo sullo sfondo perché le rivelazioni finali possano coinvolgerci come dovrebbero.

    Il romanzo, alla fine, snodandosi fra piacevoli inserti on the road, gli ancor più godibili racconti che concludono alcuni capitoli e che narrano “l’arrivo in America” di alcune divinità e qualche stereotipo di troppo (basta con la solita solfa “a storm/a war is coming”!), premia comunque il lettore con una buona storia, pur lasciando l’impressione che si sarebbe potuto tirarne fuori qualcosa di gran lunga più entusiasmante.

    Per scoprire di più: http://grulloparlante.wordpress.com/

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    Lorenzo Antonazzo said on Jul 7, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Tremendo.
    Il libro di Gaiman più brutto che abbia letto.
    Se non ci fosse stato scritto "Neil Gaiman" in copertina, lo avrei mollato dopo le prime 100 pagine, invece sono arrivato fino alla fine, ho letto tutte le 500 e passa pagine di questa noia tre ...(continue)

    Tremendo.
    Il libro di Gaiman più brutto che abbia letto.
    Se non ci fosse stato scritto "Neil Gaiman" in copertina, lo avrei mollato dopo le prime 100 pagine, invece sono arrivato fino alla fine, ho letto tutte le 500 e passa pagine di questa noia tremenda fatta romanzo.
    Un libro dove l'autore si dimentica completamente della regola dello "show, don't tell"; in cui impiega trenta pagine per esprimere concetti per cui ne basterebbero tre; in cui c'è un protagonista piatto, che non ha alcuna particolarità che lo faccia ricordare al lettore, in cui non ha il più piccolo controllo sugli eventi che lo circondano, almeno fino alle ultime cinquanta pagine, in cui c'è la prevedibile svolta finale.
    Si viene sballottati con lui da una parte all'altra dell'America, in una fiera del non-sense, incontrando di volta in volta gli antichi Dei dimenticati, approdati lì da tutte le parti del mondo, in attesa della battaglia finale.
    E' un romanzo basato su un'idea sicuramente originale, ma è sviluppata in un modo talmente diluito ed insipido da risultare irritante.
    In più è un romanzo assolutamente, passatemi il francesismo, paraculo: ma come, tutto ruota attorno ad una grande battaglia che si sta approntando tra gli Dei vecchi e nuovi, e mi tieni fuori le grandi fedi monoteiste? Nessun accenno al Dio dei cristiani, a Jahvè o ad Allah. Cos'è, Gaiman, avevi paura di scatenare le ire dei credenti?
    Per me, pollice verso.
    Prima o poi leggerò sicuramente anche Anansi boys, suo seguito spirituale, ma non sarà così presto.

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    Ippino said on Jun 12, 2014 | Add your feedback

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