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American Gods

By Neil Gaiman

(16)

| Hardcover | 9781594970993

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Book Description

Nota: En los titulos y nombres de autores, los marcos ortograficos han sido omitidos para facilitar las busquedas de Internet.

La vida en la cárcel es dura. Pero siempre queda un rayo de esperanza si sabes que, a la salida, te espera una mu Continue

Nota: En los titulos y nombres de autores, los marcos ortograficos han sido omitidos para facilitar las busquedas de Internet.

La vida en la cárcel es dura. Pero siempre queda un rayo de esperanza si sabes que, a la salida, te espera una mujer que te ama, un amigo que te quiere, un trabajo que adoras. . .Todo eso es lo que quiere Sombra, que está a punto de salir de la cárcel. . .Pero un día le comunican que su mujer y su mejor amigo han muerto en un accidente de coche. Entonces, contratado por un extraño anciano experto en timos y estafas que responde al nombre de Wednesday, Sombra empieza un interminable viaje a lo largo y ancho de América, perseguido por el espíritu de su esposa, en el que descubre el límite entre lo humano y los divino, y que las reglas que rigen el mundo de los hombres no son las mismas con las que lose dioses conducen el mundo.

Neil Gaiman vuelve con American Gods a dar lo major de sí mismo y crea una historia en la que dioses y héroes se dan la mano, en la que el destino de la misma alma de Norteamérica está en juego. Con American Gods, Neil Gaiman se ha consagrado como uno autores de terror más importantes del panorama internacional, se ha colocado en los primeros puestos de las listas de los más vendidos de todo el mundo y ha ganado el premio Hugo a Mejor Novela de Ciencia Ficción y el premio Stoker a Mejor Novela de Terror.

Amazon.com's Best of 2001 American Gods is Neil Gaiman's best and most ambitious novel yet, a scary, strange, and hallucinogenic road-trip story wrapped around a deep examination of the American spirit. Gaiman tackles everything from the onslaught of the information age to the meaning of death, but he doesn't sacrifice the razor-sharp plotting and narrative style he's been delivering since his Sandman days.

Shadow gets out of prison early when his wife is killed in a car crash. At a loss, he takes up with a mysterious character called Wednesday, who is much more than he appears. In fact, Wednesday is an old god, once known as Odin the All-father, who is roaming America rounding up his forgotten fellows in preparation for an epic battle against the upstart deities of the Internet, credit cards, television, and all that is wired. Shadow agrees to help Wednesday, and they whirl through a psycho-spiritual storm that becomes all too real in its manifestations. For instance, Shadow's dead wife Laura keeps showing up, and not just as a ghost--the difficulty of their continuing relationship is by turns grim and darkly funny, just like the rest of the book.

Armed only with some coin tricks and a sense of purpose, Shadow travels through, around, and underneath the visible surface of things, digging up all the powerful myths Americans brought with them in their journeys to this land as well as the ones that were already here. Shadow's road story is the heart of the novel, and it's here that Gaiman offers up the details that make this such a cinematic book--the distinctly American foods and diversions, the bizarre roadside attractions, the decrepit gods reduced to shell games and prostitution. "This is a bad land for Gods," says Shadow.

More than a tourist in America, but not a native, Neil Gaiman offers an outside-in and inside-out perspective on the soul and spirituality of the country--our obsessions with money and power, our jumbled religious heritage and its societal outcomes, and the millennial decisions we face about what's real and what's not. --Therese Littleton --This text refers to the Hardcover edition.

931 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    in realtà le stelle sono 3 e 1/2...

    Lo stile narrativo non è brillantissimo (ogni tanto ci sono degli svarioni che, dopo un tomo di De Lillo, mi sembrano grossi come case).
    Non è il mio genere, il fantasy, ma in chiave moderna, con gli dei e un energumeno come protagonista, devo dire ...(continue)

    Lo stile narrativo non è brillantissimo (ogni tanto ci sono degli svarioni che, dopo un tomo di De Lillo, mi sembrano grossi come case).
    Non è il mio genere, il fantasy, ma in chiave moderna, con gli dei e un energumeno come protagonista, devo dire che mi è piaciuto.

    Gaiman geniale creatore di Sandman. Vorrei il fumetto anche di American Gods. Forse renderebbe di più e i disegni aiuterebbero a non perdersi, come accade nel romanzo.

    p.s.: andate a cercare le location su Google. Moooolto divertente!

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    Polly Kay said on Oct 29, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Decisamente non è il mio genere.

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    Manu said on Oct 15, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Credo in cose reali e in altre che non lo sono e credo in altre cose ancora che nessuno sa se sono reali o no. Credo in Babbo Natale e nel coniglietto di Pasqua e in Marilyn Monroe e nei Beatles, in Elvis e Mister Ed. Guarda... Credo che gli uomin ...(continue)

    Credo in cose reali e in altre che non lo sono e credo in altre cose ancora che nessuno sa se sono reali o no. Credo in Babbo Natale e nel coniglietto di Pasqua e in Marilyn Monroe e nei Beatles, in Elvis e Mister Ed. Guarda... Credo che gli uomini siano essere perfettibili, che il sapere sia infinito, che il mondo sia nelle mani di un cartello bancario segreto e che gli alieni vengano a trovarci regolarmente, alieni bravi e tutti rugosi che assomigliano ai lemuri e alieni cattivi che mutilano il bestiame e vogliono rubarci l'acqua e le donne. Credo che il futuro sia preoccupante e che un giorno la Donna-Bufalo-Bianco tornerà a prenderci tutti a calci nel sedere. Credo che gli uomini siano soltanto bambini troppo cresciuti con gravi problemi di comunicazione e che il declino del sesso in America coincida con la chiusura dei drive-in. Credo che gli uomini politici siano dei disonesti senza principi e credo che siano comunque preferibili all'alternativa. Credo che quando verrà il grande terremoto la California affonderà nell'oceano, mentre la Florida si dissolverà, inghiottita dalla follia, dagli alligatori e dalle scorie tossiche. Credo che il sapone antibatterico stia distruggendo la nostra capacità di resistenza alla sporcizia e alle malattie e che quindi un giorno verremo tutti annientati da un banale raffreddore come i marziani nella Guerra dei Mondi. Credo che i più grandi poeti del secolo scorso siano Edith Sitwell e Don Marquis e che la giada sia sperma di drago di secco, e che migliaia di anni fa, in una vita precedente, sono stata una sciamana siberiana monca. Credo che il destino dell'umanità sia scritto nelle stelle. Credo che le caramelle fossero davvero più buone quando ero piccola, che da un punto di vista aerodinamico per il bombo sia impossibile volare, che la luce sia un'onda e una particella e che da qualche parte ci sia un gattino chiuso dentro una scatola vivo e morto allo stesso tempo (ma che se non si sbrigano ad aprire la scatola e a dargli da mangiare finirà per essere morto e basta) e che nell'universo ci siano stelle miliardi di anni più vecchie dell'universo stesso. Credo in un dio tutto mio che si preoccupa per me e protegge tutte le mie azioni. Credo in un dio impersonale che ha messo in moto l'universo e poi è andato a spassarsela e non sa nemmeno che esisto. Credo in un universo privo di dèi mosso da caos, rumore di fondo e una grande fortuna. Credo che tutti quelli che dicono che il sesso sia un'attività sopravvalutata non l'hanno mai fatto come si deve. Credo che chiunque sostenga di sapere come va il mondo sia capace di mentire anche sulle piccole cose. Credo nell'onestà assoluta e nella necessità di ragionevoli menzogne sociali. Credo nel diritto delle donne di scegliere, nel diritto di un bambino di vivere, che se ogni vita umana è sacra non c'è niente di male nella pena di morte, sempre che sia possibile fidarsi del sistema legale, e che solo uno scemo si fiderebbe. Credo che la vita sia un gioco, uno scherzo crudele, e che sia quella cosa che ti capita quando sei vivo, quindi tanto vale godersela. <i/>

    Ho impiegato parecchio tempo per leggere questo libro e più volte ho rantolato dietro leggende di dei e nomi dimenticati... credo che molte cose mi siano sfuggite, ma non solo il poco che ho capito mi è piaciuto, mi sono piaciute anche molte cose che non ho capito ^^"

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    said on Oct 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "Adesso dobbiamo riportarti indietro. Se ci resti troppo a lungo questo posto ti incasina la testa."

    Neil Gaiman e gli dei. L'America e gli dei. Noi lettori e gli dei.
    "American Gods" è una lettura abbastanza strana. Inizialmente tutto scorre veloce e fluido, le vicende dei personaggi appaiono sufficientemente chiare, le ombre e le spiegazioni non r ...(continue)

    Neil Gaiman e gli dei. L'America e gli dei. Noi lettori e gli dei.
    "American Gods" è una lettura abbastanza strana. Inizialmente tutto scorre veloce e fluido, le vicende dei personaggi appaiono sufficientemente chiare, le ombre e le spiegazioni non restituite non pesano così tanto sulla lettura.
    A metà romanzo, tuttavia, le introduzioni di personaggi che non vengono più ripresi, i continui salti temporali, l'evidente confusione della scrittura di Gaiman cominciano a rallentare l'avanzamento della lettura, a far perdere l'interesse per questa guerra tra divinità antiche e moderne che sembra sorgere pian piano (non senza difficoltà).

    Credo che Gaiman avesse una buona idea di partenza, ma abbia voluto esagerare, strafare, eccedere. Il risultato, spesso, è stata semplicemente una grande confusione. Ammirevole è, senz'altro, lo studio sulle moltissime mitologie che sono state citate e hanno avuto un ruolo nelle vicende di Shadow; ma, forse, l'autore si sarebbe potuto contenere maggiormente in favore di una trama più scorrevole e di una fluidità di pensieri che purtroppo manca.

    Senza dubbio è preferibile, più godibile e amabile il Gaiman di "Stardust".

    " Anche il nulla non dura per sempre. Forse lì, nel nessundove, era stato per dieci minuti, o forse per diecimila anni. Non faceva differenza: il tempo era un concetto del quale non aveva più bisogno. Non ricordava il suo vero nome. In quel luogo che non era un luogo si sentiva svuotato e ripulito. Senza forma, vuoto. Non era niente. E in quel niente, una voce lo chiamò... "

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    Eruner said on Oct 3, 2014 | Add your feedback

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