American Gods

By ,

Editeur: J'ai lu

4.0
(6278)

Language: Français | Number of pages: 603 | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) English , Spanish , Chi simplified , German , Italian , Portuguese , Chi traditional , Croatian , Swedish , Polish , Czech

Isbn-10: 2290330418 | Isbn-13: 9782290330418 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Paperback

Category: Fiction & Literature , Religion & Spirituality , Science Fiction & Fantasy

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Description du livre
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  • 4

    Il libro è bello. Non si legge d'un fiato, ma è tutt'altro che pesante. Buono l'inizio, meno bella la parte centrale, ottimo il finale. Sono stato letteralmente conquistato dai personaggi, da Shadow a ...continuer

    Il libro è bello. Non si legge d'un fiato, ma è tutt'altro che pesante. Buono l'inizio, meno bella la parte centrale, ottimo il finale. Sono stato letteralmente conquistato dai personaggi, da Shadow a Wednesday, da Laura a Sam a Hinzelmann, da Mad Sweeney a Chernobog a Nancy e tutti gli altri... alla fine del libro ti sembra quasi di conoscerli.

    dit le 

  • 4

    Odino ci protegga, o forse è meglio che non lo faccia

    Non un libro da divorare in poche ore. Lungo ed articolato, parte in modo serrato e poi si allunga in un viaggio tra le divinità e gli Stati Uniti. Numerosi elementi di generi diversi si legano e dann ...continuer

    Non un libro da divorare in poche ore. Lungo ed articolato, parte in modo serrato e poi si allunga in un viaggio tra le divinità e gli Stati Uniti. Numerosi elementi di generi diversi si legano e danno vita ad una storia estesa quanto il mondo, profonda quanto l'uomo. Letto con colpevole ritardo, prima di avventurarmi nella visione della serie televisiva.

    Consigli: non farsi spaventare dalla lunghezza e armarsi di determinazione se lo si vuole finire rapidamente.

    dit le 

  • 4

    A che servono gli dei? Ma soprattutto dove sono finiti.

    Sembrerebbero stare per lo più negli Stati Uniti.
    Di questi solo una piccola parte sono autoctoni. La maggior parte sono immigrati, venuti al seguito di tutti gli uomini che si sono succeduti nel cors ...continuer

    Sembrerebbero stare per lo più negli Stati Uniti.
    Di questi solo una piccola parte sono autoctoni. La maggior parte sono immigrati, venuti al seguito di tutti gli uomini che si sono succeduti nel corso dei tempi, dalla prima nave dei vichinghi fino all'ultimo aereo che ancora sta atterrando sul suolo americano.
    Gli uomini, si sa, dimenticano in fretta; le nuove generazioni ad esempio non ci mettono niente a dimenticare le tradizioni, le credenze, i legami con le loro origini, per farsi incantare facilmente dai nuovi dei.
    E quali sono questi nuovi dei?
    Gli “Dèi delle carte di credito e delle autostrade, di Internet e del telefono, della radio e dell’ospedale e della televisione, dèi fatti di plastica, di suonerie e di neon. Dèi pieni di orgoglio, creature grasse e sciocche, tronfie perché si sentono nuove e importanti.”

    Il libro di Gaiman è un fantasy. Per gli amanti delle etichette è un urban fantasy. Non proprio il mio campo congeniale.
    Ma gli dei, per gli archetipi che rappresentano, per questo loro essere così umani, mi hanno sempre affascinato.
    Il plot è semplice e geniale. La scrittura è fluida. L'andamento però è discontinuo.
    Bello tutto l'incipit e i siparietti dedicati agli dei minori; minori non solo perché rappresentano delle deviazioni rispetto alla trama principale ma anche perché, personalmente, di Anansi o di Balqis io non ne avevo mai sentito parlare.
    Lunghissima parte centrale. Quasi estenuante. Questo girovagare del protagonista per gli States e questo suo sognare una pagina si e l'altra pure diventa snervante. Addirittura la parte di storia ambientata a Lakeside diventa una sorta di libro nel libro.
    Ero convinto di dare tre stelle fino ad un centinaio di pagine dalla fine; poi finalmente l'autore si decide a mettere il piede sull'acceleratore e fa guadagnare al libro la quarta stella nel magnifico finale.

    Parlavo prima di Fantasy ma non aspettatevi scene epiche di guerre o di azione particolare; la lotta tra nuovi e vecchi dei rimane sempre sospesa in un clima di perenne attesa.
    Si fa presente che con questo romanzo Gaiman ha vinto il premio Nebula, il premio Hugo e il Bram Stoker...mica pizza e fichi. Ne è stata fatta una serie TV, anche perchè la materia ben si presta alla rappresentazione visiva/filmica

    Se siano meglio i vecchi o i nuovi dei non ci è dato saperlo, nemmeno Gaiman si sbilancia alla fine dei conti. In ogni caso l'importante è non diventare integralisti. ;)

    dit le 

  • 3

    Gaiman ti voglio bene, ma quanto sei lento!

    E se nel nostro mondo ci fossero delle incarnazioni di ciò che la gente venera? Tipo una vera dea della televisione, un dio della finanza. Ecco, e se allo stesso modo vivessero quegli dei che per inte ...continuer

    E se nel nostro mondo ci fossero delle incarnazioni di ciò che la gente venera? Tipo una vera dea della televisione, un dio della finanza. Ecco, e se allo stesso modo vivessero quegli dei che per interi secoli sono stati il culto degli antichi popoli, cosa accadrebbe se dovessero scontrarsi con i nuovi dei?
    Gaiman si pone l'obbiettivo di rispondere a queste domande con American Gods.
    Ebbene l'idea è geniale ma le cinquecento pagine in cui si sviluppa sono lentissime. Capiamoci, non è un libro di semplice narrativa, Gaiman ci mette elementi che a mio parere sono più consoni in un libro di letteratura e quindi troppo spesso mi sono trovata bloccata su punti morti, l'attesa di un qualcosa era snervante sebbene ci fossero delle figure retoriche degne di nota.
    Devo confessarvi che mi aspettavo davvero molto da questo volume, anche perchè fortemente consigliato da amici e insegnanti, eppure non sono riuscita a innamorarmene come era accaduto per nessun dove.
    L'idea è geniale e infatti spero che la serie tv che a breve arriverà sugli schermi sia sfruttata al massimo abbandonando quei troppi momenti morti della trama.
    In definitiva tre stelle. Ho davvero fatto fatica a leggerlo, tanto che ci ho impiegato quasi tre mesi (ok ho avuto anche qualche contrattempo, però non è tutta colpa mia), non lo consiglierei a lettori di prima penna e nemmeno a coloro che cercano un buon libro, credo sia ideale per quei lettori riflessivi che scavano nelle pagine per trovare loro stessi migliorati. In ogni caso, Chernobog è il migliore, sì, meglio perfino di Wednesday!

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  • 4

    Bei dialoghi e bei personaggi, questo è stato per me American Gods.
    L'idea della storia è molto creativa e interessante, però non sempre sono stata intrattenuta dalle vicende. Ci sono state un bel po' ...continuer

    Bei dialoghi e bei personaggi, questo è stato per me American Gods.
    L'idea della storia è molto creativa e interessante, però non sempre sono stata intrattenuta dalle vicende. Ci sono state un bel po' di parti della narrazione lente, che, sì, ho letto senza uscirne appesantita, ma non mi hanno lasciato col fiato sospeso, principale condizione che mi aspetto da questo genere di libri. La parte finale, invece, è ricca di rivelazioni e colpi di scena che mi sono goduta dal momento che le parti lente mi hanno fatto perdere di vista la storia principale. Un po' come il trucco della moneta di cui parla il libro: occorre spostare l'attenzione dalla mano che nasconde la moneta.
    Sicuramente non è un romanzo banale nel suo genere!

    dit le 

  • 4

    Il primo impatto non è stato semplice: era la prima volta in assoluto che approcciavo questo genere. Nonostante la lettura sia sempre stata appassionante per quasi due terzi di libro ho avuto l'impres ...continuer

    Il primo impatto non è stato semplice: era la prima volta in assoluto che approcciavo questo genere. Nonostante la lettura sia sempre stata appassionante per quasi due terzi di libro ho avuto l'impressione che in fondo valesse un po' tutto, che quel parco di personaggi, sogni e accadimenti strambi non fossero altro che la prima cosa che saltava in testa a Gaiman in quel momento. Tutto invece prende una forma ben chiara, i tasselli vanno a formare un gran bel puzzle che dice molto più sull' identità americana di quanto non facciano saggi o altri libri più dichiaratamente impergnati sul tema. Dalla commistione tra fantasy contemporano, mitologia sotterranea, on the road desolato e thriller sotto la neve (per tutta la vicenda a Lakeside avevo "Fargo" che mi rozava in testa) esce un cocktail davvero esplosivo.

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  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    4

    E l'Uomo creò Dio a propria immagine e vide che era una cosa buona....

    "Mi chiamano Felice-della-Guerra, Spietato, Furore e Terzo. Sono Monocolo, l'Altissimo, e colui che Vede il Vero. Mi chiamano Grinmir, sono l'Incappucciato. Sono il Padre Universale, e sono Gondlir, p ...continuer

    "Mi chiamano Felice-della-Guerra, Spietato, Furore e Terzo. Sono Monocolo, l'Altissimo, e colui che Vede il Vero. Mi chiamano Grinmir, sono l'Incappucciato. Sono il Padre Universale, e sono Gondlir, portatore del bastone. Ho tanti nomi quanti sono i venti, tanti titoli quanti sono i modi per morire. I miei corvi sono Hugin e Munin, Pensiero e Memoria; i miei lupi sono Freki e Geri; il mio cavallo è la forca."

    Romanzo vincitore nel 2002 dei Premi Hugo e Nebula, American Gods riprende alcuni dei temi già sviluppati dall'Autore in quello che io ritengo il suo capolavoro, la saga di Sandman, in particolare la nascita e l'evoluzione dei miti e delle religioni.
    Shadow, reduce da tre anni di galera e fresco vedovo dell'adorata moglie morta in un incidente stradale il giorno prima della sua scarcerazione, viene assunto come factotum da un bizzarro vecchietto di nome Wednesday.
    Shadow impiegherà poco a capire che Wednesday ed i suoi bizzarri amici non sono esattamente ciò che pretendono essere.
    Gli antichi Dei sono stati resi reali e tangibili dalle preghiere e dai sacrifici offerti dai loro fedeli, accompagnandoli ovunque, persino nel Nuovo Mondo, i loro nomi? Odino, Chernobog, Anubis e tanti altri.
    Ma adesso, abbandonati, caduti e dimenticati, per non sparire definitivamente dovranno unirsi per combattere l'ultima battaglia contro gli Dei dell'uomo moderno, la Televisione, Il Denaro, la Tecnologia.
    Testo originale, divertente, appassionante ed epico quando necessario, che però mi ha parzialmente deluso per il finale un tantino troppo ecumenico e buonista, laddove avrei preferito un po' più di "cattiveria".
    Comunque lettura consigliatissima agli appassionati del fantasy e del weird.

    dit le 

  • 5

    Ci ho messo un bel po' a finire questo libro, perché dopo un inizio interessante, verso la metà della narrazione Gaiman diventa un po' dispersivo e viene da chiedersi - o almeno, così è successo a me ...continuer

    Ci ho messo un bel po' a finire questo libro, perché dopo un inizio interessante, verso la metà della narrazione Gaiman diventa un po' dispersivo e viene da chiedersi - o almeno, così è successo a me - se la storia porterà davvero da qualche parte.
    Non avrei mai dovuto dubitare: le ultime cento pagine sono state veramente meravigliose!
    E' stato come leggere un grosso prologo di quattrocento pagine, il tutto per preparare ai fuochi d'artificio per il finale, che mi ha fatto decisamente pensare che questo libro sia un assoluto capolavoro, cosa che prima non pensavo. Mi ero limitata a pensare che fosse bello e con una tematica particolare e avvincente, il che comunque era già un buon punto di partenza.
    Se ad un certo punto vi sembra che rallenti troppo, il mio consiglio è di non arrendervi: vale la pena arenarsi un po', per godersi poi la meraviglia del finale!

    dit le 

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