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American Psycho

By

Publisher: Pan Macmillan

3.9
(4739)

Language:English | Number of Pages: | Format: eBook | In other languages: (other languages) French , Spanish , German , Italian , Swedish , Finnish , Dutch , Catalan , Hungarian , Polish , Czech , Portuguese

Isbn-10: 0330474111 | Isbn-13: 9780330474115 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Audio CD , Hardcover , Others , Mass Market Paperback

Category: Crime , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Book Description
Patrick Bateman is twenty-six and works on Wall Street; he is handsome, sophisticated, charming and intelligent. He is also a psychopath. Taking us to a head-on collision with America's greatest dream – and its worst nightmare – American Psycho is a bleak, bitter, black comedy about a world we all recognize but do not wish to confront. 'Serious, clever and shatteringly effective' Sunday Times 'American Psycho is a beautifully controlled, careful, important novel . . . The novelist's function is to keep a running tag on the progress of the culture; and he's done it brilliantly . . . A seminal book' Fay Weldon, Washington Post 'For its savagely coherent picture of a society lethally addicted to blandness, it should be judged by the highest standards' John Walsh, Sunday Times 'That the book's contents are shocking is downright undeniable, but just as Bonfire of the Vanities exposed the corruption and greed engendered in eighties politics and high living, American Psycho examines the mindless preoccupations of the nineties preppy generation' Time Out
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  • 5

    L'OSSESSIONE nella sua massima forma

    Questo libro mi è piaciuto e l'ho trovato (per alcuni versi) davvero geniale. Mi è piaciuto perché è raro leggere libri che parlano di psicopatici in prima persona e questo fa veramente entrare nella ...continue

    Questo libro mi è piaciuto e l'ho trovato (per alcuni versi) davvero geniale. Mi è piaciuto perché è raro leggere libri che parlano di psicopatici in prima persona e questo fa veramente entrare nella mente disturbata del protagonista a tutti gli effetti, senza scadere in banali morali di perbenismo o voler dare uno scopo a tutto ciò che accade. La forma in cui procede la narrazione ammetto che sia ostica, in parte poco scorrevole, perché il tutto è appesantito da infinite e minuziose descrizioni di ogni capo di abbigliamento (rigorosamente firmato) indossato dal protagonista o dai suoi conoscenti, prodotti per la cura del corpo, descrizioni di ogni portata di cibo in ogni ristorante... eccetera eccetera. Il risultato è veramente ridondante e alla lunga stanca al punto di voler saltare le righe dove compaiono tali descrizioni, che vengono riproposte in continuazione ad intervalli molto brevi. Ma tutto questo ha un suo significato ben preciso e sinceramente senza di ciò nulla avrebbe più senso. Perché come dicevo all'inizio il libro porta letteralmente DENTRO alla mente del protagonista e lui è OSSESSIONATO dai vestiti firmati a tal punto che DEVE fare sempre una lista mentale di ciò che indossa lui e di ciò che indossano gli altri. E la stessa ossessione si ripercuote su ogni prodotto alla moda acquistato, sui programmi televisivi, film e musica preferiti, sui costosissimi piatti che propongono i ristoranti "IN" dove cena regolarmente. E gradualmente si viene catapultati dentro un'altra forma di ossessione, quella OMICIDA, che lo porta a commettere di tanto in tanto atti di inaudita violenza. All'inizio del libro questa violenza viene solo accennata ma andando avanti con la lettura le scene si fanno sempre più nitide, fino ad assistere nei minimi dettagli a svariate torture e uccisioni di un sadismo indescrivibile e altamente impressionanti che non escludono nessuno (uomini, donne, bambini, animali... non c'è limite alla fantasia), ma che raccontate dalla mente del protagonista sono talmente meccaniche da risultare quasi noiose. La NOIA è infatti una sensazione che pervade spesso le pagine del libro, ma non è un difetto, anzi, è una noia esistenziale, una NOIA NECESSARIA per capire l'universo in cui orbitano il protagonista e i suoi amici, persone ricchissime e superficiali frutto di una società capitalistica che oltre a voler comprare tutto ciò che possono permettersi (ovvero, tutto ciò che gli viene in mente) non sanno fare. Nessun sentimento, nessuna felicità, nessun desiderio, se non pulsioni improvvise da soddisfare nell'immediato e che poi scadono altrettanto velocemente nella NOIA di una quotidianità che quando ti da tutto è come se non ti desse niente. Il protagonista cerca appunto di trovare emozioni forti nel fare cose oscene e perverse, ma non trova mai sollievo per la sua mente malata e inoltre non riesce neanche nell'intento (più volte provato) della confessione perché le persone della società in cui vive, sono tutte così prese da sé stesse da non riuscire neanche per un secondo a mettere da parte il proprio ego, e a questo proposito si assiste a scene sconcertanti di dialoghi a senso unico in cui tutti parlano ma nessuno ascolta. "Ieri sera ho decapitato una ragazza"... "ho ucciso un bambino allo zoo"... inutile formulare queste frasi, o non ti ascoltano o non ti prendono sul serio ed è così che il protagonista continua indisturbato a fare tutto ciò che gli viene in mente, perché non c'è altro modo che continuare a fare ciò che vuole in una maratona senza senso, dove droga e psicofarmaci aiutano ad attenuare un po' il suo vuoto e in alcuni casi a non fargli capire ciò che è reale e ciò che non lo è, al punto che più volte ha la sensazione che non ci sia niente di vero o forse lo è tragicamente tutto?
    Tirando le somme non ho quindi dubbi sul fatto che questo libro, a causa della sua estrema particolarità mi sia piaciuto, perché unisce tanti argomenti interessanti, tra cui una mente disturbata, una società nichilista, la superficialità degli ambienti ricchi, la presenza di violenza sconcertante senza minima censura... è un libro talmente psicotico, non solo per i contenuti ma anche (soprattutto) per la forma in cui è scritto, da rimanere impresso a lungo. Sono indecisa per il voto finale, in quanto ci sono parti del libro illeggibili (degli interi capitoli, in totale saranno tre o quattro, descrivono la biografia di gruppi musicale con relativa descrizione di ogni canzone di un particolare cd e quei capitoli dopo aver letto qualche riga li ho dovuti saltare completamente, non mi interessavano!) ma anche quelle parti come ho già spiegato hanno un suo perché in quanto rafforzano il concetto di OSSESSIONE del protagonista. E' certamente un dispiacere aver dovuto saltare alcune parti perché avrei comunque preferito poterlo leggere tutto, e per questo motivo non vorrei dare il massimo dei voti. E' però innegabile che il libro sia GENIALE e nulla è lasciato al caso, ed è una caratteristica talmente rara in un libro da indurmi a dare lo stesso 5 stelline.

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  • 4

    Un tripudio di violenza e imbarazzante verità.
    Sono rimasto incollato alle pagine sebbene ogni tanto disgustato dalle minuziose descrizioni delle torture.
    Mi concedo del tempo per rifletterci... ...continue

    Un tripudio di violenza e imbarazzante verità.
    Sono rimasto incollato alle pagine sebbene ogni tanto disgustato dalle minuziose descrizioni delle torture.
    Mi concedo del tempo per rifletterci...

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  • 1

    Un voce fuori dal coro.

    Ammetto di aver letto le precedenti recensioni col dubbio di aver acquistato un libro completamente diverso, perché francamente non comprendo l'entusiasmo di chi lo definisce un capolavoro. Ho provato ...continue

    Ammetto di aver letto le precedenti recensioni col dubbio di aver acquistato un libro completamente diverso, perché francamente non comprendo l'entusiasmo di chi lo definisce un capolavoro. Ho provato a sfogliare ancora una volta le pagine che più mi avevano lasciato perplessa, ma alla fine, mio malgrado, mi trovo a confermare la prima impressione che ho avuto e a riportare una recensione che avevo già scritto altrove, tempo fa. Dopotutto, de gustibus...

    Dopo due mesi di pura agonia, durante i quali ho seriamente rischiato di perdere il desiderio di leggere qualcosa di diverso dallo scontrino del bar, sono finalmente riuscita a portare a termine la lettura di American Psycho. Definirlo semplicemente il libro più brutto che abbia mai letto sarebbe un eufemismo, quindi, pur essendo conscia di non essere probabilmente abbastanza arguta (o sadica) d'apprezzare cotanto sofisticato splatterume, proverò a denominarlo educatamente in altro modo: uno spreco di tempo e - a parer mio - anche di carta. Prendete un protagonista che è la quintessenza dell'antipatia e del narcisismo e cucitegli addosso un bel faccino affascinante, sormontato da una bella chioma rigorosamente impalcata; circondatelo, poi, di comparse ugualmente sgradevoli - tutte ovviamente ricche, strafatte di coca, ingioiellate ed ossessivamente fissate con le grandi firme - con l'unico scopo d'impelagarlo in discussioni paradossali sull'uso di questo o quel capo d'abbigliamento. Che uomo di classe, nevvero ? Peccato che quest'uomo di classe, con mille donne e mille paia di scarpe, nasconda un torbido e macabro segreto. Vi sembra la premessa di Cinquanta Sfumature di Boiate (paragone volutamente azzardato - intendiamoci - ché quella è un'altra dimostrazione di quanto dannatamente stiamo cadendo in basso) ? PEGGIO. Patrick Bateman è fuori come un balcone. E siccome l'autore intende farcelo capire in ogni modo, decide - molto carinamente - di raccogliere in un solo libro tutte le tematiche che abitualmente offendono la pubblica morale e la sensibilità del lettore, trattandole in modo così crudo e nauseante da sollevare, presto o tardi, nel suddetto lettore, un quesito spontaneo, ossia: “Che cosa ca... sto leggendo ?”. Violenza gratuita ? C'è. Maltrattamento delle donne ? C'è. Maltrattamento di animali ? C'è. Maltrattamento di bambini ? C'è. Sesso descritto con l'unico scopo di farvi rigurgitare la colazione, il pranzo, la merenda, la cena e addirittura lo spuntino di mezzanotte ? C'è. Uso improprio di parti anatomiche rigorosamente amputate, stuprate, bollite e mangiate ? C'è. Morale della favola ? Non c'è una morale. Colpo di scena sbalorditivo che vi fa rivalutare le "millemila" pagine di sevizie ? Magari. Alla fine di questo scempio, mi sono sentita in dovere di documentarmi sull'autore per comprendere se abbia o meno un disturbo della personalità, ma, ahimè, non c'è dato saperlo. L'unica cosa certa è che, dopo la lettura di American Psycho, mi sento fortunata a non esserlo diventata io stessa. Psycho, s'intende.

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  • 4

    In una parola: wow.
    Delle infinite descrizioni di capi d'abbigliamento con tanto di marche avrei fatto volentieri a meno, è vero, ma è chiaro che l'autore sa dove vuole andare a parare e alla lunga ci ...continue

    In una parola: wow.
    Delle infinite descrizioni di capi d'abbigliamento con tanto di marche avrei fatto volentieri a meno, è vero, ma è chiaro che l'autore sa dove vuole andare a parare e alla lunga ci si fa il callo. Se mi ha preso è per altre ragioni, come per la contrapposizione tra le scene di vita mondana e la violenza, i tentativi di Patrick di confessare o esprimere quello che ha in mente e le scene più allucinate.
    Da un certo punto in poi ogni occasione era buona per andare avanti. E per quanto lo stile di vita di Patrick sia quanto di più lontano dal mio, a tratti mi sono immedesimato in lui.
    È uno di quei rari casi in cui mi sento di dire: «L'inizio è un po' una palla. Abbi pazienza e vedrai che ne vale la pena».

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  • 3

    Un viaggio nella follia, totalmente alienante

    Uscito nel 1991 questo libro ancora oggi gode di un fascino macabro tutto suo. Non vi parlerò della trama, una vera trama del libro non c'è. Molti hanno visto questo libro come un atto di accusa alla ...continue

    Uscito nel 1991 questo libro ancora oggi gode di un fascino macabro tutto suo. Non vi parlerò della trama, una vera trama del libro non c'è. Molti hanno visto questo libro come un atto di accusa alla società del 1989 e ai valori yuppie dell'america Raegeniana. A distanza di 10 anni questo modo di fare si percepisce nella mia società. Attraverso gli occhi di Patrick Bateman navighiamo in un mare di dolore, di locali sfavillanti tiri di cocaina e efferati omicidi. Quello che colpisce non è pero l'efferatezza dei delitti quando l'atmosfera di completa alienazione nel libro. Ellis non vuole lanciare alcun atto di accusa anzi è pienamente fuso nel rappresentare se stesso e la realtà che lo circonda attraverso questo romanzo. I dialoghi tra i personaggi sono scarni quasi che siano separati da un muro di incomunicabilità. Dalle serate guardando il patty winter show( ad oggi mi sembra una macabra parodia di Barbara D'Urso) alle casette porno guardate fino all'estremo ci viene raffigurato un universo dove lo spazio di riflessione, i sentimenti e l'introspezione vengono spappolati senza pietà. Quello che conta è che nulla ha senso, o ancora che solo la superficie conta. Parola di Patrick Bateman

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  • 0

    Ci ho provato, me lo sono quasi imposta di leggerlo, ma non ce l'ho fatta. Ho trovato odiose quanto inutili le descrizioni minuziose di ogni oggetto, capo di abbigliamento, ecc., tutto rigorosamente f ...continue

    Ci ho provato, me lo sono quasi imposta di leggerlo, ma non ce l'ho fatta. Ho trovato odiose quanto inutili le descrizioni minuziose di ogni oggetto, capo di abbigliamento, ecc., tutto rigorosamente firmato, anche i dialoghi banali, sproloqui senza fondamento.... Forse mi sono arresa troppo presto, ma questo libro non fa per me.

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  • 5

    Gli anni '90

    ...là dove c’era natura e terra, vita e acqua, vidi un paesaggio desertico senza confini, che sembrava una sorta di cratere, così privo di ragione e di luce e di spirito che la mente non poteva afferr ...continue

    ...là dove c’era natura e terra, vita e acqua, vidi un paesaggio desertico senza confini, che sembrava una sorta di cratere, così privo di ragione e di luce e di spirito che la mente non poteva afferrarlo ad alcun livello conscio e, se ti avvicinavi, la mente indietreggiava vacillando, incapace di comprenderlo. Era una visione talmente chiara e reale e vitale che, nella sua purezza, era quasi astratta. Questo è ciò che riuscii a capire, questo è il modo in cui vissi la mia vita, intorno a questo, la mia vita ruota; è così che ho affrontato il tangibile. Questa è la geografia intorno alla quale la mia realtà ha sempre ruotato: non mi è mai passato per la testa, a me, mai, che la gente possa essere buona, che uno possa mai cambiare in meglio, o che il mondo possa essere migliorato dall’amore, dal piacere che uno prova per uno sguardo o un gesto d’affetto; insomma, che l’amore o la gentilezza possano modificare alcunché. Non c’è mai stato nulla di positivo, nulla di affermativo, per me, frasi come “bontà d’animo”, “generosità dello spirito” sono sempre state vuote, per me, vani stereotipi, scherzi di dubbio gusto. Il sesso si riduce a matematica. L’individualità è fuori questione. Che significato ha l’intelligenza? E la ragione, come definirla? Il desiderio: una cosa senza senso. L’intelletto è impotente. La giustizia è morta. Paura, recriminazione, innocenza, comprensione, senso di colpa, spreco, fallimento, dolore, sono tutte cose, emozioni, sentimenti, che nessuno prova più. La riflessione è inutile. Il mondo non ha nessun senso. Solo il male vi ha permanenza. Dio non è vivo. Dell’amore non ci si può fidare. Solo ciò che è superficiale conta qualcosa… Questa è la civiltà moderna, qual io la vedo e l’intendo…

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  • 1

    L'inventario del vuoto

    Un vortice di tutti i marchi del lusso si rincorrono in un fragore accecante e pirotecnico e sono i veri protagonisti di queste pagine, l’unico propellente che anima e distingue i soggetti di questo r ...continue

    Un vortice di tutti i marchi del lusso si rincorrono in un fragore accecante e pirotecnico e sono i veri protagonisti di queste pagine, l’unico propellente che anima e distingue i soggetti di questo romanzo, i piccoli uomini nevrastenici e vacui del mondo finanziario newjorkese.
    Ai fitti, insulsi dialoghi che tessono questa storia si potrebbero tranquillamente elidere tutti i nomi dei personaggi e la comprensione del testo non ne subirebbe alcun danno, tanto sono uguali e sovrapponibili i profili subumani di ciascuno.
    Tutti prigionieri di un’ossessione narcisistica consumistica, anaffettivi riprodotti con lo stesso calco.
    L’autore pare voler spingere il lettore all’interno di una spirale asfittica per gettarlo in modo ruvido di fronte alla sua visione della società occidentale che descrive come spellata di ogni umanità, dove solo le cose mantengono una dignità: il rango che attribuiscono loro le firme dei grandi stilisti.
    Personalmente credo che la letteratura nordamericana sia di gran lunga la più ricca e articolata del ‘900, ma questo libro cosa c’entra con la letteratura?
    Forse nell’intento dell’autore questa doveva essere una performance, una provocazione, di uno di quelli che dicono che il romanzo è morto, però continuano a scrivere.
    L’ho trovato solo un brutto libro, irritante e, davvero imperdonabile, noioso.
    No, a qualcosa ci può essere utile questa lettura: se avete un paio di mocassini con nappine, no, non indossatele con un completo, proprio non va.
    Ma ora, siccome amo i provocatori veri, ma soprattutto gli scrittori puri, comincerò a leggere l’ultimo di Houellebecq che ancora mi manca, lui si, un maestro.

    said on 

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