American Psycho

Di

Editore: Einaudi

3.9
(4938)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 517 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Svedese , Finlandese , Olandese , Catalano , Ungherese , Polacco , Ceco , Portoghese

Isbn-10: 8806155776 | Isbn-13: 9788806155773 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: G. Culicchia

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , eBook

Genere: Criminalità , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Patrick Bateman è giovane, bello, ricco. Vive a Manhattan, lavora a WallStreet e con i colleghi Timothy, David, Patten e Craig, frequenta i locali piùalla moda, le palestre più esclusive e le toilette dove gira la migliorecocaina della città, discutendo di nuovi ristoranti, cameriere corpoduro edeleganza maschile. Ma la sua vita è ricca di particolari piuttosto inquietantie quando le tenebre scendono su New York, Patrick Bateman si trasforma in untorturatore omicida, freddo, metodico, spietato.
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  • 5

    Capolavoro

    Una trama avvincente e una scrittura potente, portate avanti nella rischiosa prima persona e al tempo presente.
    Ellis ha totale padronanza della materia e delle tecniche di narrazione e le utilizza co ...continua

    Una trama avvincente e una scrittura potente, portate avanti nella rischiosa prima persona e al tempo presente.
    Ellis ha totale padronanza della materia e delle tecniche di narrazione e le utilizza con grande maestria. Si scopre il nome del protagonista appena a pagina 11 tramite una presentazione. Molti altri tasselli di puzzle, fondamentali per comprendere la storia e per mantenere sospesa l’incredulità (per esempio come fa il protagonista a guadagnare così tanto pur essendo così giovane e senza in apparenza fare alcunché, oppure dettagli sulla sua famiglia o sul comportamento della signora delle pulizie), vengono messi al loro posto solo nella seconda metà del romanzo, e a volte addirittura nelle ultime pagine.
    Patrick Bateman è un personaggio che non si dimentica, costruito alla perfezione, ha una sua pagina su Wikipedia ed è stato citato in numerosi altri romanzi e canzoni. Di grande attualità la sua passione per Donald Trump; come serial killer può essere scoperto innumerevoli volte ma ciò non avviene mai, neppure quando lui stesso confessa i suoi delitti ai suoi colleghi, alle sue donne e persino al suo avvocato, personaggi apparentemente alienati quanto lui. Per decine di pagine non si sospetta nulla della sua doppia vita, poi Ellis, con sapienza e in dosi crescenti, butta lì quasi a caso poche ambigue parole fra le pagine 34-35, dando il primo reale indizio a pagina 91.
    A pagina 470, poi, con quattro parole l'autore cambia magistralmente il senso dell’intero libro.
    Dal punto di vista letterario, il romanzo contiene inoltre molte fonti d’ispirazione, parecchi spunti, innumerevoli idee brillanti. L’ho trovato perfetto sotto tutti i punti di vista. Un capolavoro.
    P.S.: nel romanzo sono presenti molti errori d’ortografia; non è la prima volta che Einaudi toppa in questo senso, tuttavia continuo a trovarlo imbarazzante.

    ha scritto il 

  • 3

    Welcome to Trumpland

    Il classico di Easton Ellis è stato definito come la pietra tombale degli anni '80. Letto oggi, a pochi giorni dall'insediamento alla Casa Bianca dell'eroe del killer psicopatico Patrick Bateman, fa e ...continua

    Il classico di Easton Ellis è stato definito come la pietra tombale degli anni '80. Letto oggi, a pochi giorni dall'insediamento alla Casa Bianca dell'eroe del killer psicopatico Patrick Bateman, fa echeggiare suoni e visioni degli anni nei quali a nato Trump, inteso come brand sociale e culturale.
    Al netto degli inserti porno-horror (scritti in modo piatto e quasi oggettivo), in questo libro ci sono parecchi spunti assolutamente ispirati e rivelatori di cosa è stato (ed è) il consumismo degli yuppies. Le persone non si riconoscono tra loro, tutti sono identici a tutti e nessuno sa davvero chi sieda al tavolo vicino o con chi si stia parlando "C'è qualcuno che vede davvero qualcun altro? Tu mi hai mai visto? Vedersi?". La vittima di Bateman vive ancora a Londra (testimonia l'avvocato), il protagonista stesso viene chiamato in mille modi diversi, lo stesso "presidente eletto" del 2016 e la sua famiglia appaiono e scompaiono come divinità nascoste di questi giovani milionari. (Fantastico l'appuntamento che Patrick inventa per sganciarsi dal detective: "Ho un pranzo con Cliff Huxtable"!)
    Specularmente, gli oggetti del consumo sono identificati senza fallo da Bateman, in ogni loro dettaglio, a partire dall'elemento che dà loro l'esistenza: il brand, la firma, la marca - l'unico criterio di realtà. E non è un caso che l'unica persona che riconosce senza dubbi il killer è un tassista, l'unico uomo medio incontrato in queste 500 pagine - ma non è per una punizione di classe del buon povero contro il malvagio ricco: il tassista vuole solo il suo Rolex, biglietto di entrata per il mondo di egoismo e lusso a cui anch'egli aspira.
    Il processo di frantumazione del reale e totale esplosione dell'identità di Bateman passa per un abile passaggio della narrazione da prima a terza persona, nel pieno dell'evento topico, gli omicidi e l'inseguimento della polizia che sembrano preludere ad una conclusione di questo incubo, mentre invece è solo un altro episodio dell'incubo. Ed il vero finale è invece un dialogo senza più alcun senso, frasi slegate, parole smozzicate "- Yup yup yup yup"

    ha scritto il 

  • 1

    Risparmiate il tempo: prendete un catalogo de La Rinascente con tutte le marche più chic, aggiungeteci la descrizione di qualche omicidio e il gioco è fatto.

    Ma dico, stiamo scherzando? Su oltre 500 pagine almeno la metà sono costituite da elenchi di marche di vestiti (quando me lo dicevano non ci credevo, ho dovuto leggerlo per rendermene conto), l'altra ...continua

    Ma dico, stiamo scherzando? Su oltre 500 pagine almeno la metà sono costituite da elenchi di marche di vestiti (quando me lo dicevano non ci credevo, ho dovuto leggerlo per rendermene conto), l'altra metà da descrizioni raccapriccianti di omicidi/torture o di inutili episodi di vita quotidiana del protagonista. L'approfondimento psicologico (o anche la sola presentazione) dei personaggi è inesistente, tanto che nei dialoghi si accavallano l'uno sull'altro perché è impossibile distinguerli (anche perché il lettore non ha alcun interesse a impegnarsi dato il livello delle conversazioni che è di una banalità e di una noia mortale).
    Di sicuro un libro del genere ha spiazzato i critici dell'epoca per quanto riguarda i suoi contenuti, ma oggi che non ci impressioniamo più di niente rimane solo lo stile: ovvero il nulla più totale, fatto di elenchi su elenchi su elenchi (tipo: Entro in palestra. Mi tolgo il mio completo Armani. Ripongo nell'armadietto la mia cravatta Chanel. Mi metto la mia tuta Ralph Loren. Vado in sala pesi. Prendo i manubri. Li sollevo. Contraggo i muscoli). Orrendo. Fosse stato un libro lungo la metà, questi elenchi magari avrebbero avuto anche un senso per caratterizzare un protagonista freddo, privo di valori (perché il messaggio del romanzo in realtà è questo se uno non muore di noia mentre lo legge), ma un libercolo di oltre 500 pagine tutto uguale costruito in questo modo è una porcheria.

    ha scritto il 

  • 4

    (1991)

    "Se i tuoi amici sono dei cretini, fargli saltare le cervella con una
    Magnum 38, è un delitto, un'infrazione o un atto di dio?" si chiede
    Patrick Bateman, il ragazzo della porta accanto, lo yuppie di ...continua

    "Se i tuoi amici sono dei cretini, fargli saltare le cervella con una
    Magnum 38, è un delitto, un'infrazione o un atto di dio?" si chiede
    Patrick Bateman, il ragazzo della porta accanto, lo yuppie di Wall
    Street e psicopatico protagonista di questo controverso romanzo di
    Ellis. Questo brano, che ha il sapore di una resa dei conti
    generazionale, secondo me riassume la filosofia di "American Psycho".
    Lo stile visivo del libro ricorda molto i videoclip degli anni '80 e
    non è un caso che il film più noleggiato da Bateman sia "Omicidio a
    luci rosse" (Body Double, 1984), il capolavoro di Brian De Palma, e
    non solo per l'omicidio della donna con il trapano che eccita tanto
    Bateman.
    Ellis è molto bravo a muoversi sulle superfici, fra le griffe e i
    locali alla moda, abbronzature e linee dell'addome - fra questi
    "corpiduri" levigati e puliti che spesso hanno solo "un residuo di
    cocaina a imbiancare la pelle sotto la narice".
    Le cose che preferisco del romanzo sono: le videocassette da
    restituire (il tormentone del libro) e i continui scambi di persona
    (di nuovo il Body Double). Il romanzo è deliziosamente disseminato da
    "un tizio che credo sia" o "un tale che somiglia molto a" oppure "un
    altro tizio identico a" che culminano in brani come questo: "Paul Owen
    mi ha chiamato Marcus per quattro volte, finora, e, con mio sommo
    sollievo, anche Evelyn è stata chiamata Cecilia per due volte (...)
    Comunque, nessuno ha corretto Paul Owen, ed è molto improbabile che
    qualcuno lo correggerà". Manna dal cielo per un pluriomicida.
    "American Psycho" è qualcosa di più di un romanzo sensazionalistico,
    c'è più disperazione che gore, è più disarmante che violento. Ed è
    terribilemte intelligente.

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo libro.
    E' il primo libro di Bret Easton Ellis che leggo, di American Psycho (avevo visto il film anni fa, interpretato (ottimamente) da Christian Bale)
    Patrick Bateman, protagonista, raccon ...continua

    Bellissimo libro.
    E' il primo libro di Bret Easton Ellis che leggo, di American Psycho (avevo visto il film anni fa, interpretato (ottimamente) da Christian Bale)
    Patrick Bateman, protagonista, racconta la sua vita e i suoi pensieri, le sue azioni e i suoi sentimenti a riguardo, ma il libro non è, a mio avviso, solo l'introspezione di un ragazzo psicopatico (se è poi questa la definizione) ma anche e soprattutto l'analisi e la critica della società e di un certo tipo di società, la classe sociale di chi si può permettere tutto, l'élite.
    Bateman lascia trapelare poco del suo passato, o meglio, da soprattutto informazioni oggettive, brevi.
    E' infelice, insoddisfatto della sua vita, e, da quanto si evince dalla narrazione, ha subito diversi traumi da bambino. E' agghiacciante leggere certe scene ma l'autore non risparmia niente al lettore, vuole che veda cosa c'è dentro la testa di una persona del genere, e come una persona del genere possa arrivare a tanto. Nel libro si affrontano molti temi, come la disattenzione delle persone che ci circondano, la troppa individualità, il troppo pensare a se stessi, perché in fondo Patrick è da inizio libro che ha confessato di ammazzare la gente, ma nessuno lo ascolta, l'autore nei dialoghi, in normalissimi dialoghi, inserisce oscenità di cui le persone non si accorgono (es: "Ciao Beatman come stai? "Bene, ho appena ucciso una prostituta e ci ho fatto uno stufato con i suoi resti e tu come stai?" "O bene bene grazie, ecc...) penso che così facendo l'autore sottolinei quando l'essere umano moderno sia incentrato troppo su se stesso e non sente e non vede le cose importanti che lo circondano, né tantomeno presta attenzione alle altre persone. Se qualcuno avesse ascoltato veramente il protagonista o, di quei pochi che l'hanno fatto, l'avessero preso sul serio, Beatman sarebbe arrivato solo a pagina trenta al massimo. Altro elemento sempre presente, dall'inizio alla fine del libro, è la miseria e la povertà; il tema dei "i miserabili" accompagna il lettore per tutto il tempo, anzi, è proprio ciò che fa da introduzione al libro- Altro elemento ancora è l'amico del protagonista, Time Price, che all'inizio è una persona come i suoi amici, spavaldo, saturo di tutto ciò che la vita gli possa offrire con i soldi, droga sesso ecc... che sparisce per tutto il libro per poi tornare alla fine cambiato dopo essere stato riabilitato.
    Mi rendo conto che il mio commento è raffazzonato e farraginoso, ammetto che sono di fretta, e ci sono così tanti elementi da analizzare in questo libro che ci si potrebbe scrivere un libro XD
    Il punto è che la storia non è per niente fine a se stessa, e sì, il protagonista è uno psicopatico, ma il libro è più incentrato sulla società di quegli anni (che sotto gli aspetti trattati non è evoluta per niente) e a cosa può portare la mancanza di valori in una società, cosa causa l'individualità portata al parossismo, la miseria, il tema dei soldi...Veramente molta carne al fuoco, lo consiglio solo a chi non si disgusta facilmente e non lo leggerà superficialmente

    ha scritto il 

  • 5

    Ancora un pugno nello stomaco

    E' ancora, a distanza di 25 anni dalla sua uscita, un pugno nello stomaco. Alcune pagine che descrivevano le torture, lo ammetto, ho dovuto saltarle. Ma la descrizione psicologica del personaggio è gr ...continua

    E' ancora, a distanza di 25 anni dalla sua uscita, un pugno nello stomaco. Alcune pagine che descrivevano le torture, lo ammetto, ho dovuto saltarle. Ma la descrizione psicologica del personaggio è grandiosa, il senso di straniamento, totale. E poi c'è quella sensazione che possa capitare a tutti di incontrare un Patrick Bateman...

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    " - Sei disumano, - mi dice, cercando, mi pare, di non mettersi a piangere.- Io - esito, tentando di difendermi, - sono molto vicino... all'umanità."

    Patrick Bateman è bello, giovane e ricco. Ha un prestigioso lavoro a Wall Street, si gode ogni benessere, ha una fidanzata e diverse amanti e un appartamento megagalattico. Ha un solo problema: è uno ...continua

    Patrick Bateman è bello, giovane e ricco. Ha un prestigioso lavoro a Wall Street, si gode ogni benessere, ha una fidanzata e diverse amanti e un appartamento megagalattico. Ha un solo problema: è uno psicopatico che si diletta a torturare e uccidere ogni essere umano che si trovi davanti, uomo, donna o bambino che sia.
    Il film di Mary Harron l’ho apprezzato abbastanza, soprattutto grazie alla splendida interpretazione di Christian Bale, bellissimo come non mai, ambiguo, simpatico e pazzo furioso, il libro invece non mi è piaciuto per diversi motivi.
    Senza dubbio ha il merito di analizzare a fondo la follia umana, di lanciare una forte critica sociale, soprattutto contro l’indifferenza che ci circonda(mi sono chiesta durante la lettura come sia possibile che nessuno si sia mai accorto degli efferati omicidi e torture che avvenivano nel suo appartamento e per di più in pieno giorno), di avere nonostante tutto un intento satirico, ma per buona parte l’ho trovato pessimo, noioso nelle continue elencazioni di tutti i brand e marche più ricche e potenti del mondo, nelle descrizioni delle torture esageratamente crude, nelle descrizioni dei rapporti sessuali degne di un porno di bassa lega.
    Come ripeto Ellis ha voluto raccontare il male nella sua forma più assoluta e folle, ha voluto fare un’analisi fin troppo dettagliata di una personalità disturbata e figlia di un mondo consumistico e cattivo, ma per me ha fallito.
    Per me un brutto romanzo, anzi più che altro inutile.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Spoiler follows

    http://diariodiunamentecattiva.blogspot.it/2016/08/normal-0-14-false-false-false-it-x-none.html

    ha scritto il 

  • 2

    Grandi aspettative, risultato pessimo. Mi aspettavo qualcosa di diverso, descrizioni infinite che giungono ad essere inutili e noiose.
    Non mi è piaciuto per niente, ho saltato parecchie righe per arri ...continua

    Grandi aspettative, risultato pessimo. Mi aspettavo qualcosa di diverso, descrizioni infinite che giungono ad essere inutili e noiose.
    Non mi è piaciuto per niente, ho saltato parecchie righe per arrivare alla fine perché sinceramente non ne potevo più!

    Voto: 2/10

    ha scritto il 

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