American Rust

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Publisher: Simon & Schuster UK

3.9
(337)

Language: English | Number of Pages: 384 | Format: eBook | In other languages: (other languages) Italian , Portuguese , German

Isbn-13: 9781847377203 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Softcover and Stapled , Paperback , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Travel

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Book Description
Set in a beautiful but dying Pennsylvania steel town, American Rust is a novel of the lost American dream and the desperation that arises from its loss. It is the story of two young men bound to the town by family, responsibility, inertia and the beauty around them who dream of a future beyond the factories, abandoned homes, and the polluted river.
Isaac is the smartest kid in town, left behind to care for his sick father after his mother commits suicide and his sister Lee moves away. Now Isaac wants out too. Not even his best friend, Billy Poe, can stand in his way: broad-shouldered Billy, always ready for a fight, still living in his mother's trailer. Then, on the very day of Isaac's leaving, something happens that changes the friends' fates and tests the loyalties of their friendship and those of their lovers, families, and the town itself.
Evoking John Steinbeck's novels of restless lives during the Great Depression, American Rust is an extraordinarily moving novel about the bleak realities that battle our desire for transcendance, and the power of love and friendship to redeem us.
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  • 3

    il dramma della crisi

    Non è un capolavoro e un centinaio di pagine in meno gli avrebbero giovato. Ma questo romanzo di Meyer è scritto molto bene e ritrae molto bene l'atmosfera della provincia statunitense ai tempi della ...continue

    Non è un capolavoro e un centinaio di pagine in meno gli avrebbero giovato. Ma questo romanzo di Meyer è scritto molto bene e ritrae molto bene l'atmosfera della provincia statunitense ai tempi della crisi economica contemporanea. Attraverso la storia (drammatica) di due ragazzi sulla soglia dell'età adulta, seguiamo i conflitti, le problematiche pesanti, il deterioramento del tessuto sociale medio-basso stellestriscie e tutto quanto concerne il dramma della profonda crisi economica attuale.

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  • 4

    Giovani autori americani crescono, e ci piacciono

    Un 4 pieno che è quasi un 4 e mezzo.
    Bella la storia, bello lo stile.
    Ti rendi conto solo dopo un pò che l'autore passa dalla terza alla prima persona anche nella stessa frase. Praticamente in ogni c ...continue

    Un 4 pieno che è quasi un 4 e mezzo.
    Bella la storia, bello lo stile.
    Ti rendi conto solo dopo un pò che l'autore passa dalla terza alla prima persona anche nella stessa frase. Praticamente in ogni capitolo abbiamo un "io narrante" e un "io pensante" che a volte parlano anche tra di loro. Geniale. Ottima scrittura per questa opera prima dell'ennesimo giovane rampante scrittore americano, già segnalato da diverse testate giornalistiche importanti come giovane talento da seguire nei prossimi anni. A conferma dell'ottima buttata di questi giovani (under 40) scrittori a stelle e strisce che, devo dire, mi stanno piacendo molto. Il ragazzo ha talento, insomma, e non metto la quinta stella solo perché nella fase centrale mi è parso appena un pò lento e prolisso: giusto un paio di capitoli di troppo. Comunque romanzo intenso e suggestivo, sicuramente da consigliare.

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  • 4

    Non ho dubbi sul talento dell'autore, tuttavia (a differenza de 'Il figlio' che ha saputo conquistarmi fin dalle prime 30 pagine) ci ho messo un po' ad affezionarmi ai personaggi e a farmi coinvolgere ...continue

    Non ho dubbi sul talento dell'autore, tuttavia (a differenza de 'Il figlio' che ha saputo conquistarmi fin dalle prime 30 pagine) ci ho messo un po' ad affezionarmi ai personaggi e a farmi coinvolgere dalle atmosfere... Per fortuna alla fine ho gradito la storia, è stata una bella lettura.

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  • 0

    Ritratto corale di un paese - l'America - corroso dalla disfatta economica, sociale ed esistenziale. La ruggine come metafora di un degrado che ammorba gli individui e li annega nel rimpianto delle oc ...continue

    Ritratto corale di un paese - l'America - corroso dalla disfatta economica, sociale ed esistenziale. La ruggine come metafora di un degrado che ammorba gli individui e li annega nel rimpianto delle occasioni perdute. La narrazione a più voci è a tratti artificiale, non sempre funzionale all'intreccio. Ma alla lunga la struttura polifonica riesce nell'intento di tracciare il quadro di un universo popolato da creature smarrite, dove solo il paesaggio - come avviene spesso nella letteratura e nel cinema americano - sembra conservare la propria purezza.

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  • 4

    Le migliori occasioni

    In una Pennsylvania dove l'acciaio ha una potenza primitiva, nell'ora del declino crepuscolare di una civiltà industriale ormai morente, Philipp Meyer ambienta una narrazione coinvolgente e realistica ...continue

    In una Pennsylvania dove l'acciaio ha una potenza primitiva, nell'ora del declino crepuscolare di una civiltà industriale ormai morente, Philipp Meyer ambienta una narrazione coinvolgente e realistica, che si sviluppa in una malinconica e tragica storia di riscatto e di evoluzione. Le avventurose relazioni tra i personaggi sono intessute di un amore disperato, in un luogo fuori del tempo dove l'unica via d'uscita è perdere vincendo, ossia sacrificando qualcosa o qualcuno. Non c'è giudizio morale né compiacimento esistenziale in queste pagine; si dispiega invece in uno stile genuino e originale una sequenza di eventi che ha la forma della rovina, dello scheletro e del relitto. Isaac e William Poe sono due amici antitetici (insicura intelligenza e sfiducia volenterosa), si pensano complementari e sono connessi intimamente, l'uno salva la vita dell'altro: dal ghiaccio, dalla lama di un pugnale, dalla gioventù, da un destino di sconfitta. Da quel momento l'agire e l'essere per questi due personaggi sono dimensioni plurali e molteplici, che affrontano il mondo con coraggio e concretezza, ma insieme con una sorta di poetica rassegnazione. Infatti, il passato li perseguita, con la sua eredità di catastrofi, la sfortuna e la disgrazia che li incatenano a un presente ripetitivo e omologato; il suicidio, la malattia e la scomparsa divengono un'orizzonte che regola il possibile, che lo confina in una angosciosa attesa, in un fallimento previsto. Quale caratteristica della sciagura e del disagio è così attraente per questi personaggi, perché faticano così tanto a liberarsene? Solo cercando in se stessi un'immagine sconosciuta e temuta, solo producendo uno strappo e un danno permanente, riescono a ottenere una ricompensa, a fuggire dai propri demoni interiori; in ultimo, a riconoscere un limite e a dialogare con le periferie solitarie dell'animo. Sono le drammatiche e antiretoriche peripezie di due spostati, finiti ai margini di un mondo già inadatto, e dei congiunti che li amano, discendenti di Twain, antagonisti sfavorevoli nella Monongahela Valley di Pittsburgh, la working class che cerca la terra promessa. Nel racconto c'è azione e c'è immedesimazione, è un discorso di desolazione e destino, lotta tra desiderio e dovere, tra colpa e scelta, responsabilità e speranza. Non c'è epica in questo romanzo, semplicemente buona narrativa, un'opera di valore che non specchiandosi in se stessa offre al lettore la possibilità di un'esperienza di lettura significativa. Del resto, tutti sono sopravvissuti, esseri solitari esiliati in un luogo ambiguo, remoto e illusorio, come una contraddittoria regione archeologica e spirituale. Decide di non mentire Meyer, non c'è salvezza né redenzione al di là dell'oscurità, del dolore e della violenza che determinano lo scioglimento, che legano i destini della comunità più di ogni altro nobile valore, più forti ed intensi del triste e inevitabile arrugginirsi del tempo. Insomma, in Ruggine americana sembra che siamo nati per vivere solo due volte.

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  • 4

    Interessante

    E' il libro di debutto di Philip Meyer che poi ha scritto Il Figlio acclamato libro del 2014. Beh che dire una bomba. Il primo capito in particolare è un colpo diretto al cuore. Una vicenda ambientata ...continue

    E' il libro di debutto di Philip Meyer che poi ha scritto Il Figlio acclamato libro del 2014. Beh che dire una bomba. Il primo capito in particolare è un colpo diretto al cuore. Una vicenda ambientata nella provincia americana abbandonata dal sistema industriale dove 2 ragazzi cercano di fuggire dalla quotidianità per mettersi in viaggio verso il sole. Le cose non andranno bene. Il libro è scritto benissimo: è un continuo altenarsi di punti di vista tra i protagonisti (i 2 ragazzi, la sorella, la madre, il padre, il poliziotto) e questo stile è davvero molto efficace. Insomma da leggere. A me ha anche ricordato Ammaniti per la capacità di raccontare inquietudini di giovani nella provincia del mondo. Non vedo l'ora che esca il nuovo di Meyer.

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  • 1

    Un fumetto sul "Corriere dei Piccoli" molto più interessante ed avvincente di questo lavoro dell'ennesimo sopravvalutato autore stelle e strisce.

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  • 3

    Se lo scopo dell'autore era quello di raccontare la storia di tre giovani e del modo in cui cercano, ognuno a suo modo, di liberarsi di quella ruggine esistenziale che stagna sulle loro vite insoddisf ...continue

    Se lo scopo dell'autore era quello di raccontare la storia di tre giovani e del modo in cui cercano, ognuno a suo modo, di liberarsi di quella ruggine esistenziale che stagna sulle loro vite insoddisfatte, posso dire che il fine è stato raggiunto solo in parte... se sono ben indagate le ragioni per le quali Lee, Poe e Isaac conducono una vita vuota e deludente a cui desiderano dare una svolta, dall'altra i personaggi non sono solo arrugginiti ma anche stagnanti, la volontà di cambiamento si tramuta in azioni che restano in fondo inconcludenti e che personalmente hanno reso la lettura a tratti snervante. Lo consiglio? Né sì né no...

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  • 4

    Ruggine Americana, nonostante la vicenda ad alta tensione, è un libro difficile. a tratti spigoloso. perchè affiancata alla vicenda c'è anche un lungo profilo psicologico dei personaggi, ognuno perso ...continue

    Ruggine Americana, nonostante la vicenda ad alta tensione, è un libro difficile. a tratti spigoloso. perchè affiancata alla vicenda c'è anche un lungo profilo psicologico dei personaggi, ognuno perso nei suoi pensieri, intento a rimuginare sulle azioni passate, a chiedersi qual è stato l'errore che ha dettato le proprie gesta. il tutto condito con un pseudo flusso di coscienza che rende la lettura anche più impegnativa. se si tolgono i pensieri dei protagonisti, la vicenda occuperebbe poche pagine in realtà, cioè quelle legate al vagabondare di Isaac ed alla detenzione in galera di Poe, la cui descrizione sembra uscita pari pari da un libro di Bunker. I pensieri però non sono scontati. sono, evidentemente, il frutto di un intenso lavoro psicologico da parte dell'autore (e se così non fosse, complimenti alla profondità di Meyer). inoltre, evitando avventurose fughe alla McCarty, Meyer mette Isaac di fronte alla dura realtà di una persona in fuga ai giorni nostri: la difficoltà materiale di sopravvivenza è predominante e c'è poco di avventuroso nel crearsi una nuova identità passato l'anno 2000. Il confronto con il secondo libro di Meyer "Il figlio" è impietoso, ma per l'immensa grandezza di quest'ultimo, non certo per i demeriti di questo esordio.

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  • 5

    La ruggine è quella che si forma sulle cose abbandonate, lasciate all'incuria, non più utilizzate come un tempo, proprio come le fabbriche che cessano di produrre e muoiono, con gli edifici che non ha ...continue

    La ruggine è quella che si forma sulle cose abbandonate, lasciate all'incuria, non più utilizzate come un tempo, proprio come le fabbriche che cessano di produrre e muoiono, con gli edifici che non hanno più una loro funzione, ma diventano ruderi, macerie, immagini di un passato e, inevitabilmente, lasciano il posto allo sfacelo. E il romanzo è appunto ambientato in una zona della costa orientale degli USA dove per decenni e decenni la produzione industriale legata all'acciaio aveva prosperato e dato lavoro e buone opportunità di vita a migliaia e migliaia di persone. Poi le grandi fabbriche avevano iniziato a chiudere e la povertà(assieme alla ruggine)si era impossessata della zona.

    L'americanità penso sia quella dei protagonisti, tutti ossessionati dal senso della sconfitta e dall'anelito continuo verso il successo che vedono sempre più lontano: era presente fino a poco prima, a portata di mano, bastava afferrarlo, scappare da quelle terre impoverite e ce l'avrebbero fatta. Ma non si scappa da se stessi, dai propri demoni. Lee, Harris, Poe, Isaac, Grace sono tutte persone che compiono delle scelte, che fanno, sbagliano e pagano le conseguenze.

    Philipp Meyer scrive un libro molto serrato, duro, segnato dalla malinconia che si manifesta a volte quando ti accorgi che tutto sta andando a fanculo e tu potevi essere da un'altra parte. La malinconia di non avercela fatta, senza averci mai provato fino in fondo. La malinconia di chi si sente legato ad un posto che lo sta portando a fondo. Quasi tutti i protagonisti potevano fare altro, andarsene, sposare uomini diversi, tentare strade(forse) fortunate. Invece sono rimasti. Sono caduti. Senza resurrezione. E adesso sono quello che la ruggine ha lasciato sopra di loro.

    La quinta stella è determinata dal fatto che questa è l'opera prima di Meyer ed essa, a mio modesto parere, è sembrata un esordio incredibilmente maturo e riuscito.

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