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American Rust

By

Publisher: Simon & Schuster UK

3.9
(250)

Language:English | Number of Pages: 384 | Format: eBook | In other languages: (other languages) Italian , Portuguese , German

Isbn-13: 9781847377203 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Softcover and Stapled , Paperback , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Travel

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Book Description
Set in a beautiful but dying Pennsylvania steel town, American Rust is a novel of the lost American dream and the desperation that arises from its loss. It is the story of two young men bound to the town by family, responsibility, inertia and the beauty around them who dream of a future beyond the factories, abandoned homes, and the polluted river.
Isaac is the smartest kid in town, left behind to care for his sick father after his mother commits suicide and his sister Lee moves away. Now Isaac wants out too. Not even his best friend, Billy Poe, can stand in his way: broad-shouldered Billy, always ready for a fight, still living in his mother's trailer. Then, on the very day of Isaac's leaving, something happens that changes the friends' fates and tests the loyalties of their friendship and those of their lovers, families, and the town itself.
Evoking John Steinbeck's novels of restless lives during the Great Depression, American Rust is an extraordinarily moving novel about the bleak realities that battle our desire for transcendance, and the power of love and friendship to redeem us.
Sorting by
  • 4

    3 stelle e 1/2

    Boh, per fortuna ho letto prima Il figlio, e recuperato Ruggine americana in seguito.
    Non so trovargli difetti se non una certa prevedibilità, però se lo avessi letto per primo non so se avrei avuto subito voglia di leggere qualcosa dello stesso autore. E invece.
    Consigliabile, comunq ...continue

    Boh, per fortuna ho letto prima Il figlio, e recuperato Ruggine americana in seguito.
    Non so trovargli difetti se non una certa prevedibilità, però se lo avessi letto per primo non so se avrei avuto subito voglia di leggere qualcosa dello stesso autore. E invece.
    Consigliabile, comunque, magari da leggere prendendosi un po' di tempo per una lettura lenta: non ha e non vuole avere, credo, un ritmo incalzante, e lentamente ne guadagna.

    said on 

  • 3

    noia periferica

    Ruggine americana è un romanzo praticamente perfetto. Ci sono personaggi dettagliati e credibili, ci sono i panorami, c'è la critica sociale, il sangue, e se non sbaglio anche un paio di tette. Questo romanzo è già un film di successo, con i colori di Winter's Bone, e potrebbe lanciare qualche gi ...continue

    Ruggine americana è un romanzo praticamente perfetto. Ci sono personaggi dettagliati e credibili, ci sono i panorami, c'è la critica sociale, il sangue, e se non sbaglio anche un paio di tette. Questo romanzo è già un film di successo, con i colori di Winter's Bone, e potrebbe lanciare qualche giovane star. Questo è uno di quei romanzi della nuova generazione USA, che ti fregano esattamente per il fatto che non sono LeCarrè, che un buon lettore è più o meno autorizzato a denigrare a cuor leggero, perché il giallo e la spy story non sono letteratura vera veramente. Però ha quella stessa malattia lì, quella di sapere più o meno già il tono, e forse pure la trama. Quello che mi è piaciuto è il cambio continuo della voce narrante, che non è originalissimo ma ci sta. Il problema è che sono tutti buoni, alla fine, anche chi ammazza, anche chi scappa, anche chi usa, anche chi tradisce. Sono tutti buoni perché sopra c'è una nuvolaccia nera, perché chiudono le fabbriche, e in questo paese non c'è nulla da fare, e ci sentiamo tutti un po' meno bene ultimamente, e abbiamo bisogno d'affetto, e comunque era tutto scritto fin dall'inizio, e che du palle.

    said on 

  • 4

    Un romanzo meraviglioso. Scritto in modo egregio, capace di usare molti registri diversi e di suscitare emozioni. Solo il finale forse non e' all'altezza di tutto il resto, come se volesse porre rimedio alla sconfinata desolazione che ha raccontato. Poteva avere un pizzico di coraggio in piu' e a ...continue

    Un romanzo meraviglioso. Scritto in modo egregio, capace di usare molti registri diversi e di suscitare emozioni. Solo il finale forse non e' all'altezza di tutto il resto, come se volesse porre rimedio alla sconfinata desolazione che ha raccontato. Poteva avere un pizzico di coraggio in piu' e affondare il colpo.

    said on 

  • 4

    Una banalità davvero stucchevole, signora mia, e al tempo stesso pretenziosa; su una base del genere puoi costruire tutto quello che vuoi, ma finirai sempre per raccontarmi una storia fiacca. Scritta benissimo, per carità, con tutte le più raffinate tecniche stilistico-attrattive delle scuole di ...continue

    Una banalità davvero stucchevole, signora mia, e al tempo stesso pretenziosa; su una base del genere puoi costruire tutto quello che vuoi, ma finirai sempre per raccontarmi una storia fiacca. Scritta benissimo, per carità, con tutte le più raffinate tecniche stilistico-attrattive delle scuole di scrittura creativa, e con alcuni passaggi naturistici davvero notevoli: ma fiacca. Con l’aggravante della funzione di sostanziale autocompatimento generazionale che Meyer attribuisce – non so quanto consapevolmente – al suo romanzo.

    Leggere Meyer è come andare da un medico che ti conferma la gravità del tuo problema perché guarda caso è lo stesso che ha anche lui, ma invece di suggerirti una cura, o anche solo un palliativo, si limita a scuotere la testa, accrescendo il tuo disagio.

    - http://holdenandcompany.com/2014/08/26/philipp-meyer-e-il-grande-romanzo-americano-1-ruggine-americana/

    said on 

  • 4

    Acciaio.

    Sono tutte collegate fra loro le figure di questo romanzo, e l'incedere della storia avanza lentamente in linea retta, passando dalla voce di una a quella dell'altra.
    Sembra quasi che la linea narrativa di Meyer corrisponda alla fuga di Isaac che fugge da Buell avendo per meta la California ...continue

    Sono tutte collegate fra loro le figure di questo romanzo, e l'incedere della storia avanza lentamente in linea retta, passando dalla voce di una a quella dell'altra.
    Sembra quasi che la linea narrativa di Meyer corrisponda alla fuga di Isaac che fugge da Buell avendo per meta la California.
    Isaac e il suo amico Billy Poe.
    Isaac e suo padre, e sua sorella Lee.
    Poe e sua madre Grace, e il poliziotto Harris, che cerca di proteggerlo dal guaio in cui si è cacciato insieme a Isaac.
    Siamo a Buell, Contea di Fayette, Pennsylvania. Fayette-nam, la chiamavano spesso.
    E già queste parole ci danno la misura dello scenario che si apre davanti ai nostri occhi: desolazione, abbandono, ruggine che corrode non solo gli scheletri degli stabilimenti delle acciaierie ormai in disuso da lungo tempo, ma anche gli animi di chi, come gli abitanti di Buell, ha visto la sua vita e il suo futuro sgretolarsi nel nulla, nell'assenza di lavoro e prospettive.
    Vite stanche, senza meta per giovani e anziani, per genitori e figli, vite che vengono aggrovigliate irrimediabilmente l'una all'altra dal drammatico episodio che coinvolge Isaac English e Billy Poe la notte in cui Isaac decide di andare via.
    Ognuno di loro, ognuna delle sei vite di cui Meyer decide di ascoltare i pensieri inconfessati, è un pezzetto di anima di Buell, un pezzetto di anima di quel grande angolo degli Stati Uniti, sfruttato e prosciugato, che è stato poi lasciato arrugginire al sole, alla neve, al vento.
    Meyer lo fa usando uno stile narrativo narrativo particolare, in cui mischia al racconto il parlare fra sé dei protagonisti - la voce interiore stanca e vinta di Grace, quella spaventata e rassegnata di Poe, quella che si incita ad andare avanti di Isaac, che arriva all'orecchio del lettore come uno strano miscuglio di pensieri ad alta voce e di una voce fuori campo che si rivolge a il ragazzo quasi prendendose gioco - e al quale alterna splendide descrizioni della natura di Buell e dei luoghi incontrati da Isaac nel suo camminare, la descrizione degli scheletri di cemento che sono disseminati tutt'intorno, paesaggi urbani desertficati e paesaggi intraurbani sovrappopolati come il carcere di Uniontown, paesaggi interiori come quello di Harris e della sua scelta estrema.
    È un diesel questo romanzo, procede con un andamento lento per quasi trequarti senza grandi brividi, forse anche annoiando un po' per l'assenza di un centro che dia profondità alla storia, ma è proprio nel momento in cui quell'andamento lento in linea retta inizia ad avvitarsi su se stesso fino a formare una spirale concentrica, che riprende quota, fino a farti capire, solo alla fine, che quel diesel era un turbo diesel.
    Un po' come la vita di Isaac English, quoziente intellettivo 167.

    Gran bella scrittura quella di Meyer, anche se ho preferito sicuramente Il Figlio, e grande passione, la sua, per i romanzi corali, anche se forse si sente la necessità, per il futuro (chissà, vedremo il prossimo romanzo), di una figura centrale in grado di catalizzare l'attenzione del lettore, di una storia capace di essere forte per tutte le oltre quattrocento pagine dei suoi romanzi.

    said on 

  • 4

    Quattro stelle e mezza

    Incerta tra quattro e cinque, con la voglia di riprenderlo in mano e rileggerlo (letto qualche estate fa) e il nervoso perché il tempo è sempre così poco (per cui anche la seria recensione seguirà quando si potrà).

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  • 5

    Un'America ferita ed abbandonata, lasciata a marcire agonizzante.

    Una bella storia tendente al noir, una tragedia si dipana sullo sfondo di una tragedia più grande, la decadenza di una città e della sua popolazione, la tragedia silenziosa di una società impotente di fronte alla deriva.
    Un'imprevedibile catena di eventi segneranno l'esistenza di due giovan ...continue

    Una bella storia tendente al noir, una tragedia si dipana sullo sfondo di una tragedia più grande, la decadenza di una città e della sua popolazione, la tragedia silenziosa di una società impotente di fronte alla deriva.
    Un'imprevedibile catena di eventi segneranno l'esistenza di due giovani amici e dell'intera comunitá in cui vivono. Un libro che lascia un profondo senso di precarietá.

    Ognuno trascina il suo fardello in silenzio, sopporta e va avanti.
    Da leggere ascoltando “Highway Rider” di Brad Mehldau.

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  • 3

    Che ansia e che tristezza mi hanno infuso queste pagine!!!
    Un bel romanzo, certo, una prosa senza sbavature, un grande narratore ma una vicenda difficile da digerire.

    Il romanzo mette in scena un sogno americano andato in frantumi, "arrugginito", come recita il titolo. Un'opera dal s ...continue

    Che ansia e che tristezza mi hanno infuso queste pagine!!!
    Un bel romanzo, certo, una prosa senza sbavature, un grande narratore ma una vicenda difficile da digerire.

    Il romanzo mette in scena un sogno americano andato in frantumi, "arrugginito", come recita il titolo. Un'opera dal sapore epico, dallo stile frammentato e caratterizzato dal passaggio repentino dalla terza alla prima persona singolare per entrare nella mente dei protagonisti; saltano tutti i canoni e i cliché del genere come salta anche la sintassi e la punteggiatura.
    Di certo un libro per palati forti, dalle tematiche decise, sempre velato dalla tristezza per un presente dominato da una crisi che mette sul lastrico tutti, non solo gli adulti ma soprattutto i più giovani, che non hanno più un futuro che non sia fatto di precarietà e delinquenza.
    Questa fase storica è rappresentata dai due protagonisti che potrebbero essere teoricamente dei vincenti, dei self made men se non vivessero nel posto sbagliato. Per loro il sogno americano funziona alla rovescia e si rivolta contro loro stessi.
    Isaac English è un ventenne gracile, piccolo, ma dall'acuta intelligenza, un piccolo genio con un alto quoziente intellettivo che però, invece di poter accedere ad una università prestigiosa ed aspirare ad una brillante carriera, si ritrova a dover accudire il padre ridotto su una sedia a rotelle dopo un incidente sul lavoro.
    Simile destino per Billy Poe, un gigante buono, non troppo intelligente, ma bravissimo nello sport, che invece di aspirare ad una carriera da giocatore professionista di football ha scelto il suo paesino sonnolento e quasi disabitato, senza più speranze, una vita vissuta in un trailer invece che una vera casa, un destino di delinquenza e prigione.
    Proprio questi due ragazzi, amici così diversi tra loro, ma che in un altro scenario avrebbero potuto essere dei vincenti, sono i protagonisti di questo romanzo cupo, destinati a nulla di buono dopo l'incontro con alcuni vagabondi in una notte di pioggia. La fuga per Isaac e il carcere per Poe sono scritti nei loro geni, destinati alla rovina come la ruggine che si posa su ogni cosa nel pese dove vivono, una città industriale ormai in rovina e allo sbando come le persone che ci vivono.

    Un filino deprimente e non molto estiva come lettura, però Meyer è di certo un nuovo grande autore americano.
    Da conoscere.

    said on 

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