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American Rust

By

Publisher: Simon & Schuster UK

3.9
(298)

Language:English | Number of Pages: 384 | Format: eBook | In other languages: (other languages) Italian , Portuguese , German

Isbn-13: 9781847377203 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Softcover and Stapled , Paperback , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Travel

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Book Description
Set in a beautiful but dying Pennsylvania steel town, American Rust is a novel of the lost American dream and the desperation that arises from its loss. It is the story of two young men bound to the town by family, responsibility, inertia and the beauty around them who dream of a future beyond the factories, abandoned homes, and the polluted river.
Isaac is the smartest kid in town, left behind to care for his sick father after his mother commits suicide and his sister Lee moves away. Now Isaac wants out too. Not even his best friend, Billy Poe, can stand in his way: broad-shouldered Billy, always ready for a fight, still living in his mother's trailer. Then, on the very day of Isaac's leaving, something happens that changes the friends' fates and tests the loyalties of their friendship and those of their lovers, families, and the town itself.
Evoking John Steinbeck's novels of restless lives during the Great Depression, American Rust is an extraordinarily moving novel about the bleak realities that battle our desire for transcendance, and the power of love and friendship to redeem us.
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  • 3

    Se lo scopo dell'autore era quello di raccontare la storia di tre giovani e del modo in cui cercano, ognuno a suo modo, di liberarsi di quella ruggine esistenziale che stagna sulle loro vite insoddisf ...continue

    Se lo scopo dell'autore era quello di raccontare la storia di tre giovani e del modo in cui cercano, ognuno a suo modo, di liberarsi di quella ruggine esistenziale che stagna sulle loro vite insoddisfatte, posso dire che il fine è stato raggiunto solo in parte... se sono ben indagate le ragioni per le quali Lee, Poe e Isaac conducono una vita vuota e deludente a cui desiderano dare una svolta, dall'altra i personaggi non sono solo arrugginiti ma anche stagnanti, la volontà di cambiamento si tramuta in azioni che restano in fondo inconcludenti e che personalmente hanno reso la lettura a tratti snervante. Lo consiglio? Né sì né no...

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  • 4

    Ruggine Americana, nonostante la vicenda ad alta tensione, è un libro difficile. a tratti spigoloso. perchè affiancata alla vicenda c'è anche un lungo profilo psicologico dei personaggi, ognuno perso ...continue

    Ruggine Americana, nonostante la vicenda ad alta tensione, è un libro difficile. a tratti spigoloso. perchè affiancata alla vicenda c'è anche un lungo profilo psicologico dei personaggi, ognuno perso nei suoi pensieri, intento a rimuginare sulle azioni passate, a chiedersi qual è stato l'errore che ha dettato le proprie gesta. il tutto condito con un pseudo flusso di coscienza che rende la lettura anche più impegnativa. se si tolgono i pensieri dei protagonisti, la vicenda occuperebbe poche pagine in realtà, cioè quelle legate al vagabondare di Isaac ed alla detenzione in galera di Poe, la cui descrizione sembra uscita pari pari da un libro di Bunker. I pensieri però non sono scontati. sono, evidentemente, il frutto di un intenso lavoro psicologico da parte dell'autore (e se così non fosse, complimenti alla profondità di Meyer). inoltre, evitando avventurose fughe alla McCarty, Meyer mette Isaac di fronte alla dura realtà di una persona in fuga ai giorni nostri: la difficoltà materiale di sopravvivenza è predominante e c'è poco di avventuroso nel crearsi una nuova identità passato l'anno 2000. Il confronto con il secondo libro di Meyer "Il figlio" è impietoso, ma per l'immensa grandezza di quest'ultimo, non certo per i demeriti di questo esordio.

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  • 5

    La ruggine è quella che si forma sulle cose abbandonate, lasciate all'incuria, non più utilizzate come un tempo, proprio come le fabbriche che cessano di produrre e muoiono, con gli edifici che non ha ...continue

    La ruggine è quella che si forma sulle cose abbandonate, lasciate all'incuria, non più utilizzate come un tempo, proprio come le fabbriche che cessano di produrre e muoiono, con gli edifici che non hanno più una loro funzione, ma diventano ruderi, macerie, immagini di un passato e, inevitabilmente, lasciano il posto allo sfacelo. E il romanzo è appunto ambientato in una zona della costa orientale degli USA dove per decenni e decenni la produzione industriale legata all'acciaio aveva prosperato e dato lavoro e buone opportunità di vita a migliaia e migliaia di persone. Poi le grandi fabbriche avevano iniziato a chiudere e la povertà(assieme alla ruggine)si era impossessata della zona.

    L'americanità penso sia quella dei protagonisti, tutti ossessionati dal senso della sconfitta e dall'anelito continuo verso il successo che vedono sempre più lontano: era presente fino a poco prima, a portata di mano, bastava afferrarlo, scappare da quelle terre impoverite e ce l'avrebbero fatta. Ma non si scappa da se stessi, dai propri demoni. Lee, Harris, Poe, Isaac, Grace sono tutte persone che compiono delle scelte, che fanno, sbagliano e pagano le conseguenze.

    Philipp Meyer scrive un libro molto serrato, duro, segnato dalla malinconia che si manifesta a volte quando ti accorgi che tutto sta andando a fanculo e tu potevi essere da un'altra parte. La malinconia di non avercela fatta, senza averci mai provato fino in fondo. La malinconia di chi si sente legato ad un posto che lo sta portando a fondo. Quasi tutti i protagonisti potevano fare altro, andarsene, sposare uomini diversi, tentare strade(forse) fortunate. Invece sono rimasti. Sono caduti. Senza resurrezione. E adesso sono quello che la ruggine ha lasciato sopra di loro.

    La quinta stella è determinata dal fatto che questa è l'opera prima di Meyer ed essa, a mio modesto parere, è sembrata un esordio incredibilmente maturo e riuscito.

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  • 2

    Del 2009.
    Scrive benissimo e dà un ritratto ben riuscito di una parte degli USA. Alcune riflessioni sono molto interessanti.
    Però la vicenda procede troppo lentamente, le riflessioni interessanti si p ...continue

    Del 2009.
    Scrive benissimo e dà un ritratto ben riuscito di una parte degli USA. Alcune riflessioni sono molto interessanti.
    Però la vicenda procede troppo lentamente, le riflessioni interessanti si perdono nella lentezza e nelle ripetizioni, i personaggi (arruginiti!) sono snervanti nella loro incapacità di uscire dalla stasi in cui si sono trovati.

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  • 5

    Bello, bellissimo questo romanzo pieno di fascino sia nella storia che nello stile. La storia è molto attuale, ambientato in una cittadina americana in piena crisi economica: disoccupati, giovani allo ...continue

    Bello, bellissimo questo romanzo pieno di fascino sia nella storia che nello stile. La storia è molto attuale, ambientato in una cittadina americana in piena crisi economica: disoccupati, giovani allo sbando incerti se andarsene o restare che cercano di trovarsi un lavoro per sostenere la famiglia, consapevoli che sia andarsene che restare richiedono soldi. La vita di tutti è senza prospettive, senza via d'uscita. Una donna (o un ragazzo) finisce a letto con un compagno di classe per mancanza di alternative, poi dopo cinque anni idem e alla fine se lo sposa. Insomma l'ambientazione è attuale, interessante, i personaggi entrano nel cuore anche se i migliori forse non sono i tre protagonisti: Billy, e Isaac e la sorella di quest'ultimo Lee ma a me sono piaciuti ancora di più la madre di Billy, Grace, e il poliziotto Bud Harris, veramente straordinari.
    Volendo trovare un neo alla storia, bellissima, bisogna dire che americanamente i buoni sono da una parte e i cattivi dall'altra. I buoni sono buoni fino in fondo e i cattivi idem, anche se la storia (che non è mediocre) maschera bene l'ingenuità di questo assunto portato fino alle sue estreme conseguenze: i buoni meritano di vivere e i cattivi di morire.
    Dal punto di vista stilistico il romanzo è veramente interessante perché è organizzato in modo incredibile. Ogni capitolo riporta un nome che corrisponde all'io pensante. In ogni capitolo c'è un io narrante (terza persona singolare) e un io pensante (prima persona) che a volte dialogano tra loro, cioè l'io narrante si rivolge all'io pensante con un tu. La narrazione fluida dell'io narrante è inframmezzata dall'io pensante che usa frasi brevi, incisive, in cui punteggiatura e grammatica non sono necessariamente rispettate in un connubio che secondo me è geniale e che alleggerisce molto la storia.

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  • 5

    Polvere, ruggine. Rimpianti per scelte sbagliate, rimanere immobili per non ferirsi o non ferire. Desolazione e sbando dell'American Scream, mentre la vita sfugge fra le dita. Un libro doloroso e bell ...continue

    Polvere, ruggine. Rimpianti per scelte sbagliate, rimanere immobili per non ferirsi o non ferire. Desolazione e sbando dell'American Scream, mentre la vita sfugge fra le dita. Un libro doloroso e bellissimo.

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  • 3

    Meno riuscito del " Figlio" dipinge un vasto affresco della Pensylvania nel momento in cui scoppia la crisi e crolla l'economia dell'acciaio. Un po'troppo prevedibile, meccanico nella contrapposizione ...continue

    Meno riuscito del " Figlio" dipinge un vasto affresco della Pensylvania nel momento in cui scoppia la crisi e crolla l'economia dell'acciaio. Un po'troppo prevedibile, meccanico nella contrapposizione dei capitoli che riportano le voci dei protagonisti trova dei buoni accenti nel descrivere gli ambienti e l'assurdo viaggio di Isaac.

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  • 4

    Un noir ambientato nell'America della crisi economica, non quella degli impiegati della Lehman che fanno gli scatoloni, ma della crisi vera che distrugge l'apparato industriale, riduce a una vita di m ...continue

    Un noir ambientato nell'America della crisi economica, non quella degli impiegati della Lehman che fanno gli scatoloni, ma della crisi vera che distrugge l'apparato industriale, riduce a una vita di miseria e di assistenza le popolazioni del centro USA, la possibilità di redenzione c"è ma la strada è stretta è difficile.

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  • 4

    3 stelle e 1/2

    Boh, per fortuna ho letto prima Il figlio, e recuperato Ruggine americana in seguito.
    Non so trovargli difetti se non una certa prevedibilità, però se lo avessi letto per primo non so se avrei avuto s ...continue

    Boh, per fortuna ho letto prima Il figlio, e recuperato Ruggine americana in seguito.
    Non so trovargli difetti se non una certa prevedibilità, però se lo avessi letto per primo non so se avrei avuto subito voglia di leggere qualcosa dello stesso autore. E invece.
    Consigliabile, comunque, magari da leggere prendendosi un po' di tempo per una lettura lenta: non ha e non vuole avere, credo, un ritmo incalzante, e lentamente ne guadagna.

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  • 3

    noia periferica

    Ruggine americana è un romanzo praticamente perfetto. Ci sono personaggi dettagliati e credibili, ci sono i panorami, c'è la critica sociale, il sangue, e se non sbaglio anche un paio di tette. Questo ...continue

    Ruggine americana è un romanzo praticamente perfetto. Ci sono personaggi dettagliati e credibili, ci sono i panorami, c'è la critica sociale, il sangue, e se non sbaglio anche un paio di tette. Questo romanzo è già un film di successo, con i colori di Winter's Bone, e potrebbe lanciare qualche giovane star. Questo è uno di quei romanzi della nuova generazione USA, che ti fregano esattamente per il fatto che non sono LeCarrè, che un buon lettore è più o meno autorizzato a denigrare a cuor leggero, perché il giallo e la spy story non sono letteratura vera veramente. Però ha quella stessa malattia lì, quella di sapere più o meno già il tono, e forse pure la trama. Quello che mi è piaciuto è il cambio continuo della voce narrante, che non è originalissimo ma ci sta. Il problema è che sono tutti buoni, alla fine, anche chi ammazza, anche chi scappa, anche chi usa, anche chi tradisce. Sono tutti buoni perché sopra c'è una nuvolaccia nera, perché chiudono le fabbriche, e in questo paese non c'è nulla da fare, e ci sentiamo tutti un po' meno bene ultimamente, e abbiamo bisogno d'affetto, e comunque era tutto scritto fin dall'inizio, e che du palle.

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