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American Rust

By Philipp Meyer

(1)

| eBook | 9781847377203

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Book Description

Set in a beautiful but dying Pennsylvania steel town, American Rust is a novel of the lost American dream and the desperation that arises from its loss. It is the story of two young men bound to the town by family, responsibility, inertia and the bea Continue

Set in a beautiful but dying Pennsylvania steel town, American Rust is a novel of the lost American dream and the desperation that arises from its loss. It is the story of two young men bound to the town by family, responsibility, inertia and the beauty around them who dream of a future beyond the factories, abandoned homes, and the polluted river.
Isaac is the smartest kid in town, left behind to care for his sick father after his mother commits suicide and his sister Lee moves away. Now Isaac wants out too. Not even his best friend, Billy Poe, can stand in his way: broad-shouldered Billy, always ready for a fight, still living in his mother's trailer. Then, on the very day of Isaac's leaving, something happens that changes the friends' fates and tests the loyalties of their friendship and those of their lovers, families, and the town itself.
Evoking John Steinbeck's novels of restless lives during the Great Depression, American Rust is an extraordinarily moving novel about the bleak realities that battle our desire for transcendance, and the power of love and friendship to redeem us.

59 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    noia periferica

    Ruggine americana è un romanzo praticamente perfetto. Ci sono personaggi dettagliati e credibili, ci sono i panorami, c'è la critica sociale, il sangue, e se non sbaglio anche un paio di tette. Questo romanzo è già un film di successo, con i colori d ...(continue)

    Ruggine americana è un romanzo praticamente perfetto. Ci sono personaggi dettagliati e credibili, ci sono i panorami, c'è la critica sociale, il sangue, e se non sbaglio anche un paio di tette. Questo romanzo è già un film di successo, con i colori di Winter's Bone, e potrebbe lanciare qualche giovane star. Questo è uno di quei romanzi della nuova generazione USA, che ti fregano esattamente per il fatto che non sono LeCarrè, che un buon lettore è più o meno autorizzato a denigrare a cuor leggero, perché il giallo e la spy story non sono letteratura vera veramente. Però ha quella stessa malattia lì, quella di sapere più o meno già il tono, e forse pure la trama. Quello che mi è piaciuto è il cambio continuo della voce narrante, che non è originalissimo ma ci sta. Il problema è che sono tutti buoni, alla fine, anche chi ammazza, anche chi scappa, anche chi usa, anche chi tradisce. Sono tutti buoni perché sopra c'è una nuvolaccia nera, perché chiudono le fabbriche, e in questo paese non c'è nulla da fare, e ci sentiamo tutti un po' meno bene ultimamente, e abbiamo bisogno d'affetto, e comunque era tutto scritto fin dall'inizio, e che du palle.

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    FAX said on Oct 16, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La grande tradizione del realismo americano riserva sempre ottime sorprese

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    Tanoe said on Sep 27, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    che delusione.

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    fiamma said on Sep 19, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Un romanzo meraviglioso. Scritto in modo egregio, capace di usare molti registri diversi e di suscitare emozioni. Solo il finale forse non e' all'altezza di tutto il resto, come se volesse porre rimedio alla sconfinata desolazione che ha raccontato. ...(continue)

    Un romanzo meraviglioso. Scritto in modo egregio, capace di usare molti registri diversi e di suscitare emozioni. Solo il finale forse non e' all'altezza di tutto il resto, come se volesse porre rimedio alla sconfinata desolazione che ha raccontato. Poteva avere un pizzico di coraggio in piu' e affondare il colpo.

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    Idreno said on Sep 9, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Una banalità davvero stucchevole, signora mia, e al tempo stesso pretenziosa; su una base del genere puoi costruire tutto quello che vuoi, ma finirai sempre per raccontarmi una storia fiacca. Scritta benissimo, per carità, con tutte le più raffinate ...(continue)

    Una banalità davvero stucchevole, signora mia, e al tempo stesso pretenziosa; su una base del genere puoi costruire tutto quello che vuoi, ma finirai sempre per raccontarmi una storia fiacca. Scritta benissimo, per carità, con tutte le più raffinate tecniche stilistico-attrattive delle scuole di scrittura creativa, e con alcuni passaggi naturistici davvero notevoli: ma fiacca. Con l’aggravante della funzione di sostanziale autocompatimento generazionale che Meyer attribuisce – non so quanto consapevolmente – al suo romanzo.

    Leggere Meyer è come andare da un medico che ti conferma la gravità del tuo problema perché guarda caso è lo stesso che ha anche lui, ma invece di suggerirti una cura, o anche solo un palliativo, si limita a scuotere la testa, accrescendo il tuo disagio.

    - http://holdenandcompany.com/2014/08/26/philipp-meyer-e-…

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    Holden & Company said on Aug 27, 2014 | Add your feedback

  • 8 people find this helpful

    Acciaio.

    Sono tutte collegate fra loro le figure di questo romanzo, e l'incedere della storia avanza lentamente in linea retta, passando dalla voce di una a quella dell'altra.
    Sembra quasi che la linea narrativa di Meyer corrisponda alla fuga di Isaac che fug ...(continue)

    Sono tutte collegate fra loro le figure di questo romanzo, e l'incedere della storia avanza lentamente in linea retta, passando dalla voce di una a quella dell'altra.
    Sembra quasi che la linea narrativa di Meyer corrisponda alla fuga di Isaac che fugge da Buell avendo per meta la California.
    Isaac e il suo amico Billy Poe.
    Isaac e suo padre, e sua sorella Lee.
    Poe e sua madre Grace, e il poliziotto Harris, che cerca di proteggerlo dal guaio in cui si è cacciato insieme a Isaac.
    Siamo a Buell, Contea di Fayette, Pennsylvania. Fayette-nam, la chiamavano spesso.
    E già queste parole ci danno la misura dello scenario che si apre davanti ai nostri occhi: desolazione, abbandono, ruggine che corrode non solo gli scheletri degli stabilimenti delle acciaierie ormai in disuso da lungo tempo, ma anche gli animi di chi, come gli abitanti di Buell, ha visto la sua vita e il suo futuro sgretolarsi nel nulla, nell'assenza di lavoro e prospettive.
    Vite stanche, senza meta per giovani e anziani, per genitori e figli, vite che vengono aggrovigliate irrimediabilmente l'una all'altra dal drammatico episodio che coinvolge Isaac English e Billy Poe la notte in cui Isaac decide di andare via.
    Ognuno di loro, ognuna delle sei vite di cui Meyer decide di ascoltare i pensieri inconfessati, è un pezzetto di anima di Buell, un pezzetto di anima di quel grande angolo degli Stati Uniti, sfruttato e prosciugato, che è stato poi lasciato arrugginire al sole, alla neve, al vento.
    Meyer lo fa usando uno stile narrativo narrativo particolare, in cui mischia al racconto il parlare fra sé dei protagonisti - la voce interiore stanca e vinta di Grace, quella spaventata e rassegnata di Poe, quella che si incita ad andare avanti di Isaac, che arriva all'orecchio del lettore come uno strano miscuglio di pensieri ad alta voce e di una voce fuori campo che si rivolge a il ragazzo quasi prendendose gioco - e al quale alterna splendide descrizioni della natura di Buell e dei luoghi incontrati da Isaac nel suo camminare, la descrizione degli scheletri di cemento che sono disseminati tutt'intorno, paesaggi urbani desertficati e paesaggi intraurbani sovrappopolati come il carcere di Uniontown, paesaggi interiori come quello di Harris e della sua scelta estrema.
    È un diesel questo romanzo, procede con un andamento lento per quasi trequarti senza grandi brividi, forse anche annoiando un po' per l'assenza di un centro che dia profondità alla storia, ma è proprio nel momento in cui quell'andamento lento in linea retta inizia ad avvitarsi su se stesso fino a formare una spirale concentrica, che riprende quota, fino a farti capire, solo alla fine, che quel diesel era un turbo diesel.
    Un po' come la vita di Isaac English, quoziente intellettivo 167.

    Gran bella scrittura quella di Meyer, anche se ho preferito sicuramente Il Figlio, e grande passione, la sua, per i romanzi corali, anche se forse si sente la necessità, per il futuro (chissà, vedremo il prossimo romanzo), di una figura centrale in grado di catalizzare l'attenzione del lettore, di una storia capace di essere forte per tutte le oltre quattrocento pagine dei suoi romanzi.

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    Piperitapitta said on Aug 18, 2014 | 7 feedbacks

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