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American Tabloid

Di

Editore: A. Mondadori (I miti; 206)

4.3
(1942)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 747 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo , Portoghese

Isbn-10: 8804498617 | Isbn-13: 9788804498612 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Stefano Bortolussi

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
J. Edgar Hoover, capo dell'FBI, Jimmy Hoffa, presidente del sindacato deitrasporti, Howard Hughes, editore miliardario, Robert Kennedy, senatore, JohnF. Kennedy, senatore e poi presidente degli Stati Uniti. Tra il 1958 e il1963 questi erano gli uomini che tenevano in pugno l'America. Ma erano anche iprotagonisti di una guerra sporca e segreta, affidata a spie corrotte etrafficanti di droga, a killer e prostitute. In questo romanzo, con un tonoamaro e violento, James Ellroy racconta la storia di un'America senza eroi.Un'America che ha perso anche il ricordo dell'onore e dell'innocenza.
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  • 5

    non leggetelo se:
    detestate il noir politico;
    non sopportate che vi si infrangano certi sogni di innocenza;
    ritenete che la vostra dietrologia sia meglio di quella altrui;
    non avete la capacità o l'in ...continua

    non leggetelo se:
    detestate il noir politico;
    non sopportate che vi si infrangano certi sogni di innocenza;
    ritenete che la vostra dietrologia sia meglio di quella altrui;
    non avete la capacità o l'interesse per seguire le raffinatezze, i complotti e la violenza di una miriade di personaggi che coprono tutte le sfumature di nero, nè le loro acrobazie fra doppi e tripli giochi;
    pensate di non avere il tempo, dopo 750 pagine, di buttarvi a capofitto in altre 1600 o giù di lì;
    credete negli unicorni al potere;
    l'affermazione che "i fatti possono essere manipolati affinchè si conformino a qualsiasi tesi" non vi stuzzica nemmeno un po'.
    altrimenti, lasciatemi fumare una sigaretta e forse, se mi ripiglio da quest'orgia di intrighi, vi spiegherò perchè secondo me invece dovreste.

    ha scritto il 

  • 0

    Abbandonato

    Dopo 70 pagine non ho ancora capito chi sia/siano il/i protagonista/i e non ho alcuna idea di quale sia l'intreccio. 70 pagine su 660 sono ben poche, ma leggere un romanzo senza capire assolutamente n ...continua

    Dopo 70 pagine non ho ancora capito chi sia/siano il/i protagonista/i e non ho alcuna idea di quale sia l'intreccio. 70 pagine su 660 sono ben poche, ma leggere un romanzo senza capire assolutamente niente non mi riesce...

    ha scritto il 

  • 4

    Siamo alle solite con Ellroy, uno che alterna pagine e momenti eccezionali a tanta noia. Uno che crea personaggi significativi, per poi sciuparli senza un perché. Uno che spende tempo e risorse in ric ...continua

    Siamo alle solite con Ellroy, uno che alterna pagine e momenti eccezionali a tanta noia. Uno che crea personaggi significativi, per poi sciuparli senza un perché. Uno che spende tempo e risorse in ricerche storiche per poi giostrare male i ruoli secondari (tutti ispirati, in questo caso a figure realmente esistite). Per me sa scrivere anche bene, sebbene si sia gradualmente buttato via anche da questo punto di vista.
    Il libro è comunque molto significativo e godibile, alla fine resta quello che ho apprezzato di più tra i suoi: il punto di forza è la ricostruzione dell'ambiente dei «reietti», tra profughi cubani e Ku Klux Klan e di come questi sono stati in grado di incidere sulla storia americana. Dovrò leggere almeno il seguito, però.

    ha scritto il 

  • 0

    Potente

    da tempo non mi capitava di godere così tanto dalla lettura di un libro. Ellroy scrive in modo asciutto e in certo modo elegante ma allo stesso tempo riesce a trasmettere un nugolo di emozioni e a car ...continua

    da tempo non mi capitava di godere così tanto dalla lettura di un libro. Ellroy scrive in modo asciutto e in certo modo elegante ma allo stesso tempo riesce a trasmettere un nugolo di emozioni e a caratterizzare in maniera fantastica i suoi personaggi. Kemper, Pete e Ward diventeranno presto vostri compagni di scorribande. Per quanto riguarda la storia la conosciamo più o meno tutti. Certo questa è la versione di Ellroy ma puzza tanto di verosimiglianza.

    ha scritto il 

  • 5

    Puro stile Ellroy

    Le solite atmosfere di un'America decadente, violenta e spietata, dove i delinquenti lavorano a fianco dei buoni, e a volte sono perfino meno pericolosi. Una ricostruzione di una storia nota a tutti, ...continua

    Le solite atmosfere di un'America decadente, violenta e spietata, dove i delinquenti lavorano a fianco dei buoni, e a volte sono perfino meno pericolosi. Una ricostruzione di una storia nota a tutti, che potrebbe benissimo corrispondere a realtà. Chissà...
    Consigliatissimo!!!

    ha scritto il 

  • 3

    Capisco cosa motiva l'entusiasmo dei fan di Ellroy ma non sono tra quelli.
    La sua ossessione per il lato oscuro finisce per sembrarmi altrettanto stucchevole che il buonismo.
    Tuttavia, scrive senz'alt ...continua

    Capisco cosa motiva l'entusiasmo dei fan di Ellroy ma non sono tra quelli.
    La sua ossessione per il lato oscuro finisce per sembrarmi altrettanto stucchevole che il buonismo.
    Tuttavia, scrive senz'altro molto bene (e star dietro a quel suo americano non è facile) e alcuni capitoli sono davvero dei capolavori. Ma l'intero volume per me è stato davvero troppo.

    ha scritto il 

  • 5

    Potente. E' il primo aggettivo che mi viene in mente strappandomi via da queste 750 pagine dense di storia e finzione. Potente come lo sa essere la letteratura quando smaschera le crepe della realtà, ...continua

    Potente. E' il primo aggettivo che mi viene in mente strappandomi via da queste 750 pagine dense di storia e finzione. Potente come lo sa essere la letteratura quando smaschera le crepe della realtà, si infiltra come gramigna e narra un possibile che è più vero del vero. Le trame di un paese privo di innocenza, l'America degli anni '50-'60, si annodano intorno a mafia, droga, questione cubana, FBI, CIA, complotti, sindacalisti corrotti. E' l'America dei Kennedy, quella troppo spesso letta in chiave agiografica, che Ellroy manda a gambe all'aria. JFK puttaniere e vanesio, Bobby integralista e meschino, il clan intero invischiato con la malavita... Una fotografia impietosa e, insieme, liberatoria: il re è nudo, non esistono buoni o cattivi, solo un'amalgama che non si può dipanare. E su questo schermo storico si muovono tre eccezionali figure di finzione, i protagonisti del libro, che incarnano con sfumature diverse la spregiudicata attrazione dell'annichilimento. Non sono personaggi piatti, del tutto privi di valori, anzi. Si dibattono tra amore e idealismo, attrazione del potere e debolezze umane. Nessuno di loro può essere salvato, secondo i canoni di una comune morale. Ma i libri, grazie a dio, sono un'altra cosa, e Kemper, Pete e Ward sono tre meravigliosi esempi dell'innocenza perduta dell'America kennedyana.

    ha scritto il 

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