American Tabloid

Di

Editore: A. Mondadori (I miti; 206)

4.3
(1997)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 747 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo , Portoghese

Isbn-10: 8804498617 | Isbn-13: 9788804498612 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Stefano Bortolussi

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
J. Edgar Hoover, capo dell'FBI, Jimmy Hoffa, presidente del sindacato deitrasporti, Howard Hughes, editore miliardario, Robert Kennedy, senatore, JohnF. Kennedy, senatore e poi presidente degli Stati Uniti. Tra il 1958 e il1963 questi erano gli uomini che tenevano in pugno l'America. Ma erano anche iprotagonisti di una guerra sporca e segreta, affidata a spie corrotte etrafficanti di droga, a killer e prostitute. In questo romanzo, con un tonoamaro e violento, James Ellroy racconta la storia di un'America senza eroi.Un'America che ha perso anche il ricordo dell'onore e dell'innocenza.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    James Ellroy - American Tabloid

    American Tabloid è il primo frammento della trilogia americana che narra una miscela di fatti realmente accaduti e di fatti inventati relativi al periodo stelle e strisce che va dal 1958 al 1963 (fino ...continua

    American Tabloid è il primo frammento della trilogia americana che narra una miscela di fatti realmente accaduti e di fatti inventati relativi al periodo stelle e strisce che va dal 1958 al 1963 (fino al giorno dell'assassinio di Kennedy). Per poter fruire in maniera direi quantomeno godibile di questo romanzo bisogna avere qualche prerequisito: prima di tutto molta attenzione in quanto l'intreccio è, come di consuetudine ellroyana, parecchio elaborato; poi bisogna un minimo conoscere le vicende politiche narrate nonché un pò di storia recente americana (ma qui basta anche guardarsi qualche film) ed infine direi che deve sicuramente piacere il genere noir misto intrigo politico, misto corruzione, droga, mafia e altro ancora, ma in questo caso credo che chi si cimenta con questo scrittore sa benissimo a cosa va incontro.

    American Tabloid è un romanzo corale frutto di tre protagonisti principali: Pete Bondurant, Kemper Boyd e Ward Littell. Le loro vicende si intrecceranno con quelle di personaggi sia reali, sia fittizzi, con doppi, tripli ed anche quadrupli giochi. Ellroy come di consueto non crea eroi, miti o uomini senza macchia, tutti hanno debolezze, tutti sono umani e fallaci, difficilmente troviamo il belloccio sul cavallo bianco, non sarebbe da Ellroy mi verrebbe da dire. L'autore scava nel fango, nella corruzione, presentando un ritratto dell'America non proprio lindo e pulito, anzi proprio il contrario, a partire dal suo presidente per finire con i suoi lacchè. Come si dice in ouverture “L'America non è mai stata innocente”.

    Volendo fare un confronto con la quadrilogia di Los Angeles ho notato che questo American Tabloid è un libro molto più politico. Meno “malato” se mi viene passato il termine, nel senso che certi omicidi descritti con crudezza nel quartetto losangeliano qui non ci sono, però ritornano alcuni cavalli di battaglia di questo scrittore come l'ossessione, il gusto di spiare dal buco della serratura, la corruzione della polizia e delle istituzioni in generale, in questo caso ovviamente a respiro molto ampio, coinvolgendo infatti politica a livelli molto elevati. Reputo L. A. Confidential superiore rispetto ad American Tabloid soprattutto per l'intreccio e per un finale che nel caso di questo libro non mi ha convinto molto. Un po' troppo confusionario per i miei gusti. Però la qualità rimane altissima, un quattro stelle e mezzo. La voglia di iniziare subito Sei pezzi da mille è tanta, ma preferisco lasciar decantare un po' il tutto per non fare indigestione.

    ha scritto il 

  • 5

    Sono passati sei anni da quando lessi questo libro.
    Non sono mai riuscita a scrivere un commento: fu una lettura non facile, anche se affascinante. L'orrore e il disagio per la brutalità dei fatti rac ...continua

    Sono passati sei anni da quando lessi questo libro.
    Non sono mai riuscita a scrivere un commento: fu una lettura non facile, anche se affascinante. L'orrore e il disagio per la brutalità dei fatti raccontati, il disprezzo per i personaggi, pronti a qualunque efferatezza per denaro e potere, erano, ricordo perfettamente, una vera e propria calamita. Divorai le quasi seicento pagine in pochissimi giorni.
    La scrittura di Ellroy mi impressionò moltissimo: cruda e realistica oltre ogni misura, ma anche ironica e capace di "radiografare" in modo superlativo la psicologia di personaggi fantastici come Kemper Boyd, Pete Bondourant e Ward Littell. Una scrittura così efficace da rendere in maniera riuscitissima l'intreccio tra Storia reale, con i suoi reali protagonisti e le sue vicende, e storia inventata con i personaggi fittizi. Difficile distinguere la realtà dalla finzione. Lo so, è un'affermazione banale, ma non riesco a dirla che così.
    Dicevo di non essere mai riuscita a commentare prima di oggi questo romanzo e non so perchè, nonostante ci abbia provato. Probabilmente la lettura mi ha travolto e scossa a tal punto da non riuscire a trovare le parole per raccontarlo. O forse il fatto di avere avuto un debole per personaggi così malvagi, così terribilmente affascinanti mi ha messo in difficoltà. O forse infine mi ha spiazzato la demolizione di uno dei miei miti di bambina, JFK.
    Oggi posso dire con un certo distacco e una certa tranquillità che American tabloid è uno dei romanzi della mia vita.

    ha scritto il 

  • 0

    Decisamente no...

    Non ci siamo proprio. Troppi personaggi, troppe storie intrecciate, insomma troppa confusione. Nonostante abbia tentato di proseguire la lettura più di una volta, non ci sono proprio riuscita. Ogni vo ...continua

    Non ci siamo proprio. Troppi personaggi, troppe storie intrecciate, insomma troppa confusione. Nonostante abbia tentato di proseguire la lettura più di una volta, non ci sono proprio riuscita. Ogni volta che pensavo di aver capito finalmente i meccanismi del libro la trama si faceva ancora più complicata, portandomi inevitabilmente a perdere il filo della storia. In definitiva lo sconsiglio.

    ha scritto il 

  • 5

    L'America non è mai stata innocente

    Odierò per sempre James Ellroy per avermi raccontato uno spaccato della storia degli Stati Uniti come nessuno fino ad ora aveva fatto. Non avevo dubbi sul fatto che la mia idea di JFK fosse molto miti ...continua

    Odierò per sempre James Ellroy per avermi raccontato uno spaccato della storia degli Stati Uniti come nessuno fino ad ora aveva fatto. Non avevo dubbi sul fatto che la mia idea di JFK fosse molto mitizzata dalla sua tragica e misteriosa (?) fine, dal fascino che quegli anni hanno sempre suscitato in me, ma ignoravo gran parte delle macchinazioni dietro la sua ascesa al potere e alla sua caduta. Per carità è un romanzo, ma temo non si discosti molto dalla realtà.
    Riassumerne la trama è impossibile, ci sono talmente tanti fatti raccontati che meriterebbe una rilettura, posso dire solo che è scritto divinamente, la mole spaventa ma le pagine scorrono veloci!

    ha scritto il 

  • 4

    "L'America non è mai stata innocente". Queste le prime parole del romanzo e queste sono le parole che ti rimangono quando arrivi alla fine di questo libro crudo, spietato, maledetto.
    Durante una inter ...continua

    "L'America non è mai stata innocente". Queste le prime parole del romanzo e queste sono le parole che ti rimangono quando arrivi alla fine di questo libro crudo, spietato, maledetto.
    Durante una intervista a Ellroy, recentemente a Torino, gli ho sentito dire:
    > eppure risulta difficile pensare che il contenuto circostanziato e minuzioso di questo romanzo epico sia frutto di fantasia, seppure malata, viene piuttosto da riflettere sul fatto che sia stato scritto a seguito della decisione di Bill Clinton di rimuovere il segreto sugli archivi CIA, sulle voci che circolano sullo stuolo di collaboratori di cui Ellroy si circonda per farsi coadiuvare nelle ricerche.
    La cosa più impressionante, tuttavia, è la maestria con cui sia riuscito a romanzare, dando un ritmo quasi cinematografico, una serie di dati, intercettazioni, documenti riservati, rapporti delle agenzie e investigazioni.
    La grande Storia americana a cavallo fra gli anni ’50 e ’60 : Cia, Fbi, Ku Klux Klan, Cuba, Castro, il narcotraffico, Edgar Hoveer, Howard Hughes, Jimmy Hoffa, la mafia, i Kennedy
    I nomi presenti sono quelli reali, i fatti quelli storici, noti o meno che ti fanno dire, per tutta la durata della lettura : “ecco, sì, questo lo immaginavo”.
    E su tutto: il Desiderio, che tutto domina e dispone.
    Desiderio di potere, di denaro, di sesso, di droga, di successo, che ammorba anche le più alte ideologie.
    Ellroy descrive tutto questo con penna intinta nel testosterone e un ritmo incalzante che ti inchioda alla pagina senza concedere un attimo di respiro.
    L’uomo non è mai stato innocente, questo è il pensiero che si presenta puntuale quando chiudi il libro, perché è questo il sottobosco che ha animato la storia dell’umanità in ogni epoca e latitudine.

    ha scritto il 

  • 2

    Faticosissimo. Continuato perché l'argomento mi interessava moltissimo e volevo vedere fino a che punto poteva spingersi la commistione di malaffare e politica, è educativo saperlo, ma mi è costata ta ...continua

    Faticosissimo. Continuato perché l'argomento mi interessava moltissimo e volevo vedere fino a che punto poteva spingersi la commistione di malaffare e politica, è educativo saperlo, ma mi è costata tanta volontà arrivare alla fine.

    ha scritto il 

  • 5

    Un grande romanzo, un grande scrittore, un grande affresco di un periodo della storia americana denso di luci ed ombre. Un'impalcatura narrativa che richiede un grosso impegno da parte del lettore che ...continua

    Un grande romanzo, un grande scrittore, un grande affresco di un periodo della storia americana denso di luci ed ombre. Un'impalcatura narrativa che richiede un grosso impegno da parte del lettore che potrebbe andare in affanno di fronte ai molteplici personaggi (reali e di fantasia), a tutti i loro doppi, tripli giochi, a ciò che pensano veramente, alle tante psicologie talvolta brutali, talvolta deboli, ma sempre verosimili. Affascinante l'uso alterno di narrazione classica e di stralci di documenti riservati, intercettazioni telefoniche e ambientali, con tutte le modalità linguistiche dei vari gruppi etnici, politici e malavitosi. Passo al secondo volume della serie con l'entusiasmo di aver trovato un autore abile, maturo e fortemente intrigante.

    ha scritto il 

  • 5

    Bello!!!!

    Un grande libro che ripercorre la storia americana dal 1959 al 1963 (assassinio Kennedy).

    Lo stile di Ellroy non rientra fra i miei preferiti ma bisogna dare atto all'autore di saper reggere benissimo ...continua

    Un grande libro che ripercorre la storia americana dal 1959 al 1963 (assassinio Kennedy).

    Lo stile di Ellroy non rientra fra i miei preferiti ma bisogna dare atto all'autore di saper reggere benissimo una storia davvero molto complessa e con molti personaggi.
    Il libro ardisce addirittura a colmare alcune lacune relative all'omicidio Kennedy, riuscendo nell'intento in maniera davvero brillante....sarà solo fantasia dell autore o le cose saranno andate davvero cosi?
    Oggi sappiamo che Ellroy ha azzeccato la versione qui narrata oltre ogni ottimistica previsione...
    Una grande opera, che non dimenticherete tanto presto, con alcuni punti un po noiosi ma con altri di grande potenza narrativa.

    ha scritto il 

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