Cosa sappiamo dell'America? Ogni giorno la vediamo in televisione, la sogniamo al cinema, la incontriamo nei libri e su Internet. Crediamo di conoscerla a fondo. Ci illudiamo di poterla amare o odiare semplicemente in base a un nostro schema mentale o a un'idea preconcetta. Ma il nuovo libro di BernContinue
Cosa sappiamo dell'America? Ogni giorno la vediamo in televisione, la sogniamo al cinema, la incontriamo nei libri e su Internet. Crediamo di conoscerla a fondo. Ci illudiamo di poterla amare o odiare semplicemente in base a un nostro schema mentale o a un'idea preconcetta. Ma il nuovo libro di Bernard-Henri Lévy ci farà ricredere: la maggior parte delle nostre idee sull'America non corrisponde alla realtà. La nazione a stelle e strisce da cui oggi dipendono le sorti del mondo è un colossale e sfaccettato enigma. Sulle orme del suo celebre connazionale Alexis de Tocqueville - che tra il 1831 e il 1832 attraversò gli Stati Uniti e li raccontò nel suo capolavoro, "La democrazia in America" - Bernard-Henri Lévy ha viaggiato per quasi un anno, 'coast to coast', da un capo all'altro di un Paese sterminato, dai mille colori e dai mille volti. Il risultato è "American Vertigo", un diario di viaggio, ma anche un 'road movie' che si snoda per migliaia di chilometri, attraverso luoghi, personaggi, fotogrammi della cultura di un popolo. Lungo "la strada" - uno dei grandi miti americani, da Kerouac in poi - Lévy scopre e ci racconta un'America vera, profonda, vista al di là di ogni luogo comune e di ogni facile stereotipo. Nel suo viaggio incontra politici e scrittori, miliardari e persone qualunque. Dalla lussuosa villa californiana di Sharon Stone al filo spinato di Guantanamo, da una riserva indiana a una comunità amish, da un penitenziario a uno strip club, da Woody Allen a John Kerry: Lévy smaschera e mette a nudo l'America di oggi. Una terra di contraddizioni insolute e forti tensioni sociali, oggi più che mai posta di fronte ai pericoli della "tirannia della maggioranza", ma anche l'unica superpotenza democratica mondiale del nuovo secolo. Bernard-Henri Lévy, che in "Chi ha ucciso Daniel Pearl?" si è addentrato negli abissi del fondamentalismo islamico con un coraggioso romanzo-inchiesta, dà vita in questo suo nuovo lavoro al magistrale ritratto di una nazione smisurata ed eccessiva, ma salda sui suoi principi, tanto da offrire un modello per una riflessione approfondita sulla natura stessa della democrazia occidentale.