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Americana

By Don DeLillo

(754)

| Paperback | 9788806189877

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Book Description

Ventotto anni, bello, manager di una grande rete televisiva: David Bell è il sogno americano diventato realtà. Cinico yuppie ante litteram nella New York degli anni Settanta, si nutre delle stesse immagini che trasmette il suo network. Ma dalla vetta Continue

Ventotto anni, bello, manager di una grande rete televisiva: David Bell è il sogno americano diventato realtà. Cinico yuppie ante litteram nella New York degli anni Settanta, si nutre delle stesse immagini che trasmette il suo network. Ma dalla vetta del successo, gli si spalanca davanti un vuoto insostenibile. Decide così di lasciare il suo ufficio a Manhattan e di iniziare un pellegrinaggio nel cuore dell'America a bordo di un camper con tre improbabili compagni e la cinepresa in spalla. Il suo piano: filmare la vita della gente comune nelle piccole città di provincia. Un viaggio per catturare i volti veri, la rabbia, i conflitti di cui è intessuto il paese. E il film della sua vita, il suo film, il folle tentativo di scrivere un pezzo di storia americana, con l'arma di un umorismo raggelante e con gli scarti della cultura di massa.

148 Reviews

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  • 1 person finds this helpful


    un libro bellissimo: una scansione profonda della società americana (ed ormai non solo americana) alimentata da una consistente ironia che scema leggermente nella parte finale del libro.

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    Tambay said on Aug 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Nei libri di De Lillo non conta la meta, bensì il viaggio.
    Ogni volta che finisco di leggere uno dei suoi romanzi mi pento di non aver mai preso l'abitudine di sottolineare passaggi e frasi. Questo per estrapolare l'essenza dell'opera e per distillar ...(continue)

    Nei libri di De Lillo non conta la meta, bensì il viaggio.
    Ogni volta che finisco di leggere uno dei suoi romanzi mi pento di non aver mai preso l'abitudine di sottolineare passaggi e frasi. Questo per estrapolare l'essenza dell'opera e per distillarne un senso compiuto e univoco.
    A lettura finita, rimane sempre un senso di smarrimento.

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    Pacladam said on Apr 15, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Tutti al mondo desiderano rassicurazione. E' la monetina che infilano nel distributore di realtà. Non importa se dal distributore esce qualcosa o meno, purché la monetina venga restituita.

    Americana non ha esercitato su di me la stessa malìa di Underworld, tuttavia ho apprezzato molto la prima parte, nella quale DeLillo affronta il malessere esistenziale dell'uomo moderno catturato nella rete delle grandi aziende e dei media:

    "A volte ...(continue)

    Americana non ha esercitato su di me la stessa malìa di Underworld, tuttavia ho apprezzato molto la prima parte, nella quale DeLillo affronta il malessere esistenziale dell'uomo moderno catturato nella rete delle grandi aziende e dei media:

    "A volte mi veniva da pensare che tutti noi del network esistessimo solo su videotape. Le nostre azioni, le nostre parole avevano un che di già trascorso. Tutte cose dette e fatte già da tempo, che poi venivano congelate e immagazzinate in attesa di essere trasmesse e ritrasmesse non appena disponibile uno spazio nel palinsesto. La sensazione diffusa era che da un momento all'altro qualche mignolo omicida potesse premere un bottone e cancellarci per l'eternità.
    Quegli istanti nel bagno in compagnia di dieci uomini intenti a lustrarsi i denti erano forse i peggiori in assoluto. Era come se fossimo segnali radio, e attraversavamo tempo e spazio a intermittenza, come in uno spot pubblicitario di cui è impossibile occultare la follia."

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    e-bookworm (do androids dream of electric sheep?) said on Mar 7, 2014 | Add your feedback

  • 14 people find this helpful

    Burt Lancaster sotto la luna bello come un Dio.

    1971- Don DeLillo esordisce con Americana e subito si colloca in quella corrente di scrittori celebri che furono (e sono) la coscienza critica della società consumistica americana.

    David Bell è bello, giovane, brillante, manager affermato in un net ...(continue)

    1971- Don DeLillo esordisce con Americana e subito si colloca in quella corrente di scrittori celebri che furono (e sono) la coscienza critica della società consumistica americana.

    David Bell è bello, giovane, brillante, manager affermato in un network di successo. Rappresenta perfettamente lo stereotipo dello yuppie rampante tanto in voga qualche decennio fa. Se la gode alla grande nel suo ufficio super lux in cima a Manhattan, fra blande riunioni e colleghi spietatamente defenestrati come birilli al bowling. Qualche bevuta e un po’ di sesso tanto per spezzare la noia.
    Quando si guarda allo specchio la sua bellezza gli trasmette forza e identità ed è come una terapia psicologica, che lo rimanda direttamente all’immagine superbamente mascolina di Burt Lancaster in Da qui all’eternità. Nudo, illuminato dalla luna, stillante acqua marina. Di una bellezza perfetta, intagliata nell’io in formazione di intere generazioni di americani, e non solo.
    Se la gode alla grande fino a un certo punto. Il punto in cui la sua vita gli si rivela all’improvviso come l'eco dei miti consumistici, fatti di vuoto, apparenza, fatuità.
    Da qui la fuga. Il viaggio catartico verso Ovest. In cerca del reale.

    Ci sono passaggi molto belli, di bellezza narrativa, di bellezza innovativa sperimentale, di bellezza analitica acuminata. C’è tanta intelligenza e talento, con qualche eccesso poco riuscito e un finale che devia nella banalità. Ma c’è già tanta roba.

    “Volevo partire in quarta verso le pianure del Nord e arrampicarmi ascoltando Bartok sulle Montagne Rocciose, fra le canzoni dei cowboy e il suono strascicato erboso e nasale dei banjo, e poi l’Oregon, il mare in lontananza viscido di foche.”

    “Volevo liberarmi da quel montaggio di velocità, armi, torture, stupri, orge e merci confezionate che rappresenta la visione americana del sesso.”

    “Nel profilo del cranio di Weede Denney, calvo anzitempo e brunito di lentiggini, si rispecchiava la nudità curvilinea e soave del tavolino. Era come se l’arredatore avesse progettato entrambi simultaneamente, a trionfante dimostrazione di armonia ideale fra dirigente e habitat lavorativo.”

    “Allora pensai che in quella metropoli la folla era davvero essenziale all’individuo, perché senza di essa non c’era nulla contro cui rivolgere la rabbia, mancava l’eco del proprio dolore, si dissolveva ogni prova concreta.”

    “Non c’era nulla là fuori che si fosse mai trasformato per altra spinta se non la propria. Dio. La creazione di Dio, intatta."

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    Gloria Albonetti said on Feb 17, 2014 | 8 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    devo ammettere che quando ho iniziato a leggerlo ero un po' distratto e solo dopo molte pagine ho capito la reale ambientazione temporale. pensavo si riferisse ai giorni nostri.<br />estremamente attuale quindi, realistico, scuro ed onirico. pi ...(continue)

    devo ammettere che quando ho iniziato a leggerlo ero un po' distratto e solo dopo molte pagine ho capito la reale ambientazione temporale. pensavo si riferisse ai giorni nostri.<br />estremamente attuale quindi, realistico, scuro ed onirico. piacerà a chi apprezza breat easton ellis.<br />a me è piaciuto molto.

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    Marco said on Feb 6, 2014 | Add your feedback

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