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Amirbar

Di

Editore: Einaudi

4.1
(84)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 137 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8806145878 | Isbn-13: 9788806145873 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: F. Bardelli

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 4

    Credevo di aver finito di sognare con Maqroll dopo il trittico - La Neve dell'ammiraglio, Ilona arriva con la pioggia ed Un bel morir - invece ritrovo con gioia il Gabbiere alle prese con una miniera d'oro sudamericana.
    E' sempre un magnifico tuffo nella fatalità e nel caso

    ha scritto il 

  • 2

    Quando ero giovane Àlvaro Mutis era uno dei miei scrittori preferiti: ho un bellissimo ricordo di libri come La neve dell’ammiraglio, La casa di Araucaìma e Summa di Maqroll il Gabbiere, che continuo a ritenere la sua opera migliore. Poi, a distanza di almeno vent’anni, ho le ...continua

    Quando ero giovane Àlvaro Mutis era uno dei miei scrittori preferiti: ho un bellissimo ricordo di libri come La neve dell’ammiraglio, La casa di Araucaìma e Summa di Maqroll il Gabbiere, che continuo a ritenere la sua opera migliore. Poi, a distanza di almeno vent’anni, ho letto Ilona arriva con la pioggia e l’ho trovato decisamente brutto, sciatto e banale come pochi, senza capire se questa impressione fosse legata al libro in se o ad un mio cambio di prospettiva sull’autore.

    Con Amirbar mi sono reso conto che non sono più capace di leggere i libri di Mutis con quel misto di candore e ingenuità necessario per apprezzarli. Mi risulta indigesta la cosiddetta sindrome del cargo battente bandiera liberiana, ovvero l’etichetta del vagabondo apolide, inquieto e perdente, che Mutis appiccica addosso al povero Maqroll fino a renderlo un cliché, e mi irrita l’ostinato abuso della “retorica degli ultimi” (alla quale si abbeverò anche De Andrè, che deve ad Amirbar la sua Smisurata preghiera), ovvero l’idea evangelica che poesia, bellezza e verità abitino esclusivamente presso i derelitti. Se a vent’anni certe cose le sentivo vive e vicine, oggi, che sono diventato vecchio e cinico, preferisco gli scrittori che fanno a pezzi gli ultimi come i primi, con democratica indistinzione.

    ha scritto il 

  • 0

    Il mare, come il deserto, è spesso il luogo da dove meglio si accede a labirinti che, per essere interiori, non sono certo meno intricati ed enigmatici. Il lettore che già conosce le avventure di Maqroll il Gabbiere sa bene come di quei paraggi egli sia un immancabile esploratore: una continua de ...continua

    Il mare, come il deserto, è spesso il luogo da dove meglio si accede a labirinti che, per essere interiori, non sono certo meno intricati ed enigmatici. Il lettore che già conosce le avventure di Maqroll il Gabbiere sa bene come di quei paraggi egli sia un immancabile esploratore: una continua deriva - sulle mappe dell'anima e del mondo - possiede da sempre il suo destino. Ciò che questa volta appare importante è l'orizzonte di cui ci parla il racconto: non il solare oceano, ma il mondo notturno delle miniere. Fra i molti improbabili mestieri di Maqroll non poteva forse mancare quello più alchemico di cercatore d'oro. Ma attorno alle miniere, ognuna con una sua leggenda di morte, si aggira quell'universo di personaggi generosi e ingenui, sensuali e segnati a cui pare che il Gabbiere vada sempre inesorabilmente incontro.

    ha scritto il 

  • 4

    La voce della miniera...

    Un personaggio, Maqroll -il gabbiere- in cui tutti coloro che leggono si possono identificare: un vagabondo, un avventuriero, un marinaio che non disdegna imprese(fallimentari...ma chi se ne importa)sulla terra ferma. Il gabbiere non è un eroe, ma un uomo curioso: un moderno Ulisse che non cerca ...continua

    Un personaggio, Maqroll -il gabbiere- in cui tutti coloro che leggono si possono identificare: un vagabondo, un avventuriero, un marinaio che non disdegna imprese(fallimentari...ma chi se ne importa)sulla terra ferma. Il gabbiere non è un eroe, ma un uomo curioso: un moderno Ulisse che non cerca però di tornare ad Itaca.
    Mutis è abile, in questo racconto, a tratteggiare caratteri e stati d'animo dei personaggi e dei...luoghi, che letteralmente prendono voce con l'aiuto del vento e delle leggende e dei "fantasmi" che li abitano.

    ha scritto il 

  • 4

    Mutis Faber

    Continuano, con questo libro sognante e narrante, le avvventure di Maqroll il Gabbiere. Uomo di mare e di navi, qui racconta la sua insolita avventura come cercatore d'oro in miniere sperdute e mitiche. Preziosa, come sempre, la prosa di Mutis, piana e avvincente come i racconti intorno il fuoco. ...continua

    Continuano, con questo libro sognante e narrante, le avvventure di Maqroll il Gabbiere. Uomo di mare e di navi, qui racconta la sua insolita avventura come cercatore d'oro in miniere sperdute e mitiche. Preziosa, come sempre, la prosa di Mutis, piana e avvincente come i racconti intorno il fuoco. E' ancora più prezioso, questo romanzo, per chi ama De Andrè. Faber si è ispirato alla narrativa di Mutis per il suo ultimo disco, Anime Salve; rintracciarne i passi che poi sono finiti nelle canzoni di De Andrè è come ripercorrere, passo passo, il lavoro di Fabrizio.

    ha scritto il 

  • 3

    Un lungo racconto sulla sensazione di affanno e disperazione che può cogliere i cercatori d'oro.
    Il Gabbiere però con la collaborazione dei suoi compagni di avventure e con l'aiuto del mare si salva.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    "Questo delle miniere d'oro è qualcosa di cui non si può parlare alla leggera. É come un lento veleno che ti invade e di cui ti rendi conto solo quando ormai è troppo tardi. Come un oppio furtivo o come quelle donne a cui, all'inizio, non si da importanza e che, poi, fanno della nostra vita un in ...continua

    "Questo delle miniere d'oro è qualcosa di cui non si può parlare alla leggera. É come un lento veleno che ti invade e di cui ti rendi conto solo quando ormai è troppo tardi. Come un oppio furtivo o come quelle donne a cui, all'inizio, non si da importanza e che, poi, fanno della nostra vita un inferno ineludibile."

    A volte gli scrittori giocano con il lettore e riassumono il libro in una manciata di frasi come quelle sopra.

    Maqroll il Gabbiere lascia il mare e, in preda a violente febbri tropicali, racconta di sè, della notte delle miniere, del sussurro del vento, della febbre dell'oro, delle torture dell'esercito, ma, soprattutto, di una donna, di un rapporto erotico diverso, profondo, che porterà lei alla follia e lui sull'orlo della vita.

    Mi piace molto come Mutis ha delineato le figure femminili: donne forti, più erotiche che sensuali, pratiche, razionali. A parte Antonia, che farà l'errore di innnamorarsi, sanno quando fermarsi e farsi da parte per non soffrire e ferire. E lui, Maqroll, marinaio di professione, prova affetto, non amore, e sa che non può lasciarsi andare poichè la sua vita è il mare e la sua indole lo porterà ad andarsene.

    Quando i libri incrociano la vita...

    Scrittura maschile, densa, aulica, lenta, descrittiva, lucida, perfetta. A tratti poetica.

    ha scritto il 

  • 3

    Leggere Alvaro Mutis è come immergersi in un caleidoscopio di paesaggi marini e approdi provvisori. La precarietà dei destini individuali, la ricerca di un altrove reale o fantastico, le peripezie tra gli oceani del mondo, tutto ciò disegna un quadro di grande suggestione e fascino.

    ha scritto il 

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