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Amleto

Di

Editore: Rusconi Libri

4.4
(8730)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Portoghese , Chi tradizionale , Tedesco , Francese , Chi semplificata , Svedese , Catalano , Basco , Ungherese , Polacco , Finlandese

Isbn-10: 8818026909 | Isbn-13: 9788818026900 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Fiction & Literature , Foreign Language Study , Philosophy

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Descrizione del libro
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Il re di Danimarca venne assassinato da suo fratello che così facendo riuscì a ottenere il trono e la defunta regina. A pochi giorni dal funerale lo spettro di un uomo corazzato svolazza a partire dal ...continua

    Il re di Danimarca venne assassinato da suo fratello che così facendo riuscì a ottenere il trono e la defunta regina. A pochi giorni dal funerale lo spettro di un uomo corazzato svolazza a partire dalla Mezzanotte per le mura del castello spaventando le guardie e avvertendo il giovane principe del crimine commesso. Egli non potrà riposare in pace fino a quando non sarà stato vendicato dal figlio Amleto, il quale dopo tale rivelazione sarà in preda ai dubbi e troppo preso dai complotti per accorgersi che per salvare lo spirito di un defunto sta falciando la sua vita, portando alla morte la sua amata e animando una tragedia senza vincitori.
    Apprezzabile per le tematiche forti e per la passione con cui sono state scritte queste righe, Amleto narra il travaglio vissuto da ogni adolescente che si rispetti, quello incentrato sull'Essere e il non Essere, sul vivere oppure morire, sul vendicarsi o meno. Amleto è l'adolescente che deve muovere i suoi passi per diventare l'adulto che non sarà mai.

    ha scritto il 

  • 3

    Dopo molto tempo torno a rileggere un testo di Shakespeare, dico subito che Romeo e Giulietta mi aveva preso molto di più. Amleto è giocato più sul livello psicologico che su quello dell'azione, e ren ...continua

    Dopo molto tempo torno a rileggere un testo di Shakespeare, dico subito che Romeo e Giulietta mi aveva preso molto di più. Amleto è giocato più sul livello psicologico che su quello dell'azione, e renderebbe di più visto a teatro che letto.

    ha scritto il 

  • 5

    In principio era il verbo.

    È curioso, l'inglese elisabettiano con i suoi thy, doth, dids't thou e nay, lo si ritrova invariabilmente legato a scene fatali, premonizioni o simili, dalla maledizione che Caleb William lancia al su ...continua

    È curioso, l'inglese elisabettiano con i suoi thy, doth, dids't thou e nay, lo si ritrova invariabilmente legato a scene fatali, premonizioni o simili, dalla maledizione che Caleb William lancia al suo persecutore nel romanzo di Godwin, a "Tribute" dei demenziali Tenacious D. Dev'essere l'influenza della bibbia di King James, più che Shakespeare, perché Shakespeare è brio puro, leggerezza.
    Anche in questo tragicissimo Amleto, l'autore non fa che giocare liberamente con la parola. Gli sproloqui della follia di Amleto sono godimento puro. Insomma, Amleto scopre che suo padre è stato ucciso da chi ora è marito di sua madre: non riesco a immaginare peggiore usurpazione, agli occhi di un giovane uomo. Shakespeare avrebbe potuto dipingere un Amleto lacrimoso, taciturno, invece lo fa sproloquiante.

    ha scritto il 

  • 4

    Per la recensione completa di immagini e citazioni: https://girodelmondoattraversoilibri.wordpress.com/2015/02/04/william-shakespeare-amleto/

    Per molte persone, anche per chi non ha mai letto quest’op ...continua

    Per la recensione completa di immagini e citazioni: https://girodelmondoattraversoilibri.wordpress.com/2015/02/04/william-shakespeare-amleto/

    Per molte persone, anche per chi non ha mai letto quest’opera di Shakespeare, Amleto è l’uomo del celebre monologo “essere o non essere, questo è il problema”, frase che un po’ come l’incipit della Divina Commedia o de I promessi sposi di Manzoni, tutti conoscono. Per cui, inizierò il mio articolo di commento alla tragedia proprio citando il famoso monologo di Amleto.

    Essere o non essere: questo è il problema. Se sia più nobile soffrire nell’animo i colpi e le frecce della fortuna oltraggiosa o impugnare le armi contro un mare di guai e affrontandoli porre fine ad essi. Morire… Dormire… nient’altro. E con un sonno porre fine agli strazi del cuore e alle mille naturali battaglie che eredita la carne. E’ una fine da desiderarsi devotamente. Morire, dormire; dormire, sognare forse. [Amleto, Atto terzo, Scena Prima.]

    Le origini di Hamlet

    L’ispirazione principale alla stesura della tragedia, affonda le radici in un antico racconto popolare scandinavo di Saxo Grammaticus, che narra di un principe danese, Hamlet, che scopre che lo zio Fengo ha ucciso suo padre Horwendil per rubargli il trono e sposare la madre. Hamlet dunque trama la vendetta, ma lo zio Fengo manda Hamlet in Inghilterra con delle lettere dirette al re con l’intenzione di uccidere il principe danese. Hamlet lo scopre, e ruba le lettere, modificandole. Torna in Danimarca e porta a compimento la sua vendetta, uccidendo lo zio Fengo. Tra ovazioni e feste, diventa poi re di Danimarca.

    “C’è qualcosa di marcio nel Regno di Danimarca”

    Shakespeare si ispira al racconto di Saxo Grammaticus, ma lo modifica soprattutto nel tragico finale. Il Bardo immagina che Amleto, il principe di Danimarca, riceva una visita dal fantasma del padre morto. Durante il colloquio privato tra il padre e Amleto, il principe scopre che la morte del padre non è stata accidentale come tutti credevano, ma è stata provocata da Claudio, il fratello stesso del re, lo zio di Amleto. Con del veleno introdotto nell’orecchio, Claudio ha ucciso il re, impossessandosi così del trono di Danimarca e sposando Gertrude, la madre di Amleto.

    Amleto muta completamente visione delle cose, dopo la rivelazione del fantasma di suo padre. Giura vendetta e inizia a meditare in quale modo vendicarsi del gesto dello zio Claudio. Ma non solo trama vendetta, ne dubita anche, chiedendosi se sia lecito o meno impugnare le armi e uccidere chi ha ucciso. Amleto decide di ingaggiare una compagnia di teatranti, che inscenano un dramma simile all’omicidio del padre, sperando così che Claudio si riveli e si tradisca, mostrandosi turbato.

    Claudio capisce subito della trappola, e cerca di tenderne una anche al nipote Amleto: lo invia in Inghilterra con due consiglieri e una lettera indirizzata al re britannico con l’ordine di uccidere il nipote; ma Amleto riesce a tornare in Danimarca, vivo, e lo zio Claudio allora attua un secondo piano di distruzione. Claudio usa il figlio di Polonio – suo consigliere, ucciso per errore dallo stesso Amleto. Claudio, facendo leva sulla rabbia di Laerte, figlio di Polonio, cerca di uccidere Amleto al ritorno dall’Inghilterra. Ma l’epilogo è un tragico susseguirsi di lutti, a partire dalla dolce e bellissima Ofelia, sorella di Laerte e innamorata di Amleto, annegata, si dice mentre coglieva dei fiori lungo la riva di un fiume, ma in realtà suicida per il dolore della morte del padre Polonio e l’abbandono del principe Amleto.

    Ofelia e la follia di un amore tragico

    Ofelia è il personaggio che ho apprezzato di più. Quasi per tutto lo svolgersi della tragedia non viene tenuta in considerazione e compare in pochissime scene, con poche battute. Ofelia si strugge d’amore per Amleto, però il padre Polonio la mette in guardia, dicendole che l’amore di Amleto non è sicero. Dopo la rivelazione del fantasma del padre, Amleto si finge pazzo e rifiuta la compagnia di Ofelia per non immischiarla nelle sue trame di vendetta. Ofelia non capisce questo rifiuto improvviso e, dopo la morte di Polonio, esce di senno anche lei e si dà alla morte in un corso d’acqua.

    Il personaggio di Ofelia è stato ampiamente rappresentato e amato dai pittori Preraffaelliti, come molti altri personaggi delle tragedie e commedie di Shakespeare.

    Conclusioni: perché Amleto siamo noi

    Al di là della trama avvincente e del susseguirsi dei colpi di scena, Amleto è amato dal grande pubblico a più di quattrocento anni dalla prima rappresentazione, perché nel principe danese vediamo noi stessi con le nostre paure e i nostri dubbi. Amleto è mosso da un sentimento di vendetta verso Claudio, colui che l’ha privato del padre, ma inizialmente non riesce a decidersi ad attuare la sordida vendetta. Amleto riflette, pensa, si trova quasi nella condizione di poter uccidere Claudio, ma la sua mano esita e non cala la spada sulla testa dello zio.

    Perché Amleto non è più l’uomo che si sente al centro dell’Universo, che si sente sicuro di sé come gli uomini del Rinascimento; Amleto appunto dubita di tutto e di se stesso, prende coscienza dei suoi limiti, e si interroga sulla possibilità di attuare o meno determinate azioni.

    Amleto siamo noi, uomini moderni ma lacerati costantemente dai dubbi come gli uomini del passato: se sia giusto o meno compiere un’azione piuttosto che un’altra.

    ha scritto il 

  • 5

    Un'opera del grande autore inglese che ho amato e letto in una notte.

    "Per quanto a volte io possa comportarmi in modo strano o bizzarro, perché può darsi che d'ora in poi io ritenga opportuno recit ...continua

    Un'opera del grande autore inglese che ho amato e letto in una notte.

    "Per quanto a volte io possa comportarmi in modo strano o bizzarro, perché può darsi che d'ora in poi io ritenga opportuno recitare la parte del matto, voi vedendomi così non dovrete mai lasciar capire che sapete di me."

    ha scritto il 

  • 0

    La svolta nel teatro dell'età moderna!

    Prima di cominciare con la vera analisi dell'opera, iniziamo col dire che in quest'opera si cela uno dei grandi falsi miti della letteratura. Celeberrima è la rappresentazione di Amleto che, durante i ...continua

    Prima di cominciare con la vera analisi dell'opera, iniziamo col dire che in quest'opera si cela uno dei grandi falsi miti della letteratura. Celeberrima è la rappresentazione di Amleto che, durante il suo monologo nel soliloquio che apre la prima scena del terzo atto, il "To be or not to be", regge un teschio, declamando il frutto dei suoi più profondi dubbi sull'esistenza. Ecco, c'è una generale confusione in questa rappresentazione, poichè nella scena che tutti conoscono ci sono due scene ben distinte del libro originale. Durante il monologo Amleto non regge nessun teschio, come invece accade spessissimo nelle rappresentazioni moderne, mentre sarà nella prima scena del quinto atto che Yorick, o meglio il suo cranio, apparirà per la prima volta fra le mani di Amleto. Yorick è un personaggio icona dell'opera, nello stesso tempo buffone di corte durante l'infanzia di Amleto, ma soprattutto espediente del memento mori per il protagonista.

    Differenti generi letterari si dipanano nel mondo della scrittura moderna e contemporanea, nessuno più o meno importante di un altro. Suggestivo è il genere della tragedia, mezzo attraverso il quale la scrittura approda nel teatro da millenni. La tragedia moderna vede come genitore l'immortale Shakespeare, padre misericordioso della letteratura inglese, e come perla preziosa verrà per sempre ricordato l'Amleto, opera impressa indelebilmente nelle menti letterarie di tutto il mondo.

    L'opera si svolge nella Danimarca del XVI secolo, e si apre più precisamente sulle torri della fortezza della capitale Elsinore. Il Re Amleto, padre di Amleto il protagonista, è morto a causa di un morso di vipera mentre riposava nel giardino reale, ma il suo spettro viene avvistato dalle guardie di vedetta. Lo spirito è inquieto, e appare ogni notte, vagando senza meta e sospeso nel vuoto, fino a quando incrocia i passi di suo figlio.
    E' un incontro suggestivo questo, durante il quale Amleto padre reclama vendetta da Amleto figlio, rivelandogli che il nuovo re, Claudio, fratello di Amleto padre, è il vero responsabile della sua morte. Lo spettro scompare, lasciando il giovane figlio in preda alla più profonda rabbia e devastazione sentimentale.
    Di qui partiranno le riflessioni profonde del protagonista, trovatosi unico portatore di verità riguardo il complotto ordito ai danni di suo padre.
    La sua sofferenza, viva e ardente a causa del matrimonio di sua madre col nuovo Re Claudio, si accende di nuova fiamma al desiderio del sangue di suo zio, traditore e cospiratore.
    Amleto rivelerà i suoi piani di vendetta ad Orazio, solo e unico personaggio che supporta il protagonista, e sarà l'unico a capire il perchè del comportamento di Amleto, poichè comincia a girare voce nel regno di una sua totale follia.
    Respinto da Ofelia, figlia di Polonio, il consigliere del Re, Amleto rivelerà un comportamento estremamente grottesco e dai toni macabri, così che persino sua madre, spinta dalla preoccupazione, cercherà in tutti i modi di spedire Amleto lontano dal palazzo reale, in luoghi dove la sua pazzia possa esser dissipata.
    La follia di Amleto, la sua finta follia, cresce attraverso i suoi monologhi, un flusso di pensieri che scorre e lascia il lettore, e lo spettatore, senza fiato, attraverso eoni di morte e dannazione, dove non si riesce quasi a distinguere l'essere dal non essere, tanto decantato nella storia della letteratura moderna.

    Shakespeare raggiunge il culmine dell'allegoria sulla morte nella scena del quinto atto, con l'apparizione del teschio di Yorick, nella scena del colloquio fra Amleto e i becchini. Il memento mori è la chiave di lettura del pensiero di Amleto in quel momento, l'unica sicurezza, il momento in cui il piano di vendetta di Amleto prende un forma distinta e tangibile. E' quello il momento in cui si concretizza il suo intelletto e la sua sete di vendetta, quando tornerà a palazzo accolto dal clamore e dall'incredulità dell'intero regno.

    Ci sarà poi la geniale idea di Shakespeare del teatro nel teatro, degli attori itineranti, e della menzogna come mezzo per scoprire la verità. La tragedia diventa tale poi nell'ultima maestosa scena: il complotto di Re Claudio e Laerte, e il duello finale.
    La contrapposizione fra verità e menzogna è presente in ogni personaggio, primo fra tutti Polonio, padre di Ofelia, l'amore di Amleto, e Laerte, antagonista del principe di Danimarca. Lui sarà il vessillo della ricerca della verità e della menzogna, anche più di Amleto stesso che cercherà la confessione del Re Claudio. Tutti i personaggi sono pseudo-antagonisti di Amleto, contrapponendosi ai suoi obiettivi o ai suoi desideri, denigrandolo e minando alla sua vita.
    Re Claudio primo fra tutti, sarà il fautore della morte del protagonista, della sua regina e dello stesso Laerte, suo complice nel tentativo di uccidere Amleto, non prima di morire per mano di suo nipote, avvelenato e morente.
    Una chiusura mozzafiato per il teatro del tempo, che anticipa di secoli lo spirito di Montecristo, e della sua disperata realizzazione della vendetta personale, unica letizia dell'animo umano.

    ha scritto il 

  • 3

    Essere o non essere?

    Capolavoro di Shakespeare, che ha avuto innumerevoli trasposizioni teatrali propone l'eterno dilemma.
    La morte o la vita? Agire o non agire? E' lecito vendicarsi, oppure si deve subire gli sgambetti b ...continua

    Capolavoro di Shakespeare, che ha avuto innumerevoli trasposizioni teatrali propone l'eterno dilemma.
    La morte o la vita? Agire o non agire? E' lecito vendicarsi, oppure si deve subire gli sgambetti beffardi del destino?
    Amleto, il protagonista di questa celebre commedia non riesce a reagire alla morte del padre, e si pone domande esistenziali complesse, chiuso in un bozzolo di tremula inedia, come un incerto viandante negli oscuri trabocchetti dell'esistenza umana.
    Un'esistenza che richiede a volte coraggio, vitalità...e intrepide decisioni...
    Tutte qualità che lui non possiede...
    In questo labirinto di sofferenza, sospira...senza sapersi districare...
    Non sempre siamo in grado di decidere o scegliere la via da seguire e questo è l'amara riflessione offerta dall'autore, che ci pone impietosamente di fronte ai nostri indiiscussi limiti.
    Consigliato.
    Saluti.
    Ginseng666

    ha scritto il 

  • 5

    Mai leggere Amleto se non si ha un minimo di contesto letterario/storico in cui porlo.
    L'avevo fatto anni fa, pensando fosse una semplice lettura e, per quanto interessante, non l'avevo considerato al ...continua

    Mai leggere Amleto se non si ha un minimo di contesto letterario/storico in cui porlo.
    L'avevo fatto anni fa, pensando fosse una semplice lettura e, per quanto interessante, non l'avevo considerato all'altezza delle aspettative.
    Ora che invece l'ho letto in inglese e l'ho studiato è, a dir poco, un capolavoro.

    ha scritto il 

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