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Amok

Di

Editore: Adelphi (Piccola biblioteca, 509)

3.9
(399)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 105 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: 8845918572 | Isbn-13: 9788845918575 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Emilio Picco

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Travel

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Descrizione del libro
Amok è una parola malese che indica una "follia rabbiosa, una specie di idrofobia umana... un accesso di monomania omicida, insensata, non paragonabile a nessun'altra intossicazione alcolica". Lo sa bene il protagonista di questa novella, un medico dai tanti conti in sospeso: con la giustizia, con la professione, con la propria vita ormai annientata. In una confessione simile a un delirio, racconta di un mondo febbrile dove si scontrano la dispotica imperiosità di una donna, convinta che tutto si compri con il denaro, e la divorante passione di un uomo cui i tropici e la solitudine hanno sviato la mente e i sensi.
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  • 3

    Zweig non mi delude. La sua scrittura continua ad affascinarmi. I suoi brevi racconti sono per me perfetti congegni.
    L'unico neo che qui ha colpito (in negativo) la mia personale sensibilità è il protagonista degno rappresentante della borghesia colonialista e razzista...

    ha scritto il 

  • 2

    Ho notato che in questo periodo i libri scritti ad inizio novecento, generalmente mi stanno diventando ostici, li trovo impregnati di razzismo e mi rendo conto che all'epoca fosse normale, ma la lettura ne risulta influenzata.
    In questo libro Zweig ci illustra, secondo lui, la passione di u ...continua

    Ho notato che in questo periodo i libri scritti ad inizio novecento, generalmente mi stanno diventando ostici, li trovo impregnati di razzismo e mi rendo conto che all'epoca fosse normale, ma la lettura ne risulta influenzata.
    In questo libro Zweig ci illustra, secondo lui, la passione di un tizio emigrato tra le facce gialle (India) perché scappato dalla madre patria (per truffa) e che ad un tratto decide che una donna che ha chiesto il suo aiuto deve essere sue e la insegue per il paese. Ora sarò io ma proprio mi ha urticato per tutto il libro.
    e son pure buona 4/10

    ha scritto il 

  • 5

    Credo che con Zweig stia nascendo una bellissima storia d'amore. Ne avevo avuto il sentore con "Mendel dei libri", e la lettura di questo secondo piacevolissimo racconto me l'ha confermato.
    È un "racconto nel racconto": di notte, sul ponte di una nave che sta facendo ritorno in Europa, un u ...continua

    Credo che con Zweig stia nascendo una bellissima storia d'amore. Ne avevo avuto il sentore con "Mendel dei libri", e la lettura di questo secondo piacevolissimo racconto me l'ha confermato.
    È un "racconto nel racconto": di notte, sul ponte di una nave che sta facendo ritorno in Europa, un uomo inciampa nel racconto vagamente delirante di un medico. E il delirio, lo stordimento dei sensi, la perdita di ogni controllo in favore di uno sconvolgente furor è il filo conduttore di tutto questo racconto. Amok è il termine malese che indica il folle delirio di chi improvvisamente cede ad una violenza inaudita e immotivata e perde ogni concezione di sé, abbandonandosi ad una corsa di sangue. Delirio che sembra avere le sue radici nel clima torrido ed estraniante dell'estremo Oriente, che scava lento e invisibile nella mente delle persone fino ad arrivare al punto di non ritorno.
    Zweig è magistrale nel trascinare il lettore in uno sperduto villaggio di una colonia Olandese, nella casa di un tranquillo medico che, turbato da una misteriosa visita di una bella e austera donna, lentamente precipita in un vortice di follia sempre più incontrollabile, fino ad un tragico epilogo che lascerà l'uomo privo di forze, annientato, svuotato, proprio come la vittima dell'amok che crolla a terra, i nervi distrutti, al termine della sua corsa di follia.
    Assieme al protagonista noi sembriamo essere travolti e al tempo stesso sfiorati solo in superficie dal racconto del medico, eppure un segno, una minuscola scalfittura sembra lasciarci, nelle ultime pagine, con l'inquietante sensazione che l'amok, incontrollabile, potebbe covare anche dentro di noi.

    ha scritto il 

  • 4

    Eleganza, concisione e classicità

    Maestro della brevità, Zweig unisce la tecnica del racconto nel racconto all’ambientazione esotica nel descrivere il rapidissimo crescendo di un’ossessione. Magistrale l’analisi di questa passione improvvisa e morbosa, simile a una febbre tropicale.
    Un racconto praticamente perfetto, nello ...continua

    Maestro della brevità, Zweig unisce la tecnica del racconto nel racconto all’ambientazione esotica nel descrivere il rapidissimo crescendo di un’ossessione. Magistrale l’analisi di questa passione improvvisa e morbosa, simile a una febbre tropicale.
    Un racconto praticamente perfetto, nello stile classico e sempre elegante di Zweig.

    ha scritto il 

  • 4

    Zweig vs McGrath

    fin dall'inizio questo libro di Zweig mi ha ricordato intensamente il Morbo di Haggard di McGrath, e posso immaginare che quest'ultimo si sia fatto ispirare dal romanzo di Zweig. Stessa narrazione veloce ed emozionale, una indagine sulla forza devastante e travolgente che le passioni possono aver ...continua

    fin dall'inizio questo libro di Zweig mi ha ricordato intensamente il Morbo di Haggard di McGrath, e posso immaginare che quest'ultimo si sia fatto ispirare dal romanzo di Zweig. Stessa narrazione veloce ed emozionale, una indagine sulla forza devastante e travolgente che le passioni possono avere sugli esseri umani in particolari momenti della loro vita.

    ha scritto il 

  • 4

    L'inizio è sempre ostico, ma preso il via il racconto scorre veloce. Questo più degli altri sinora letti. Passione, morbosità attraggono ed incollano come il miele.
    Ritorna l'escamotage del racconto nel racconto.
    E quando penso che mi possa bastare, leggo la quarta di copertina di Bru ...continua

    L'inizio è sempre ostico, ma preso il via il racconto scorre veloce. Questo più degli altri sinora letti. Passione, morbosità attraggono ed incollano come il miele.
    Ritorna l'escamotage del racconto nel racconto.
    E quando penso che mi possa bastare, leggo la quarta di copertina di Bruciante Segreto (il titolo è terribile, fa molto Harmony)vi trovo un accenno all'odio di un figlio adolescente per una madre frivola e bugiarda.
    Leggiamolo, và...

    ha scritto il 

  • 3

    Lo stile di Zweig è intrigante e riesce a stregare e trasportare il lettore negli ambienti torridi e nell'atmosfera monomaniacale e claustrofobica del racconto con una facilità estrema.
    Tuttavia, per gusto personale tendo a preferire i sentimenti sommessi o trattenuti, i personaggi più razi ...continua

    Lo stile di Zweig è intrigante e riesce a stregare e trasportare il lettore negli ambienti torridi e nell'atmosfera monomaniacale e claustrofobica del racconto con una facilità estrema.
    Tuttavia, per gusto personale tendo a preferire i sentimenti sommessi o trattenuti, i personaggi più razionali e controllati, perfino calcolatori. Ragion per cui, non sono riuscita a provare né simpatia né pena per i protagonisti di questa storia, così totalmente sottomessi alle proprie sensazioni e desideri, che si lasciano trascinare nel baratro senza nemmeno provare ad opporre resistenza, travolti dalla follia dell'amok, comandati da sentimenti assoluti.
    È tutto troppo estremo perché io possa provare simpatia o empatia per qualcuno di loro. Peccato.
    Di sicuro però leggerò qualcos'altro di Zweig.

    ha scritto il 

  • 5

    ti toglie il fiato

    All'Autore piacciono le storie di ossessioni. Qui ne traccia una, con la solita superba maestria.
    La storia è tratteggiata con la consueta finezza psicologica, ogni passaggio, pure al limite del verosimile, pare credibile e giustificato.
    Ma è il controfinale a lasciare senza fiato.
    ...continua

    All'Autore piacciono le storie di ossessioni. Qui ne traccia una, con la solita superba maestria.
    La storia è tratteggiata con la consueta finezza psicologica, ogni passaggio, pure al limite del verosimile, pare credibile e giustificato.
    Ma è il controfinale a lasciare senza fiato.
    Un piccolo capolavoro, piccolo solo perchè breve,

    ha scritto il 

  • 2

    Quasi tre stelle nella notte tropicale ...

    Follia e frenesia omicida.
    Zweig stavolta si sposta nelle ambientazioni più tipiche di Conrad che sue. Ma come in altri suoi racconti, qualcuno si beve il cervello per un impulso d’amore.
    Sulla nave che li riporta in Europa, un uomo, nella notte stellata, racconta ad un altro uomo la ...continua

    Follia e frenesia omicida.
    Zweig stavolta si sposta nelle ambientazioni più tipiche di Conrad che sue. Ma come in altri suoi racconti, qualcuno si beve il cervello per un impulso d’amore.
    Sulla nave che li riporta in Europa, un uomo, nella notte stellata, racconta ad un altro uomo la sua storia, non ancora del tutto compiuta. Un medico, richiesto di un aborto da una donna bella e imperiosa, seduta stante viene catturato dalla “spocchia” della signora. Le propone, in pagamento, un rendez-vous amoroso. Ovviamente per la signora lui si trasforma nella cosa più vicina ad uno scarafaggio. Il dottore si pente e la tampina. Lei lo scansa. Lui persegue. Lei cerca altre soluzioni. Lui interviene e troverà un parziale riscatto nel prometterle di fare qualsiasi cosa per coprire il suo buon nome. Anche perché sta arrivando il marito, beatamente inconsapevole delle corna.
    Non all’altezza di altri suoi racconti, ma sempre gradevole. Belle le descrizioni della notte, sulla coperta della nave.

    ha scritto il 

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