Amok

Di

Editore: Adelphi (Piccola biblioteca, 509)

3.9
(503)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 105 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: 8845918572 | Isbn-13: 9788845918575 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Emilio Picco

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Viaggi

Ti piace Amok?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Amok è una parola malese che indica una "follia rabbiosa, una specie di idrofobia umana... un accesso di monomania omicida, insensata, non paragonabile a nessun'altra intossicazione alcolica". Lo sa bene il protagonista di questa novella, un medico dai tanti conti in sospeso: con la giustizia, con la professione, con la propria vita ormai annientata. In una confessione simile a un delirio, racconta di un mondo febbrile dove si scontrano la dispotica imperiosità di una donna, convinta che tutto si compri con il denaro, e la divorante passione di un uomo cui i tropici e la solitudine hanno sviato la mente e i sensi.
Ordina per
  • 3

    Morire d'egoismo.

    Leggendo Zweig ci dobbiamo preparare a ricevere un pugno nello stomaco. Anche in questo caso la storia è crudele, soprattutto perché il dolore non è provocato dal fato o dall’ incoscienza ma dall’egoi ...continua

    Leggendo Zweig ci dobbiamo preparare a ricevere un pugno nello stomaco. Anche in questo caso la storia è crudele, soprattutto perché il dolore non è provocato dal fato o dall’ incoscienza ma dall’egoismo umano. La storia è semplice: lei, durante l’assenza del marito, ha avuto una relazione con un ragazzo ed è rimasta incinta. Rivolgendosi a un medico, pensa di risolvere il problema abortendo e liquidando la cosa con una cospicua parcella. Il modo di fare della donna, questo considerare il tutto una mera operazione commerciale, non piace al dottore che vorrebbe essere “pregato” per la sua prestazione. Tra i due non c’è simpatia e il contratto non viene stipulato. A nulla valgono i tentativi del medico pentito di sanare la situazione. A questo punto lei è irremovibile. Non ne vuole più sapere.
    Epilogo drammatico per la storia, con un alone di dolore e morte. Tutti infelici: la povera donna, il medico, il ragazzo padre, il marito, il boy, fedele servitore della signora, e il povero nascituro del quale non si fa mai menzione. Da corollario la promessa fatta dal dottore di occultare la causa della morte della donna.
    Da questa storia si può arguire una morale circa la perniciosità dell’egoismo. Esso non è altro che uno spasmodico attaccamento al proprio io, che lo vorrebbe vedere piazzato sopra un piedistallo. E che da solo può generare morte e dolore al pari del veleno più letale.

    ha scritto il 

  • 3

    Melodrammone

    Nello spazio di un romanzo breve, come suo solito, Zweig segue spesso uno schema preciso. Pochi indizi, all'inizio, che con discrezione preparano il lettore; quindi, l'esplosione del drammone; infine, ...continua

    Nello spazio di un romanzo breve, come suo solito, Zweig segue spesso uno schema preciso. Pochi indizi, all'inizio, che con discrezione preparano il lettore; quindi, l'esplosione del drammone; infine, la conclusione, una deflagrazione in pompa magna di questo o di quel sentimento umano.
    Anche nel caso di "Amok" si tratta della partitura di un enorme melodramma, dove ogni sensazione intima è "stressata" fino al suo limite e gli estremi rimedi diventano l'unica soluzione possibile.
    Il senso del tragico in Zweig si mescola sempre con quel pizzico di follia che, fisiologicamente, è presente in ognuno di noi. Gestire una storia così non è da molti...
    Però, ammetto di essermi un po' stancata a star dietro a così tante nevrosi (talvolta semplici capricci) esasperate... :)

    ha scritto il 

  • 4

    La nave Oceania torna in Europa. I giorni sono affollati e rumorosi, le notti appartengono al mare e al cielo stellato. Il silenzio del buio è interrotto dal racconto-confessione di un medico a un pas ...continua

    La nave Oceania torna in Europa. I giorni sono affollati e rumorosi, le notti appartengono al mare e al cielo stellato. Il silenzio del buio è interrotto dal racconto-confessione di un medico a un passeggero sconosciuto. Solitudine, rabbia animale, passioni contorte e angoscia popolano le righe di Amok. Una storia delirante e morbosa sul potere devastante dell'amore, inteso nella sua accezione più ossessiva, non come trasporto verso l'altro, bensì come necessità di dominarlo.
    Un racconto crudele, ingoiato dall'indifferenza del mare.

    ha scritto il 

  • 4

    “Non crederà che adesso mi senta più leggero, perché davanti a lei mi sono stracciato le budella fino alla merda che c’è dentro”...

    Ah! La follia febbrile e insanabile della passione! Ma come mi piace, ogni tanto abbandonarmi, almeno nella fantasia, a questo ardore insensato… insensato?… io, casalinga disperata (o di Voghera, anch ...continua

    Ah! La follia febbrile e insanabile della passione! Ma come mi piace, ogni tanto abbandonarmi, almeno nella fantasia, a questo ardore insensato… insensato?… io, casalinga disperata (o di Voghera, anche) - ove per casalinga si intenda una condizione dello spirito.
    Bel racconto, classico, trascinante, scritto da dio.

    ha scritto il 

  • 4

    Questa recensione nasce da una foto.

    Qualche tempo fa, ero alla ricerca di immagini con cui illustrare un post su Stefan Zweig: un autore di cui mie pensosamente innamorato, nel senso che non si tratt ...continua

    Questa recensione nasce da una foto.

    Qualche tempo fa, ero alla ricerca di immagini con cui illustrare un post su Stefan Zweig: un autore di cui mie pensosamente innamorato, nel senso che non si tratta del tipo di letteratura che ti fa colpire da Cupido sul miocardio con una freccia cuoriciosa molto-anni-80. Ci devi pensare, e io ci avevo pensato un po’, stabilendo che, sì, in effetti la punta del proiettile dell’angioletto aveva intaccato la valvola mitralica.

    (sto guardando troppe serie TV medical, è evidente)

    Comunque, nella ricerca di immagini adatte alla rappresentazione iconografica di Zweig è emersa questa:

    http://capitolo23.com/2016/08/08/recensione-amok-stefan-zweig/

    Io non so come sia arrivata fino a noi, quale sia la storia di un volume che è scampato a un Bücherverbrennungen, uno dei roghi di libri che hanno contrassegnato la tragica storia della Germania nazista. Non so come il fuoco non l’abbia divorato completamente, chi ne abbia raccolto i resto, chi li abbia conservati per anni. So che è un’immagine che colpisce, e so che si tratta di una copia di Amok, romanzo di Zweig che – a questo punto – non potevo farmi sfuggire.

    Non sono rimasto deluso. Narrato in prima persona da un passeggero imbarcato sulla Calcutta-Napoli nel 1912, Amok è una storia di amore assoluto e di morte, offerta in forma di dialogo fra l’io narrante stesso e un uomo misterioso che appare terrorizzato dal contatto con un altro essere umano. L’uomo si rivelerà un medico che, forzosamente trasferito in India per una poco edificante vicenda sanitario-sentimentale in patria, ritrova anche nell’Estremo Oriente i propri limiti e le proprie paure.

    Amok è un termine malese: indica, ci spiega Wikipedia, una sorta di raptus:

    è una sindrome culturale tipica delle regioni del Sud-est asiatico, della Malesia, dell’Indonesia e della Nuova Guinea. La parola si riferisce a una condizione temporanea di furia violenta e omicida. (…) L’esplosione che segna l’esordio dell’Amok trae origine da un’offesa ricevuta e vissuta come intollerabile o, anche, dall’accumulo di tensione legato al sopportarne di successive. Il soggetto che è colpito da questa sindrome, dopo una breve fase di ritiro relazionale, aggredisce dapprima i familiari e poi gli estranei, in un crescendo incontrollabile di furia omicida. Nell’accesso di violenza corre velocissimo per le strade e tra i campi per poi, infine, accasciarsi.

    Nella sua trasposizione letteraria, Amok è un racconto, assorbente come pochi altri, che racconta della difficoltà di distinguere il Bene dal Male, che racconta di ognuno di noi quando, di fronte a un desiderio bruciante, sembriamo scordare etica e morale salvo precipitare in una condanna senza appello quando quella fatica è vissuta da un altro.

    ha scritto il 

Ordina per