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Amrita

Di

Editore: CDE

3.7
(3396)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 305 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Chi semplificata , Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Tedesco

Isbn-10: A000023926 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giorgio Amitrano

Disponibile anche come: Paperback , Altri , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Un libro da leggere in ogni istante

    amrita

    “Amrita”

    Un’anima rinasce attraverso la memoria.

    “Amrita”, uscito nel 1994, è il settimo romanzo della scrittrice giapponese Banana Yoshimoto, diventata famosa nel 1987 con “Kitchen”.

    E’ una st ...continua

    amrita

    “Amrita”

    Un’anima rinasce attraverso la memoria.

    “Amrita”, uscito nel 1994, è il settimo romanzo della scrittrice giapponese Banana Yoshimoto, diventata famosa nel 1987 con “Kitchen”.

    E’ una storia assai particolare e affascinante anche se, in apparenza, narra delle vicende di una ragazza normale, Sakumi, le cui uniche particolarità sono una sensibilità molto spiccata e un banale incidente domestico che le fa perdere la memoria per diverso tempo e la fa sentire diversa.

    Attorno a lei si muove il microcosmo della sua eccentrica famiglia: la madre, l’amica di lei Junko, Mikiko, una cugina e Yoshio, il fratellino di Sakumi, assai più sensibile di lei, nato da un altro padre, il secondo marito di sua madre.

    E’ una Tokyo comune e quasi banale quella dove si muove Sakumi, che vive spesso di notte, grazie al suo lavoro al Berries, un locale all’antica dove il padrone le dimostra sempre un grande affetto nonostante le sue stranezze.

    amrita-lgSakumi porta sulle spalle due dolori difficilmente superabili: la morte dell’adorato padre, scomparso quando lei era piccola e quella della sorella minore Mayu, un’attrice troppo bella e fragile, vittima della droga e quando perde la memoria si ritrova a doversi riappropriare lentamente del suo mondo e delle persone a cui vuole bene, quasi come un’orfana. Il suo smarrimento è forte e quasi violento, ma la ragazza trova la forza di aggrapparsi alla sua famiglia e alla quotidianità per riuscire ad andare avanti.

    Tuttavia altri fattori saranno determinanti per farle riscoprire l’amore e la bellezza della vita, anche nella sua brutalità, in primis i poteri paranormali del fratello Yoshio e l’avvicinamento con lo scrittore Ryuichiro, ex fidanzato di sua sorella nonché l’incontro con alcuni amici di questi ultimi.

    Lo stile della Yoshimoto è lieve, quasi impalpabile, come qualcuno che cammina in una stanza in punta di piedi al buio, come se avesse paura di svegliare le altre persone che dormono così l’autrice giapponese ci accompagna a piccoli passi nel mondo di Tokyo, Kōchi e Seipan e nel mondo del paranormale con molto tatto, quasi per non urtare la nostra sensibilità e rendendo tutto molto credibile e verosimile.

    Il fascino dell’oriente moderno si mescola con quello dell’occidente, in un connubio assai particolare, forse unico, frutto dell’anima dell’autrice, che ama questi due lati del nostro pianeta in egual misura e non lascia mai trasparire stereotipi di nessun genere, in particolare sul nostro paese, che lei conosce davvero bene e che ama profondamente.

    amrita2La storia di Sakumi colpisce per dolcezza e profondità, come a voler squarciare un velo sulla spiritualità e sul divino, a volte così immanente a volte trascendente da farci paura, così come Sakumi aveva paura di perdere totalmente le sue memorie e con loro una parte di se davvero indispensabile.

    Attraverso la voce di Ryuischiro, la scrittrice ci rivela anche il significato etimologico della parola Amrita, ovvero “acqua che bevono gli dei, è come dire nettare divino. Vivere è come bere, come bere acqua a grandi sorsi”, parole che il ragazzo usa nello svelare il suo desiderio autentico di scrivere un libro sull’amata Sakumi, desiderio che poi realizzerà.

    Parole che ancora una volta esprimono il grande amore che la Yoshimoto ha per il creato e la vita, un amore vibrante, appassionante e sincero perché ne svela ogni dettaglio, ogni sfumatura, anche la più tetra, con una serenità disarmante che spaventa e affascina.

    Un libro da leggere in ogni istante, in particolare quando si è malinconici e non si riescono a vedere spiragli di luce.

    ha scritto il 

  • 3

    Strano

    E' il primo libro che leggo di Banana Yoshimoto e il terzo in asoluto di un autore giapponese. Sarà perché torno da poco dal Giappone ma questo stile fluido di narrare i fatti, la semplicità con cui s ...continua

    E' il primo libro che leggo di Banana Yoshimoto e il terzo in asoluto di un autore giapponese. Sarà perché torno da poco dal Giappone ma questo stile fluido di narrare i fatti, la semplicità con cui si affrontano temi sovrannaturali e la delicatezza con cui l'autrice viaggia dentro di sé mi sembrano tipici di questo popolo (suggestione da lettrice, null'altro). Leggo dalle recensioni che parlano di un finale che non spiega. Per me se anche finisse lasciando punti di domanda sulla trama non sarebbe un peccato, è il racconto stesso che mi sta restituendo belle sensazioni.

    ha scritto il 

  • 1

    leggerlo: per imparare a guardare dentro se stessi perché è sorprendentemente contagioso l'approfondimento interiore.

    A parlare di sè, della sua famiglia e dei suoi amori è Sakumi.
    Sakumi si sta ripr ...continua

    leggerlo: per imparare a guardare dentro se stessi perché è sorprendentemente contagioso l'approfondimento interiore.

    A parlare di sè, della sua famiglia e dei suoi amori è Sakumi.
    Sakumi si sta riprendendo da un incidente che le è costato la memoria e anche se alcuni ricordi con il tempo hanno cominciato ad affiorare ancora non si è ripresa dal trauma.
    Sakumi ricorda di aver avuto una sorella, Mayu, considerata bellissima da tutti e che aveva intrapreso la carriera di attrice in tenera età.
    Mayu è morta perché, imbottita di anti-depressivi che la rendevano sorridente e serena, si era messa alla guida di un'auto.
    Mayu è nata dal primo matrimonio della mamma di Sakumi. Il papà delle due ragazze è morto e la madre si è risposata e ha avuto Yoshio dal nuovo compagno quando le altre figlie erano già adulte.
    Anche questo matrimonio è fallito e dalle ceneri dell'istituto familiare tradizionale nasce una nuova famiglia: nella stessa casa convivono Yoshio, Sakumi, la cugina Mikiko che ne approfitta come se fosse un bed and breakfast, la madre di Sakumi e l'amica d'infanzia Junko, divorziata.
    La trama è intorno ad una serie di eventi soprannaturali che modificano la percezione che Sakumi e Yoshio hanno del mondo, portandoli a conoscere persone speciali.
    Sakumi s'innamorerà del fidanzato della sorella morta, Ryuichiro, uno scrittore che comincia a viaggiare per trovare ispirazione e materiale per i suoi romanzi e che deciderà di raccontare dell'esperienza di Sakumi, ideando un personaggio che come lei abbia sbattuto la testa e per il trauma abbia perduto la memoria.
    Ryuichiro vuole intitolare il suo romanzo Amrita: l'acqua degli Dei.
    La protagonista di "Amrita" di Ryuichiro è una donna che come Sakumi ha subito un trauma ed ha avuto un'amnesia.
    La perdita della memoria ha permesso a Sakumi di riscoprire la vita e di percepire il mondo intorno a sè in modo nuovo.

    ha scritto il 

  • 3

    L'autrice stessa ammette di non essere riuscita a scrivere questo romanzo come avrebbe voluto perchè sentiva di non amarlo e afferma inoltre che forse non sarà più in grado di scrivere con lo stesso a ...continua

    L'autrice stessa ammette di non essere riuscita a scrivere questo romanzo come avrebbe voluto perchè sentiva di non amarlo e afferma inoltre che forse non sarà più in grado di scrivere con lo stesso abbandono. Leggendolo, io quell'amore l'ho avvertito, nel flusso di pensieri, ricordi e visioni oniriche che si intersecano come fili ingarbugliati in un cortocircuito atemporale; se si cerca di ricollegarli a un ordine si finisce per dissipare ogni suggestione, ma soprattutto si perde di vista l'immediatezza, la spontaneità e la straordinaria semplicità che questo romanzo magicamente conserva.

    ha scritto il 

  • 4

    Contrariamente alle sue abitudini Banana compone un lungo romanzo, nel quale il suo modo frammentario di scrivere, per piccoli flash ed emozioni, si compone in una vicenda abbastanza articolata. E ha ...continua

    Contrariamente alle sue abitudini Banana compone un lungo romanzo, nel quale il suo modo frammentario di scrivere, per piccoli flash ed emozioni, si compone in una vicenda abbastanza articolata. E ha un suo perché, una sua poesia, in qualche modo una sua completezza. Bello. Da pensarci su.

    ha scritto il 

  • 1

    Amrita: ma voi ci avete capito qualcosa?

    Devo dire ke questo romanzo è stato molto deludente, xkè è senza capo nè coda, non ci si capisce niente sulla storia di Sakumi, della sua famiglia, della morte della sorella... E' un libro molto dispe ...continua

    Devo dire ke questo romanzo è stato molto deludente, xkè è senza capo nè coda, non ci si capisce niente sulla storia di Sakumi, della sua famiglia, della morte della sorella... E' un libro molto dispersivo.

    ha scritto il 

  • 2

    Alcuni elementi della cultura giapponese hanno sempre il loro fascino ma come libro mi è sembrato un po' campato per aria.
    Forse non ho compreso a pieno la storia però diciamo che non ci ho trovato un ...continua

    Alcuni elementi della cultura giapponese hanno sempre il loro fascino ma come libro mi è sembrato un po' campato per aria.
    Forse non ho compreso a pieno la storia però diciamo che non ci ho trovato un gran senso.
    Non è da buttare ma Banana ha scritto di meglio, finora tra i libri che ho letto di questa scrittrice è quello che mi è piaciuto meno.

    ha scritto il 

  • 3

    Inconsistente.
    Uno spaccato di vita, senza enfasi, quasi senza passione, sicuramente con abbandono e quindi senza reazione.
    In questo spaccato, le storie iniziano e non finiscono ma spariscono, sempli ...continua

    Inconsistente.
    Uno spaccato di vita, senza enfasi, quasi senza passione, sicuramente con abbandono e quindi senza reazione.
    In questo spaccato, le storie iniziano e non finiscono ma spariscono, semplicemente l'autrice dimentica di parlarne ancora. Le da per scontante, o per non più importanti.
    Tranne che, chi invece legge con e per passione, le storie non se le perde per strada, ma ha domande senza risposte.
    Inconsistente. E quando alla fine l'autrice ammette di non aver amato questo libro, ho sospirato ed ho ammesso: nemmeno io.

    ha scritto il 

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