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Amrita

Di

Editore: CDE

3.7
(3373)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 305 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Chi semplificata , Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Tedesco

Isbn-10: A000023926 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giorgio Amitrano

Disponibile anche come: Paperback , Altri , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
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  • 1

    leggerlo: per imparare a guardare dentro se stessi perché è sorprendentemente contagioso l'approfondimento interiore.

    A parlare di sè, della sua famiglia e dei suoi amori è Sakumi.
    Sakumi si sta riprendendo da un incidente che le è costato la memoria e anche se alcuni ricordi con il ...continua

    leggerlo: per imparare a guardare dentro se stessi perché è sorprendentemente contagioso l'approfondimento interiore.

    A parlare di sè, della sua famiglia e dei suoi amori è Sakumi.
    Sakumi si sta riprendendo da un incidente che le è costato la memoria e anche se alcuni ricordi con il tempo hanno cominciato ad affiorare ancora non si è ripresa dal trauma.
    Sakumi ricorda di aver avuto una sorella, Mayu, considerata bellissima da tutti e che aveva intrapreso la carriera di attrice in tenera età.
    Mayu è morta perché, imbottita di anti-depressivi che la rendevano sorridente e serena, si era messa alla guida di un'auto.
    Mayu è nata dal primo matrimonio della mamma di Sakumi. Il papà delle due ragazze è morto e la madre si è risposata e ha avuto Yoshio dal nuovo compagno quando le altre figlie erano già adulte.
    Anche questo matrimonio è fallito e dalle ceneri dell'istituto familiare tradizionale nasce una nuova famiglia: nella stessa casa convivono Yoshio, Sakumi, la cugina Mikiko che ne approfitta come se fosse un bed and breakfast, la madre di Sakumi e l'amica d'infanzia Junko, divorziata.
    La trama è intorno ad una serie di eventi soprannaturali che modificano la percezione che Sakumi e Yoshio hanno del mondo, portandoli a conoscere persone speciali.
    Sakumi s'innamorerà del fidanzato della sorella morta, Ryuichiro, uno scrittore che comincia a viaggiare per trovare ispirazione e materiale per i suoi romanzi e che deciderà di raccontare dell'esperienza di Sakumi, ideando un personaggio che come lei abbia sbattuto la testa e per il trauma abbia perduto la memoria.
    Ryuichiro vuole intitolare il suo romanzo Amrita: l'acqua degli Dei.
    La protagonista di "Amrita" di Ryuichiro è una donna che come Sakumi ha subito un trauma ed ha avuto un'amnesia.
    La perdita della memoria ha permesso a Sakumi di riscoprire la vita e di percepire il mondo intorno a sè in modo nuovo.

    ha scritto il 

  • 3

    L'autrice stessa ammette di non essere riuscita a scrivere questo romanzo come avrebbe voluto perchè sentiva di non amarlo e afferma inoltre che forse non sarà più in grado di scrivere con lo stesso abbandono. Leggendolo, io quell'amore l'ho avvertito, nel flusso di pensieri, ricordi e visioni on ...continua

    L'autrice stessa ammette di non essere riuscita a scrivere questo romanzo come avrebbe voluto perchè sentiva di non amarlo e afferma inoltre che forse non sarà più in grado di scrivere con lo stesso abbandono. Leggendolo, io quell'amore l'ho avvertito, nel flusso di pensieri, ricordi e visioni oniriche che si intersecano come fili ingarbugliati in un cortocircuito atemporale; se si cerca di ricollegarli a un ordine si finisce per dissipare ogni suggestione, ma soprattutto si perde di vista l'immediatezza, la spontaneità e la straordinaria semplicità che questo romanzo magicamente conserva.

    ha scritto il 

  • 4

    Contrariamente alle sue abitudini Banana compone un lungo romanzo, nel quale il suo modo frammentario di scrivere, per piccoli flash ed emozioni, si compone in una vicenda abbastanza articolata. E ha un suo perché, una sua poesia, in qualche modo una sua completezza. Bello. Da pensarci su.

    ha scritto il 

  • 1

    Amrita: ma voi ci avete capito qualcosa?

    Devo dire ke questo romanzo è stato molto deludente, xkè è senza capo nè coda, non ci si capisce niente sulla storia di Sakumi, della sua famiglia, della morte della sorella... E' un libro molto dispersivo.

    ha scritto il 

  • 2

    Alcuni elementi della cultura giapponese hanno sempre il loro fascino ma come libro mi è sembrato un po' campato per aria.
    Forse non ho compreso a pieno la storia però diciamo che non ci ho trovato un gran senso.
    Non è da buttare ma Banana ha scritto di meglio, finora tra i libri che ...continua

    Alcuni elementi della cultura giapponese hanno sempre il loro fascino ma come libro mi è sembrato un po' campato per aria.
    Forse non ho compreso a pieno la storia però diciamo che non ci ho trovato un gran senso.
    Non è da buttare ma Banana ha scritto di meglio, finora tra i libri che ho letto di questa scrittrice è quello che mi è piaciuto meno.

    ha scritto il 

  • 3

    Inconsistente.
    Uno spaccato di vita, senza enfasi, quasi senza passione, sicuramente con abbandono e quindi senza reazione.
    In questo spaccato, le storie iniziano e non finiscono ma spariscono, semplicemente l'autrice dimentica di parlarne ancora. Le da per scontante, o per non più im ...continua

    Inconsistente.
    Uno spaccato di vita, senza enfasi, quasi senza passione, sicuramente con abbandono e quindi senza reazione.
    In questo spaccato, le storie iniziano e non finiscono ma spariscono, semplicemente l'autrice dimentica di parlarne ancora. Le da per scontante, o per non più importanti.
    Tranne che, chi invece legge con e per passione, le storie non se le perde per strada, ma ha domande senza risposte.
    Inconsistente. E quando alla fine l'autrice ammette di non aver amato questo libro, ho sospirato ed ho ammesso: nemmeno io.

    ha scritto il 

  • 4

    El estilo narrativo japonés es muy peculiar. Por eso no gusta a todos y hay opiniones divididas respecto a los libros de autores japoneses. A algunos les parecen tediosos y aburridos, pues se detienen en la cotidianidad de la vida y son bastante poéticos, desmenuzando las experiencias más nimias ...continua

    El estilo narrativo japonés es muy peculiar. Por eso no gusta a todos y hay opiniones divididas respecto a los libros de autores japoneses. A algunos les parecen tediosos y aburridos, pues se detienen en la cotidianidad de la vida y son bastante poéticos, desmenuzando las experiencias más nimias y convirtiéndolas en algo sagrado. Para ellos la vida en sí misma es la aventura, mas que un suceso paranormal o un asesinato, incluso que un futuro distópico.

    Además, los japoneses tienen la tendencia de mezclar la fantasía y la realidad o bien a decantarse por visiones de la vida que en occidente nos parecen extrañas. Son melancólicos, analizan todo y se analizan a sí mismos, así como a la sociedad donde viven. Dichos elementos pueden ser cansinos para quienes buscan historias más estructuradas, por lo que "Amrita" no es recomendable para ese tipo de lectores.

    Amrita es una reflexión sobre la vida y los vínculos, pero sobre todo es una filosofía de vivir el presente y disfrutar del momento, con todo lo que éste implica. La temperatura, los aromas que flotan en el aire, las personas con las que estamos, los sentimientos experimentados, todos esos elementos que configuran un momento único en nuestra vida, de eso se trata Amrita. Y yo soy de la segunda clase de lectores de novela japonesa: los que dan la bienvenida a este tipo de narración y reflexión, por lo que libros como éste son para mí una manera nueva de ver el mundo, a la que Yoshimoto Banana contribuye con sus descripciones poéticas de cosas tan frágiles, efímeras y en apariencia insignificantes como el color del cielo y el sonido del mar, por decir algo.

    Me pareció un libro hermoso, la prosa es interesante, pues se nota la influencia de autores occidentales en un tema muy japonés, muy recurrente en esa literatura. Para mí fue una grata experiencia, por lo que lo recomiendo para los que gustan de este tipo de escritos: Yoshimoto Banana es un -must- para ellos.

    ha scritto il 

  • 0

    Ho letto tutti i libri della Yoshimoto, ma questo è quello che apprezzo di più. Mi piace il modo che l'autrice ha di raccontare le piccole cose, le storie banali e straordinarie delle persone normali.

    ha scritto il 

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