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Amsterdam

By

3.6
(1302)

Language:Français | Number of pages: 195 | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) English , Portuguese , Italian , German , Spanish , Catalan , Chi traditional , Swedish , Latvian , Dutch , Slovenian , Polish , Czech

Isbn-10: 2070754065 | Isbn-13: 9782070754069 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Paperback

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Description du livre
L'intrigue diabolique de ce roman brillamment inscrit dans notre sociétécontemporaine est traitée par Ian McEwan avec l'humour corrosif dont il a le secret.
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  • 3

    McEwan scrive davvero molto bene; stile scorrevole, limpido, mai banale. Storia particolare (anche per quanto riguarda la trama McEwan non è davvero mai banale), con personaggi sgradevoli (anche se tr ...continuer

    McEwan scrive davvero molto bene; stile scorrevole, limpido, mai banale. Storia particolare (anche per quanto riguarda la trama McEwan non è davvero mai banale), con personaggi sgradevoli (anche se tra Vernon e Clive, tutta la mia simpatia va al secondo), forse a tratti esagerati, ma assolutamente e tristemente reali.
    Mi è piaciuto, ma non eccezionale.

    dit le 

  • 2

    francamente mi ha deluso; ben scritto, stile scorrevole pur soffermandosi sulla psicologia dei personaggi... però mi è sembrato inutile, eccessivo e il finale poco credibile; anzi, il finale è forse i ...continuer

    francamente mi ha deluso; ben scritto, stile scorrevole pur soffermandosi sulla psicologia dei personaggi... però mi è sembrato inutile, eccessivo e il finale poco credibile; anzi, il finale è forse il vero problema, McEwan ha voluto essere morale punendo i peggiori (anche se altri pessimi personaggi ci guadagnano), ma che bisogno c'era di ammazzare la verosimiglianza in favore della giustizia?

    dit le 

  • 3

    Agghiacciante

    La consueta capacità di introspezione di Mac Ewan ci regala anche stavolta una interessante girandola di personaggi. Una variopinta serie di “bastardi”, spietati e totalmente privi di scrupoli, e purt ...continuer

    La consueta capacità di introspezione di Mac Ewan ci regala anche stavolta una interessante girandola di personaggi. Una variopinta serie di “bastardi”, spietati e totalmente privi di scrupoli, e purtroppo molto veri, o verosimili.
    Molto deludente il finale, grottesco, che ho trovato forzato e decisamente poco plausibile.

    dit le 

  • 4

    La vicenda ,narrata in questo breve romanzo, è ambientata nell’Inghilterra contemporanea e mette a nudo in maniera molto realista tutte le meschinità, gli egoismi, la mancanza di scrupoli e di coscien ...continuer

    La vicenda ,narrata in questo breve romanzo, è ambientata nell’Inghilterra contemporanea e mette a nudo in maniera molto realista tutte le meschinità, gli egoismi, la mancanza di scrupoli e di coscienza di una società votata a rinnegare ogni rigurgito morale e a basarsi solo sull’apparenza e sul successo. Non si parli di amore, né tantomeno di amicizia: questi sentimenti sono un lusso per i protagonisti. Eppure tutto sembra contraddire quanto ho affermato. Mc Ewan è molto abile : presenta i suoi personaggi prima secondo il loro punto di vista, poi cambia, e la loro personalità ci viene mostrata secondo il punto di vista degli altri protagonisti. Il quadro in questo modo si amplia e si completa poi con la riflessione su tantissimi problemi etici che coinvolgono la società : il diritto all’informazione, il diritto alla privacy, il diritto di essere quel che si vuole. Il romanzo pian piano cresce di tensione sino allo scioglimento conclusivo,un inaspettato colpo di scena finale!!

    dit le 

  • 2

    1998 Booker Prize

    "A chi si mette a rimuginare su un'ingiustizia subita può anche accadere di mescolare il gusto della vendetta con il senso del dovere." La presentazione parlava di grande ironia e senso del grottesco. ...continuer

    "A chi si mette a rimuginare su un'ingiustizia subita può anche accadere di mescolare il gusto della vendetta con il senso del dovere." La presentazione parlava di grande ironia e senso del grottesco. ma l'umorismo inglese non mi ha coinvolto. è il primo che leggo di questo autore e può darsi che non sia il suo più riuscito, però ha pure vinto un premio! dovrò dargli una seconda possibilità.

    dit le 

  • 2

    Eccellente costruzione della trama, di limpida geometria. Una limpida partitura, come quella che vorrebbe scrivere uno dei protagonisti. I periodi scorrono, come le note della partitura, che inizia co ...continuer

    Eccellente costruzione della trama, di limpida geometria. Una limpida partitura, come quella che vorrebbe scrivere uno dei protagonisti. I periodi scorrono, come le note della partitura, che inizia con un adagio e poi sale, andante, tra i dialoghi, si ferma, riprende veloce. Ma come il protagonista arranca nel finale della sua sinfonia, anche McEwan stona con un finale cosi prevedibile - si intuisce almeno 25 pagine prima - e grottesco che mi delude. Ma non è solo il finale, ci sono anche descrizioni noiose, personaggi davvero meschini...nemmeno uno a cui appigliarsi, per il quale provare un po' di simpatia. Riconosco grande talento nel portare a termine questa operazione all'inverso e benchè non possa che riconoscere la superiorità dello stile, tuttavia stavolta mi allontanto dal coro dei lodanti e dichiaro umilmente che il libro non mi è piaciuto. Affatto.

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  • 3

    Favourite quote:

    “In his corner of West London, and in his self-preoccupied daily round, it was easy for Clive to think of civilization as the sum of all the arts, along with design, cuisine, good wine, and the like. ...continuer

    “In his corner of West London, and in his self-preoccupied daily round, it was easy for Clive to think of civilization as the sum of all the arts, along with design, cuisine, good wine, and the like. But now it appeared that this was what it really was- square miles of meager modern houses whose principal purpose was the support of TV aerials and dishes; factories producing worthless junk to be advertised on the televisions and, in dismal lots, lorries queuing to distribute it, and everywhere else, roads and the tyranny of traffic.”

    dit le 

  • 5

    Sulla struttura del racconto

    La rilettura del romanzo mi ha confermato la straordinaria capacità di McEwan di creare un ambiente perfettamente costruito attraverso una avvincente forma narrativa. Si potrebbe immaginare il romanzo ...continuer

    La rilettura del romanzo mi ha confermato la straordinaria capacità di McEwan di creare un ambiente perfettamente costruito attraverso una avvincente forma narrativa. Si potrebbe immaginare il romanzo attraverso la geometria di un triangolo. I due lati sono due protagonisti, due amici entrambi caratterizzati da un’esagerata autostima: uno è un compositore di musica che è stato incaricato dal governo di comporre la “sinfonia del millennio”; l’altro è il direttore di un giornale in declino, e per rilanciarlo impone, contro il parere della redazione, la pubblicazione di alcune foto compromettenti per un ministro. Questi sarà il terzo protagonista, e potremmo definirlo la base del triangolo. Straordinaria simmetria “asimmetrica”: le vite dei due amici-nemici, nella loro complementarietà, destinate all’insuccesso, si scontreranno in modo irreversibile proprio sulle vicende che hanno coinvolto il ministro. Il tutto trae origine dal fatto che i tre protagonisti sono stati amanti di una donna le cui esequie danno inizio al romanzo.
    Un'analisi più dettagliata del contenuto la si può trovare qui:
    http://www.dicoseunpo.it/blog/2009/01/07/amsterdam-di-ian-mcewan/

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  • 5

    Breve e crudele...in una parola...favoloso!

    Pochi come Mc Ewan sanno condensare in meno di 200 pagine, come in questo caso, lo snodo decisivo nella vita di quattro personaggi chiave fornendo al contempo al lettore descrizioni suggestive di paes ...continuer

    Pochi come Mc Ewan sanno condensare in meno di 200 pagine, come in questo caso, lo snodo decisivo nella vita di quattro personaggi chiave fornendo al contempo al lettore descrizioni suggestive di paesaggi e stati d'animo; siamo in zona grande letteratura e qui analisi psicologica, thriller, ritmo serrato e riflessioni su amore e morte accompagnano il lettore fino all'esplosivo finale. Chapeau.

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  • 3

    A distanza di un paio di giorni dalla fine di questa lettura, ammetto che forse il mio giudizio è un po' severo, ma non lo modifico perché anche se ho avuto modo di rivedere alcuni aspetti del romanzo ...continuer

    A distanza di un paio di giorni dalla fine di questa lettura, ammetto che forse il mio giudizio è un po' severo, ma non lo modifico perché anche se ho avuto modo di rivedere alcuni aspetti del romanzo, a conti fatti continua a non ammaliarmi come di solito mi accade con i romanzi di McEwan.

    McEwan nei sui libri riesce solitamente a descrivere la psicologia dei suoi personaggi in modo approfondito e a porli di fronte a un dilemma morale. In Amsterdam, Clive e Vernon sono due amici che si ritrovano al funerale di Molly, ex amante - ma soprattutto, amica - di entrambi. Clive è un compositore di successo, impegnato a scrivere la sinfonia della sua vita, mentre Vernon è il direttore di un quotidiano ormai in declino. Al funerale è presente un altro amante di Molly, Julian Garmony, un politico reazionario disprezzato sia da Clive che da Vernon.

    Nelle settimane successive al funerale Clive e Vernon sono abbastanza sconvolti da fare un patto dalle conseguenze inaspettate. Inaspettate soprattutto perché la loro amicizia viene messa a dura prova dal fatto che entrambi prendono una decisione moralmente discutibile. E a partire da queste decisioni si srotola una sequenza di eventi che conduce ad un colpo di scena finale che ho trovato, però, surreale. Non mi interessa poi così tanto i fuochi d'artificio quando leggo un romanzo di McEwan, mi interessa di più l'accanimento ossessivo sulle psicologie dei personaggi, spesso eccessivi ma sempre 'giustificati'. Qui ci sono moltissimi spunti abbandonati, o addirittura mai presi in considerazione (per esempio, il punto di vista di Garmony, e della moglie) Stranissimo, a mio avviso, che sia l'unico romanzo di McEwan vincitore del Booker Prize.

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