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Amsterdam

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Publisher: Planeta Pub Corp

3.6
(1289)

Language:Español | Number of Pages: 232 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Portuguese , French , Italian , German , Catalan , Chi traditional , Swedish , Latvian , Dutch , Slovenian , Polish , Czech

Isbn-10: 8495971054 | Isbn-13: 9788495971050 | Publish date: 

Also available as: Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Book Description
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  • 2

    Eccellente costruzione della trama, di limpida geometria. Una limpida partitura, come quella che vorrebbe scrivere uno dei protagonisti. I periodi scorrono, come le note della partitura, che inizia con un adagio e poi sale, andante, tra i dialoghi, si ferma, riprende veloce. Ma come il protagonis ...continue

    Eccellente costruzione della trama, di limpida geometria. Una limpida partitura, come quella che vorrebbe scrivere uno dei protagonisti. I periodi scorrono, come le note della partitura, che inizia con un adagio e poi sale, andante, tra i dialoghi, si ferma, riprende veloce. Ma come il protagonista arranca nel finale della sua sinfonia, anche McEwan stona con un finale cosi prevedibile - si intuisce almeno 25 pagine prima - e grottesco che mi delude. Ma non è solo il finale, ci sono anche descrizioni noiose, personaggi davvero meschini...nemmeno uno a cui appigliarsi, per il quale provare un po' di simpatia. Riconosco grande talento nel portare a termine questa operazione all'inverso e benchè non possa che riconoscere la superiorità dello stile, tuttavia stavolta mi allontanto dal coro dei lodanti e dichiaro umilmente che il libro non mi è piaciuto. Affatto.

    said on 

  • 3

    Favourite quote:

    “In his corner of West London, and in his self-preoccupied daily round, it was easy for Clive to think of civilization as the sum of all the arts, along with design, cuisine, good wine, and the like. But now it appeared that this was what it really was- square miles of meager modern houses whose ...continue

    “In his corner of West London, and in his self-preoccupied daily round, it was easy for Clive to think of civilization as the sum of all the arts, along with design, cuisine, good wine, and the like. But now it appeared that this was what it really was- square miles of meager modern houses whose principal purpose was the support of TV aerials and dishes; factories producing worthless junk to be advertised on the televisions and, in dismal lots, lorries queuing to distribute it, and everywhere else, roads and the tyranny of traffic.”

    said on 

  • 5

    Sulla struttura del racconto

    La rilettura del romanzo mi ha confermato la straordinaria capacità di McEwan di creare un ambiente perfettamente costruito attraverso una avvincente forma narrativa. Si potrebbe immaginare il romanzo attraverso la geometria di un triangolo. I due lati sono due protagonisti, due amici entrambi ca ...continue

    La rilettura del romanzo mi ha confermato la straordinaria capacità di McEwan di creare un ambiente perfettamente costruito attraverso una avvincente forma narrativa. Si potrebbe immaginare il romanzo attraverso la geometria di un triangolo. I due lati sono due protagonisti, due amici entrambi caratterizzati da un’esagerata autostima: uno è un compositore di musica che è stato incaricato dal governo di comporre la “sinfonia del millennio”; l’altro è il direttore di un giornale in declino, e per rilanciarlo impone, contro il parere della redazione, la pubblicazione di alcune foto compromettenti per un ministro. Questi sarà il terzo protagonista, e potremmo definirlo la base del triangolo. Straordinaria simmetria “asimmetrica”: le vite dei due amici-nemici, nella loro complementarietà, destinate all’insuccesso, si scontreranno in modo irreversibile proprio sulle vicende che hanno coinvolto il ministro. Il tutto trae origine dal fatto che i tre protagonisti sono stati amanti di una donna le cui esequie danno inizio al romanzo.
    Un'analisi più dettagliata del contenuto la si può trovare qui:
    http://www.dicoseunpo.it/blog/2009/01/07/amsterdam-di-ian-mcewan/

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  • 5

    Breve e crudele...in una parola...favoloso!

    Pochi come Mc Ewan sanno condensare in meno di 200 pagine, come in questo caso, lo snodo decisivo nella vita di quattro personaggi chiave fornendo al contempo al lettore descrizioni suggestive di paesaggi e stati d'animo; siamo in zona grande letteratura e qui analisi psicologica, thriller, ritmo ...continue

    Pochi come Mc Ewan sanno condensare in meno di 200 pagine, come in questo caso, lo snodo decisivo nella vita di quattro personaggi chiave fornendo al contempo al lettore descrizioni suggestive di paesaggi e stati d'animo; siamo in zona grande letteratura e qui analisi psicologica, thriller, ritmo serrato e riflessioni su amore e morte accompagnano il lettore fino all'esplosivo finale. Chapeau.

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  • 3

    A distanza di un paio di giorni dalla fine di questa lettura, ammetto che forse il mio giudizio è un po' severo, ma non lo modifico perché anche se ho avuto modo di rivedere alcuni aspetti del romanzo, a conti fatti continua a non ammaliarmi come di solito mi accade con i romanzi di McEwan. ...continue


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    A distanza di un paio di giorni dalla fine di questa lettura, ammetto che forse il mio giudizio è un po' severo, ma non lo modifico perché anche se ho avuto modo di rivedere alcuni aspetti del romanzo, a conti fatti continua a non ammaliarmi come di solito mi accade con i romanzi di McEwan.

    McEwan nei sui libri riesce solitamente a descrivere la psicologia dei suoi personaggi in modo approfondito e a porli di fronte a un dilemma morale. In Amsterdam, Clive e Vernon sono due amici che si ritrovano al funerale di Molly, ex amante - ma soprattutto, amica - di entrambi. Clive è un compositore di successo, impegnato a scrivere la sinfonia della sua vita, mentre Vernon è il direttore di un quotidiano ormai in declino. Al funerale è presente un altro amante di Molly, Julian Garmony, un politico reazionario disprezzato sia da Clive che da Vernon.

    Nelle settimane successive al funerale Clive e Vernon sono abbastanza sconvolti da fare un patto dalle conseguenze inaspettate. Inaspettate soprattutto perché la loro amicizia viene messa a dura prova dal fatto che entrambi prendono una decisione moralmente discutibile. E a partire da queste decisioni si srotola una sequenza di eventi che conduce ad un colpo di scena finale che ho trovato, però, surreale. Non mi interessa poi così tanto i fuochi d'artificio quando leggo un romanzo di McEwan, mi interessa di più l'accanimento ossessivo sulle psicologie dei personaggi, spesso eccessivi ma sempre 'giustificati'. Qui ci sono moltissimi spunti abbandonati, o addirittura mai presi in considerazione (per esempio, il punto di vista di Garmony, e della moglie) Stranissimo, a mio avviso, che sia l'unico romanzo di McEwan vincitore del Booker Prize.

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  • 4

    un McEwan a "orologeria", disimpegnato e sanamente cattivello. fondamentalmente intrattenimento di gran classe, e qualche consueto dubbio morale - risolto da par suo - tipico di questo scrittore.

    http://www.recensireilmondo.com/

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  • 3

    Avevo già letto "Amsterdam" ai tempi della sua prima uscita. E non mi era piaciuto più di tanto. Riletto ora ed il giudizio è sempre quello. Perchè McEwan non va mai oltre, sembra che si fermi sempre al compitino, alla sufficienza stiracchiata. Bravo eh, ma non si applica.

    said on 

  • 2

    i due protagonisti, lo dico spassionatamente, sono due babbi. proprio. fatti e finiti. ma Ian, tu renderesti degna di lettura qualsiasi storia o trama. Dopo espiazione ti seguo con amsterdam.

    said on 

  • 4

    Le beffe del destino

    Due sono i personaggi principali: Veron, direttore di un grande giornale e Clive, affermato musicista compositore. La vicenda prende avvio dai funerali di Molly che essendo stata amante di tutti i protagonisti, è anche il fil rouge che li lega nel dipanarsi della storia. Veron e Clive sono amici ...continue

    Due sono i personaggi principali: Veron, direttore di un grande giornale e Clive, affermato musicista compositore. La vicenda prende avvio dai funerali di Molly che essendo stata amante di tutti i protagonisti, è anche il fil rouge che li lega nel dipanarsi della storia. Veron e Clive sono amici da lunga data ed hanno in comune la sfrenata ambizione, il cinismo e l'elevatissimo concetto di se stessi. Con sapienza l'autore ne definisce tratto dopo tratto carattere e debolezze in tutti i dettagli.
    I due, presi dai loro progetti, che falliranno miseramente in entrambi i casi facendoli cadere nel ridicolo, i due si troveranno sempre più divisi nel modo di pensare sino ad arrivare ad odiarsi ed a meditare vendetta, che verrà perpetrata ad Amsterdam con un reciproco inganno grottescamente ironico.
    Lettura sicuramente piacevole.

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