Amsterdam

Di

Editore: Einaudi (ET; 708)

3.5
(1411)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 170 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Portoghese , Francese , Tedesco , Spagnolo , Catalano , Chi tradizionale , Svedese , Lettone , Olandese , Sloveno , Polacco , Ceco

Isbn-10: 8806183389 | Isbn-13: 9788806183387 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Susanna Basso

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
È lecito distruggere un uomo politico, sia pure spregevole e privo di scrupoli, attaccandolo sui segreti più intimi della vita privata? E un grande artista, per difendere la propria ispirazione, è autorizzato a ignorare una persona che sta rischiando la vita? Amsterdam è il palcoscenico ideale di una buffa e terribile resa dei conti, "una tragicommedia in cui nessun personaggio è amabile" che, con piacevole e insieme graffiante ironia, ci interroga sul valore di alcune scelte etiche fondamentali. Con questo romanzo Ian McEwan ci regala una sinfonia breve e grottesca sull'odio e la vendetta. Feroce e leggera, la penna di uno dei più grandi scrittori inglesi contemporanei ci trascina abilmente in un appassionante racconto che ritrae il deserto morale di fine millennio. Nel 1998 il romanzo ha vinto il prestigioso Booker Prize.
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  • 3

    TUTTO COMINCIO' AL FUNERALE DI MOLLY DA DOVE PRESE IL VIA UNA CATENA DI EVENTI CON EPILOGO TRAGICO,UMHHH,MEGLIO GROTTESCO!!

    La vicenda offre un quadro disincantato e cupo delle ambizioni, degli egoismi, delle meschinità degli uomini, tutti presi da se stessi fino a rinnegare ogni morale.
    Dei quattro uomini della storia non ...continua

    La vicenda offre un quadro disincantato e cupo delle ambizioni, degli egoismi, delle meschinità degli uomini, tutti presi da se stessi fino a rinnegare ogni morale.
    Dei quattro uomini della storia non si salva nessuno: non George, il marito possessivo che ha approfittato della malattia della moglie per tenerla in pugno e che dopo la sua morte si propone di rovinare un rivale; non Julian, giunto al potere in maniera non limpida; non Clive, ossessionato dalla sinfonia di fine millennio che gli è stata commissionata e che egli antepone anche ai suoi doveri di cittadino e di uomo; non Vernon, che per far decollare la propria carriera è disposto a pescare nel torbido della vita altrui. Tutti loro allontanano disinvoltamente qualunque rigurgito di coscienza, quando capita che ne abbiano.
    Non diversi si presentano i personaggi di contorno, disposti a qualunque inganno o compromesso per raggiungere i propri obiettivi.
    Molly, intelligente, spiritosa, curiosa, versatile, ma lei stessa non priva di ambiguità, resta sullo sfondo: ricordo, dolore, tormento degli uomini che l'hanno amata, ma che l'amore non ha reso migliori.
    Il romanzo è costruito in maniera molto sapiente, soprattutto nella prima parte in cui l'autore tiene davvero alta la suspense. Solo la conclusione grottesca(e un poco raffazzonata) della storia, che racconta gli effetti estremi dell'odio cieco e vendicativo, appare invece eccessiva e toglie credibilità ad una storia, che per il resto ha il sapore amaro della verità, e anche qualche stellina.
    Meritava davvero il Brooker Prize??? Non so !!!!!!

    ha scritto il 

  • 3

    Un romanzo breve ma intenso, che induce ad interrogarsi continuamente sulle azioni dei personaggi. Cosa avrei fatto io? Questa è la grande domanda che il lettore si pone, pagina dopo pagina, fino al g ...continua

    Un romanzo breve ma intenso, che induce ad interrogarsi continuamente sulle azioni dei personaggi. Cosa avrei fatto io? Questa è la grande domanda che il lettore si pone, pagina dopo pagina, fino al grottesco finale.

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    ha scritto il 

  • 2

    La miseria degli illuminati

    Un libro per chi è sensibile al problema etico. Politici, Quarto potere, creativi, mecenati, ognuno nel rispettivo palcoscenico ma anche nella dimensione più diffusa degli affetti più intimi.
    La moral ...continua

    Un libro per chi è sensibile al problema etico. Politici, Quarto potere, creativi, mecenati, ognuno nel rispettivo palcoscenico ma anche nella dimensione più diffusa degli affetti più intimi.
    La morale è quella che ognuno si crea, forgiandola nel proprio ego. Il sacrificio sull’altare delle priorità, nella propria Regola, non è percepita come tale, poiché c’è una missione santissima da onorare. Ciò che si frappone è un ostacolo da sgretolare con ogni mezzo, anche il più subdolo.
    Un manifesto attualissimo sull’inaridimento dei valori più nobili in contesti altolocati: l’amicizia, la gratitudine, la fedeltà, l’onestà.

    Colpisce la competenza di McEwan nelle alte professioni. Riesce ad essere credibile come compositore di musica elargendo una serie di informazioni certo comuni a chi deve affrontare il problema creativo, ma pure come direttore di giornale allestendo un realistico teatrino dove sfilano nevroticamente redattori, caporedattori e scribacchini, immersi nelle dinamiche competitive tipiche di quell’ambiente. Convincente anche l’operazione simpatia del politico nel mirino, argomentazioni di cui abbiamo riscontro ogni giorno.

    Il finale è imperfetto e semplicistico: un po’ come nella sofferta chiusura della sinfonia di Clive, anche McEwan commette lo stesso peccato buttando giù quattro note disperate salvatutto. La soluzione del romanzo sbatte, esausta, su un muro di rocce.

    ha scritto il 

  • 3

    Il direttore di un giornale, un compositore di musica classica e il ministro degli esteri britannico cos'hanno in comune? Una ex amante e una storia, questa, raccontata in Amsterdam dove ripicche e ve ...continua

    Il direttore di un giornale, un compositore di musica classica e il ministro degli esteri britannico cos'hanno in comune? Una ex amante e una storia, questa, raccontata in Amsterdam dove ripicche e vendette incrociate si consumano in un finale un po' grottesco per certi versi, ma anche di grande impatto per altri.

    ha scritto il 

  • 3

    Si poteva fare meglio

    Inizialmente si stenta a riconoscere McEwan. La prosa nei primi capitoli è molto semplice, quasi deliberatamente semplice; via via però mette in mostra tutta la sua maestria stilistica.
    Nucleo della s ...continua

    Inizialmente si stenta a riconoscere McEwan. La prosa nei primi capitoli è molto semplice, quasi deliberatamente semplice; via via però mette in mostra tutta la sua maestria stilistica.
    Nucleo della storia è l'etica morale, quanto questa possa essere strumentalizzata e messa agli estremi a tacere quando si tratta di salvaguardare i propri interessi: l'uno distruggendo un polito tramite la stampa al fine ricondurre allo splendore il proprio giornale in declino;l'altro lasciando che sotto i propri occhi si consumi un meschino crimine per trattenere e nutrire la sete pressante della propria ispirazione artistica per comporre una sinfonia di successo. Ed è anche una dimostrazione di quanto un individuo possa essere clemente con se stesso e allo stesso tempo moralmente intransigente verso gli altri. Sarà proprio questo dissidio a creare una crepa destinata a diventare una voragine tra i due protagonisti che, tra equivoci e scherzi del caso, si distruggeranno a vicenda. Interessantissimo constatare che proprio nel capitolo dedicato all'escursione ispirante del compositore, appaia sotto una forma abbozzata quello che sarà il tema centrale, dilatato e sublimato, del romanzo immediatamente successivo, cioè Espiazione: la soggettività percettiva della realtà, come vista tramite una lente fuorviante su cui agiscono inesorabilmente i propri pregiudizi, precetti, impressioni, stati d'animo. Lui che guarda non visto consumarsi dinanzi a lui una colluttazione variamente interpretata tra un uomo e una donna, non ricorda l'adolescente Briony che intravede Roby e Cecilia nei pressi della fontana innescando, per via della sua incapacità di comprendere a pieno la situazione, una serie di eventi irrevocabili e fatali? Sublime la descrizione del lavoro artistico del compositore. Nonostante ciò ho trovato il romanzo in certi punti superficiale, forzato da un espediente narrativo che spinge ad un finale assolutamente irrealistico.
    Un buon McEwan ma a mio parere, ma non il capolavoro da tanti magnificato meritevole di aver vinto il Brooker Prize.

    ha scritto il 

  • 3

    La scrittura di McEwan è sempre mirabile. Amsterdam ti mette di fronte alla possibilità che nella vita ti ritrovi di fronte a domande fondamentali e scelte profonde, tra ciò che è importante per me e ...continua

    La scrittura di McEwan è sempre mirabile. Amsterdam ti mette di fronte alla possibilità che nella vita ti ritrovi di fronte a domande fondamentali e scelte profonde, tra ciò che è importante per me e per gli altri, tra continuare a perseguire i propri obiettivi o fermarsi per dare spazio agli altri, ai loro pensieri, ai loro bisogni. Eccezionale il capitolo in cui Clive, grande artista compositore, vede un uomo che sta iniziando una violenza su una donna, ma per, non perdere l'ispirazione, decide di non preoccuparsene e se ne va.. senza rimpianti.. Ci si domanda: è possibile che un uomo arrivi a tanto? Potrebbe capitare anche a me? Credo sia questa la forza di un romanzo.. Alla fine c'é anche un finale grottesco dove i due amici, in pratica, si uccidono vicendevolmente..

    ha scritto il 

  • 4

    Amistades peligrosas

    Primera obra que leo de este escritor y mis expectativas se ha visto totalmente cumplidas con esta notable novela. La narración parte de la muerte de una mujer excepcional (ausente pero totalmente pre ...continua

    Primera obra que leo de este escritor y mis expectativas se ha visto totalmente cumplidas con esta notable novela. La narración parte de la muerte de una mujer excepcional (ausente pero totalmente presente en la trama) y la huella que dejó en 4 hombres: 3 amantes y su marido. Dos de ellos, un periodista y un reputado compositor, amigos íntimos (no obstante con caracteres diferentes y opuestos) son los conductores de esta historia subyugante, por momentos, que toca varias materias interesantes: amistad, enfermedad, vejez, eutanasia, el derecho a la intimidad, el deber moral, la manipulación del poder, etc., además de algunos párrafos líricos dedicados a la creación artística, la exaltación creativa o el amor a la Naturaleza. Todo ello narrado ágilmente, con buenos diálogos y un lenguaje asequible, pero, como he anunciado antes, con cantidad y profundidad en temas significativos y espinosos.
    La única pega que veo, y eso que he leído críticas elogiosas a este respecto, es el final. Para mi juicio es bastante inverosímil y un tanto forzado, más propio de un determinado género barato, que no especifico para no dar pistas. Además esta conclusión hace “igualar” a los dos amigos protagonistas tan antagónicos en la historia. Se puede considerar este colofón, desde un prisma más bondadoso por mi parte, como un “broche” un tanto original y de un humor negro muy sarcástico. Globalmente, y sin duda, es una obra muy a tener en cuenta.

    Mi nota: 7 (7,5)

    ha scritto il 

  • 0

    Vabbè, McEwan è bravo bravo a scrivere e questo si sa. Non sono un critico letterario, non ne ho nè gli strumenti, nè la competenza. Quindi non commenterò questo romanzo, dirò soltanto che già poche s ...continua

    Vabbè, McEwan è bravo bravo a scrivere e questo si sa. Non sono un critico letterario, non ne ho nè gli strumenti, nè la competenza. Quindi non commenterò questo romanzo, dirò soltanto che già poche settimane dopo averlo letto, non me ne ricordavo più la trama e ogni volta che vedo la copertina di questo libro sulla libreria penso sempre: 'ah, già...ma di che parlava?'
    In una parola (la mia, eh, mica quella di un critico): dimenticabile

    ha scritto il 

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