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Amsterdam

By Ian McEwan, Susanna Basso (Translator)

(699)

| Paperback | 9788806183387

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Book Description

È lecito distruggere un uomo politico, sia pure spregevole e privo di scrupoli, attaccandolo sui segreti più intimi della vita privata? E un grande artista, per difendere la propria ispirazione, è autorizzato a ignorare una persona che sta rischiando la vita? Amsterdam è il palcoscenico ideale di unContinue

È lecito distruggere un uomo politico, sia pure spregevole e privo di scrupoli, attaccandolo sui segreti più intimi della vita privata? E un grande artista, per difendere la propria ispirazione, è autorizzato a ignorare una persona che sta rischiando la vita? Amsterdam è il palcoscenico ideale di una buffa e terribile resa dei conti, "una tragicommedia in cui nessun personaggio è amabile" che, con piacevole e insieme graffiante ironia, ci interroga sul valore di alcune scelte etiche fondamentali. Con questo romanzo Ian McEwan ci regala una sinfonia breve e grottesca sull'odio e la vendetta. Feroce e leggera, la penna di uno dei più grandi scrittori inglesi contemporanei ci trascina abilmente in un appassionante racconto che ritrae il deserto morale di fine millennio. Nel 1998 il romanzo ha vinto il prestigioso Booker Prize.

Critics

  • Amsterdam By Ian McEwan

    Ian McEwan writes like no one else. As his newest novel Amsterdam shows, McEwan holds few peers. Amsterdam, winner of the 1998 Booker Prize, deconstructs civility in a story where fate and the dark side of human nature seep through the cracks of an a ... (read full critics)

    bookpage published on Fri, 17 Sep 2010

  • Wages of Sin

    Ian McEwan is a prize winner. His novels and stories have won the Somerset Maugham Award and the Whitbread Prize, and have been shortlisted for Britain’s most hyped trophy, the Booker Prize. This year he won it with Amsterdam. When the award was made ... (read full critics)

    nybooks published on Wed, 25 Aug 2010

9 Reviews

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  • 1 person find this helpful

    Storie di ordinaria (dis)umanità. Cinico amaro e ben costruito: convince, ma non mi avvince (non so spiegarmene il motivo, ma tant'è). Calcolando che il primo libro di McEwan che ho letto è stato una mezza delusione e che questa è la seconda prova ripongo grandi speranze nella terza.

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    Bradamante said on Jan 12, 2012 about the Others edition | Add your feedback

  • 1 person find this helpful

    Cinismo e inganni, rancore e vendetta sono gli ingredienti di un amaro McEwan.
    Clive, Vernon e Jeremy sono le egoiste vittime di sé stessi oltre che di George, machiavellico vedovo di Molly, la cui morte mi duole dirlo è soltanto un pretesto per sfogare il machismo di tutti i protagonisti.

    Si può ... (continue)

    Cinismo e inganni, rancore e vendetta sono gli ingredienti di un amaro McEwan.
    Clive, Vernon e Jeremy sono le egoiste vittime di sé stessi oltre che di George, machiavellico vedovo di Molly, la cui morte mi duole dirlo è soltanto un pretesto per sfogare il machismo di tutti i protagonisti.

    Si può dire? Li ho odiati tutti!
    Con una punta speciale dedicata al virtuoso musicista che lascia stuprare una donna per concludere una sinfonia. Forse una trovata eccessiva, ma se voleva infastidire, certo ci riesce.

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    Sognodime [ha poco tempo per leggere in questo periodo] said on Sep 24, 2011 about the Hardcover edition | Add your feedback

  • Ian McEwan - Amsterdam

    Mah sinceramente questa volta sono rimasto un pò perplesso. McEwan mi ha abituato sovente a storie strane o comunque da interpretare pesantemente (seppur non criptiche). Però questa volta forse ha calcato un pò troppo la mano. Da un lato mi verrebbe voglia di premiare con un voto più alto questo Ams ... (continue)

    Mah sinceramente questa volta sono rimasto un pò perplesso. McEwan mi ha abituato sovente a storie strane o comunque da interpretare pesantemente (seppur non criptiche). Però questa volta forse ha calcato un pò troppo la mano. Da un lato mi verrebbe voglia di premiare con un voto più alto questo Amsterdam, dall'altro fatico ad inquadrarlo.

    Il tema dominante di questo romanzo è sicuramente quello etico. McEwan ci propone una serie di situazioni in cui i protagonisti si trovano di fronte a delle scelte da compiere che implicano in maniera preponderante la morale. Se il confronto tra il politico ed il giornalista sulle foto scandalo è attuale ed interessante, la parte relativa al serial killer ed il muscicista l'ho trovata forse poco credibile o comunque artificiosa.

    Il punto focale tuttavia, a mio avviso, è che attorno a questo romanzo c'è poca carne. Sicuramente McEwan non è uno scrittore che si perde in inutili fronzoli, ma avrei gradito forse che le vicende venissero sviscerate di più. Ho quasi avvertito in certi momenti una necessità fisiologica di avere più dettagli e forse di andare oltre quella patina apatica che avvolge il libro (ma qui attenzione che è un distinguo di McEwan).

    Il finale è di quelli che non ti dimentichi. Amarissimo, tagliente e forse anche grottesco per come si sviluppa. Ma alla fine è tutta l'opera ad avere un tono che in certi momenti rasenta veramente il grottesco ed indirizzata pesanetemente verso un'apatia stagnante. Probabilmente il libro più controverso che mi è capitato fino ad ora di leggere di questo scrittore. Può piacere in maniera esagerata, come può invece lasciare anche disturbati. Io mi pongo nel mezzo, ribadendo che forse approfondendo alcune situazioni mi sarei sentito più soddisfatto. In tal senso si ha sì un libro molto compatto che sfiora quasi il saggio, ma al contempo ho chiuso il romanzo con un senso di appetito ma anche un pò straniato da ciò che ho letto. Così così.

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    david said on Feb 2, 2012 | Add your feedback

  • Bel romanzo, che inizia con il funerale di Molly ex amante e amica del compositore Clive Linley e del direttore di un famoso giornale Vernon Halliday, la quale, anche se defunta riemerge continuamente nell'intreccio della vicenda, che narra il degradarsi del rapporto di amicizia dei due personaggi e ... (continue)

    Bel romanzo, che inizia con il funerale di Molly ex amante e amica del compositore Clive Linley e del direttore di un famoso giornale Vernon Halliday, la quale, anche se defunta riemerge continuamente nell'intreccio della vicenda, che narra il degradarsi del rapporto di amicizia dei due personaggi e il loro proprio declino personale e etico. McEwan conclude il tutto con esito squisitamente shakespeariano.

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    HannaLisa said on Jan 26, 2012 | Add your feedback

  • La miseria della vanità umana

    Libro breve ma non semplice in cui la costruzione generale è molto ricercata ma, a volte, poco fluida. La lettura quindi richiede molta concentrazione, forse anche a causa della traduzione italia.
    Il romanzo però è di notevole livello e, come in Solar, racconta con estrema e raffinata ironia le mise ... (continue)

    Libro breve ma non semplice in cui la costruzione generale è molto ricercata ma, a volte, poco fluida. La lettura quindi richiede molta concentrazione, forse anche a causa della traduzione italia.
    Il romanzo però è di notevole livello e, come in Solar, racconta con estrema e raffinata ironia le miserie umane. Anche in questo caso Mc Ewan se la prende con ipotetici "Vip" londinesi, apparentemente affermati, ma meschini, vanitosi ed insicuri all'ennesima potenza.
    Il libro strappa numerosi sorrisi. Da leggere.

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    Mr Dave said on Jan 23, 2012 | Add your feedback

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9788806183387 Paperback €9.50 €7.12 IBS.IT
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