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Amusing Ourselves to Death

Public Discourse in the Age of Show Business

By

Publisher: Penguin (Non-Classics)

4.2
(83)

Language:English | Number of Pages: 192 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , German , Spanish , Catalan

Isbn-10: 0140094385 | Isbn-13: 9780140094381 | Publish date:  | Edition Reissue

Also available as: Hardcover , Audio Cassette , eBook

Category: Non-fiction , Philosophy , Social Science

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Book Description
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  • 3

    Postman scrive nel 1984, e partendo da Orwell si muove a dimostrare che la profezia più calzante è in realtà stata quella di Huxley. Su questa tesi si basa l'intero libro e la sua critica della TV ...continue

    Postman scrive nel 1984, e partendo da Orwell si muove a dimostrare che la profezia più calzante è in realtà stata quella di Huxley. Su questa tesi si basa l'intero libro e la sua critica della TV come medium in grado di costruire un'epistemologia basata sull'apprendimento capace di influenzare l'intera società. Testo forse un po' "attempato", utile leggerlo oggi insieme a Televisione di Freccero, che ne rappresenta un aggiornamento e un adattamento allo specifico italiano.

    said on 

  • 5

    Un'analisi interessantissima e attualissima (nonostante il libro sia del 1985). Viene evidenziato come la televisione ha cambiato il nostro approccio all'informazione e il nostro linguaggio. ...continue

    Un'analisi interessantissima e attualissima (nonostante il libro sia del 1985). Viene evidenziato come la televisione ha cambiato il nostro approccio all'informazione e il nostro linguaggio. Convincente l'analisi sui romanzi distopici "il mondo nuovo" e "1984". L'autore argomenta in maniera approfondita come la visione di Huxley si sia realizzata. Unico appunto è che l'analisi viene fatta sulla società americana, profondamente diversa dalla nostra. Ma non appena si trova la chiave di lettura si capisce che questo libro va assolutamente letto!

    said on 

  • 2

    Classico, sì, ma invecchiato male

    Classico della sociologia della comunicazione (un ossimoro, "classico" e "sociologia [della comunicazione]"). Appunto, due stelle. Uno di quei libri che è improbabile un neo-laureato in scienze ...continue

    Classico della sociologia della comunicazione (un ossimoro, "classico" e "sociologia [della comunicazione]"). Appunto, due stelle. Uno di quei libri che è improbabile un neo-laureato in scienze della comunicazione non faccia oggetto di name-dropping mentre è al bar con quei quattro brillanti or(in)atóri dei suoi amici. Che poi lo si sia letto, è irrilevante. Non è certo una lettura che generi ricchezza informativa, nello smaliziato lettore casuale del 2012.

    Postman parla male della televisione, ne dice peste e corna: "Ti piace vincere facile?", oggi; forse nel 1984 la cosa era meno scontata. Ma come ne parla male: questo è il problema. Sì, è vero: il medium condiziona - e in maniera decisiva - il modo con cui gli uomini si rapportano alla realtà; l'avvento della televisione come discorso in sé conchiuso e, quindi, come potere, è stata certamente una rivoluzione. Pure, il decerebramento generale che ha accompagnato la TV-centrizzazione del mondo (da che il mondo prima si reggeva su una comunicazione di matrice "tipografica", indirizzata a e indirizzante un certo tipo di pubblico razionale, in grado di mantenere la concentrazione per più di cinque minuti e capace di costruire concatenazioni più o meno logiche di proposizoni significanti) è fenomeno facilmente verificabile (ci sguazziamo dentro, in pratica). Interessante e condivisibile la crociata contro l'utilizzo della televisione a fini didattici.

    Insomma: molto è condivisibile, in questo libro (qualsiasi critica ai mezzi di comunicazione di massa post-1850, compreso quello di cui mi sto avvalenddo in questo momento, è benedetto e sacrosanto). Però l'argomentare complessivo presentato in "Divertirsi da morire" non dà l'impressione di essere figlio di quella amata razionalità lucida e foriera di articolazioni discorsive consequenziali e complesse il cui nome ricorre spesso tra le pagine: sembra, piuttosto, un vorticare di opinioni - rispettabilissime, per carità - e di preoccupazioni attorno al troncone di una teoria storico-critica dello sviluppo della comunicazione tagliata con l'accetta. Le generalizzazioni sulla fotografia, la mancanza di una messa in critica della "civiltà tipografica" e l'incredibile sottovalutazione della (ancora imberbe all'epoca) rivoluzione digitale, ma soprattutto lo stile del discorso, fanno di quest'opera quello che dicevo all'inizio: un semplice classico della sociologia della comunicazione, laddove - con un maggior rigore scientifico nell'elaborazione del testo - partendo dagli stessi ingredienti "ideologici" si sarebbe potuto costruire qualcosa di più solido e resistente all'usura del (oggettivo) tempo.

    Anyway: lettura consigliata a grillini con e senza aspirazioni talkshowistiche (a tratti, il ivello di analisi è analogo a quello di...)

    ***

    Rubo il gioco musico/libresco a un'amica: l'equivalente musicale di "Divertirsi da morire" non può non essere "Amused to Death" di Roger Waters, che pare si sia proprio ispirato all'opera di Postman per mescerci la sua sbobba di rock generico-progressivo impegnato, ma col cuore un po' nostalgico delle pantofole col pelouche.

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  • 0

    La obrita de Neil Postman podrá ser todo lo americana que queramos, todo lo anticuada y desfasada que se nos antoje, pero es, y seguirá siendo muchos años más, una indiscutible referencia para ...continue

    La obrita de Neil Postman podrá ser todo lo americana que queramos, todo lo anticuada y desfasada que se nos antoje, pero es, y seguirá siendo muchos años más, una indiscutible referencia para entender de forma íntegra y verdadera la dimensión que ha alcanzado la televisión en la mentalidad colectiva y en la manera de comprender la vida misma.

    Muy interesante, por lo demás, resulta la asociación del cambio experimentado por la sociedad con las teorías propuestas por Huxley en Un mundo feliz. Postman rechaza de este modo la interpretación de Orwell en 1984; un apunte muy significativo si tenemos en cuenta el año en que Divertirse hasta morir fue escrito. La verdadera propuesta y tesis de Postman no es volver a remarcar la idea del espectáculo de masas y la caída en la banalidad, ni siquiera es intención expresa y directa del autor la comparación con tiempos pasados, sino ahondar en las causas de la ausencia de reflexión social y del extravío de los motivos que nos mueven a pensar y actuar.

    Con todo, Postman no trata en ningún momento de forjar un discurso maniqueísta (ahí la diferencia con otras obras de una misma temática que caen en tópicos manidos), sino que establece una progresión ontológica que nos conduce a la comprensión total de la esencia de la televisión. No confundir conceptos e interpretarlos todo lo objetivamente que se pueda es, si cabe, uno de los grandes retos para escapar a estos tiempos de posmodernidad. Neil Postman nos sirve de guía en este camino hacia la verdad con acierto y gran pericia analítica.

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  • 5

    "Contrariamente a un’opinione diffusa anche tra le persone colte, Huxley e Orwell non avevano profetizzato le stesse cose. Orwell immagina che saremo sopraffatti da un dittatore. Nella visione di ...continue

    "Contrariamente a un’opinione diffusa anche tra le persone colte, Huxley e Orwell non avevano profetizzato le stesse cose. Orwell immagina che saremo sopraffatti da un dittatore. Nella visione di Huxley non sarà il Grande Fratello a toglierci l’autonomia, la cultura e la storia. La gente sarà felice di essere oppressa e adorerà la tecnologia che libera dalla fatica di pensare. Orwell temeva che i libri sarebbero stati banditi; Huxley, non che i libri fossero vietati, ma che non ci fosse più nessuno desideroso di leggerli. Orwell temeva coloro che ci avrebbero privato delle informazioni; Huxley, quelli che ce ne avrebbero date troppe, fino a ridurci alla passività e all’egoismo. Orwell temeva che la nostra sarebbe stata una civiltà di schiavi; Huxley, che sarebbe stata una cultura cafonesca, ricca solo di sensazioni e bambinate. Nel Ritorno al mondo nuovo, i libertari e i razionalisti - sempre pronti ad opporsi al tiranno – «non tennero conto che gli uomini hanno un appetito pressoché insaziabile di distrazioni». In 1984, aggiunge Huxley, la gente è tenuta sotto controllo con le punizioni; nel Mondo nuovo, con i piaceri. In breve, Orwell temeva che saremmo stati distrutti da ciò che odiamo, Huxley, da ciò che amiamo. Il mio libro si basa sulla probabilità che abbia ragione Huxley, e non Orwell” (Neil Postman, Divertirsi da morire, Premessa, pp. 15-16)

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  • 5

    這個暑假參加了教會的避靜活動﹐在Trinity Western University過了一個週未。我對宗教活動興趣不大﹐反倒是逛大學書店時﹐發現了這本Amusing Ourselves to ...continue

    這個暑假參加了教會的避靜活動﹐在Trinity Western University過了一個週未。我對宗教活動興趣不大﹐反倒是逛大學書店時﹐發現了這本Amusing Ourselves to Death。這本書是傳理系的必讀課本﹐剛巧大學暑期班有開這門課﹐像全新一般的二手課本才賣十元﹐我二話不說便立即買下來。人家去避靜讀聖經﹐我則悄悄地在看這本經典。

    這本書出版超過二十年﹐現在看也完全沒有過時的感覺。作者Postman是批評電視即食文化的先驅﹐我們常聽到電視機讓大眾變得更蠢的說法﹐他便是第一個提出來的人。隨口批評電視文化很容易﹐在報紙上網絡中的三流作家也說過不少。但Postman的批評並非順口開活﹐他在書中清晰地把理據展視出來﹐ 從媒介本身的先天限制說起﹐檢視大眾傳媒的發展歷史﹐對比文字媒介﹐收音機和電視本質上的差異。

    人類思想的交流﹐知識的傳遞﹐必須經過媒介。因不同媒介先天的限制﹐會影響並改變思想內容﹐從而影響並塑造當中的文化。原始人的煙火訊號﹐完全不能傳遞複雜的慨念﹐只能作簡單的表示。在文字發明以前﹐知識以口頭傳授﹐內容只能以寓言故事方法去表達﹐沒有辨法作嚴緊細密的思考。有了文字記錄後以書本作媒介﹐知識才能夠有層次地表達﹐閱讀培養人類理性思考的能力。在林肯當總統的年代﹐他的競選演說長達七個小時﹐演說如同書本般朗讀出來﹐把理據推論前因後果一一例出﹐用理性去說服聽眾贏取支持。而那個年代的聽眾因習慣文字媒介﹐有能力吸收並思考林肯的演說的內容。

    電視的出現取代了文字的地位﹐成為人類吸受知識的主要媒介。電視畫面與文字有本質上的差別﹐電視以刺激官感為媒介﹐令觀眾憑感覺取代思考。電視在短時間內﹐把大量的知訊堆在觀眾面前﹐觀眾還未有時間仔細思考﹐題材便已一轉又有新的知訊。我們知道很多知訊﹐但那些知訊卻離我們很遠﹐甚至與我們日常生活沒有關連。我們只是不停在吸收﹐可是卻沒有把吸收來的知訊﹐轉換成行動的空間。電視媒介的最大問題﹐並不是那些低能白痴的娛樂節目﹐而是把所有需要嚴肅正經的節目﹐不論是新聞﹐政治﹐經濟﹐宗教﹐教育的內容﹐也淪於娛樂化﹐淘空了原本應有的內容﹐只剩下空洞的軀殼。

    作者在最後一章﹐總結全書的內容﹐並警告我們思想的淪亡。思想和文化的最大敵人﹐並不是如一九八四中﹐老大歌控制人民的思想﹐而是美麗新世界所寓言 ﹐我們的思想迷失在無盡的娛樂之中。作者在寫這本書時﹐還末發明互聯網。今天互聯網逐漸取代電視﹐文字的重要性再次抬頭﹐壓倒影像成為我們獲取知識的主要媒介﹐不知作者會又如何看這個新媒介呢。

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  • 5

    Wa!

    È il primo libro di Postman che ho letto, e ha lasciato il segno. Tutto magnifico: dal incipit e il confronto da Orwell e Huxley fino alla lucidità delle analisi e alle notizie storiche che Postman ...continue

    È il primo libro di Postman che ho letto, e ha lasciato il segno. Tutto magnifico: dal incipit e il confronto da Orwell e Huxley fino alla lucidità delle analisi e alle notizie storiche che Postman riesce a estrarre da un passato dimenticato (e fatto dimenticare) e regalarci.

    said on 

  • 5

    Dedicato a chi pensa che la tv non conti nulla. 190 pagine sulla distruzione delle capacità di raziocinio operata dalla televisione. Il discorso pubblico al tempo della tv è ridotto a slogan, ...continue

    Dedicato a chi pensa che la tv non conti nulla. 190 pagine sulla distruzione delle capacità di raziocinio operata dalla televisione. Il discorso pubblico al tempo della tv è ridotto a slogan, svuotato da ogni ancoraggio ad argomentazioni logiche. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare il danno maggiore non è procurato dai programmi di puro intrattenimento, ma dai notiziari, dibattiti politici, talk show di approfondimento che a causa della natura spettacolare del mezzo riducono a livello di intrattenimento ogni discussione su qualunque argomento. Per dirla con le parole dell'autore "la televisione seria è una contraddizione in termini."

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  • 5

    Interessa. Tutti.

    dovrebbero farlo leggere nelle scuole, davvero. forse siamo ancora in tempo a salvarci. uno dei più intelligenterrimi che mi capita di leggere da un bel po'.

    [l'unico da cui mi lascio dire i colti ...continue

    dovrebbero farlo leggere nelle scuole, davvero. forse siamo ancora in tempo a salvarci. uno dei più intelligenterrimi che mi capita di leggere da un bel po'.

    [l'unico da cui mi lascio dire i colti e i pedanti -come quelli che leggono il mio libro- avranno già capito [...] ]

    said on 

  • 5

    Una feroce critica a ciò che viviamo nei nostri giorni? Potrebbe essere vista così, e forse 7 anni fa (quando uscì il libro) forse lo era anche. Ora la vedo più come una sorta di cieca ...continue

    Una feroce critica a ciò che viviamo nei nostri giorni? Potrebbe essere vista così, e forse 7 anni fa (quando uscì il libro) forse lo era anche. Ora la vedo più come una sorta di cieca rassegnazione ad un nuovo tipo di società. Una società basata sull'autismo di chi ne è parte, dalla totale passività ad un regime basato non più sulle armi o sul terrore, bensì sul divertimento. O meglio, quello che appare come tale. La rivoluzione sociologica apportata dall'era della televisione è senza dubbio alla pari con altri suoi più vetusti ed illustri precedenti (scrittura? morse? radio?), ma a differenza di questi ultimi ci ha consegnato anche un ulteriore, insopportabile fardello: quello del declino della cultura, della informazione falsata, della dipendenza visiva, della passività. Tutte miniere d'oro per chi gioca con le menti ormai ottenebrate di noi povoro popolo: ovvero per chi ha il potere.</p><p>Svegliamoci! Leggetelo se volete rendervi conto (o anche solo aver conferma) della nuova era delle minacce invisibili e melliflue, davvero molto bello (purtroppo).

    said on