An Abundance of Katherines

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Publisher: Penguin Books Ltd

3.4
(498)

Language: English | Number of Pages: 272 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , German , Portuguese , Spanish

Isbn-10: 0142410705 | Isbn-13: 9780142410707 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , eBook , Library Binding , Others

Category: Fiction & Literature , Romance , Teens

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Book Description
When it comes to relationships, Colin Singleton's type is girls named Katherine. And when it comes to girls named Katherine, Colin is always getting dumped. Nineteen times, to be exact. On a road trip miles from home, this anagram-happy, washed-up child prodigy has ten thousand dollars in his pocket, a bloodthirsty feral hog on his trail, and an overweight Judge Judy - loving best friend riding shotgun - but no Katherines. Colin is on a mission to prove The Theorem of Underlying Katherine Predictability, which he hopes will predict the future of any relationship, avenge Dumpees everywhere, and finally win him the girl. Love, friendship, and a dead Austro-Hungarian archduke add up to surprising and heart - changing conclusions in this ingeniously layered comic novel about reinventing oneself. This book comes from the "New York Times" bestselling author of "The Fault in Our Stars" and "Looking for Alaska", John Green. John has a huge online presence through his 1.1 million Twitter followers and YouTube channel Vlogbrothers, which has been viewed over 200 million times and has 660,000 subscribers, making it one of the most successful online channels in history.
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  • 3

    Carino ma dopo aver letto "Colpa delle stelle" e poi "Cercando Alaska" l'ho trovato in certi punti molto simile. Ad esempio la mania di Colin di diventare qualcuno e di essere ricordato è praticamente ...continue

    Carino ma dopo aver letto "Colpa delle stelle" e poi "Cercando Alaska" l'ho trovato in certi punti molto simile. Ad esempio la mania di Colin di diventare qualcuno e di essere ricordato è praticamente la stessa di Augustus in "Colpa delle stelle".
    La prima parte del libro è stata noiosa, ma fortunatamente nella seconda metà mi è piaciuto di più e le pagine scorrevano velocemente, strappandomi anche qualche risatina durante i dialoghi fra i tre amici.

    said on 

  • 3

    Carino, parte un po' lento ma dopo la metà si riprende... simpatiche le note a piè di pagina. Ho comunque preferito di gran lunga Città di carta

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  • 0

    Teorema Catherine

    Avete già letto Cercando Alaska? Città di Carta? Se la risposta è sì potete benissimo evitare di leggere “Teorema Catherine” perché la solfa è sempre la stessa...
    Continua qui: http://paroleincartateb ...continue

    Avete già letto Cercando Alaska? Città di Carta? Se la risposta è sì potete benissimo evitare di leggere “Teorema Catherine” perché la solfa è sempre la stessa...
    Continua qui: http://paroleincartateblog.com/2016/01/04/teorema-catherine-promesso-basta-john-green/

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  • 2

    ommioddio che noia

    mi dispiace ma non mi è piaciuto per niente.. non tanto per la storia, che poteva essere anche carina, quanto per i personaggi stereotipati.. mi sembrava di rileggere città di carta.

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  • 2

    "Tu sei tanto importante quanto lo sono per te le cose che fai"

    L'azzurro celeste del cielo veniva sospinto verso l'orizzonte da un cielo grigio e voglioso di tempesta. Alcune gocce iniziarono a cadere dal cielo e mi sbrigai a rientrare in casa. Infilai i piedi ne ...continue

    L'azzurro celeste del cielo veniva sospinto verso l'orizzonte da un cielo grigio e voglioso di tempesta. Alcune gocce iniziarono a cadere dal cielo e mi sbrigai a rientrare in casa. Infilai i piedi nelle mie morbide pantofole e ciabattai fino alla cucina. Un lieve e adorabile caldo arrivava dal forno spento da poco, accompagnato da un delizioso profumo di strudel. Quale delizia per la mia pancia che già da qualche ora borbottava con sempre maggiore insistenza! Dopo aver riposto una striscia del dolce in un involucro di tovaglioli, mi sedetti in poltrona. Non era ancora buio, ma tutto l'insieme di cose mi ricordava novembre. Abbassai lo schienale e afferrai il libro che sporgeva dalla mensola del caminetto. Teorema Catherine. John Green. Un po' dubbiosa ma al tempo stesso speranzosa, cercavo di figurarmi la storia: un'appassionante vicenda come Colpa delle stelle, o una delusione come Città di carta? Mi aspettavo un romanzo divertente, matematico ma semplice. Ero pronta. Potevo decidere se Green era un autore che meritava il mio tempo oppure era da mettere da parte.
    Mentre leggevo i primi capitoli, la leggera pioggerellina si era trasformata in un turbinio di foglie, che sbattevano impetuosi, piegando i rami spogli. Infreddolita, mi avvolsi in una coperta e proseguii la lettura. Incessante, come la pioggia, era la speranza che il romanzo decollasse. Purtroppo né il tempo, né la storia migliorarono.
    Colin, ragazzo prodigio o piccolo genio (ancora non si sa), ha collezionato ben diciannove fidanzate, tutte di nome Catherine. Quando anche l'ultima C lo lascia, Colin decide di intraprendere un viaggio assieme ad Hassan, il suo migliore amico, per distrarsi un po'.
    I due ragazzi, a bordo della Carretta di Colin, arriveranno in un paesino perso e dimenticato del Tennessee, Gutshot. E sarà proprio qua che Colin e Hassan conosceranno un sacco di storie e di persone e il giovane Colin maturerà il Teorema Catherine. Tramite una funzione, il protagonista cercherà di rappresentare il rapporto tra i Mollatori e i Mollati basandosi sulla sua esperienza con le Catherine.
    Il romanzo di Green sembra una storiella adatta ai ragazzini, con i protagonisti ancora "ingenui" e un finale troppo banalmente immaginabile. Ma non sono solo l'epilogo e i personaggi a far storcere il naso: un linguaggio non sempre appropriato (e chi vorrà leggerlo capirà a cosa mi riferisco), che dopo un po' stanca e annoia. L'uso frequente di annotazioni appesantiscono la lettura, facendo così di Teorema Catherine, anziché un romanzo di narrativa, un vecchio scritto straniero.
    Se l’autore avesse narrato la storia elaborando la psicologia dai personaggi in modo più “maturo” e avesse decorato l’avventura di Colin con dettagli più interessanti e coinvolgenti, allora forse sì che la storia avrebbe potuto decollare.
    Termino insoddisfatta il romanzo e nel frattempo il cielo è diventato scuro e lo scrosciare della pioggia è finalmente terminato. Alcune gocce che cadono dal tetto e si appoggiano delicate al davanzale, ricordano la mia mente insaziabile di lettrice che irrefrenabilmente cade sempre in una nuova storia.

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  • 0

    Sono solitamente poco propensa ad abbandonare le mie letture...penso che sia successo tre o quattro volte in tutto. Questa volta però non ho avuto remore: dopo una novantina di pagine ho capito che av ...continue

    Sono solitamente poco propensa ad abbandonare le mie letture...penso che sia successo tre o quattro volte in tutto. Questa volta però non ho avuto remore: dopo una novantina di pagine ho capito che avrei potuto occupare il mio tempo in mille modi migliori. Lettura inclassificabile. Ripetizioni, noia, frasi sconnesse e orrore!

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