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An Abundance of Katherines

By

Publisher: Penguin Books Ltd

3.7
(302)

Language:English | Number of Pages: 272 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , German , Portuguese , Spanish

Isbn-10: 0142410705 | Isbn-13: 9780142410707 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , eBook , Library Binding , Others

Category: Fiction & Literature , Romance , Teens

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Book Description
When it comes to relationships, Colin Singleton's type is girls named Katherine. And when it comes to girls named Katherine, Colin is always getting dumped. Nineteen times, to be exact. On a road trip miles from home, this anagram-happy, washed-up child prodigy has ten thousand dollars in his pocket, a bloodthirsty feral hog on his trail, and an overweight Judge Judy - loving best friend riding shotgun - but no Katherines. Colin is on a mission to prove The Theorem of Underlying Katherine Predictability, which he hopes will predict the future of any relationship, avenge Dumpees everywhere, and finally win him the girl. Love, friendship, and a dead Austro-Hungarian archduke add up to surprising and heart - changing conclusions in this ingeniously layered comic novel about reinventing oneself. This book comes from the "New York Times" bestselling author of "The Fault in Our Stars" and "Looking for Alaska", John Green. John has a huge online presence through his 1.1 million Twitter followers and YouTube channel Vlogbrothers, which has been viewed over 200 million times and has 660,000 subscribers, making it one of the most successful online channels in history.
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  • 2

    Sinceramente mi aspettavo altro da questo libro. Green è comunque uno scrittore valido, ma rispetto a Cercando Alaska e Colpa delle Stelle, questo è molto deludente.

    said on 

  • 4

    Che dire, John Green mi piace. Storia on-the roard, protagonisti adolescenti: quasi un romanzo di "formazione" dei giorni nostri, condito da un pizzico di nichilismo adolescenziale e la continua ricerca della felicità in un' America sempre ricca di contraddizioni, eppure con la voglia di farcela, ...continue

    Che dire, John Green mi piace. Storia on-the roard, protagonisti adolescenti: quasi un romanzo di "formazione" dei giorni nostri, condito da un pizzico di nichilismo adolescenziale e la continua ricerca della felicità in un' America sempre ricca di contraddizioni, eppure con la voglia di farcela, tipicamente yankee.
    Ho notato questi aspetti anche nel precedente libro che avevo letto, Città di carta, ecco, trovo che lo stile di Green e il suo modo di descrivere la realtà dei protagonisti rispecchino la sua "americanità".

    said on 

  • 5

    Monotono. MA TERRIBILMENTE DIVERTENTE E BELLO.

    John Green ha scritto quattro ibri e tutti stupendi,li ho tutti e quattro e sto leggendo l'ultimo della ''saga'', Cercando Alaska. Sono belli tutti e quattro,non ho niente da dire (di commenti positivi ne troverete dopo e soprattutto tra i commenti di Colpa delle stelle ho fatto un poema in cui f ...continue

    John Green ha scritto quattro ibri e tutti stupendi,li ho tutti e quattro e sto leggendo l'ultimo della ''saga'', Cercando Alaska. Sono belli tutti e quattro,non ho niente da dire (di commenti positivi ne troverete dopo e soprattutto tra i commenti di Colpa delle stelle ho fatto un poema in cui faccio capire la mia adorazione per i libri di J.G.)ma una cosa di cui mi sono accorta appena aver letto su internet le trame è:-Ok,questo scrive solo storie di amore.-. E vi posso garantire che non è il genere di libri che leggo di solito,ma mi attraeva lo stile giovanile descritto dappertutto e molto presente in Colpa delle Stelle (primo libro di John letto in vita mia)e soprattutto la realtà descritta,non sempre quella roba fantasy.
    Ora,dopo averli letti quasi tutti,vi dirò:Green è monotono. TERRIBILMENTE NOIOSO. Parlano tutti e tre (fatta eccezione per Colpa delle stelle,in cui si impersona in una ragazza e sembra diverso dagli altri) di un ragazzo secchione e terribilmente noioso che ha un amico strano e bizzarro in genere un gran figo,tutto il contrario,e che incontra una ragazza affascinante,sexy e super-fighissima di cui lui si innamora perdutamente.
    Le trame sono diverse,ma è lo stesso ingrediente usato per tutti e tre. Dopo un po' è noioso,sembra lo stesso ragazzo che affronta quattro avventure diverse. Ma nessuno è perfetto,e questo libro in particolare mostra il modo più bello per essere imperfetti.
    Detto questo,credo che Teorema Catherine sia divertentissimo. Già quando ho letto la trama,mi sono scompisciata dalle risate. Un-nerd-che-viene-*risata*-mollato-da-diciannove-ragazze-tutte-una-dopo-l'altra-e-*risata*-si-chiamano-tute-*risata*-allo-stesso-modo-e-questo-tizio-vuole-*risata fino alle
    lacrime*-INVENTARE-UN-TEOREMA-PER-CAPIRE-COME-ANDRANNO-LE-SUE-RELAZIONI???!!!
    Ok,questo era un modo per farvi capire come cavolo ci sono rimasta quando ho letto la trama di questo libro. E non si è smentito. Non voglio essere noiosa,ma John Green descrive l'adolescenza in un modo spettacolare,divertentissimissimissimissimissimo,ma...troppo banale,ecco tutto.
    Piccolo appunto:siamo adolescenti,non stupidi.

    said on 

  • 2

    "Ho finito il Teorema"

    Allora. L'avevo comprato come lettura leggera, dal momento che era ottobre e stavo per passare una settimana in solitaria a Londra: avevo bisogno di un libro non troppo complicato che mi tenesse compagnia la sera e durante il volo. Contavo di finirlo in quella settimana e invece sono arrivata a m ...continue

    Allora. L'avevo comprato come lettura leggera, dal momento che era ottobre e stavo per passare una settimana in solitaria a Londra: avevo bisogno di un libro non troppo complicato che mi tenesse compagnia la sera e durante il volo. Contavo di finirlo in quella settimana e invece sono arrivata a metà, troppo noioso, inutile, falsamente brillante, personaggi antipatici, tutti antipatici. L'avevo mollato, insomma, come le varie Catherine con Colin. L'ho ripreso durante un viaggio a Siena, giusto per finirlo e... non lo consiglio. Banalissimo e condito di un umorismo che non capisco.

    said on 

  • 3

    Per più di 150 pagine non mi ha preso per nulla. Anzi è stato noiso, scontato e la scrittura non era per niente brillante. Poi d'un tratto ha iniziato a prendermi. Sarà che io e la matematica non ci intendiamo nemmeno per un po' e per questo ho faticato a carburare. Poi si è fatto tutto più chia ...continue

    Per più di 150 pagine non mi ha preso per nulla. Anzi è stato noiso, scontato e la scrittura non era per niente brillante. Poi d'un tratto ha iniziato a prendermi. Sarà che io e la matematica non ci intendiamo nemmeno per un po' e per questo ho faticato a carburare. Poi si è fatto tutto più chiaro e devo dire che mi ha entusiasmato oltremisura, facendomi capire un sacco di matematica. Oggi ne ho parlato con prof. Mat2 e mi ha spiegato un sacco di cose in proposito ai teoremi e alla loro applicabilità su ogni cosa. Ogni cosa può davvero essere risolta in una forma matematica. Il mondo è fatto di matematica. Alcuni la vedono, e altri no. Bene io sono tra quelli che non la vede. Però è finito il tempo in cui la rifiutavo a priori, ora cerco di avvicinarmi. E il bello di questo romanzo è che ti ci fa avvicinare! Gran bel libro, credetemi.

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  • 0

    Appena comprato questo, il quarto Green nel giro di un mese, chiedo:
    "Senti, ma scrive bene?".
    Risposta
    " Boia! "
    Allora penso
    "Boh... sarà... certo che l'effetto sulle "competenze linguistico-espressive" non é un granché".

    said on 

  • 1

    Ho sofferto fisicamente per arrivare alla fine di questo noiosissimo libro. Soliti personaggi alternativi, trametta noiosa, dialoghi da fighi. Una noia mortale. Almeno per me

    said on 

  • 0

    Ho sofferto fisicamente per arrivare alla fine di questo noiosissimo libro.
    Soliti personaggi alternativi, trametta noiosa, dialoghi da fighi. Una noia mortale. Almeno per me.

    said on 

  • 5

    a me è piaciuto, eccome se mi è piaciuto. Nonostante tutta quella matematica.

    "Voleva piangere, ma invece sentiva solo un dolore dietro il plesso solare. Piangere è aggiungere qualcosa: piangere è tu-più-le-lacrime. Ma la sensazione che Colin provava era l’esatto - e orribile - contrario del pianto. Era tu-meno-qualcosa. Continuava a pensare a una sola parola, sempre, e se ...continue

    "Voleva piangere, ma invece sentiva solo un dolore dietro il plesso solare. Piangere è aggiungere qualcosa: piangere è tu-più-le-lacrime. Ma la sensazione che Colin provava era l’esatto - e orribile - contrario del pianto. Era tu-meno-qualcosa. Continuava a pensare a una sola parola, sempre, e sentiva quel dolore bruciante proprio sotto la cassa toracica.”
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    'Ma io me lo chiedo sempre. Se gli altri potessero vedermi come mi vedo io..se potessero vivere nei miei ricordi..ci sarebbe uno, e dico uno che mi vuole bene?'

    said on 

  • 3

    Sinceramente mi aspettavo tutt'altro. Credo di essermi creato troppe aspettative su questo libro che alla fine è risultato mediocre. Sono partito con buoni propositi, sono arrivato a metà libro chiedendomi se valga la pena continuare e ho raggiunto la fine con un sapore amaro.


    Storia che r ...continue

    Sinceramente mi aspettavo tutt'altro. Credo di essermi creato troppe aspettative su questo libro che alla fine è risultato mediocre. Sono partito con buoni propositi, sono arrivato a metà libro chiedendomi se valga la pena continuare e ho raggiunto la fine con un sapore amaro.

    Storia che rimane piatta, personaggi abbastanza antipatici, battute che fanno pena... l'unica cosa per cui si salva il libro è appunto il teorema: una delle sole cose interessanti che mi ha fatto andare avanti ma che si sono rivelate, allo stesso modo del libro, incomplete. Stranamente in questo libro Green non ci ha messo le sue solite adorabili frasi, da sottolineare, da riscrivere su quaderni, ecc.

    Sicuramente non all'altezza di "Cercando Alaska". Speriamo bene per i prossimi, dato che mi sembra un autore che promette bene.

    said on 

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