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Ana-teismo

Tornare a Dio dopo Dio

By Richard Kearney

(23)

| Paperback | 9788864112800

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Book Description

3 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Gettare l'acqua sporca e tenere il bambino - consci che il bambino, per sua natura, non potrà fare altro che tornare a sporcarsi.

    Tempo ne è passato da quando ci si rivolgeva a Dio per essere salvati. Ormai sono gli uomini di buonavolontà a impegnarsi per salvare lui e, tramite lui, la propria propensione d'amore verso gli altri uomini. Come se, ad amarsi senza un dio di mezzo, ...(continue)

    Tempo ne è passato da quando ci si rivolgeva a Dio per essere salvati. Ormai sono gli uomini di buonavolontà a impegnarsi per salvare lui e, tramite lui, la propria propensione d'amore verso gli altri uomini. Come se, ad amarsi senza un dio di mezzo, si commettesse chissà quale anomala sconcezza.

    Ma salvare cosa, di Dio? Questo saggio di Richard Kearney rappresenta una tragedia buffa, e scrivo tragedia-buffa con rispetto, perché è un dramma che va incontro alla facile derisione.

    È un tributo ai suoi maestri, il saggio, e la manifestazione di un desiderio molto più che filosofico: pace in terra tra gli uomini se gli uomini riusciranno a far fare pace ai loro dei nell'alto dei loro cieli. Richard non cerca un agone intellettuale. Il suo è un tentativo etico, così riassumibile: Dio non è il sovrano; è l'Ospite e cioé tanto colui-che-ospita quanto colui-che-viene-ospitato.

    Di mio credo che la religione, per tanti, non sia affatto la causa, ma l'alibi, per certe condotte e che, messe da parte le religioni, certo individui si trovaranno altre giustificazioni nobili alle loro basse e crasse brame, ma d'altronde io sono convinto anche della gravità e della pericolosità delle religioni tutte, perché, considerando i volumi, sono più le persone che mantengono nella loro minorità che quelle sostenute nelle loro emancipazione esistenziale.
    L'importante, credo, è non rinunciare mai a affrontare il mondo senza provare a ridurne ideologicamente la complessità.
    Le religioni, infine, non esistono: esistono i religiosi. Quelli che accolgono e quelli che scacciano e cacciano a morte.

    Richard accoglie e accetta tutte le critiche alla religione. La società occidentale - a essere generosi - dovrebbe essere diventata ormai matura per sbarazzarsi di qualsiasi interpretazione assolutista di Dio. E Richard prova a fare un altro passettino, e dice - Però Dio non è solo il male che se ne è fatto: è anche una occasione di sommo bene.
    Questa valutazione, che sono certo sia sincera in lui, si fonda sul fatto che Richard è un bravuomo che ricava positività e stimoli a fare meglio dal suo sentimento di Dio.

    Di Dio Richard vuol salvare la sua poesia. Un Dio che cade ma che, a differenza del Satana sua eterna controparte, non cova vendetta e progetti di riscalata del paradiso. Un dio che non è scacciato dalla gloria e dalla potenza ma che le abbandona per avvicinarsi definitivamente all'uomo. Un dio, insomma, di cui qualunque cuore romantico non può che innamorarsi perdutamente.

    Dio è molto cambiato con i secoli, e sono sicuro che continuerà a cambiare, assieme agli uomini che ne sogneranno, e sentiranno, di volta in volta uno affine alla loro sensibilità. Dimmi come credi in Dio e io saprò se potrò avere fede o meno in te.

    Richard, con il quale mi piacerebbe andare a pescare per ascoltare come lui ci ravveda la tensione anateista in tutto quel che gli piace - da Ghandi a Joyce a una bella gita in barca -, rasenta, ma non affronta mai, il potere performante della immaginazione. Mi sarebbe piaciuto se si fosse dedicato di più a questo, di mistero. Ma soltanto perché per me è quello, il terrotorio di Dio, un territorio che, a volerlo mappare, non si può che perdersi o impazzire.

    Condivido con Richard: Dio non è cattivo, mannò. Ma non è innocuo, non lo è stato non lo è e non lo sarà mai.

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    Coda said on Jan 10, 2013 | 1 feedback

  • 3 people find this helpful

    Dio è morto, però è rinato senza tutti i dogmatismi e le certezze delle "vecchie" fedi fideistiche, mah, Ratzinger lo sa? ed i fratelli mussulmani?
    Certo un saggio di grande apertura mentale e di tolleranza che intende ispirare una ricerca interiore ...(continue)

    Dio è morto, però è rinato senza tutti i dogmatismi e le certezze delle "vecchie" fedi fideistiche, mah, Ratzinger lo sa? ed i fratelli mussulmani?
    Certo un saggio di grande apertura mentale e di tolleranza che intende ispirare una ricerca interiore profonda e senza dogmi, superando il vecchio concetto di divinità personale per ritrovare la spiritualità in ogni cosa. Difficile da pensarsi.
    Fra l'altro il fatto che il libro sia introdotto da quella sottospecie umana di Vattimo toglie immediatamente autorevolezza a qualsiasi contenuto

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    Levtrotski said on Mar 28, 2012 | Add your feedback

Book Details

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    • 2 stars
  • Paperback 329 Pages
  • ISBN-10: 8864112804
  • ISBN-13: 9788864112800
  • Publisher: Fazi
  • Publish date: 2012-03-01
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