Ana aspetta ogni mattina, felice, il ritorno dalla pesca del marito e dei tre figli in un porticciolo andaluso. La guerra civile spezza quel sogno: Ana si ritrova sola per tanti anni, in quella casa in riva al mare. Chiusa nel dolore e nel rifiuto, ... Continua
Ha scritto il 30/12/14
La forza della Piccola Ana in quel “forse” dolce che si porta dietro come la propria esistenza alla fine ammuffita, piegata da una dittatura che ha annientato tutta la sua famiglia e lei stessa. Un grandissimo scritto
Ha scritto il 07/10/11
il sociale sopravvissuto
ana paucha si muove scheletrica dentro una spagna piena di cadaveri, assonnata di dittatura, colma di sbadigli che masticano l’animo umano. ana paucha invece dice no a tutto questo assopimento, e comincia a camminare nel suo corpo di donna ...Continua
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Ha scritto il 06/09/08
"Dio ti dimentico. Non mi servi."
Un libro forte, impegnativo e doloroso. Ana Paucha mi rimarrà impressa nella memoria per la sua incredibile forza, ostinazione, ferocia con la quale parte, a piedi, senza nulla per cercare il figlio disperso durante la guerra civile spagnola. Ma ...Continua
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Ha scritto il 25/08/08
Quel dolcino di pasta di mandorle, racchiude un universo mondo.
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Ha scritto il 07/07/08
Invece di continuare imperterriti a leggere la solita fuffa, beccatevi Ana No.C'è la Spagna, c'è la morte, c'è la lentezza e il caldo, e c'è una madre che è scoglio immobile alla storia, a Franco, alle stragi, che percorre tutto il suo ...Continua
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