Nel settembre dell'anno 401 a.C. diecimila mercenari greci, ingaggiati con mendace pretesto dal principe persiano Ciro per la spedizione all'interno dell'Asia - destinata in realtà a spodestare il fratello Artaserse II - furono coinvolti nella dura s Continue
Nel settembre dell'anno 401 a.C. diecimila mercenari greci, ingaggiati con mendace pretesto dal principe persiano Ciro per la spedizione all'interno dell'Asia - destinata in realtà a spodestare il fratello Artaserse II - furono coinvolti nella dura sconfitta di Cunassa e si trovarono, senza capi, lontani dalla patria, a doversi aprire la via del ritorno attraverso un paese straniero, fra genti sconosciute e ostili. Rievocando questa grande avventura della sua giovinezza negli ozi forzati della maturità, Senofonte non adottò i toni epici del racconto eroico; scelse le forme asciutte e neutre del memoriale di guerra, quasi a prendere le distanze necessarie per parlare di sè come di un altro, conferendo ai suoi meriti passati il segno dell'oggettività. Le vicende della marcia, i dati del paesaggio, le insidie della fame, del freddo, delle aggressioni improvvise si susseguono nella narrazione col ritmo secco e nitido del documentario che evade dall'enfasi amplificatrice dei commenti. Ma proprio come accade nei documentari, il cui fascino sta nel lievito segreto delle cose non dette, la pagina di Senofonte racchiude, enlla sua classica chiarezza, il pathos sottile: vi si sentono l'ansia del ritorno e lo sgomento della solitudine; il richiamo dell'avventura e lo splendore del paesaggio esotico; l'interesse curioso per tutto ciò che di "diverso" - cibi o tradizioni - si offriva alla conoscenza di un greco e insieme l'orgoglio della propria civiltà, filtrata in doti di razionalità e di misura: uno spessore insospettato, che si palesa via via, nel procedere di una lettura sempre avvincente, e rende infine il senso di una esperienza umana d'eccezione ripensata senza idealizzazioni o sconforti, nella sua complessa e contradditoria realtà