Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

Il nuovo cielo

Anathem, Vol. 2

By Neal Stephenson

(159)

| Hardcover | 9788817042307

Like Il nuovo cielo ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

Il mondo in cui è cresciuto il giovane Erasmas non esiste più. Tutto è cambiato nel corso delle avventure vissute nel primo volume della saga di Anathem. Non più la serena vita di studio e riflessione all'interno del concento, ma un viaggio fuori dal Continue

Il mondo in cui è cresciuto il giovane Erasmas non esiste più. Tutto è cambiato nel corso delle avventure vissute nel primo volume della saga di Anathem. Non più la serena vita di studio e riflessione all'interno del concento, ma un viaggio fuori dalle mura, nelle terre governate dal Potere Secolare, verso l'evento più sconvolgente della storia millenaria del pianeta Arbre: il contatto con una civiltà aliena. I Geometri - così chiamati perché sulla loro astronave è disegnato il più famoso dei teoremi - non sono fisicamente molto diversi dagli arbriani, hanno elaborato, grazie ai loro sapienti, analoghe teorie sul tempo, lo spazio e gli universi paralleli, e soprattutto sono divisi dagli stessi conflitti che attraversano Arbre. La posta in gioco è una trattativa che dice salvezza o distruzione.

23 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 1 person finds this helpful

    Due palle! Uno strazio per arrivare alla conclusione.
    Il primo romanzo era promettente. Questo secondo è noioso. E si continua a non capire perché Rizzoli abbia spezzato in due qualcosa che in un volume solo sarebbe vissuto meglio.
    L’idea è interessa ...(continue)

    Due palle! Uno strazio per arrivare alla conclusione.
    Il primo romanzo era promettente. Questo secondo è noioso. E si continua a non capire perché Rizzoli abbia spezzato in due qualcosa che in un volume solo sarebbe vissuto meglio.
    L’idea è interessante e originale, ma viene sviluppata in maniera farraginosa e complicata. Tutta questa bella filosofia avrebbe meritato una trama migliore e uno stile meno dozzinale, più chiaro, perfino più scorrevole. Le descrizioni di fatti, luoghi, edifici, strumenti, tecnologie sono quasi impossibili da visualizzare e, per la verità, perfino superflue nell'inutile ricchezza di dettagli.
    Senza contare che tutte le filosofie orientali vengono completamente ignorate. E non si capisce perché, se le vicende su Arbre influenzano le vicende negli altri cosmi, comprese quelle sulla Terra.
    La prima parte è dedicata a discussioni di epistemologia e di fisica quantistica sull’iperuranio platonico e sugli universi paralleli. Discussioni la metà delle quali è superflua. La seconda parte invece descrive una missione spaziale tecnicamente poco verosimile. Tutto si conclude a tarallucci e vino, con tutti i personaggi principali sopravvissuti e lanciati verso un avvenire di felicità e di sfide.
    Dall’autore di “Cryptonomicon” mi aspettavo qualcosa di molto migliore. Molto molto.
    Decisamente un volume imbarazzante.

    Is this helpful?

    marcocagnotti said on Jul 6, 2014 | Add your feedback

  • 11 people find this helpful

    De arte combinatoria narrationis.

    Innanzitutto: il romanzo è unico, Anathem, e alla Rizzoli sono dei cialtroni (ma questo s'era capito da tempo), infatti Il pellegrino termina col capitolo 8 e Il nuovo cielo parte dal capitolo 9 (io lo sapevo, ma faccio per sottolineare la cos ...(continue)

    Innanzitutto: il romanzo è unico, Anathem, e alla Rizzoli sono dei cialtroni (ma questo s'era capito da tempo), infatti Il pellegrino termina col capitolo 8 e Il nuovo cielo parte dal capitolo 9 (io lo sapevo, ma faccio per sottolineare la cosa: non sono uno il seguito dell'altro, è un solo cazzo di romanzo) e non credo ci sia da aggiungere altro riguardo alla dissennatezza delle strategie editoriali di quella specifica casa editrice (stiamo ancora aspettando il terzo volume del Ciclo Barocco, stronzi)(ma magari è solo una mossa tattica di una strategia multistrato per iniziare a obbligare chi come me è al livello di cat che è under the cazzo di table a studiare inglese come si deve)(ma magari no)(e quindi finchè non ci sono prove sulla presunta filantropia linguistica: stronzi).
    Comunque.
    E' un romanzo impressionante per la quantità di idee che ha dentro, per la mole di intelligenza che lo sottende, per la varietà di suggestioni che offre, per il ritmo della prosa, per quanto sia grazie a tutto questo molto, molto divertente da leggere; ci sono almeno tre livelli di lettura, ci sono personaggi memorabili, ci sono invenzioni spiazzanti, c’è altissima qualità di scrittura e in più, volendo, c'è pure una sciocchezzuola come un paio di millenni di filosofia (le cose fighe, non i tromboni alla Hegel) messi a puntellare la trama come contrafforti di una cattedrale e la cosa che mi ha impressionato è che se si è bazzicato una facoltà di filosofia* si colgono una quantità di nozioni, ammiccamenti, implicazioni e anche spiegazioni enorme, ma se non se ne sa niente funziona tutto perfettamente lo stesso e questo dimostra che Stephenson è a) uno scrittore magnifico e, verosimilmente, b) uno che al posto di acetilcolina e glutammato ha probabilmente qualcosa tipo napalm e mescalina.
    Libro eccezionale.

    *personalmente io l'ho fatto, non sono sicuro del perchè ma ci sta che da giovane, quando hai l'età per fare delle scelte che non hai assolutamente gli strumenti intellettuali per fare, se ti è capitato ragionevolmente spesso di passare serate a cazzeggiare con altri come te parlando della Vita l'Universo e Tutto Quanto (e assumendo sostanze psicoattive, solitamente in forma liquida, solitamente ricche di CH3CH2OH), poi ti sembra una buona mossa andare a studiarti quello che sulle questioni hanno pensato e scritto menti più acute e più sobrie (ma questo non è detto) della tua quindi puoi ritrovarti a, appunto, bazzicare una facoltà di filosofia, che è un microcosmo affascinante, pieno di gente decisamente più intelligente e colta di te, pieno anche di persone incapaci di avere una vita normale (a volte anche una conversazione normale), con un sacco di professori affetti da variegate forme di disturbi della personalità, un bel po' di assistenti schopenhaueriani (la cui vita lavorativa oscilla come un pendolo incessantemente fra il dolore e la noia ma, violando le più elementari leggi della fisica, senza passare dal fugace istante a potenziale zero della gioia), individui di poco più di vent'anni che usano "esiziale" nelle frasi e poca, poca, poca figa (fra l'altro tutta cooptata da almeno un professore incredibilmente professorale, pacato, fascinoso, dotato dell'accoppiata barba appena brizzolata - giacca con le toppe che lo trasformano in un tale clichè da rendere impossibile non considerarlo consapevole della cosa e per ciò stesso ironico e affascinante al quadrato) e insomma, succede che bazzicando da quelle parti qualcosa ti rimane attaccato e anche se poi son tornato al mondo secolare per così dire, sono uscito dal tunnel diciamo, e però mi ha fatto comodo, probabilmente in modi non quantificabili per la vita in generale, sicuramente per godermi ancora di più questo romanzo qua che non so se l’ho già lasciato intendere, ma è un capolavoro e una goduria.

    Is this helpful?

    Q said on Dec 10, 2012 | 12 feedbacks

  • 3 people find this helpful

    Se il compito dello scienziato è creare una narrazione del reale coerente con i dati e le informazioni disponibili per poi portarla alle estreme conseguenze; se il compito del filosofo è invece il racconto del come e dei perché queste narrazioni poss ...(continue)

    Se il compito dello scienziato è creare una narrazione del reale coerente con i dati e le informazioni disponibili per poi portarla alle estreme conseguenze; se il compito del filosofo è invece il racconto del come e dei perché queste narrazioni possano aver luogo, allora Neal Stephenson è la voce ideale per illustrare al lettore come scienza e filosofia si possano incrociare, e per di più con ottimi esiti narrativi se non letterari.
    Con Anathem (pubblicato in Italia da Rizzoli in due volumi, intitolati rispettivamente Il pellegrino e Il nuovo cielo) la carriera letteraria di Stephenson riparte da zero. O meglio, con Anathem, Neal Stephenson fonde (finalmente?) la sua passione per la conoscenza enciclopedica e multidisciplinare del passato (vedi il Cryptonomicon prima e il Ciclo Barocco poi) con l'invenzione e la speculazione della miglior fantascienza. Quella fantascienza che Stephenson ha contribuito a plasmare negli anni '90 dello scorso secolo (Snow Crash, L'era del diamante), finendo per  diventare uno degli autori fondamentali per comprendere le caratteristiche che il genere ha assunto negli ultimi decenni. Che scriva fantascienza o meno, c'è però un tratto comune a tutta l'opera dell'autore americano. I romanzi di Stephenson sono forse il miglior esempio contemporaneo di quella letteratura definita d'idee. Letteratura che privilegia cioé la discussione di uno o più elementi scientifici/storici/filosofici,  affrontati all'interno di un nucleo romanzesco dai punti di vista più disparati, con il supporto di una storia, di personaggi, e di ambienti che pur fondamentali non costituiscono il centro della narrazione.

    Anathem richiede un grosso impegno al lettore, che deve affrontare dalle prime pagine un'immersione totale e spiazzante nella realtà complessa del romanzo.
    La storia di Anathem è la storia di fraa Erasmas, giovane studente del concento di Saunt Edhar - sorta di convento laico in cui  da secoli scienziati e filosofi vivono isolati dal resto del mondo per dedicarsi alle rispettive ricerche -  che a causa di una situazione eccezionale nella storia di Arbre - il pianeta su cui si svolge l'azione - si ritroverà protagonista di un'epopea di esplorazione, scoperta e cambiamento.
    La sovrabbondanza di neologismi e invenzioni, insieme all'approccio diretto della prosa di Stephenson, rischiano di stordire il lettore. D'altra parte le soddisfazioni non mancano, che la cura con cui l'autore assembla ogni singolo dettaglio è fonte continua di stupore e meraviglia, soprattutto in quei momenti in cui si realizza il parallelo tra il medesimo concetto particolare espresso nei temini arbreiani e la sua successiva identificazione nella nostra realtà, nella nostra lingua.

    La vicenda narrata dal romanzo è piuttosto semplice nel suo sviluppo. Ciò che rende Anathem speciale nel panorama letterario attuale è la profondità e il dettaglio della costruzione narrativa di Neal Stephenson. Sviluppare una cronologia della storia socio/politica di Arbre e svilupparla in modo coerente con quella parallela e particolare dell'evoluzione - non priva di vicoli ciechi, improvvisi freni e momenti di feconda esplosione - del pensiero scientifico/intellettuale del pianeta, narrando la vicenda da un singolo, limitato - nel tempo e nello spazio - punto di vista è impresa che  da sola rende la lettura del romanzo un'esperienza a tratti entusiasmante. Collocare il tutto all'interno di una vicenda romanzesca altrettanto coerente e brillante per accadimenti e prospettiva, fa ben capire come mai il nome di Stephenson sia tra quelli più osannati dentro e fuori i confini del genere.

    Se le avventure di Erasmas, nel concento prima e a spasso per il pianeta poi, seguono uno schema classico di indagine ed esplorazione, il progressivo allargarsi della visione del protagonista dalle mura della sua cella e dalle riflessioni sulla sua carriera scolastica, fino ad abbracciare gli estremi limiti della conoscenza scientifica, arrivando nel frattempo a tastare con mano pregi e difetti della millenaria società umana di Arbre, permette all'autore le più varie speculazioni: da quelle più prosaiche (si fa per dire) sul calcolo matematico e la coltivazione della terra, dalla geometria fino alla fisica quantistica, dalla politica alla religione, dal concetto di multiverso alla filosofia alla cosmologia, rendendo di fatto Anathem un concentrato di idee e meraviglie come di rado capita incontrare. E di fronte a un libro con una tale densità di stimoli intellettuali diventa quasi irrilevante che Stephenson tratti i propri personaggi più come vettori di informazione che come persone. Certo, i momenti di introspezione e relazione tra Erasmas e le persone che lo circondano sono presenti e servono a rendere la storia più partecipata e avvincente, ma lasciano comunque l'impressione di essere accessori al vero fulcro del romanzo.
    Se vi aspettate quindi una storia appassionante di eroici scontri ed esplosioni cataclismatiche, se volete leggere di buoni e cattivi che si confrontano per un premio finale, se apprezzate l'introspezione dei personaggi o cercate storie d'amore o sentimenti, beh… forse Anathem non è il libro giusto (tutti quegli elementi ci sono, ma sono fuori fuoco, laterali, sfumati). Se invece la complessità del reale vi appassiona e  le innumerevoli relazioni tra idee, storia e persone non mancano di affascinarvi, se la meraviglia del cosmo è un aspetto fondamentale che cercate nella narrazione in cui siete immersi, beh… allora Anathem diventa probabilmente una lettura fondamentale.

    Per concludere queste note mi pare doveroso citare Valentina Ricci, che ha tradotto Anathem in italiano. Affrontare un romanzo che sulle invenzioni linguistiche fonda moltissimo della complessità della narrazione non dev'essere stato un lavoro facile. Non so se la sua traduzione è perfetta (per quel che significa…), di certo io l'ho apprezzata molto, che leggere il romanzo di Stephenson in lingua originale credo sarebbe stato piuttosto difficoltoso.

    http://iguanajo.blogspot.it/2012/06/letture-anathem-di-…

    Is this helpful?

    Iguana Jo said on Jun 25, 2012 | 4 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Romanzone ipertrofico di fantascienza/fantasy in due volumi ambientato in un mondo in cui i sapienti sono rinchiusi in una sorta di conventi. Stephenson ha l'ambizione di creare un mondo diverso dal nostro e lo fa prendendosi tutta la calma possibile ...(continue)

    Romanzone ipertrofico di fantascienza/fantasy in due volumi ambientato in un mondo in cui i sapienti sono rinchiusi in una sorta di conventi. Stephenson ha l'ambizione di creare un mondo diverso dal nostro e lo fa prendendosi tutta la calma possibile, per cui nella prima metà abbondante del libro non c'è praticamente azione e il lettore fatica a orientarsi nella selva di consuetudini, linguaggi e storie. Ad un certo punto poi il libro cambia completamente e diventa un'ottima fantascienza di azione con un respiro cosmico assolutamente valido e intrigante. Anche il finale è abbastanza soddisfacente, anche se non scioglie tutti gli enigmi del libro.

    Is this helpful?

    Arnaldo Maccarone said on Feb 4, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    [Considerando le quattro stelle del primo volume la media con le tre di questo porta comunque l'opera complessiva di Stephenson più verso le quattro che verso le tre.]

    Se dovessimo parlare di Anathem, soprattutto questo secondo volume, come di un ...(continue)

    [Considerando le quattro stelle del primo volume la media con le tre di questo porta comunque l'opera complessiva di Stephenson più verso le quattro che verso le tre.]

    Se dovessimo parlare di Anathem, soprattutto questo secondo volume, come di un trattato di epistemologia probabilmente io, che di epistemologia sono un profano, ne parlerei come uno dei più grandi libri del mondo.
    Perché è un libro ricco, traboccante di idee e concetti, complesso e oltretutto scritto benissimo. Nella lunga sezione del messal, oggettivamente, non si fa altro che seguire gli arzigogoli filosofici dei vari partecipanti, eppure anche così si rimane attaccati alle pagine.
    Ma Anathem è anche un romanzo e, si sa, i romanzi devono passare la prova del fuoco del finale per essere giudicati capolavori. E purtroppo Anathem, quando al finale si avvicina, diventa purtroppo anticlimatico, si svuota, si affloscia, degrada nella psichedelia e rinuncia a rivelazioni clamorose.
    Non basta tutto questo a demolire un libro che comunque è e rimane maiuscolo, un libro che ho sinceramente avuto gran piacere a leggere. Ma un lato di me, sicuramente il più caciarone, è rimasto con un piccolo vuoto dentro.

    Is this helpful?

    Cymon said on Dec 3, 2011 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (159)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Hardcover 363 Pages
  • ISBN-10: 8817042307
  • ISBN-13: 9788817042307
  • Publisher: Rizzoli (HD)
  • Publish date: 2010-09-xx
Improve_data of this book