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Anatomía de un instante

By Javier Cercas

(148)

| Hardcover | 9788439722137

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Book Description

Javier Cercas quería escribir una novela sobre 23 F, pero tras reunir toda la información existente sobre ese momento decisivo de la reciente historia de España, se dio cuenta que ninguna ficción podía hacer justicia al material que Continue

Javier Cercas quería escribir una novela sobre 23 F, pero tras reunir toda la información existente sobre ese momento decisivo de la reciente historia de España, se dio cuenta que ninguna ficción podía hacer justicia al material que tenía entre manos. Así a partir de un iinstante que reúne tres gestos valientes, el de Adolfo Suárez, el de Gutiérrez Mellado y el de Santiago Carrillo, que en medio de las balas disparadas por los secuestradores del congreso se resistieron a lanzarse al suelo eel día del golpe de estado, Cercas arma un extraordinario relato, usando ese instante como una mirilla a través de la cual se puede contemplar una época y un país. Con un conocimiento absoluto de las fuentes documentales y un magistral dominio de las herramientas y los recursos del narrador, logra enhebrar en un libro fascinante, la mejor crónica de una jornada decisiva, logrando que al repasar los hechos de aquel día y los acontecimientos que llevaron a él, el lector se sumerja en un tiempo, un ambiente y unas circunstancias. Sin duda alguna estamos ante la obra fundamental de la transición española.

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    "Anatomia di un istante" è la storia di una rinuncia. Il proposito di Javier Cercas di raccontare il difficile passaggio dal franchismo alla democrazia in Spagna si arena di fronte alla forza della realtà: e così il romanzo che avrebbe voluto scriver ...(continue)

    "Anatomia di un istante" è la storia di una rinuncia. Il proposito di Javier Cercas di raccontare il difficile passaggio dal franchismo alla democrazia in Spagna si arena di fronte alla forza della realtà: e così il romanzo che avrebbe voluto scrivere s’infrange quasi immediatamente contro la verità degli eventi e la narrativa si trasforma in opera storiografica. Sembrerebbe quasi un inganno giocato al lettore. Ma l’efficacia del libro sta proprio in questa dichiarata ambiguità o sospensione. La forza della realtà a cui mi riferisco ha una data e un fatto preciso: il fallito colpo di Stato ordito da militari franchisti il 23 Febbraio 1981, culminato con l’irruzione nel Parlamento e il sequestro dei deputati per oltre diciassette ore, e il gesto analogo eppure così distinto di tre uomini: il dimissionario capo del governo Adolfo Suarez, il generale deputato Gutierrez Mellado e il leader del Partito Comunista Santiago Carrillo, gli unici che disobbediscono all’ordine dei militari, rafforzato a colpi di pistola sparati in aria, di gettarsi a terra riconoscendo la loro autorità.
    Javier Cercas racconta attraverso documenti certi e ipotesi sfaccettate le difficoltà di quelle ore, le meschine trame politiche che le prepararono, le incertezze mostrate da una democrazia ancora recente, scrive pagine esemplari sull’ambivalenza dei nostri concetti di lealtà e tradimento, s’interroga sulla drammaticità assunta nella Storia dall’ingratitudine umana. Pur parlando della Spagna e di politici spagnoli credo che il libro sia utile per capire anche la transizione dalla dittatura alla democrazia in Italia, certe contraddizioni sembrano equivalersi, così come certe tentazioni golpiste degli anni Sessanta e Settanta.
    L’abilità narrativa di Cercas non è imbrigliata dall’intento documentario e la sua scrittura non smette di catturare l’attenzione, le caratterizzazioni dei protagonisti e certi momenti cruciali vissuti nelle concitate ore del colpo di Stato toccano un’intensità romanzesca che un’opera di finzione forse avrebbe sminuito. Puro piacere della lettura.

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    Daniele Gentili said on Jun 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    almeno è onesto, cercas...
    scrive un romanzo sul colpo di stato del 1981, un tomo di 4oo pagine, ma poi si accorge che è un mattone inguardabile. sfrutta quindi tutta la ricerca che ha fatto x documentarsi per produrre anatomia di un istante. questo ...(continue)

    almeno è onesto, cercas...
    scrive un romanzo sul colpo di stato del 1981, un tomo di 4oo pagine, ma poi si accorge che è un mattone inguardabile. sfrutta quindi tutta la ricerca che ha fatto x documentarsi per produrre anatomia di un istante. questo libro è quindi una ricerca su ciò che ha appreso o pensa di aver appreso tramite la mole di documenti consultati.
    ho letto in giro che alcuni hanno abbandonato questo libro x la sua ripetitività.
    sì è ripetitivo.
    lo è come le inquadrature western di sergio leone, il particolare delle mani sul calcio della pistola, le dita che artigliano il vuoto, il taglio sugli occhi dei duellanti, la musica che sale implacabile.
    anatomia di un istante è un duello ripetuto e ripetitivo.
    suarez carrillo e mellado da un lato
    armada milans e tejero dall'altro
    tutto il libro si avvita su queste figure e il loro ruolo nel colpo di stato, per sviscerarlo, per cercare di capire il ruolo di tutte queste figure che più o meno si ritrovarono nell'emiciclo del congresso ripresi dalle telecamere ognuno congelato nei fotogrammi che ne riveleranno inaspettatamente il ruolo nella vita e nella storia.

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    Sem973 said on Jun 19, 2014 | Add your feedback

  • 16 people find this helpful

    Radiografia di un golpe

    Qualche anno fa, in occasione dell’approssimarsi del 23 febbraio, vedendo sui giornali e in televisione decine di articoli e servizi sulla figura di Adolfo Suarez, Javier Cercas, già apprezzato scrittore, si chiese se le cose andarono davvero come qu ...(continue)

    Qualche anno fa, in occasione dell’approssimarsi del 23 febbraio, vedendo sui giornali e in televisione decine di articoli e servizi sulla figura di Adolfo Suarez, Javier Cercas, già apprezzato scrittore, si chiese se le cose andarono davvero come quei servizi e quegli articoli lasciavano supporre o se invece il tempo aveva fatto uno dei suoi miracoli.

    Il 23 febbraio del 1981, nel tardo pomeriggio, la seduta del parlamento spagnolo fu interrotta dall’irruzione del tenente colonnello della guardia civil Tejero e da un gruppo di militari ai suoi ordini. In diretta radio (poiché l’importante seduta stava andando in diretta radio - si sarebbe dovuta votare la fiducia al primo ministro incaricato, Calvo Sotelo, dopo che Suarez, arrendendosi alle pressioni che gli venivano da tutte le parti, Zarzuela compresa, si decise a mollare l’incarico di sua volontà prima di esserne costretto dall’esterno - il classico passo indietro per senso delle istituzioni che nasconde la volontà di ritornare in sella quando le acque si saranno in po’ calmate), gli spagnoli in ascolto poterono udire l’irruzione dei militari e, subito dopo, gli spari a raffica esplosi dai militari all’interno dell’emiciclo. Ciò che non poterono vedere, ma che avrebbero visto di lì a qualche ora, furono le immagini di Tejero che, pistola in pugno, prese possesso del congresso e, cosa ancor più significativa, i deputati che si gettarono a terra facendosi scudo degli scranni parlamentari quando i militari aprirono il fuoco. Solo tre uomini, apparentemente molto diversi l’uno dall’altro, rimasero immobili, comodamente seduti ai loro posti, mentre le pallottole gli fischiavano intorno alle orecchie: Santiago Carrillo, segretario del Partito comunista; il vice premier Gutiérrez Mellado, militare che aveva combattuto nella Guerra Civile e che era giunto sino al grado di generale nell’esercito di Franco; e, infine, Adolfo Suàrez, un arrivista traffichino che grazie al suo fascino personale e alla sua non comune spregiudicatezza era arrivato a ricoprire l’incarico di primo ministro partendo dal nulla.

    Eccolo l’istante. Partendo dall’immagine dei tre uomini che se ne stanno ai loro posti durante la sparatoria, Cercas ricostruisce le ore del golpe e, soprattutto, le motivazioni che portarono una parte dell’esercito a organizzarlo, quelle che impedirono a Suàrez, Gutiérrez Mellado e Carrillo di comportarsi come tutti gli altri loro colleghi e, fondamentali, quelle che spinsero il Re a schierarsi apertamente contro il golpe nel messaggio trasmesso in TV all’una e mezza circa del 24 febbraio. Con quel messaggio, di fatto, Re Juan Carlos mise fine al golpe e pose le basi affinché la democrazia attecchisse seriamente in Spagna (e la Corona ne diventasse l’istituzione più amata, Re sì ma fesso no). Insomma, compì - con una buona dose di fortuna - il gesto con il quale passerà alla storia nelle fila dei buoni.

    Il libro di Cercas, pur risultando molto interessante, specialmente per chi quelle vicende non le ha vissute live (il mio primo ricordo legato alla Spagna risale a circa un anno e mezzo dopo, ovverosia alla notte del Bernabeu), ma ha il limite di essere fin troppo ripetitivo. Tagliuzzando qua e là si sarebbe potuto eliminare un centinaio di pagine che pur non togliendo nulla alla completezza dell’opera, l’avrebbero resa più snella e vivace.

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    Dan78 said on Jun 17, 2014 | 18 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Esperaba más. Es interesante porque abre muchos puntos de vista que, para los que no habíamos nacido en aquella época, nos ayuda a comprender el clima político que se vivía, lejos de las versiones edulcoradas que, a raíz de la muerte de Suárez, nos v ...(continue)

    Esperaba más. Es interesante porque abre muchos puntos de vista que, para los que no habíamos nacido en aquella época, nos ayuda a comprender el clima político que se vivía, lejos de las versiones edulcoradas que, a raíz de la muerte de Suárez, nos venden en los medios. Ni todo era la panacea de la concordia ni había semidioses, sino que cuentan las sombras. Dicho esto, le doy un 3 por el estilo del autor. No sé si es porque este libro, como el autor explica, quería ser una cosa que luego se alargó o qué ha pasado, pero se hace en ocasiones tedioso, con explicaciones tipo '¿qué hubiera pasado?' a mi parecer sobrantes y con repeticiones que, lejos de ser efectistas, entorpecen la lectura.

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    Silviarubiotaberne said on Apr 15, 2014 | Add your feedback

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    un libro faticosissimo: minuzioso, denso di dettagli e di fatti, popolato da una pletora di personaggi a me ignoti - tranne el rey, franco, tejero, calvo sotelo, felipe gonzales, suarez e santiago carrillo. e il gesto degli ultimi due - "un gesto de ...(continue)

    un libro faticosissimo: minuzioso, denso di dettagli e di fatti, popolato da una pletora di personaggi a me ignoti - tranne el rey, franco, tejero, calvo sotelo, felipe gonzales, suarez e santiago carrillo. e il gesto degli ultimi due - "un gesto de coraje, un gesto de gracia, un gesto de rebeldìa, un gesto soberano de libertad" - mi sembra anche un gesto triste, solitario y final.

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    flaminia said on Mar 23, 2014 | Add your feedback

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    462 pagine per descrivere un istante: decisamente troppe!

    L'abbandono non è motivato dalle scarse qualità del libro. Al contrario. Cercas si rivela, ancora una volta, scrittore lucidissimo ed avvincente. Il fatto è che - a conti fatti - in questa fase della mia vita mi accorgo di non avere alcun interesse ...(continue)

    L'abbandono non è motivato dalle scarse qualità del libro. Al contrario. Cercas si rivela, ancora una volta, scrittore lucidissimo ed avvincente. Il fatto è che - a conti fatti - in questa fase della mia vita mi accorgo di non avere alcun interesse ad approfondire il colpo di stato che il 23 febbraio 1981 vide il colonnello Tejero irrompere, armi in pugno, nel parlamento spagnolo. Nè sono sollecitato a capire le motivazioni del gesto di sfida del presidente Adolfo Suarez. Il libro di Cercas è minuziosissimo. Troppo per un argomento che non mi coinvolge per nulla. Perciò lo abbandono.

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    Ludwig said on Dec 9, 2013 | Add your feedback

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