Anatomia dell'irrequietezza

Di

Editore: Adelphi (Biblioteca, 321)

3.8
(777)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 223 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8845912205 | Isbn-13: 9788845912207 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Franco Salvatorelli ; Curatore: Jan Borm , Matthew Graves

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Viaggi

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Descrizione del libro
Per i lettori che conoscono e amano Bruce Chatwin Anatomia dell’irrequietezza diventerà una sorta di breviario, per quelli che hanno meno familiarità con l’opera del grande vagabondo sarà un’introduzione alle sue esperienze e alle sue idee, un viaggio con Chatwin alla scoperta di Chatwin. Forse mai come in certe parti di questo libro – soprattutto nelle notizie autobiografiche e nella memorabile lettera al suo editore Tom Maschler – Chatwin è stato prossimo a rivelare che cosa stava al fondo del suo essere e della sua inquietudine di uccello migratore, devoto per istinto alla «alternativa nomade». Ma perché il nomadismo può proporsi come alternativa alla cosiddetta civiltà? Le risposte si delineano di pagina in pagina attraverso scritti che abbracciano vent’anni di una vita breve, intensa, errabonda, dal 1968 al 1987, e rispecchiano le varie incarnazioni di Chatwin: esperto d’arte e archeologo, giornalista, esploratore e narratore. Sono racconti brevi, storie e schizzi di viaggio (dall’amata Patagonia alla Toscana, dall’Africa a Capri), ritratti (Konrad Lorenz, Axel Munthe, Curzio Malaparte); e anche abbozzi di un libro-sogno sul nomadismo al quale Chatwin lavorò a più riprese e che poi abbandonò ritenendolo «impubblicabile». Doveva essere, quel libro, un atto di fede: «Il nomade rinuncia; medita in solitudine; abbandona i rituali collettivi e non si cura dei procedimenti razionali dell’istruzione o della cultura. È un uomo di fede». E insieme un’autoanalisi, che gli permettesse di rispondere a una domanda elementare: «Perché divento irrequieto dopo un mese nello stesso posto, insopportabile dopo due?».
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  • 4

    “Anatomia dell’irrequietezza” è una raccolta postuma di testi scritti da Bruce Chatwin, divisa in sezioni.

    Nella prima Chatwin parla della sua predisposizione al viaggio, la ricerca di luoghi dove se ...continua

    “Anatomia dell’irrequietezza” è una raccolta postuma di testi scritti da Bruce Chatwin, divisa in sezioni.

    Nella prima Chatwin parla della sua predisposizione al viaggio, la ricerca di luoghi dove sentirsi a casa e poter esprimere se stesso.
    Nella seconda vi sono dei racconti di fantasia procreati dalle esperienze dirette dell’autore.
    Nella terza sezione vengono analizzate le origini sociologiche del nomadismo e della nascita delle civiltà con i conseguenti scontri tra le due fazioni, la ricerca dei nomadi degli agi e la necessità emotiva dei civilizzati di peregrinare e svincolarsi da asfissianti doveri civili.
    Nella sezione successiva sono riportate recensioni di Chatwin riguardo a libri che trattano la ricerca della Grande Pace nel deserto, la storia di una rivoluzione anarchica dovuta allo sfruttamento capitalistico delle risorse umane, e una critica verso il darwinismo sociale.
    Nell’ultima sezione viene considerata la decadenza dell’arte moderna, i comportamenti feticisti verso le opere e l’idealizzazione del libero scambio delle collezioni d’arte.

    Lungo quasi tutto questo libro aleggia un sentore di analisi e di ricerca delle nostre origini e delle origini di alcuni nostri comportamenti senza mai diventare tedioso o eccessivamente lento.

    Premetto che non ho ancora letto altri libri di Chatwin
    Trovo che Chatwin sia molto bravo a tenere vivo l’interesse del lettore inserendo di continuo spunti di riflessione, curiosità, notizie e acute osservazioni.
    Talvolta mi sono perso nella sua esposizione satura di informazioni e conoscenze, ma la percezione di tutta la sua passione per le ricerche portate avanti con un’intelligenza inconfutabilmente raziocinante mi hanno fatto continuare una lettura che mi ha sensibilmente arricchito.

    Come si può evincere i temi toccati sono molteplici ed eterogenei.

    Lo consiglio a tutti i Suchender che cerchino delle risposte a queste domande:
    - Perché ci piace errare e viaggiare?
    - Perché la spiritualità dei nomadi ci affascina?
    - Perché i nomadi ci appaiono così sereni e felici?
    - Perché storicamente la nostra civiltà è strutturata per ceti?
    - Perché i “veri tesori” dell’uomo sono inutili?

    ha scritto il 

  • 3

    Bellissimo viaggio, anche interiore.
    L'ho letto bene; l'unica parte che proprio ho saltato è quello delle recensioni che l'autore fa ad alcuni libri.Altro piccolo difetto quando si addentra alla descr ...continua

    Bellissimo viaggio, anche interiore.
    L'ho letto bene; l'unica parte che proprio ho saltato è quello delle recensioni che l'autore fa ad alcuni libri.Altro piccolo difetto quando si addentra alla descrizione degli oggetti da collezione. Per il resto gli avrei dato anche un ottimo.

    ha scritto il 

  • 5

    Si tratta di un libro postumo dello scrittore inglese, pubblicato nel 1996. Contiene dicotomie che lasciano il segno (radici-deserto, vivere stanziale-nomadismo, progresso-natura, razionalità-istinto, ...continua

    Si tratta di un libro postumo dello scrittore inglese, pubblicato nel 1996. Contiene dicotomie che lasciano il segno (radici-deserto, vivere stanziale-nomadismo, progresso-natura, razionalità-istinto, potere-rivoluzione) e temi incisivi e tuttora rilevanti nella vita di ciascuno di noi (migrazione, iniziazione, fede, internazionalismo, vita urbana, passione per i viaggi, feticismo e molto altro ancora). Il tutto descritto con grande realismo (una delle massime più belle sottolinea che "i viaggi reali sono più efficaci, economici e istruttivi di quelli fittizi") e notevole trasporto. I termini utilizzati rispondono alle svariate passioni dello scrittore; ne risulta un vocabolario curato ed estremamente eterogeneo. Significativi i ritratti dedicati a diverse personalità (Stevenson, Malaparte e Konrad in primis). Imperdibile per gli amanti dei viaggi, dell'avventura, del Sahel, della Patagonia, di Capri, del collezionismo e della letteratura.

    ha scritto il 

  • 2

    Una raccolta di scritti, pensieri, recensioni. Racconti di viaggio, di sogni, di desideri di evasione. Un senso di incompletezza aleggia su tutta l'opera. Il titolo si riferisce ad un libro che l'Auto ...continua

    Una raccolta di scritti, pensieri, recensioni. Racconti di viaggio, di sogni, di desideri di evasione. Un senso di incompletezza aleggia su tutta l'opera. Il titolo si riferisce ad un libro che l'Autore ha avuto in lettura, però mai completata. Lo spirito nomade è elogiato fino alla esasperazione. Forse proprio così l'Autore ha voluto descrivere il suo senso di irrequietezza, anche e soprattutto attraverso lo stile.

    ha scritto il 

  • 5

    Raccolta eterogenea di scritti brevi (racconti, recensioni, articoli di varia natura) che possono essere un ottimo modo per avvicinare il pensiero di Chatwin sul nomadismo. In particolare "Questo noma ...continua

    Raccolta eterogenea di scritti brevi (racconti, recensioni, articoli di varia natura) che possono essere un ottimo modo per avvicinare il pensiero di Chatwin sul nomadismo. In particolare "Questo nomade nomade mondo" è un testo meraviglioso, come pure lo è il racconto "Il patrimonio di Maximilian Tod".

    ha scritto il 

  • 0

    Ho conosciuto Chatwin grazie a questo libro, anche se devo ammettere che il titolo mi ha ingannato. Infatti, quando l'ho acquistato, mi aspettavo un analisi dell'intimo umano (forse ho confuso irrequi ...continua

    Ho conosciuto Chatwin grazie a questo libro, anche se devo ammettere che il titolo mi ha ingannato. Infatti, quando l'ho acquistato, mi aspettavo un analisi dell'intimo umano (forse ho confuso irrequietezza con inquietudine), ma ciò che ho trovato è stato un inno al viaggio, all'avventura, alla scoperta, alla curiosità, all' "instazionarietà".
    Consiglio questo libro a chiunque voglia conoscere la mente di un grande viaggiatore che non si stanca di scoprire e approfondire, che sa affrontare la letteratura con spirito critico meraviglioso, che elabora teorie sulla natura umana, che scrive storie di posti lontani e sconosciuti, giocando abilmente tra fantasia e realtà.

    ha scritto il 

  • 3

    Di fatto potrebbe valerne la pena per il solo titolo, ma è troppo poco perché io possa accontentarmi.
    La scrittura è piacevole anche se il fraseggio è un po' troppo corto per i miei personalissimi gus ...continua

    Di fatto potrebbe valerne la pena per il solo titolo, ma è troppo poco perché io possa accontentarmi.
    La scrittura è piacevole anche se il fraseggio è un po' troppo corto per i miei personalissimi gusti e lui di cose ne sa a bizzeffe al punto da diventare difficile seguirlo in ogni passaggio.
    E' uno di quei personaggi che credo ormai appartengano a un mondo passato: fatti da sé, enciclopedici nella loro conoscenza, eclettici nei loro gusti e mai scontati nell'esporre i loro pensieri.
    Così e così perché è un pot-pourri di testi a volte troppo tecnici. Quindi forse è un così così dettato dalla mia ignoranza più che dal mio gusto.

    ha scritto il 

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