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Anatomia dell'irrequietezza

By Bruce Chatwin

(926)

| Paperback | 9788845912207

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Book Description

Per i lettori che conoscono e amano Bruce Chatwin Anatomia dell’irrequietezza diventerà una sorta di breviario, per quelli che hanno meno familiarità con l’opera del grande vagabondo sarà un’introduzione alle sue esperienze e alle sue idee, un Continue

Per i lettori che conoscono e amano Bruce Chatwin Anatomia dell’irrequietezza diventerà una sorta di breviario, per quelli che hanno meno familiarità con l’opera del grande vagabondo sarà un’introduzione alle sue esperienze e alle sue idee, un viaggio con Chatwin alla scoperta di Chatwin. Forse mai come in certe parti di questo libro – soprattutto nelle notizie autobiografiche e nella memorabile lettera al suo editore Tom Maschler – Chatwin è stato prossimo a rivelare che cosa stava al fondo del suo essere e della sua inquietudine di uccello migratore, devoto per istinto alla «alternativa nomade». Ma perché il nomadismo può proporsi come alternativa alla cosiddetta civiltà? Le risposte si delineano di pagina in pagina attraverso scritti che abbracciano vent’anni di una vita breve, intensa, errabonda, dal 1968 al 1987, e rispecchiano le varie incarnazioni di Chatwin: esperto d’arte e archeologo, giornalista, esploratore e narratore. Sono racconti brevi, storie e schizzi di viaggio (dall’amata Patagonia alla Toscana, dall’Africa a Capri), ritratti (Konrad Lorenz, Axel Munthe, Curzio Malaparte); e anche abbozzi di un libro-sogno sul nomadismo al quale Chatwin lavorò a più riprese e che poi abbandonò ritenendolo «impubblicabile». Doveva essere, quel libro, un atto di fede: «Il nomade rinuncia; medita in solitudine; abbandona i rituali collettivi e non si cura dei procedimenti razionali dell’istruzione o della cultura. È un uomo di fede». E insieme un’autoanalisi, che gli permettesse di rispondere a una domanda elementare: «Perché divento irrequieto dopo un mese nello stesso posto, insopportabile dopo due?».

72 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Leggere Chatwin e' un po' come viaggiare, perché ci si lascia trasportare dal suo inesauribile impulso alla scoperta di popoli, culture, tradizioni e luoghi del mondo, oltre che dagli intrecci leggeri e appassionanti che la sua cultura e il suo sens ...(continue)

    Leggere Chatwin e' un po' come viaggiare, perché ci si lascia trasportare dal suo inesauribile impulso alla scoperta di popoli, culture, tradizioni e luoghi del mondo, oltre che dagli intrecci leggeri e appassionanti che la sua cultura e il suo senso del bello ci regalano in ogni pagina.

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    cris56 said on May 22, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    alcune cose molto interessanti. altre meno rasentando, ahimé, l'inutilità della pubblicazione. sarà un mio limite, sia chiaro.

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    krom999 said on Feb 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ho comprato questo libro per il suo titolo.
    È un libro postumo, che raccoglie brani inediti, lettere e considerazioni varie che lo scrittore inglese scrisse in vent'anni di vita intensa ed errabonda, prima di morire appena quarantenne.
    Nel libro ci ...(continue)

    Ho comprato questo libro per il suo titolo.
    È un libro postumo, che raccoglie brani inediti, lettere e considerazioni varie che lo scrittore inglese scrisse in vent'anni di vita intensa ed errabonda, prima di morire appena quarantenne.
    Nel libro ci sono brani autobiografici, quasi autopsicanalitici ("Perché divento irrequieto dopo un mese nello stesso posto, insopportabile dopo due?"); analisi particolareggiate dell'istinto nomade dell'uomo; considerazionu sulla vita e sulle opere di scrittori famosi (Stevenson, Curzio Malaparte...), dell'etologo premio Nobel Konrad Lorenz e delle suo oche selvatiche («una perversione come un'altra», rispose un amico psichiatra alla moglie dello scienziato che gli chiedeva spiegazioni sulla mania di Lorenz per questi pennuti).
    Ci sono anche alcuni racconti, fra cui "Latte", che mi sono piaciuti molto.

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    Daisy (in perpetuo volo) said on Nov 17, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Caro Bruce,
    dunque eri sempre irrequieto, sempre in viaggio e, mi sembra, così felice.
    Oggi è lunedì, sono le nove e mezza e sono qui, in ufficio, davanti al computer.
    E non sono per niente felice.

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    juri_kid_a said on Oct 8, 2012 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    "D'altronde, sono convinto che un uomo è la somma delle sue cose, anche se alcuni, i più fortunati sono la somma di un'assenza di cose."

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    Odi Elisewin said on Oct 7, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Raccolta postuma di vari scritti. A parte l'ultimo (che ha un qualche interesse) il resto è stata una grossa delusione

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    Julo d. said on Sep 24, 2012 | Add your feedback

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