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Anatomia di un'indagine

Di

Editore: Marsilio

3.3
(198)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 551 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Svedese , Olandese , Tedesco , Inglese , Polacco

Isbn-10: 8831793314 | Isbn-13: 9788831793315 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giorgio Puleo

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , eBook , Paperback

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Nel mezzo di un'estate svedese insolitamente torrida, l'attenzione dell'intera nazione converge sulla tranquilla località di Vaxjo: Linda Wallin, vent'anni, brillante e attraente allieva della scuola di polizia, è stata brutalmente uccisa nell'appartamento di sua madre. Nella penuria di uomini dettata dalle vacanze estive, è il commissario Backstrom, arrogante ed egocentrico imbroglione, a guidare un'indagine serratissima. E se nella sua presunzione, Backstrom ritiene di poter risolvere il caso affidandosi a un estenuante controllo del dna dell'intera popolazione maschile del posto, fortunatamente la sua indolenza è bilanciata dall'ottimo lavoro sistematico di poliziotti che, passo dopo passo, con metodi più tradizionali riescono a mettere insieme i pezzi che portano alla soluzione. Ma nel cinico mondo di Persson, popolato di avvoltoi d'ogni genere, giornalisti a caccia di notizie, attorucoli in cerca di fama e pseudopsichiatri più matti dei loro pazienti, la giustizia trionfa solo parzialmente. Il suo è un romanzo impietoso ma assolutamente esilarante, dove il realismo più crudo è sempre bilanciato da una comicità trascinante: con il nuovo caso per Johansson e colleghi, Persson racconta in dettaglio come lavora - e a volte non lavora - la polizia, dimostrando ancora una volta la sua profonda conoscenza del genere umano e la sua capacità di trasformare magistralmente un classico caso di omicidio in un'amara commedia di costume.
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  • 2

    A volte un romanzo non ci piace perché è scritto male (nella maggior parte dei casi...); a volte perché la trama è inconcludente, noiosa, oppure perché l'autore, del quale conosciamo vita morte e mira ...continua

    A volte un romanzo non ci piace perché è scritto male (nella maggior parte dei casi...); a volte perché la trama è inconcludente, noiosa, oppure perché l'autore, del quale conosciamo vita morte e miracoli ci ha traditi (ebbene sì, capita anche questo...); altre, ma è cosa rara almeno per quanto mi riguarda, perché le aspettative non sono quelle iniziali. Per "Anatomia di un'indagine" è stato così. L'ho letto perché affascinato dal Backstrom della serie televisiva e mi immaginavo di ritrovare gli stessi tic, gli stessi vizi, gli stessi difetti. Invece non c'è praticamente nulla (a parte la birra...) del detective. Eccolo il primo inciampo. L'indagine di cui parla il titolo è quella relativa all'omicidio brutale di una giovane poliziotta ed è condotta dagli investigatori locali supportati da quelli nazionali, profiler, strizzacervelli. Il romanzo perciò descrive nel dettaglio le azioni della polizia, le indagini vere e proprie senza quella suspance letteraria come succede nella maggior parte dei casi. Forse perchè Persson è un criminolo e un insegnante. Fatto sta che il libro - e il mio interesse - prende vita nelle ultime cento pagine (tra l'altro con l'assenza del mio povero Backstrom...) e la storia si chiude salvandosi in corner. A essere onesti, comunque, non credo di voler ripetere l'esperienza.

    ha scritto il 

  • 2

    Di solito i noir provenienti dalla Scandinavia mi piacciono abbastanza, per via del loro tono poco ampolloso e delle descrizioni disincantate di una società che noi siamo portati a considerare pratica ...continua

    Di solito i noir provenienti dalla Scandinavia mi piacciono abbastanza, per via del loro tono poco ampolloso e delle descrizioni disincantate di una società che noi siamo portati a considerare praticamente perfetta. Qui però siamo andati un po' troppo oltre. Il protagonista maschile è una brutta caricatura, i comprimari delle macchiette, i rimedi peggiori dei mali, tutti mentono e quel poco che di buono avviene, avviene per puro caso, senza che né i personaggi né l'autore possano qualcosa per far andare la barca in una direzione voluta.
    In più, il libro è molto, molto verboso.

    ha scritto il 

  • 5

    backstom in carriera

    Vorrei sapere quando Persson ha preso la pazza e per me riuscitissima decisione di rendere protagonista il piú sgangherato sbirro della letteratura scandinava!! Ora Mengacci può ambire a diventare una ...continua

    Vorrei sapere quando Persson ha preso la pazza e per me riuscitissima decisione di rendere protagonista il piú sgangherato sbirro della letteratura scandinava!! Ora Mengacci può ambire a diventare una star del porno, Cassano laurearsi in lettere e Hannibal leckter vincere masterchef.

    ha scritto il 

  • 3

    Grigio chiaro

    Grigia l'atmosfera che mi ha avvolto mentre mi inoltravo in questa storia che si si snoda lungo giornate straordinariamente calde e solari. Minuziose e impietose fotografie di personaggi indaganti e ...continua

    Grigia l'atmosfera che mi ha avvolto mentre mi inoltravo in questa storia che si si snoda lungo giornate straordinariamente calde e solari. Minuziose e impietose fotografie di personaggi indaganti e indagati che riescono a non trasmettere tristezza grazie all'ironia che fa compagnia per tutto il cammino. A tratti lento ma solido, non alletta con studiata suspence ma trattiene e conduce fino alla fine. Spassoso Backstrom nella sua furbesca meschinità che pure non lo premia.
    Non mi ha travolto ma mi è piaciuto

    ha scritto il 

  • 4

    Grande backstrom

    Pieno zeppo di rimandi e riferimenti ironici, basti dire che la vittima è una istruttrice di polizia di nome .. Linda ed il padre si chiama Henning !!

    ha scritto il 

  • 3

    Giallo perfetto. Equilibrio tra suspense e racconto, colpo di scena finale; quindi tutto secondo le regole. Il problema è che ho passato i primi tre quarti del libro provando una enorme repulsione per ...continua

    Giallo perfetto. Equilibrio tra suspense e racconto, colpo di scena finale; quindi tutto secondo le regole. Il problema è che ho passato i primi tre quarti del libro provando una enorme repulsione per il "machismo" di uno dei protagonisti così ostentato da dare veramente fastidio. La compensazione arriva solo alla fine, ma è ben poca cosa....

    ha scritto il 

  • 4

    Sinceramente devo dire che se il primo libro di Persson messo in lettura fosse stato questo,non mi sarei certo precipitato in biblioteca per cercare gli altri,ma la lettura di "L'ultima indagine"mi ha ...continua

    Sinceramente devo dire che se il primo libro di Persson messo in lettura fosse stato questo,non mi sarei certo precipitato in biblioteca per cercare gli altri,ma la lettura di "L'ultima indagine"mi ha aperto gli occhi sulle straordinarie capacità di questo autore.Questa volta le indagini non sono condotte da Johanson,l'uomo che vede dietro gli angoli,ma da un goffo,maldestro e arrogante ispettore Backstroem che rappresenta l'antitesi del bravo poliziotto e che conduce le indagini in modo così maldestro che rappresenta il ridicolo.E'la bravura di Persson ha rendere bella la storia,lo scrittore infatti ci fà vivere la quotidianità dell'indagine dove l'invidia,la falsità,e l'interesse personale vengono messe come priorità.

    ha scritto il 

  • 2

    Uno scrittore patologo?

    Va be' che si intitola anatomia di un'indagine ma qui il bisturi ha avuto la meglio sulla penna. Pagine e pagine di noiose discussioni tra detective e di bevute in stanze d'albergo e di conflitti di p ...continua

    Va be' che si intitola anatomia di un'indagine ma qui il bisturi ha avuto la meglio sulla penna. Pagine e pagine di noiose discussioni tra detective e di bevute in stanze d'albergo e di conflitti di potere e qualche indagine alla ricerca di un colpevole la cui identità cessa rapidamente di incuriosire il lettore, rappresentando semmai un traguardo nella speranza che con la scoperta del colpevole finisca anche il libro.

    ha scritto il