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Anatra all'arancia meccanica

Racconti 2000-2010

Di

Editore: Einaudi (Stile libero Big)

3.8
(466)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 419 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806206389 | Isbn-13: 9788806206383 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Contributi: Tommaso De Lorenzis

Genere: Comics & Graphic Novels , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
L'ufficio di un produttore cinematografico romano. Una città sull'orlo di una guerra tra «animali A» e «animali Z». Il deposito di monete di un papero milionario. Una Milano «culturale» affollata di guitti e fantasmi. Una porcilaia industriale padana.
Un combattimento tra galli a Manila. La capitale americana del Parmigiano. Una clinica in collina. Un appartamento bolognese invaso dai piccioni. Un autogrill alla fine della nostra civiltà. Buon inizio di millennio.
Anatra all'arancia meccanica è una selezione dei racconti di Wu Ming dal 2000 a oggi. Alcuni erano sparsi per riviste e antologie, altri disponibili soltanto in rete, altri ancora totalmente inediti. Si va dal comico-grottesco al tragico, dal moderno picaresco al futuribile distopico. Di pagina in pagina, prende forma un bollettino eclettico ma coerente di quanto successo in Italia e nel mondo negli ultimi dieci anni, dal G8 di Genova alla distruzione di New Orleans passando per l'11 settembre e le guerre in Iraq e Afghanistan. L'obliqua biografia di un decennio che ha avuto il culto dell'unanimità, ha fuggito l'eresia, ha sognato il trionfo del facile. In questi Anni Zero, paralleli eppure convergenti, si muovono il detective Topo Lino e il ribelle Anatrino, i trecento boscaioli dell'Imperatore, gli avventurieri Erben & Flynn, l'agente letterario Cienfuegos, Momodou e il suo carnefice Tajani, l'eroe dei due mondi Adalberto Rizzi, la zecca Argas Reflexus, il «Primus Habens» e la Veggente del Cantagallo.
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  • 0

    Compilation

    Sono rimasto un po’ deluso da questa raccolta di racconti; mi fa ritenere che il formato non si addica particolarmente ai Wu Ming, di cui ho apprezzato moltissimo i romanzi, tutti quelli “ufficiali” e non solo.


    “Anatra all’arancia meccanica” mi ha dato l’impressione di essere quello che in ...continua

    Sono rimasto un po’ deluso da questa raccolta di racconti; mi fa ritenere che il formato non si addica particolarmente ai Wu Ming, di cui ho apprezzato moltissimo i romanzi, tutti quelli “ufficiali” e non solo.

    “Anatra all’arancia meccanica” mi ha dato l’impressione di essere quello che in fondo è… cioè una “raccolta” in senso letterale di racconti, non concepiti come un insieme organico ma collazionati dalle varie iniziative culturali e/o politiche cui i W. non si sottraggono mai, in nome della loro indubbia coerenza. Una raccolta un tantino raccogliticcia insomma, coi suoi inevitabili alti e bassi, ma di cui si percepisce il parto prolungato nel corso di un decennio, quindi priva di un’ispirazione che non fosse l’input di ogni determinato singolo contesto. Almeno la metà dei singoli pezzi paiono a loro volta scaturire dall’impulso di un momento, privi di quella elaborazione organizzata, documentata e limata, che è un marchio di fabbrica dei lavori del collettivo: non sarà certo così che sono nati, ma danno questa impressione di estemporaneità.

    Inutile precisare quali racconti sono sembrati più sforzati e quali portati a miglior compimento, un po’ perché si tratta di una valutazione soggettiva, un po’ perché nella precisa postilla finale si rivelano tutti ben giustificati e opportunamente motivati.

    Considerata anche una mia personale difficoltà verso la forma racconto, ecco che non mi resta altro che dedicarmi all’ultimo romanzo dei Wu Ming che sono certo non mi deluderà, oppure a compulsare fra i restanti romanzi “Ibridi”, cioè scritti da un componente del collettivo con collaborazioni esterne, sicuro di trovarvi comunque la solidità e la curiosità stimolante che caratterizza le opere del benemerito gruppo.

    E ripensandoci forse è proprio questo, cioè il tentativo (ovviamente vano) di ritrovare il profumo dei romanzi wuminghiani, che mi ha fatto apprezzare soprattutto (e così contraddico il mio paragrafo precedente!) il racconto American Parmigiano che a mio parere avrebbe meritato uno sviluppo ulteriore.

    ha scritto il 

  • 4

    Che cazzo, non si può vivere di solo zucchero, anche se ti pagano bene.

    Cercando in rete recensioni di "Metallo Urlante" di Evangelisti mi imbatto in "Città di Metallo e Luci", omaggio scritto da questa non ben chiara "associazione di folli figuri" che risponde al nome di collettivo Wu Ming. Diavolo, questi ci sanno fare, penso;
    Vediamo se questa raccolta di ra ...continua

    Cercando in rete recensioni di "Metallo Urlante" di Evangelisti mi imbatto in "Città di Metallo e Luci", omaggio scritto da questa non ben chiara "associazione di folli figuri" che risponde al nome di collettivo Wu Ming. Diavolo, questi ci sanno fare, penso;
    Vediamo se questa raccolta di racconti si dimostra tanto figa quanto il titolo che porta.
    Eh, direi!
    Lettura dannatamente incisiva, dove ogni storia, ogni brandello, ha qualcosa da dire e sa come dirlo. Come raccolta risulta abbastanza omogenea e livellata verso l'alto, con la maggior parte delle storie godibili, con quattro/cinque esempi di genialità narrativa e fortunatamente solo un paio sottotono, ma ci può stare. Le mie preferite:
    - Pantegane e Sangue / Canard à l' Orange Mécanique: Due storie in cui i protagonisti, Topo Lino ed Anatrino acquistano la coscienza di sè e compiono atti di protesta violenta contro gli anni di sfruttamento dei loro personaggi compiuti per il guadagno dall'ennesima multinazionale, anche se profumata, infiocchettata e colma di buoni sentimenti.I canoni Disney sono rovesciati ed i personaggi sono finalmente liberi di essere grigi e non più bianchi. Molto apprezzate le atmosfere noir e le citazioni fumettistiche (controllai che l'automatica fosse sempre lì. C'era. Sorrisi al Bastardo Giallo. Che ne dici Plato? Oggi è un buon giorno per morire?). E' finito il tempo delle favole.

    - Bologna Social Enclave: Esilarante spaccato della vita interna di associazioni e comitati vari, dove si perde tempo a ciarlare di inezie ed ognuno rimane barricato sul proprio punto di vista. Come favorire lo scontro individuale e la polemica piuttosto che la più utile collaborazione.

    - Momodou: Amaro e triste fatto di cronaca che affonda le radici nell'odio razziale, nelle difficoltà di integrazione e nell'indifferenza delle istituzioni.

    - American Parmigiano: "legal drama" che si basa sul bisogno di affermare il proprio orgoglio nazionale, dalla guerra d'indipendenza americana fino alla guerra di brevetti del cacio. Se non bastasse ci fa pure riflettere in maniera non troppo velata sulle differenze culturali e sulla cosiddetta "fuga di cervelli".

    Un plauso enorme a questo gruppetto di cani sciolti, questi pusher dell'immaginario, e che le loro dosi continuino a sconvolgerci e mandarci in pappa il cervello. DESTROY.

    ha scritto il 

  • 4

    surrealismo letterario

    Non sono certo esista un genere simile, ma alcuni di questi racconti sono un esempi di quello che chiamerei "surrealismo letterario". In questa antologia di scritti, pubblicati in un periodo di tempo che va dal 2000 al 2010, il collettivo Wu Ming ci racconta, in chiave grottesca, di esperienze co ...continua

    Non sono certo esista un genere simile, ma alcuni di questi racconti sono un esempi di quello che chiamerei "surrealismo letterario". In questa antologia di scritti, pubblicati in un periodo di tempo che va dal 2000 al 2010, il collettivo Wu Ming ci racconta, in chiave grottesca, di esperienze collettive e personali e di improbabili ribellioni da parte di personaggi dei fumetti (trovata assolutamente geniale!).
    Altra cosa interessante è che molti di questi racconti precorrono i tempi con incredibile precisione, quasi che gli autori avessero previsto gli eventi salienti del primo decennio del XXI secolo. Veggenti?...o, più prosaicamente, informati ed attenti.

    ha scritto il 

  • 3

    Come ogni raccolta di racconti, c'è del buono e del meno buono.
    Alcuni di questi racconti mi hanno divertito, altri mi hanno emozionato e qualcuno mi ha annoiato. Non sapendo dare un voto ho deciso di votare ogni singolo racconto e vedere che media ne sarebbe venuta fuori.

    Benvenuti ...continua

    Come ogni raccolta di racconti, c'è del buono e del meno buono.
    Alcuni di questi racconti mi hanno divertito, altri mi hanno emozionato e qualcuno mi ha annoiato. Non sapendo dare un voto ho deciso di votare ogni singolo racconto e vedere che media ne sarebbe venuta fuori.

    Benvenuti a 'sti frocioni 3 : ***
    Pantegane e sangue : ***
    Tomahawk : **
    Canard a l'orange mécanique : ****
    Bologna Social Enclave : ****
    La Ballata del Corazza : **
    I trecento boscaioli dell'imperatore : **
    In Like Flynn : ***
    Gap99 : *****
    Momodou : ***
    American Parmigiano : *****
    Come il guano sui maccheroni : ***
    L'istituzione-branco : ***
    Roccaserena : **
    In mezzo alla polla sguazzava un pesce rosso : ***
    Arzèstula : ****

    ha scritto il 

  • 3

    - Benvenuti a 'sti frocioni 3 (●●●)
    - Pantegane e sangue (●●)
    - Tomahawk (●)
    - Canard à l'orange mécanique (●●)
    - Bologna Social Enclave (●●●)
    - La ballata del Corazza (●●●)
    - I trecento boscaioli dell'Imperatore (●●●)
    - In Like Flynn (●●)
    - Gap99 ( ...continua

    - Benvenuti a 'sti frocioni 3 (●●●)
    - Pantegane e sangue (●●)
    - Tomahawk (●)
    - Canard à l'orange mécanique (●●)
    - Bologna Social Enclave (●●●)
    - La ballata del Corazza (●●●)
    - I trecento boscaioli dell'Imperatore (●●●)
    - In Like Flynn (●●)
    - Gap99 (●●●●)
    - Momodou (●●●●)
    - American Parmigiano (●●●●)
    - Come il guano sui maccheroni (●●●)
    - L'istituzione-branco (●)
    - Roccaserena (●●●)
    - In mezzo alla polla sguazzava un pesce rosso (●●●)
    - Arzèstula (●●●)

    ha scritto il 

  • 5

    Le strinsi la mano. Era calda e asciutta. –Franz. - Leila. - (…) E’ un bel nome. Genitori freakettoni? - No. Algerini. Sorseggiò la bibita e mi lasciò assaporare la figura di merda.

    Io sono stata una bambina lettrice, e la cosa non è così sorprendente, credo.
    Essere una bambina lettrice nei tardi anni ’60 non era certo la stessa cosa che esserlo negli anni ’90, quando erano bambini lettori i miei figli, che potevano contare su dovizie di libri libelli periodici e colla ...continua

    Io sono stata una bambina lettrice, e la cosa non è così sorprendente, credo.
    Essere una bambina lettrice nei tardi anni ’60 non era certo la stessa cosa che esserlo negli anni ’90, quando erano bambini lettori i miei figli, che potevano contare su dovizie di libri libelli periodici e collane: una nota qui la voglio fare, un applauso alla Mondadori per la collana “Banane oro” della quali possediamo l’intera collezione. E lo saprete meglio di me, cassetti colmi delle stronzate che arrivavano mensilmente coi giornalini delle Bratz, scheletri completi di fasci muscolari vagamente inquietanti che ti guardavano perennemente storto perché ti eri perso l’uscita degli occhi…. E così via.
    Bhè, torniamo a noi anzi a me.
    Lettrice, dicevo, e pure curiosa, poliedrica, come sarei poi sempre stata: ricordo “Pronipoti”, “Geppo”, “Nonna Abelarda”, “Tira&Molla”, i “Flinstones” che erano i miei favoriti, oltre naturalmente alle classiche storie Disney. E non parlo tanto dei “Topolini” settimanali, che leggevo occasionalmente ma ai quali non sono mai satta abbonata, quanto piuttosto agli albi, quelli grandi che a volte si trovavano, o meglio ai veri libri, ne avevo uno -credo fosse della Mondadori, con la storia di Pippo ed il leone che invece era la leonessa Lea…lo adoravo.
    Poi sono passati gli anni, e cambiate le letture, dai classici libri per ragazzi, passando anche per Liala (si deve provare tutto, no?) sono planata sulla libreria di casa. Ed ho fatto amicizia col libraio del paese.
    Poi è arrivato mio marito, che mi ha rivelato presto che alla sua completa felicità mancava la fine di una bellissima storia a puntate di “Topolino”…e ci siamo messi a comprare vecchi almanacchi ai mercatini nella speranza di trovarla. Se l’abbiamo trovata non lo ricordo, ricordo però benissimo l’emozione di leggere cose che da piccola non mi avevano colpita. In particolare i nomi. Ma qualcuno si ricorda i nomi storpiati delle storie di Topolino” Chessò, la cantante Zita Fagiano, l’attrice Pina Collorigida (!)…
    …e THO’, apri “Benvenuti a ‘sti frocioni” (sic) e ce la ritrovi, la famosa attrice, diventata stavolta Lilla Fotobrigida, alla corte del grande Cordelio De Gaudentiis in compagnia di illustrissimi, quali Saul Bove, e poi Massimo Sboldro e Tristan De Fica…. Da non crederci.
    E chi si aspettava di trovare questo?
    Chi se lo aspettava, comunque si sbagliava, perché qui c’è ben di più: dopo il Topo Lino di “Pantegane e sangue”, in “Canard à l’orage mécanique” troviamo tutta la banda di Paperopoli (qui Anatropoli, of course), Zio Anatrone, Euclide Tolemaico (!), Gastolfo il cugino fortunato,Paco de Anatris , Rothschilduck e la Banda dei Bracchetti con l’immancabile Commissario Manettoni….
    Ma torniamo al libro, non vorrei aver fornito materiale di non-lettura ai non amanti dei fumetti, che qui c’entrano solo, per meglio dire, come “base”; i racconti che compongono il libro sono 16, e toccano i temi più vari, essendo stati pensati o commissionati per le occasioni più svariate (Referendum sull’acqua, morte della povera Eluana..). Di questi 16 ne conoscevo due, entrambi bellissimi: “American Parmigiano”, uscito con i Corti di Carta del Corriere della Sera nell’estate 2008 e poi riproposto nella bella antologia del 2010 “Sei fuori posto”, e “Momodou”, scritto questo su invito di De Cataldo per “Crimini italiani”. Se non sbaglio, dev’essere stata questa la prima scintilla con Wu.
    Non credo di esagerare se affermo che Wu-Ming è il presente ed il futuro della Letteratura Italiana. E non lo credo perché la profonda conoscenza storica e culturale di Wu è l’unico mezzo che permetta di svecchiare, aprire la nostra letteratura e ripulirla ti troppi residui dei tempi che furono. Certo che dall’altra parte anche il pubblico dev’essere pronto: io lo sono senz’altro, se voi non lo siete, bhè, datevi ‘na mossa.
    Wu for President!
    ...e lasciatemi chiudere con un divertissèment:"Basta con la censura! Se devo continuare a girare senza mutande, si sappia almeno che tengo una nerchia tanta!"

    ha scritto il