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Ancora dalla parte delle bambine

By Loredana Lipperini

(560)

| Paperback | 9788807171390

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Book Description

Le eroine dei fumetti le invitano a essere belle. Le loro riviste propongono test sentimentali e consigli su come truccarsi. Nei loro libri scolastici, le mamme continuano ad accudire la casa per padri e fratelli. La pubblicità le dipinge come piccole cuoche. Le loro bambole sono sexy e rispecchianoContinue

Le eroine dei fumetti le invitano a essere belle. Le loro riviste propongono test sentimentali e consigli su come truccarsi. Nei loro libri scolastici, le mamme continuano ad accudire la casa per padri e fratelli. La pubblicità le dipinge come piccole cuoche. Le loro bambole sono sexy e rispecchiano (o inducono) i loro sogni. Questo è il mondo delle nuove bambine. Negli anni settanta, Elena Gianini Belotti raccontò come l'educazione sociale e culturale all'inferiorità femminile si compisse nel giro di pochi anni, dalla nascita all'ingresso nella vita scolastica. Le cose non sono cambiate, anche se le apparenze sembrano andare nella direzione contraria. Ad esempio, libri, film e cartoni propongono, certo, più personaggi femminili di un tempo: ma confinandoli nell'antico stereotipo della fata e della strega. Sembra legittimo chiedersi cosa sia accaduto negli ultimi trent'anni, e come mai coloro che volevano tutto (il sapere, la maternità, l'uguaglianza, la gratificazione) si siano accontentate delle briciole apparentemente più appetitose. E bisogna cominciare con l'interrogarsi sulle bambine: perché è ancora una volta negli anni dell'infanzia che le donne vengono indotte a consegnarsi a una docilità oggi travestita da rampantismo, a una certezza di subordine che persiste, e trova forme nuove persino in territori dove l'identità è fluida come il web.

4 Reviews

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  • 3 people find this helpful

    “Quanti romanzi di autrici italiane, oggi, esplorano spazi aperti, inventano, costruiscono? Quanti, invece, si avvolgono nel micro mondo delle proprie emozioni e dei propri sentimenti? Quanti si limitano a essere la variante – certo, spiritosa, intelligente, autoironica – del vecchio romanzo rosa ... (continue)

    “Quanti romanzi di autrici italiane, oggi, esplorano spazi aperti, inventano, costruiscono? Quanti, invece, si avvolgono nel micro mondo delle proprie emozioni e dei propri sentimenti? Quanti si limitano a essere la variante – certo, spiritosa, intelligente, autoironica – del vecchio romanzo rosa, dove la felicità si identifica con la formazione di una coppia? Quanti si compiacciono di storie claustrofobiche, dove le protagoniste si leccano le ferite nel chiuso di un appartamento?”

    Il libro riprende il tema di un celebre libro degli anni ’70 che io non ho mai letto (ma che adesso ho intenzione di leggere), “Dalla parte delle bambine” di Elena Gianini Belotti, che teorizzava un’influenza negativa nell’educazione delle bambine, che sin da subito vengono penalizzate e condannate ad alcuni modelli degradanti.

    Precisiamo: non sono d’accordo su tutto, certe punti mi hanno davvero perplessa. E a volte mi è sembrato che la Lipperini catastrofizzasse un po’ la situazione, che forse non è così buia come la dipinge.
    Ciò nonostante, molte delle riflessioni che l’autrice mi ha invitato a fare sono sacrosante, e per me sono inoltre piuttosto nuove. Forse se avessi letto questo libro dopo altri (per esempio quello della Belotti), l’avrei apprezzato di meno. Per me questo libro ha avuto anche il ruolo di apri-occhi.

    Una pecca: a volte il discorso è un po’ disorganico, non sempre c’è rigore nel passare da un’argomentazione all’altra. E questo l’ho notato non solo tra una pagina e l’altra, ma anche nel complesso: a volte l’autrice perde un po’ il filo conduttore, sembra quasi trattare un argomento o l’altro per associazione di idee. Questa cosa penalizza un po’ il libro, che a volte “esce dal seminato”, come si suol dire.

    Però, nonostante queste pecche, l’ho apprezzato moltissimo.

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    Teresa (...annisenzafine) said on Jan 26, 2012 | Add your feedback

  • 1 person find this helpful

    MA PER PIACERE

    Pessimo.
    Orientato a far leggere i numeri ed i risultati delle ricerche solo verso quello che si vuole trovare.
    Pura propaganda per le neo-femministe in questo mondo cattivo fatto di maschilisti cattivi che non solo ci ammazzano in casa, ma ci vogliono a stirare e scrivono pure i libri per bambini. ... (continue)

    Pessimo.
    Orientato a far leggere i numeri ed i risultati delle ricerche solo verso quello che si vuole trovare.
    Pura propaganda per le neo-femministe in questo mondo cattivo fatto di maschilisti cattivi che non solo ci ammazzano in casa, ma ci vogliono a stirare e scrivono pure i libri per bambini. Per non parlare delle mamme (colpa loro! Colpa loro!) troppo apprensive, d'altra parte, la fonte è Alfemminile.com.
    Ma.
    Per.
    Piacere.

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    Virginiamanda said on Jan 18, 2012 | Add your feedback

  • 1 person find this helpful

    Da diciottenne - cresciuta quindi nella seconda metà degli anni '90 tanto vituperata dalla Lipperini - non è stato facile leggere "Ancora dalla parte delle bambine". Avevo già intuito da sola che la società italiana nei confronti delle donne è molto più arretrata di quello che vuol credere, ma veder ... (continue)

    Da diciottenne - cresciuta quindi nella seconda metà degli anni '90 tanto vituperata dalla Lipperini - non è stato facile leggere "Ancora dalla parte delle bambine". Avevo già intuito da sola che la società italiana nei confronti delle donne è molto più arretrata di quello che vuol credere, ma vedere questi concetti scritti nero su bianco fa tutto un altro effetto, sopratutto se sai di fare parte anche tu della propaganda sottilmente misogina fatta da istruzione, media di vario genere, ecc.
    Io, a dieci anni, adoravo le Bratz, nonostante a riguardarle oggi mi rendo conto di che razza di modello sbagliato siano per delle bambine.
    Oggi, nell'ideare un romanzo - niente di serio, per carità - faccio fatica a costruire un personaggio femminile che non sia la gelida guerriera caso umano o la giunonica compagna del protagonista, le cui uniche professioni sono stare in casa e farsi salvare in caso di rapimento; e non ricordo più l'ultima volta in cui non ho notato questi stereotipi. La narrativa femminile, poi, la evito come la peste: i veri protagonisti sono sempre i personaggi maschili, o le amiche.
    Ho conosciuto una ragazza anoressica nel cui ospedale in cui era ricoverata le proibivano di guardare la televisione, da quanto era fuorviante.
    La mia coetanea incinta non era libera di fare niente, nemmeno mettersi la crema per i brufoli: sia mai, avrebbe fatto male al bambino.

    Tutte cose di cui la Lipperini parla nel libro: a volte fa un po' troppe digressioni - specie sulle donne adulte: interessante, sì, ma l'argomento non erano le figlie? - ma in linea generale lo fa in maniera competente. Le fonti sono usate in modo intelligente ed accurato: ad esempio, quando parla di anime e manga, non c'è mai un'informazione sbagliata. E credetemi, non è una cosa scontata: ho trovato errori persino in un saggio sui fumetti (!).
    Alcuni punti, poi, sono un vero e proprio pugno nello stomaco: mi ha particolarmente impressionato l'SOS della madre anoressica, che conclude il suo drammatico messaggio con la parola - scritta in maiuscolo, ed accompagnata da puntini di sospensione - "peso". Oppure tutte le storie di bambini che, solo perché disturbano la lezione, o forse perché la madre non è bene accetta tra le altre, vengono denunciati o imbottiti di psicofarmaci. Meno impressionanti - ma più motivo di rabbia - altre parti, come quella dedicata ai giocattoli per bambine: mi è rimasto particolarmente impressa la differenza tra il Sapientino per maschi e per femmine. Quest'ultimo è a tema Barbie; il primo, invece, sulla scienza e la tecnologia. Oppure l'analisi delle riviste per (pre)adolescenti, che propongono modelli e temi che, tecnicamente, a delle bimbe non dovrebbero interessare.

    In sostanza, tutte le donne dovrebbero leggerlo. E magari aprire gli occhi, prima di aderire a quei modelli che sembravano essere stati sconfitti ed invece, come le fenici, risorgono dalle proprie ceneri.

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    Surymae Rossweisse said on Dec 8, 2011 | Add your feedback

  • Riprende il classico di Gianini Belotti, aggiornandolo con materiali contemporanei. Peccato sia tutto mischiato insieme: la tesi si sfilaccia in mille rivoli e si sente la mancanza di un esame delle buone pratiche e della narrativa di infanzia innovativa che ribalta certi preconcetti.

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    Mitilene said on Dec 22, 2011 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
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    • 1 star
  • Libri Italiani
  • Paperback 284 Pages
  • Edition: 1
  • ISBN-10: 8807171392
  • ISBN-13: 9788807171390
  • Publisher: Feltrinelli
  • Pub date: Jan 01, 2007
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9788807171390 Paperback €15.00 €12.00 IBS.IT
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