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Ancora dalla parte delle bambine

Di

Editore: Feltrinelli

4.0
(652)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 288 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807722143 | Isbn-13: 9788807722141 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Education & Teaching , Family, Sex & Relationships , Social Science

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Descrizione del libro
Le eroine dei fumetti le invitano a essere belle. Le loro riviste propongono test sentimentali e consigli su come truccarsi. Nei loro libri scolastici, le mamme continuano ad accudire la casa per padri e fratelli. La pubblicità le dipinge come piccole cuoche. Le loro bambole sono sexy e rispecchiano (o inducono) i loro sogni. Questo è il mondo delle nuove bambine. Negli anni settanta, Elena Gianini Belotti raccontò come l'educazione sociale e culturale all'inferiorità femminile si compisse nel giro di pochi anni, dalla nascita all'ingresso nella vita scolastica. Le cose non sono cambiate, anche se le apparenze sembrano andare nella direzione contraria. Ad esempio, libri, film e cartoni propongono, certo, più personaggi femminili di un tempo: ma confinandoli nell'antico stereotipo della fata e della strega. Sembra legittimo chiedersi cosa sia accaduto negli ultimi trent'anni, e come mai coloro che volevano tutto (il sapere, la maternità, l'uguaglianza, la gratificazione) si siano accontentate delle briciole apparentemente più appetitose. E bisogna cominciare con l'interrogarsi sulle bambine: perché è ancora una volta negli anni dell'infanzia che le donne vengono indotte a consegnarsi a una docilità oggi travestita da rampantismo, a una certezza di subordine che persiste, e trova forme nuove persino in territori dove l'identità è fluida come il web.
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  • 2

    Il libro è fonte di molte informazioni interessanti ed accompagna nella riflessione. Purtroppo però divaga continuamente, i capitoli partono da un tema ma poi seguirne il filo diventa complicato, in quanto si dipana in troppe vie traverse.


    Inoltre è incredibilmente critico. Finisce per far ...continua

    Il libro è fonte di molte informazioni interessanti ed accompagna nella riflessione. Purtroppo però divaga continuamente, i capitoli partono da un tema ma poi seguirne il filo diventa complicato, in quanto si dipana in troppe vie traverse.

    Inoltre è incredibilmente critico. Finisce per fare la stessa cosa di cui accusa la società: additare le donne per qualsiasi scelte facciano, sempre e solo condizionate.... ma avremmo ancora un pò di libero arbitrio??

    Peccato, partiva da ottimi presupposti.

    ha scritto il 

  • 4

    molto bello. sicuramente da molti spunti di riflessione. mette in luce cose talmente ovvie che ormai non ci facevo nemmeno più caso, dandole per scontate senza riflettere sul fatto che siano sbagliate. unico difetto un pò "esagerato". o forse sono io che sono talmente impastata in questi preconce ...continua

    molto bello. sicuramente da molti spunti di riflessione. mette in luce cose talmente ovvie che ormai non ci facevo nemmeno più caso, dandole per scontate senza riflettere sul fatto che siano sbagliate. unico difetto un pò "esagerato". o forse sono io che sono talmente impastata in questi preconcetti sulla condizione della donna da non capire. ma non vedo dove sia l'errore se una donna laureata e affermata sogni cmq di farsi una famiglia. per il resto credo che nel mio piccolo assesterò ulteriormente il tiro nell'educazione dei miei figli

    ha scritto il 

  • 5

    ESSENZIALE per comprendere i meccanismi della società che fa del genere una differenza insormontabile ed imputa ai media l'unica responsabilità negativa di questo, avviando uno "scarica barile" continuo (dalla tv, ad internet, da internet alla famiglia, ecc.). Consiglio di leggere prima il testo ...continua

    ESSENZIALE per comprendere i meccanismi della società che fa del genere una differenza insormontabile ed imputa ai media l'unica responsabilità negativa di questo, avviando uno "scarica barile" continuo (dalla tv, ad internet, da internet alla famiglia, ecc.). Consiglio di leggere prima il testo della Belotti per capire come è stato trasmesso tradizionalmente il concetto di genere nei vari meccanismi, poi il testo della Lipperini per capire come questi siano sopravvissuti e rapportatisi con i nuovi media.

    ha scritto il 

  • 4

    Dopo aver letto "Dalla parte delle bambine" della Belotti, io e il mio compagno di letture abbiamo deciso di affrontare anche questo libro.
    "Ancora dalla parte delle bambine" segue la scia di quello precedente, che scritto quarant'anni fa, può essere considerato sorpassato...per alcune cose lo è, ...continua

    Dopo aver letto "Dalla parte delle bambine" della Belotti, io e il mio compagno di letture abbiamo deciso di affrontare anche questo libro. "Ancora dalla parte delle bambine" segue la scia di quello precedente, che scritto quarant'anni fa, può essere considerato sorpassato...per alcune cose lo è, per altre è estremamente attuale! Quanto siamo influenzati dai mass media? Come si è evoluta la società? Quali sono i comportamenti che i giovani d'oggi hanno, in seguito a condizionamenti su condizionamenti? Siamo talmente assuefatti che crediamo di decidere noi determinate cose, e invece sono solo il frutto di un indottrinamento. Quanto sono innocue le Winx, destinate ad un pubblico di piccolissime, quando parlano del fatto che per trovare il ragazzo bisogna essere bellissime? Quanto sono innocui i giornaletti, sempre rivolti all'età preadolescenziale, che in una pagina mettono la pubblicità di giocattoli per bambini, mentre in quella successiva pubblicano le domande relative al sesso? Non ci si rende conto di tutto ciò, ma probabilmente le piccole interiorizzano tutto e cresceranno con il pallino che per essere volute e rispettate da tutti bisogna essere ben vestite, ben truccate, con un fisico perfetto...e chi non corrisponde a quei canoni è una sfigata da emarginare. Dopo aver letto il libro si fa veramente caso a tutti i programmi maschilisti, ma non quelli espliciti...no, quelli che passano questo messaggio "in sordina". Sesso in età precoce, tecnologia che circonda tutti, problemi di genere, problemi in famiglia e a scuola, problemi di peso e anoressia...Di tutto questo parla la scrittrice in questo saggio. Ho trovato molto triste la parte sui problemi di peso, forse perché in quei discorsi riportati rivedevo la me di qualche anno fa e quella di adesso, e ho trovato irritante la parte sui giornaletti e programmi televisivi. No, non per quello che diceva la Lipperini ma per quello che faceva presente, per tutte le strategie presenti nella società. Comunque, a mio parere, il libro ha una pecca:troppo confusionario. I capitoli e paragrafi sono quasi inesistenti, si passa da un argomento ad un altro con nonchalance. Se dobbiamo fare un paragone ho preferito il libro della Belotti, che parla un po' di più dell'educazione. "Ancora dalla parte delle bambine" è comunque un buon libro e se siete genitori o avete a che fare con dei bambini (ma non solo), leggetelo. Anzi, leggeteli entrambi!

    ha scritto il 

  • 4

    Ho impiegato molto tempo a leggere questo saggio. Probabilmente perché alcuni concetti, proposti al fine di esaltare quanto premeva all’autrice, meritavano sedimentazione, acquisizione e/o parziale ridimensionamento (il quadro finale del gender gap è catastrofico!). Il testo si presenta però diso ...continua

    Ho impiegato molto tempo a leggere questo saggio. Probabilmente perché alcuni concetti, proposti al fine di esaltare quanto premeva all’autrice, meritavano sedimentazione, acquisizione e/o parziale ridimensionamento (il quadro finale del gender gap è catastrofico!). Il testo si presenta però disorganico, talvolta ripetitivo e pertanto un poco dispersivo. Ciononostante, l’ho trovato informativo e ‘utile’ come donna e come mamma.

    ha scritto il 

  • 3

    Con questo libro è stato amore a prima vista.
    Ha tradotto in parole quello che vivo e mi chiedo lavorando con bambini e ragazzi: "Perchè le figlie di quelle donne che sognavano di diventare presidenti degli Stati Uniti -o del Consiglio, volendo riportare il tutto in Italia- desiderano invece, div ...continua

    Con questo libro è stato amore a prima vista. Ha tradotto in parole quello che vivo e mi chiedo lavorando con bambini e ragazzi: "Perchè le figlie di quelle donne che sognavano di diventare presidenti degli Stati Uniti -o del Consiglio, volendo riportare il tutto in Italia- desiderano invece, diventare estetiste, letterine, veline? Cosa è successo alle nostre bambine? ". Spesso resto piuttosto colpita, dal vederle truccate a nove anni, dal constatare che una seduta dall'estetista -a 13 anni- o dal parrucchiere, è più importante di una giornata di scuola, e che per loro non c'è nulla di più invidiabile in un'amica, che unghie perfette, laccate e decorate all'ultima moda. Dalla parte delle bambine analizza proprio questa decadenza -lasciatemi passare il termine-, ponendosi come un ideale proseguimento di Dalla parte delle bambine, di Elena Gianini Belotti, che raccontava, negli anni Settanta, come l'educazione dei bambini e delle bambine fosse tale da rinchiuderli in ruoli prestabiliti (i peggiori, manco a dirlo, riservati alle piccole). Loredana Lipperini pone l'accento sulla regenderization, cioè sul fatto che la nostra società, dopo decenni di lotte per la parità, stia tristemente tornando alla gabbia della divisione dei sessi, condizionando gusti e aspirazioni dei bambini e delle bambine. Interessante è anche il discorso sulle pubblicità e sulle riviste per adolescenti, che in realtà si rivolgono a piccole di età dagli otto anni in su, le quali vengono portate a desiderare trucchi, abiti alla moda, unghie perfette, ed a considerare il proprio valore in base all'aspetto del proprio corpo, dando poca -o nulla, purtroppo- importanza all'intelligenza e alle capacità individuali. Un saggio che ti lascia con l'amaro in bocca, che mi ha messo tristezza, che apre gli occhi su lustrini, glitter, tuttorosaaognicosto sotto i quali vengono sepolte le nostre bambine, che, se non aiutate e prese per mano, cresceranno con la convinzione di poter giocare solo al Sapientino rosa, di dover aiutare la mamma nelle faccende -aspettando con ansia di diventare grandi e attendere l'uomo con le pantofole pronte e la cena in caldo-, di non essere adatte allo studio della matematica o alle scienze, di doversi preoccupare solo di abiti, trucco e parrucco, posticipando ad un lontano domani la lettura di un buon libro.

    http://iltesorodicarta.blogspot.it/

    ha scritto il 

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