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Ancora dalla parte delle bambine

Di

Editore: Feltrinelli

4.0
(662)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 288 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807722143 | Isbn-13: 9788807722141 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Education & Teaching , Family, Sex & Relationships , Social Science

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Descrizione del libro
Le eroine dei fumetti le invitano a essere belle. Le loro riviste propongono test sentimentali e consigli su come truccarsi. Nei loro libri scolastici, le mamme continuano ad accudire la casa per padri e fratelli. La pubblicità le dipinge come piccole cuoche. Le loro bambole sono sexy e rispecchiano (o inducono) i loro sogni. Questo è il mondo delle nuove bambine. Negli anni settanta, Elena Gianini Belotti raccontò come l'educazione sociale e culturale all'inferiorità femminile si compisse nel giro di pochi anni, dalla nascita all'ingresso nella vita scolastica. Le cose non sono cambiate, anche se le apparenze sembrano andare nella direzione contraria. Ad esempio, libri, film e cartoni propongono, certo, più personaggi femminili di un tempo: ma confinandoli nell'antico stereotipo della fata e della strega. Sembra legittimo chiedersi cosa sia accaduto negli ultimi trent'anni, e come mai coloro che volevano tutto (il sapere, la maternità, l'uguaglianza, la gratificazione) si siano accontentate delle briciole apparentemente più appetitose. E bisogna cominciare con l'interrogarsi sulle bambine: perché è ancora una volta negli anni dell'infanzia che le donne vengono indotte a consegnarsi a una docilità oggi travestita da rampantismo, a una certezza di subordine che persiste, e trova forme nuove persino in territori dove l'identità è fluida come il web.
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  • 0

    lettura dolorosa e necessaria

    Sono nata all'inizio del 1978. Mentre mia madre era incinta, le regalarono e lesse con avidità, "Dalla parte delle bambine"della Belotti. Non le bastò a darmi l'educazione che avrebbe voluto, vuoi per ...continua

    Sono nata all'inizio del 1978. Mentre mia madre era incinta, le regalarono e lesse con avidità, "Dalla parte delle bambine"della Belotti. Non le bastò a darmi l'educazione che avrebbe voluto, vuoi per il potere dell'esempio, vuoi per l'invadenza della società. Eppure mi reputo fortunata. Ora, da adulta, ho voluto leggere "Ancora dalla parte delle bambine". E' un libro che fa male, a tratti. Ferisce, umilia, fa infuriare. Ma è giusto che sia così, che si getti il sale sulle ferite che non sappiamo di avere, che vogliamo ignorare in cambio di una pace che, in realtà, è solo sopportazione. Un'analisi dettagliata e spietata di come il mondo diviso in rosa e azzurro inizi a condizionare il nostro destino e la nostra autenticità già da quando siamo piccoli.

    ha scritto il 

  • 2

    Il libro è fonte di molte informazioni interessanti ed accompagna nella riflessione. Purtroppo però divaga continuamente, i capitoli partono da un tema ma poi seguirne il filo diventa complicato, in q ...continua

    Il libro è fonte di molte informazioni interessanti ed accompagna nella riflessione. Purtroppo però divaga continuamente, i capitoli partono da un tema ma poi seguirne il filo diventa complicato, in quanto si dipana in troppe vie traverse.

    Inoltre è incredibilmente critico. Finisce per fare la stessa cosa di cui accusa la società: additare le donne per qualsiasi scelte facciano, sempre e solo condizionate.... ma avremmo ancora un pò di libero arbitrio??

    Peccato, partiva da ottimi presupposti.

    ha scritto il 

  • 4

    molto bello. sicuramente da molti spunti di riflessione. mette in luce cose talmente ovvie che ormai non ci facevo nemmeno più caso, dandole per scontate senza riflettere sul fatto che siano sbagliate ...continua

    molto bello. sicuramente da molti spunti di riflessione. mette in luce cose talmente ovvie che ormai non ci facevo nemmeno più caso, dandole per scontate senza riflettere sul fatto che siano sbagliate. unico difetto un pò "esagerato". o forse sono io che sono talmente impastata in questi preconcetti sulla condizione della donna da non capire. ma non vedo dove sia l'errore se una donna laureata e affermata sogni cmq di farsi una famiglia. per il resto credo che nel mio piccolo assesterò ulteriormente il tiro nell'educazione dei miei figli

    ha scritto il 

  • 5

    ESSENZIALE per comprendere i meccanismi della società che fa del genere una differenza insormontabile ed imputa ai media l'unica responsabilità negativa di questo, avviando uno "scarica barile" contin ...continua

    ESSENZIALE per comprendere i meccanismi della società che fa del genere una differenza insormontabile ed imputa ai media l'unica responsabilità negativa di questo, avviando uno "scarica barile" continuo (dalla tv, ad internet, da internet alla famiglia, ecc.). Consiglio di leggere prima il testo della Belotti per capire come è stato trasmesso tradizionalmente il concetto di genere nei vari meccanismi, poi il testo della Lipperini per capire come questi siano sopravvissuti e rapportatisi con i nuovi media.

    ha scritto il 

  • 4

    Dopo aver letto "Dalla parte delle bambine" della Belotti, io e il mio compagno di letture abbiamo deciso di affrontare anche questo libro.
    "Ancora dalla parte delle bambine" segue la scia di quello p ...continua

    Dopo aver letto "Dalla parte delle bambine" della Belotti, io e il mio compagno di letture abbiamo deciso di affrontare anche questo libro.
    "Ancora dalla parte delle bambine" segue la scia di quello precedente, che scritto quarant'anni fa, può essere considerato sorpassato...per alcune cose lo è, per altre è estremamente attuale!
    Quanto siamo influenzati dai mass media? Come si è evoluta la società?
    Quali sono i comportamenti che i giovani d'oggi hanno, in seguito a condizionamenti su condizionamenti?
    Siamo talmente assuefatti che crediamo di decidere noi determinate cose, e invece sono solo il frutto di un indottrinamento.
    Quanto sono innocue le Winx, destinate ad un pubblico di piccolissime, quando parlano del fatto che per trovare il ragazzo bisogna essere bellissime?
    Quanto sono innocui i giornaletti, sempre rivolti all'età preadolescenziale, che in una pagina mettono la pubblicità di giocattoli per bambini, mentre in quella successiva pubblicano le domande relative al sesso?
    Non ci si rende conto di tutto ciò, ma probabilmente le piccole interiorizzano tutto e cresceranno con il pallino che per essere volute e rispettate da tutti bisogna essere ben vestite, ben truccate, con un fisico perfetto...e chi non corrisponde a quei canoni è una sfigata da emarginare.
    Dopo aver letto il libro si fa veramente caso a tutti i programmi maschilisti, ma non quelli espliciti...no, quelli che passano questo messaggio "in sordina".
    Sesso in età precoce, tecnologia che circonda tutti, problemi di genere, problemi in famiglia e a scuola, problemi di peso e anoressia...Di tutto questo parla la scrittrice in questo saggio.
    Ho trovato molto triste la parte sui problemi di peso, forse perché in quei discorsi riportati rivedevo la me di qualche anno fa e quella di adesso, e ho trovato irritante la parte sui giornaletti e programmi televisivi. No, non per quello che diceva la Lipperini ma per quello che faceva presente, per tutte le strategie presenti nella società.
    Comunque, a mio parere, il libro ha una pecca:troppo confusionario.
    I capitoli e paragrafi sono quasi inesistenti, si passa da un argomento ad un altro con nonchalance.
    Se dobbiamo fare un paragone ho preferito il libro della Belotti, che parla un po' di più dell'educazione.
    "Ancora dalla parte delle bambine" è comunque un buon libro e se siete genitori o avete a che fare con dei bambini (ma non solo), leggetelo.
    Anzi, leggeteli entrambi!

    ha scritto il 

  • 4

    Ho impiegato molto tempo a leggere questo saggio. Probabilmente perché alcuni concetti, proposti al fine di esaltare quanto premeva all’autrice, meritavano sedimentazione, acquisizione e/o parziale ri ...continua

    Ho impiegato molto tempo a leggere questo saggio. Probabilmente perché alcuni concetti, proposti al fine di esaltare quanto premeva all’autrice, meritavano sedimentazione, acquisizione e/o parziale ridimensionamento (il quadro finale del gender gap è catastrofico!). Il testo si presenta però disorganico, talvolta ripetitivo e pertanto un poco dispersivo.
    Ciononostante, l’ho trovato informativo e ‘utile’ come donna e come mamma.

    ha scritto il 

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