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Andreotti

La vita di un uomo politico, la storia di un'epoca

Di

Editore: Mondadori

3.8
(40)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8804581506 | Isbn-13: 9788804581505 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Biography , History , Political

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Descrizione del libro
Questo libro è la biografia di un "sopravvissuto" un po' speciale: due guerre mondiali, sette papi, monarchia, fascismo, prima e seconda Repubblica, e ben sei processi per mafia. È la storia delle due vite (una precedente e una successiva ai clamorosi processi che lo hanno visto imputato per un decennio) di un ex potente, che solo a fatica può definirsi ex, dato che ancora oggi continua a far sentire la propria influenza in Italia. Ma, soprattutto, questo libro è la storia di un pezzo del nostro Novecento, visto attraverso le miserie e la nobiltà della classe dirigente cattolica: nel passaggio traumatico dalle cronache politiche a quelle giudiziarie, si coglie la perdita d'identità non solo di una nomenklatura, ma di un pezzo dell'Italia moderata
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  • 2

    Tempo sprecato

    Non sono proprio riuscito a finirlo. Superata la metà del libro ci si rende conto che non c'è (e non ci sarà, molto probabilmente) nemmeno l'ombra di analisi realmente critica (nel senso più neutro del termine) del personaggio e della sua attività politica. Il libro è una cronistoria della vita d ...continua

    Non sono proprio riuscito a finirlo. Superata la metà del libro ci si rende conto che non c'è (e non ci sarà, molto probabilmente) nemmeno l'ombra di analisi realmente critica (nel senso più neutro del termine) del personaggio e della sua attività politica. Il libro è una cronistoria della vita di Andreotti e ne dipinge un'immagine fin troppo lusinghiera e quasi romantica.

    ha scritto il 

  • 4

    Una biografia che non contiene solamente dei buoni spunti per capire l'uomo Andreotti ma tutta un'era che, per chi come me non l'ha vissuta, fa fatica a capire molti passaggi attuali.

    ha scritto il 

  • 3

    Quando le biografie riescono a metà. E la metà riuscita non è certo merito dell'autore, ma del personaggio. Franco non riesce nell'intento di approfondire adeguatamente gli anni di maggior interesse (almeno per me), quelli della vicinanza-lontananza da Moro e quelli di governo assieme a Craxi. De ...continua

    Quando le biografie riescono a metà. E la metà riuscita non è certo merito dell'autore, ma del personaggio. Franco non riesce nell'intento di approfondire adeguatamente gli anni di maggior interesse (almeno per me), quelli della vicinanza-lontananza da Moro e quelli di governo assieme a Craxi. Dedica troppi capitoli ai processi che affronta, senza poter dare opinioni personali che si distacchino dalle sentenze finali. Ripete troppo spesso cose già dette, particolari già affrontati, e questo appesantisce la lettura. Alcuni capitoli li ho saltati proprio per questi motivi. Piacerebbe avere una lettura della parte oscura che rispecchi veramente la verità, e che non si nasconda dietro il volto pubblico del Divo Giulio. Piacerebbe sapere se quel che è stato detto a Il Divo è realmente vero o no. Ma per questo forse dovremmo attendere la morte di Andreotti, che non avverrà mai probabilmente. Al Rallenty.

    ha scritto il 

  • 4

    Massimo Franco...che ottima scoperta

    Il giornalista/scrittore Massimo Franco descrive, con vivacità, perizia, curiosità, la storia di un uomo che è anche la storia del paese che ha rappresentato. Senza cadere nella piaggeria o, al contrario, nella critica/condanna aprioristica, Franco riesce a raccontarci Andreotti con partecipazion ...continua

    Il giornalista/scrittore Massimo Franco descrive, con vivacità, perizia, curiosità, la storia di un uomo che è anche la storia del paese che ha rappresentato. Senza cadere nella piaggeria o, al contrario, nella critica/condanna aprioristica, Franco riesce a raccontarci Andreotti con partecipazione e passione, ma senza schierarsi...con "sentita obiettività". Insomma il modo di raccontare questo Papa Belzebù della nostra politica, rispecchia perfettamente il personaggio stesso, sempre in bilico tra santità e dannazione, grandezza e familiarità...una sorta di ossimoro vivente. I dilettanti della politica di oggi, e questo è un giudizio scevro da ogni risvolto etico, dovrebbero pagargli qualche lezione del "mestiere"

    ha scritto il 

  • 4

    Giulio L'eterno

    Chiariamoci subito: Non è un romanzo! Ma è come se lo fosse. Il Senatore a vita Andreotti è tra queste pagine il Divo di decenni di storia italiana, repubblicana e no. Per me che sono del '76 e che prima di arrivare in Italia nel '83 stavo altrove, queste pagine hanno rappresentato un viaggio tra ...continua

    Chiariamoci subito: Non è un romanzo! Ma è come se lo fosse. Il Senatore a vita Andreotti è tra queste pagine il Divo di decenni di storia italiana, repubblicana e no. Per me che sono del '76 e che prima di arrivare in Italia nel '83 stavo altrove, queste pagine hanno rappresentato un viaggio tra la storia del Novecento italiano, tra i saliscendi delle patrie vicissitudini che spesso hanno disegnato un dosso simile al profilo del sempreverde On. Andreotti. Cosi scopro che non era di famiglia alto borghese, come invece credevo, che rimase orfano di padre a tenera età e che l'emicrania lo ha perseguitato per tutta la vita. Coscienza sporca che si ribella al suo padrone chiedendogli di purificarsi attraverso il dolore fisico? Dire di no, forse semplicemente mal di testa. Attraverso quest'uomo che va per i 100, l'autore ci consegna una concezione del potere strettamente legata alla stagione della guerra fredda. Figlio del suo tempo l'On Andreotti si è schierato e ha operato sempre come fervente anticomunista. Spesso ha fatto gli interessi dell'Italia, sempre ha fatto gli interessi del Vaticano. E' sorprendente come la carriera di quest'uomo sia visceralmente legata alla vita della Curia Romana. Si dice che De Gasperi andasse in chiesa per parlare con Dio, mentre Andreotti per parlare con il parroco. Non mancano, tra i capitoli del libro, i sospetti e le ombre sulla condotta del Senatore a Vita. Gli innumerevoli casi in cui la Magistratura ha chiesto l'autorizzazione a procedere nei suoi confronti, spesso per reati gravissimi, e la sequela di inchieste che lo indicavano come mandante di questo o quel omicidio, come l'uomo al vertice della Loggia P2, come l'eminenza nera che tutto sapeva e che non si è adoperata per evitare la catastrofe, anzi l'ha architettata e diretta. Passando dall'omicidio di Moro e del giornalista Pecorelli, tra i suoi chiacchieratissimi legami con esponenti dei vertici di Cosa Nostra, i cugini Salvo, tanto per citarne due, sino al fantasioso bacio scambiato con il Boss Riina, l'autore propone una ricostruzione lucida del Papa Nero. Certo, non si può non accorgersi che la versione di Massimo Franco è di parte. Lo si intuisce dalla miriade di perle contenute nel suo lavoro, spesso riportate per fornirci un'immagine dell'Eterno Giulio più familiare e “simpatica” di quella che altrimenti avremmo. Bello il capitolo intitolato Giulio e Giulia, dove si narra della relazione di amicizia nata all'ombra del processo di Palermo tra l'Avv. Giulia Bongiorno e Zio Giulio. Abbeverandosi alla fonte di un altro testo “Nient'altro che la Verità – Come il processo Andreotti ha cambiato la mia vita”, scritto dall'illustre penalista, Franco riferisce squarci inediti della Vecchia Volpe, come lo apostrofava il fu Bettino Craxi. Resta mitico lo scontro con il leader del PSI che in un'occasione riferendosi a lui aveva detto che le volpi, alla fine, finiscono sempre in pellicceria e la risposta fornitagli qualche tempo dopo da Andreotti, quando trasferito il suo vecchio studio in una nuova sede, una vecchia pellicceria, incontrando Craxi gli disse: “Vedi sono finito anch'io in una pellicceria, ma sono ancora vivo”. Divertentissimi gli aforismi del Divo disseminati per tutto il libro fra i quali riporto i più famosi: Tranne che per le guerre puniche, mi viene attribuito veramente di tutto; Non basta avere ragione: bisogna anche avere qualcuno che te la dia; L'umiltà è una virtù stupenda. Ma non quando si esercita nella dichiarazione dei redditi; (Sullo sciopero della fame attuato dalla senatrice Franca Rame contro l'allargamento della base militare di Vicenza) - “Assicuro la gentile Collega che può contare sulla mia solidarietà: tra un pasto e l'altro non prenderò cibo”; Amo talmente tanto la Germania che ne preferivo due; I miei amici che facevano sport sono morti da tempo. Insomma è un bel libro questo sul Senatore a vita Giulio Andreotti, l'uomo entrato nella Costituente a 27 anni, perennemente rieletto come parlamentare, ove rimarrà per sempre, essendo Senatore a vita. Chissà se ora, sul viale del tramonto, se non altro per ragioni anagrafiche, varrà anche per lui l'adagio “Il potere logora chi non ce l'ha....

    ha scritto il 

  • 0

    Andreotti: storia di un’epoca. Ritratto di Massimo Franco

    “Andreotti. La vita di un uomo politico, la storia di un’epoca” (Mondadori, 2010) non è solo una biografia. E’ molto, molto di più. L’autore, Massimo Franco, ci regala un volume davvero appassionante.


    http://www.ilrecensore.com/wp2/2010/03/andreotti-storia-di-unepoca-ritratto-di-massimo-f ...continua

    “Andreotti. La vita di un uomo politico, la storia di un’epoca” (Mondadori, 2010) non è solo una biografia. E’ molto, molto di più. L’autore, Massimo Franco, ci regala un volume davvero appassionante.

    http://www.ilrecensore.com/wp2/2010/03/andreotti-storia-di-unepoca-ritratto-di-massimo-franco/

    ha scritto il 

  • 3

    L'Immortale

    La lettura di questo libro non puo`non suscitare ricordi e riflessioni in chi ha vissuto gran parte degli anni del "divo Giulio". Non che io abbia la`stessa eta`di questo gigante della storia politica italiana del secolo e millennio scorsi, ma posso ricordare molte cose della vita del nostro Belp ...continua

    La lettura di questo libro non puo`non suscitare ricordi e riflessioni in chi ha vissuto gran parte degli anni del "divo Giulio". Non che io abbia la`stessa eta`di questo gigante della storia politica italiana del secolo e millennio scorsi, ma posso ricordare molte cose della vita del nostro Belpaese che ruotano intorno alla sua "gobba".

    Una gobba originale ed una voce unica nello scenario della vita italiana. Ricordo che negli anni sessanta avevamo fondato un circolo culturale tra noi studenti di provincia meridionale e lo avevamo chiamato "Europa" seguendo il titolo di una bella rivista che Giulio Andreotti aveva fondato e sulla quale convergevano illustre firme del giornalismo europeo come della politica.

    Ci appassionavamo a quei contenuti che avevano una risonanza europea, un`Europa ancora da venire e che si chiamava solo M.E.C. A dire il vero ci capivamo ben poco, la nostra era solo un`aspirazione ad evadere dal grigiore, ed anche dalla miseria, della provincia. Ma c`era anche chi si industriava a trovare un modo per farsi notare nella sede della sezione D.C. e fare qualche viaggetto nella capitale al seguito dell`onorevole locale che spesso andava a Roma a vederlo e sentirlo.

    Cosi`sono iniziate tante carriere politiche locali provinciali e regionali sulla gobba e sulla voce del Silvio immortale.

    Quanto tempo e´passato? Trenta, quaranta, cinquanta, sessanta anni? Silvio e`sempre la`e che Dio ce lo conservi a lungo. Leggetevi questa biografia e leggerete una parte della vostra vita.

    ha scritto il 

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